00 1/27/2020 12:08 AM
Morto Kobe Bryant con la figlia 13enne: incidente in elicottero.
La leggenda Nba aveva 41 anni



L'ex stella dei Los Angeles Lakers è precipitato con la figlia, una compagna della figlia e un genitore e il pilota.
Stamattina si era complimentato con LeBron James che lo aveva superato come terzo realizzatore della storia


Simone Sandri

La notizia che paralizza l'America sportiva e non arriva poco dopo le 14.30 di New York: tra le nove vittime dell'incidente di un elicottero precipitato sulle colline di Calabasas, zona a nord-ovest del downtown di Los Angeles, ci sono anche Kobe Bryant e la figlia 13enne Gianna Maria. Davvero incredibile. Solo sabato sera era andata in scena l'ennesima celebrazione della straordinaria carriera di Kobe, appena superato da LeBron James al terzo posto della classifica di marcatori di sempre nella Nba. Stando alla ricostruzione della polizia della LA County, che avrebbe ricevuto la chiamata da parte di un testimone dell'incidente alle 10.01 del mattino, ora di Los Angeles, le condizioni meteo sarebbero state particolarmente difficili, con una fitta nebbia a disturbare la visibilità del pilota. La zona del disastro aereo non è lontana dalla centro sportivo che Kobe utilizzava per la sua "Mamba Academy". Non è ancora chiaro dove fosse diretto Bryant, ma con ogni probabilità a una partita di basket della squadra della figlia: le altre vittime sono il pilota, una compagna di Gianna Maria e un genitore. La moglie Vanessa non era a bordo di quel maledetto elicottero come le altre tre figlie Natalia, Bianka e Capri.

L'INCIDENTE — “Abbiamo ricevuto la chiamata per un incidente. I detriti coprivano quasi un ettaro di terreno e l’incidente ha causato un incendio. Abbiamo immediatamente avviato la macchina dei soccorsi, abbiamo cercato eventuali superstiti ma tutte le persone a bordo sono morte” ha raccontato un portavoce della polizia. Alex Villanueva, lo sceriffo della contea di Los Angeles: “C’erano 9 persone a bordo dell’elicottero, secondo il manifesto di bordo. Otto più il pilota. Non possiamo fare i nomi fino quando non verranno confermati dal coroner e dopo averne informato le famiglie in un processo estremamente doloroso”.

"ITALIANO" — Kobe era nato negli Stati Uniti, a Philadelphia, ma ha trascorso parte dell'infanzia e dell'adolescenza (dai 6 ai 13 anni) in Italia al seguito del padre Joe, anche lui giocatore di pallacanestro, visto nel nostro paese con le canotte di Pistoia, Rieti, Reggio Calabria e Reggio Emilia. Parlava fluentemente la nostra lingua ed era un gran tifoso del Milan.

LA CARRIERA — Selezionato nel draft 1996 dagli Charlotte Hornets, ma ceduto subito ai Los Angeles Lakers, Kobe vince il suo primo anello nel 2000 formando un tandem eccezionale con Shaquille O'Neal. I gialloviola firmeranno uno storico threepeat, ripetendosi nel 2001 e nel 2002. Gli ultimi due anelli, Bryant li vince nel 2009 e nel 2010, venendo votato Mvp delle Finals. Nel 2016 il ritiro dal basket, dopo parecchi infortuni e una gara d'addio spettacolare, condita da 60 punti contro gli Utah Jazz. Ironia della sorte, Bryant era solito raggiungere lo Staples Center proprio in elicottero, un'abitudine raccontata anche dai compagni. Con la nazionale degli Stati Uniti, Kobe vinse due medaglie d'oro alle Olimpiadi del 2008 e del 2012. Il cortometraggio Dear Basketball, scritto dallo stesso Bryant e diretto da Glen Kleane, ha vinto l'Oscar nel 2018 come miglior cortometraggio d'animazione.

Fonte: Gazzetta dello Sport