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Lo strano caso del "Pieve di Teco"

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    polesano75
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    Registered in: 2/23/2012
    00 8/10/2021 11:19 AM
    Prima di Caporetto era abbastanza raro che un reparto fosse sciolto.
    Uno dei pochissimi casi riguarda il battaglione Pieve di Teco, un reparto permanente del 1° Alpini. Alla fine del 1915 il battaglione viene scisso in due: metà (compagnie 2-7-8) rimase sul monte Rombon,zona alto Isonzo, e l'altra metà, denominata battaglione Pieve di Teco bis ( con le compagnie di milizia mobile 107 e 115), venne mandata in Carnia.
    Nel marzo del 1916 mentre il Pieve di Teco bis, ricevuta una terza compagnia (120a) di nuova formazione, assume la denominazione di battaglione Monte Saccarello, le compagnie permanenti vengono sciolte e i soldati trasferiti ad altre unità.
    Il diario del battaglione non dice altro. La mia domanda è: lo scioglimento del battaglione è stata una scelta puramente organizzativa o sotto c'è qualcos'altro (ammutinamento, diserzioni ecc...)?

    Ciao
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    Mauro A.
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    Registered in: 8/8/2004
    00 8/10/2021 12:09 PM
    E' stato sciloto dopo la perdita del Cukla avvenuta nel febbraio del 1916. Ci fu successivamente un inchiesta nella quale venne fatta luce e colpevolizzato quetso battaglione, e da qui la decisione dello scioglimento. Gli alpini facenti parte vennero trasferiti nei battaglioni Exilles, bassano e Cividale. Ricorda molto quello che avvenne poi per la Trapani nel 17 per la mancata riuscita della conquista di quota 28 sul Timavo.

    Mauro
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    Scrivimi ...scrivimi lungamente e tanto .... scrivimi di te sempre ....solo le tue parole mi tengono in vita in questa vita d'inferno.

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    polesano75
    Post: 1,102
    Registered in: 2/23/2012
    00 8/10/2021 3:47 PM
    Sospettavo qualcosa del genere, però, di solito, il primo a a pagare era il comandante , che finiva "silurato". Qua, invece, il comandante del battaglione, ten. col. Giovanni Beltramo, fu promosso a comandare prima un reggimento (il 64° fanteria) e poi, addirittura, una brigata (la Ivrea).
    Evidentemente hanno ritenuto colpevoli della sconfitta i soldati
    Strano che non abbiano fucilato nessuno....
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    Hunold
    Post: 344
    Registered in: 5/12/2007
    00 8/10/2021 10:53 PM

    Una precisazione: nei riassunti dei battaglioni alpini, il “Pieve di Teco bis” era formato, alla fine del 1915, dalle compagnie 2a 3a e 8a (quelle che si trovavano in zona Cukla al momento della perdita della posizione); le altre compagnie, 107a e la 115a, erano rimaste in zona Carnia.



    Nel volumetto “Gli alpini di fronte al nemico – Batt. Pieve di Teco” (10° Regg.Alpini Editore, Roma, 1938), a proposito dello sfortunato evento, si legge:

    “Ai primi di gennaio 1916 il battaglione ritorna ad occupare le sue vecchie posizioni e cioè la linea Romboncino-Colletta del Cukla-Monte Cukla-pendici SE di questo monte. […] nella notte sul 12 febbraio, gli austriaci, vestiti con bianche tenute da sciatori, riescono a catturare gli uomini di un piccolo posto sulla sommità del Cukla, tenuto da una squadra della 2a compagnia. Di propria iniziativa, spinti dal sentimento di vendicare lo smacco subito, sebbene non imputabile al valore del piccolo reparto, gli alpini della 2a compagnia tentano invano di riconquistare la sommità del Cukla che già era costata tanto sangue.
    In questo assalto muore, al grido di “Savoia”, il sottotenente Pietro Regio che, febbricitante, non aveva voluto lasciare il proprio reparto per essere internato all' ospedale.
    Il giorno seguente viene ordinata una nuova azione per ritogliere al nemico il Cukla.
    Il compito è affidato ancora a reparti del “Pieve”: alla 8a compagnia ed ai rimasti della 2a.
    Il contrattacco si effettua il 14 febbraio, dopo una breve preparazione di artiglieria.
    I resti della 2a compagnia con alla testa il prode suo comandante, Capitano Renato Tomatis, si slanciano contro le trincee del Cukla, dalle quali gli austriaci iniziano una violenta azione di fuoco.
    Il candore delle nevi si arrossa ben presto del generoso sangue di molti caduti; ma il magnifico, ammirevole slancio degli alpini del “Pieve” li porta a raggiungere d' impeto le trincee nemiche.
    Il capitano Tomatis mettendo piede, primo fra i primi, sullo spalto della trincea nemica, cade colpito da una fucilata in pieno petto.
    Gli alpini insistono nell' attacco, violentemente battuti dal fuoco avversario che infligge gravissime perdite, ma ogni sforzo è vano per l' accanimento e il numero dei difensori.
    Fallito questo tentativo il battaglione Pieve di Teco, che aveva lasciato sul campo buona parte dei suoi effettivi e che in pochi mesi di guerra aveva perduto, tra morti e feriti, molti uomini, viene ritirato e inviato a Villa Santina.
    Pochi giorni dopo, per un troppo duro e precipitato apprezzamento degli eventi da parte dei comandi superiori, viene disciolto.
    Profondo è il dolore dei superstiti, dolore che può essere solo compreso da chi ha compiuto tanti sacrifici oltre il limite del proprio dovere, da chi ha visto cadere nella lotta un così grande numero di compagni [...]"

    Il sottotenente Regio, nel bollettino della concessione di medaglia di bronzo al V.M. - Regio Decreto 19 agosto 1921- diventa "Reggio"



    Non ho trovato il capitano Renato Tomatis (nei riassunti è indicato come tenente, deceduto il 17.02.1916 alla Sezione Sanità Div.) tra i decorati al V.M., di solito un ufficiale, per una fine in combattimento come quella, veniva decorato... (negli elenchi online ne mancano tanti, chissà..., non voglio pensare male, cioè che essendo il comandante della compagnia che ha perso la posizione non si sia voluto ricompensarlo alla memoria)

    Saluti




    [Edited by Hunold 8/10/2021 11:12 PM]
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    alpein
    Post: 54
    Registered in: 12/28/2008
    00 8/21/2021 5:27 PM
    In effetti il cognome è Reggio, cognome diffuso a Strevi (AL)-