00 3/3/2009 9:21 AM


Polemiche sulla carenza di organico

La scelta di massa delle famiglie italiane per il tempo pieno e prolungato a 30 ore settimanali innesca una dura polemica sulla validità delle norme introdotte dal governo nella scuola primaria: se da una parte sindacati ed opposizione hanno associato i dati sulle iscrizioni ad una bocciatura della riforma Gelmini, dall'altra lo stesso ministro ha replicato che il quadro orario scelto non rappresenta una bocciatura del maestro unico.

"Il maestro unico - si è affannata a ripetere il ministro Gelmini - c'è, indipendentemente dal quadro orario scelto. Esiste nelle 24, 27 e 30 ore. Credo che il cosiddetto modulo, la presenza di più insegnanti nella stessa classe, non abbia portato buoni risultati. Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta delle famiglie che sembra abbiano privilegiato le 30 ore".

E il problema, secondo Tuttoscuola, nasce proprio da questa scelta. Se risultasse confermato il sondaggio diffuso dal ministero relativo alle iscrizioni, secondo la rivista specializzata ci sarebbe solo un 3% di classi funzionanti a 24 ore, e un altro 3% speculare di classi a 30 ore, dal momento che gli organici (lasciando da parte il tempo pieno per il quale la Gelmini ha più volte assicurato il mantenimento degli attuali livelli) sono stati "tarati" su un monte ore totale di 27 ore e dunque la sorte delle 30 ore sarebbe, in buona sostanza, legata a quella delle 24.

In questo caso due terzi delle prime classi (67%) risulterebbe con il modello orario a 27 ore settimanali (benchè solo il 7%, secondo il sondaggio del ministero, abbia scelto quel modello orario). Insomma di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore settimanali risulterebbe soddisfatto un terzo, perché il 27% di classi a 40 ore e il 3% a 30 ore fanno un totale complessivo del 30%, mentre il 60% si dovrebbe accontentare dell'orario breve di 27 ore.

Considerando che gli iscritti al primo anno della primaria sono circa 500 mila (511 mila nel 2008-09) sarebbero circa 300 mila le famiglie alle quali potrebbe non essere accordato il tempo medio lungo richiesto. "Non servono artifici tecnici o false verità: i genitori si aspettano le 30 ore, con la mensa e la compresenza, e si aspettano il tempo pieno come tempo scuola e non come doposcuola. Il ministro sa che senza soldi e con tanta demagogia - ha osservato l'ex titolare del dicastero dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni - non si educano i nostri figli".

Il ministro Gelmini ha rifiutato le critiche ("nulla di più falso") e poi ribadito che "il maestro unico esiste indipendentemente dal quadro orario scelto dalle famiglie. Esiste nelle 24, nelle 27 e nelle 30 ore. La scelta delle famiglie del quadro orario non ha nulla a che vedere col maestro unico che è il modello che abbiamo scelto". Ed in ogni caso per Gelmini tutta l'Europa adotta un modello d'insegnamento di scuola elementare privo di alcuna copresenza di docenti: "credo che il cosiddetto modulo, la presenza di più insegnanti nella stessa classe, - ha sottolineato il ministro - non abbia portato buoni risultati. Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta delle famiglie che, peraltro, hanno esercitato libertà di scelta e sembra abbiamo privilegiato le 30 ore".

La vera discriminante resta comunque il numero di insegnanti a disposizione. Il ministro Gelmini potrebbe anche decidere di rivedere i criteri per la determinazione degli organici per il prossimo anno ed è possibile che alla fine decida di valutare il 'caso per caso'. In questa direzione sembra muoversi la nota inviata alla Regione Veneto da viale Trastevere nella quale si assicura che la questione del tempo pieno "sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilita' al fine di garantire una dotazione regionale di organico in grado di corrispondere alle attese delle famiglie"






tgcom