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Le Piramidi e le Stelle

Last Update: 3/4/2009 9:40 PM
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1--LA RELIGIONE



Gli antichi Egiziani erano profondamente religiosi e credevano all’esistenza di un altro mondo, di un luogo speculare e simmetrico allo stesso Egitto, che era anche il mondo degli dei e dei morti. Perciò, essi, nel loro immaginario collettivo, ritennero i faraoni defunti entità divine ed eterne accanto agli dei e immaginarono di poter partecipare con rigorosi cerimoniali alla loro esistenza ultraterrena,perfino nel momento del trapasso nel viaggio verso l’aldilà. Nell’epoca pre-dinastica il culto dei defunti era molto semplice: essi venivano seppelliti in fosse scavate nella sabbia del deserto. La siccità provocava la mummificazione in maniera naturale. Ma sciacalli e ladri profanavano facilmente queste tombe e perciò se ne cominciarono a costruire altre con sovrastrutture in mattone e fango: erano le primitive “mastabe” che restarono in uso fino al periodo della II dinastia. Durante la III dinastia apparve la tomba a piramide sul modello di quella del re Zoser a Soqqara, forse ideata dal sacerdote Inhotep. Questo tipo di monumento funebre aveva una grande importanza ed era molto di più una tomba di re . Infatti aveva anche un significato religioso noto solo ai sacerdoti, gelosi custodi dei misteri della terra e del cielo. Perciò le piramidi, ancora oggi, hanno un particolare fascino e restano circondate da un alone di mistero. La piramide tipo aveva sei scalini che conducevano ad una piattaforma: l’ipotesi più accreditata interpreta tale tipologia come la riproduzione delle sfere planetarie intorno alla Terra percorse dal defunto nella sua ascesa stellare. Le origini della religione egiziana son anteriori al regno di Menes, il “re scorpione” che unificò i due più antichi regni dell’Egitto nel 3100 a.C.; esse si perdono nella favola di un’età dell’oro e di un mitico faraone dio antropomorfo che si chiamava Osiride. Atum-Ra (il Pantheon) avevano dato origine a Shu (dio dell’aria) e a Tefnut (dea dell’umidore). Questi generarono Nut, dea del cielo, e Geb, dio della terra. L’amplesso tra Nut e Geb fu interrotto dal padre Shu, dio dell’aria che frapponendosi separò il cielo dalla terra: ma Nut generò ugualmente quattro dei antropomorfi che vissero sulla terra: Osiride , Seth e due sorelle Iside e Nephtys. Osiride ed Iside furono la prima coppia divina che governò l’Egitto. E’ probabile che il Benben (pietra sacra)simboleggiasse la potenza generatrice che fece nascere Horus dal grembo di Iside. Dalla tragica morte di Osiride e dalla sua resurrezione proviene il culto egiziano per la rinascita. Osiride, con la sposa-sorella Iside, aveva regnato pacificamente e aveva stabilito le leggi (maot). Il fratello Seth lo uccise e lo tagliò nei pezzi che sparse per l’Egitto: Iside li raccolse di nascosto e formò con essi la prima mummia. Così Osiride potè trasformarsi in essere stellare e cioè in Orione; a tempo stabilito nacque Horus. Secondo questo modello tutti i faraoni legittimarono il proprio potere e la propria autorità come reincarnazione di Horus. Quando moriva il re-Horus diveniva una sola cosa con Osiride nel Duat. Il trono veniva occupato da un nuovo Horus: si chiudeva così il ciclo Horus-Osiride Horus. Tutti questi fatti erano avvenuti nello Zep-Tepi (il primo tempo): l’età dell’oro. Tali racconti sono contenuti nei “Testi delle piramidi”, rinvenuti il 24 febbraio del 1881 dall’archeologo Gaston Maspero che per primo entrò nelle piramidi di Unas (gruppo di piramidi a Soqqara con 4000 righe di inni e formule scritti nel periodo pre-dinastico).

2--LA POSIZIONE DELLE GRANDI PIRAMIDI



La piramide a gradini fu l’evoluzione delle primitive Mastabe. La teoria che le piramidi fossero simboli cosmici è comune a moltissime civiltà: nella località di Stupa nel Sud-Est asiatico e nel Messico centrale. La piramide è una scala per raggiungere il mondo celeste. Ad Eliopoli, città del Sole (in lingua greca), On o Innu, che in egiziano significa colonna, vi era una collina Annu, sacra ad Atum-Ra, sulla cui cima c’era un pilastro sormontato dalla pietra sacra “Benben”, il sacro seme del dio. Forse anche sulla piramide a scalini di Zoser ce n’era uno: molte piramidi lo avevano (alcuni sono conservati al museo del Cairo). Furono costruite ben 28 piramidi lungo una striscia di deserto che va, a nord, da Abu-Ruwash e, a sud, fino a Meidum. Il primo re della IV dinastia, Snefru, intorno al 2650 a.C., fece costruire le due piramidi di Dashour. A una ventina di chilometri più a Nord, sull’altopiano di Giza, suo figlio-erede Chufu (Cheope) costruì un’altra piramide. Alla sua morte, il successore Khefe( Chefren) e poi Menkoure (Micerino) costruirono le loro rispettive piramidi. A sei Km a NO di Giza, il re Dyedepa costruì ad Abu-Ruwash, e Nebka a cinque Km a SE a Zawyat-al-Aryan. Congiungendo con immaginarie linee tali piramidi otteniamo una figura simile alla costellazione di Orione con il Nilo che rappresenta la via Lattea e le piramidi di Dashour, le Iadi del Toro. Ma se volessimo sovrapporre la foto di una veduta aerea dell’altopiano di Giza e lo schema della costellazione di Orione noteremmo subito la somiglianza, anche se le stelle della Cintura di Orione non coinciderebbero esattamente. A causa del movimento processionale, il lento moto della Terra che ha un periodo di oscillazione di 26000 anni, le costellazioni non appaiono sempre nello stesso punto della sfera celeste. Esistono programmi di simulazione al computer con i quali si può dedurre la posizione delle stelle in ogni epoca. La corrispondenza fra le stelle della cintura di Orione e la posizione delle tre piramidi non coincide neppure nell’anno 2500 a.C., quando, cioè, si suppone siano state costruite queste piramidi; ma coincidono perfettamente nell’anno 12690 a.C. cioè all’età dell’oro : lo Zep-Tepi.

3-- LA GRANDE PIRAMIDE: CHUFU (CHEOPE)

La piramide di Cheope si erge maestosa con le quattro facce ordinate secondo i punti cardinali. Era rivestita di blocchi bianchi levigati con un perimetro di un chilometro. La sua area potrebbe contenere il duomo di Firenze, quello di Milano, la basilica di San. Pietro, l’abbazia di Westminster e la chiesa di Saint Paul. L’ingresso è caratterizzato da uno stretto cunicolo, alto 1,19m , largo 1,04m e con l’inclinazione di 26° 31’ 23”. Tale cuniculo discende nella parte inferiore della piramide per poco più di 105 metri e sbocca in una stanza rozzamente intagliata. A 18 metri dall’ingresso comincia un secondo corridoio ascendente per 40 metri a 26° di inclinazione. Esso sbocca nella grande galleria in direzione Nord-Sud, e con un breve tratto di corridoio orizzontale giunge nella camera della Regina (5,74 m X 5,23 m, h 6,23 m). In questa camera sono stati scoperti dei cunicoli, “condotti d’aria”, che non sboccano all’esterno. Dal livello della camera della Regina inizia la grande galleria che è alta 8,53m, è simile ad una scalinata senza gradini, che parte da una altezza di un metro dal pavimento e mostra i segni di una ringhiera e delle tacche per infilare i piedi. Non sembra concepita per salire. Proclo, filosofo neoplatonico, nel commento al Timèo di Platone, ipotizzò che la piramide fosse stata usata, prima della copertura, come un osservatorio astronomico. Anche altri studiosi, nel 1883, avanzarono l’idea che le fessure nei parapetti della grande galleria fossero serviti a fissare una rampa mobile usata per i rilevamenti delle stelle (la galleria è allineata a Sud con il cielo meridionale). Alla fine della galleria c’è la camera del Re (10 X5.23 m; h 5,38 m), a forma di doppio cubo in enormi e levigati blocchi calcarei con un sarcofago vuoto e senza traccia alcuna di manufatti. Anche qui due condotti salgono dalle pareti nord e sud, sbucando all’esterno. Essi hanno un’inclinazione di 32°28’, sboccano, verso Nord, sulla stella Thuban (a -Draconis), costellazione del Drago; quello meridionale 45°14’, punta su Al-Nitak (z -Orionis). I condotti della camera della Regina che non hanno sbocco puntano a Nord con 39° verso Kochab nella costellazione dell’Orsa Minore, quello a Sud, con 39°30’ punta verso Sirio (a -Canis maior). Ricreando al computer il cielo di Giza, vediamo che le posizioni sul meridiano di Giza della stella Al-Nitak, nel corso di 13000 anni, sono:



2550 d.C. 58°11’

2000 d.C. 58°07’

2450 a.C. 45°00’

10450 a.C. 11°08’

(catalogo Yale Bright star).

E’ nel 2500 a.C. che i condotti puntavano esattamente queste stelle; sembrerebbe, quindi, che in tal modo si sia voluto segnare il tempo: con i condotti la data di costruzione, con le posizioni delle piramidi l’età dell’oro.

4--LA SFINGE

Non era solo la piramide ad indicare il tempo, anzi la sfinge era il monumento segnatempo per eccellenza. Essa rafforza la tesi della configurazione astronomica dei monumenti sul piano di Giza. La sua esatta età non si conosce e non è stato neppure usato il metodo della datazione al Carbonio, che potrebbe comunque datare i microrganismi contenuti nel materiale inorganico. Ma, nonostante tante resistenze non solo di natura scientifica, alcuni studiosi di geologia, di stratigrafia e di paleontologia sono riusciti a formulare alcune ipotesi attendibili. La Sfinge appare profondamente corrosa dall’acqua fino al collo, e non si tratta di corrosione dovuta ad una inondazione del Nilo, perché gli altri monumenti non ne hanno tracce. L’erosione è simile a quella della pioggia, come di un diluvio, ma tali piogge cessarono di cadere sull’Egitto milioni di anni prima (7000-5000 anni a.C.). Quando osserviamo una stella, la posizione in cui ci appare non è quella effettiva (angolo di aberrazione); in soli due periodi dell’anno abbiamo le stelle dove le vediamo: gli equinozi. La Sfinge si trova esattamente lungo l’asse orientale-occidentale della necropoli di Giza , con lo sguardo all’Est vero, all’equinozio di primavera, quindi fornisce un preciso punto geodetico. Alla latitudine di Giza, il Sole, nel solstizio d’estate sorge a 28° a Nord rispetto all’Est, quello d’inverno a 28° a Sud rispetto all’Est. Il Sole percorre il circolo massimo dell’eclittica e attraversa le dodici costellazioni: i dodici mesi dell’anno. La costellazione che sorge ad Oriente, immediatamente prima del Sole (posizione eliaca) indica il posto dove sosta e si dice che esso si fonde o è ospitato nella casa di ciascuna di queste costellazioni. Il percorso del Sole le attraversa come sono tracciate nel famoso Zodiaco di Dendera dell’alto Egitto nel corso dell’anno solare. Il sole sorge all’equinozio di primavera sullo sfondo stellare della costellazione del Leone solo nel 10500 a.C.: la Sfinge guarda ad Est vero il suo corrispettivo celeste, il Leone appunto, all’equinozio di primavera. Sempre e solo nel 10500 a.C. accadde che il disco del sole fu allineato con lo sguardo della Sfinge, e, alle sue spalle, a Sud, che le tre piramidi coincisero perfettamente con la posizione delle tre stelle della Cintura di Orione sul meridiano di Giza. In questo complesso monumentale, oltre alla Sfinge, vi sono il tempio della Valle, le strade rialzate, il tempio mortuario, il tempio della Sfinge e le tre piramidi. Questi monumenti erano collegati da enormi strade sopraelevate. Erodoto nel suo viaggio ne vide una: era ancora praticabile. Dalla piramide di Menkoure partiva una strada che puntava verso l’Est vero. La strada rialzata di Cheope è rivolta a 14° Nord rispetto all’est vero (Sfinge), a metà tra l’equinozio di primavera ed il solstizio d’estate. La strada rialzata che parte dalla piramide centrale di Chefren punta a 14° a Sud rispetto all’Est vero, a metà tra l’equinozio di primavera ed il solstizio d’inverno. Il tutto forma dei “quarti d’intersezione”, usati per seguire il Sole nell’arco dell’anno e scandire così 4 fasi annuali: le stagioni. Collegati a tale complesso erano anche il Nilo e la città di Eliopoli ( On oppure Innu in lingua egiziana ) con l’obelisco su cui era conservata la pietra sacra, il Benben (forse un meteorite di ferro). E’ ad Eliopoli che aveva sede la più potente casta sacerdotale e il più famoso sacerdote era il leggendario Inhopet, inventore della medicina (il greco Ermes), che aveva il titolo di capo degli osservatori, cioè gli astronomi che osservavano il moto delle stelle. Edwards (eminente egittologo) ha identificato il sommo sacerdote con il personaggio, rappresentato tra i geroglifici, in abito cerimoniale disseminato di stelle. Essi seguivano la via di Horus (Sole) attraverso le epoche, erano quelli che custodivano le conoscenze, che istruivano il faraone e gli insegnavano come raggiungere il possesso della somma conoscenza attraverso immaginari viaggi stellari, custoditi in libri segrti e magici. Erodoto, storico del V sec. a.C., riferisce di aver visto anche alcuni di questi documenti sacerdotali e lo stesso fecero Solone (640-560 a.C.) e Pitagora (VI sec a.C.).



5-- IL VIAGGIO

"Dirigiti verso la via d’acqua, viaggia controcorrente (a Sud), viaggia verso Abido in questa tua forma-spirito che secondo l’ordine degli dei ti appartiene, segui una strada in salita fino al Duat che è pronto per te nel luogo dove si trova Orione”. E ancora dai “Testi del Sarcofago”: Sono passato per il cammino di Rostau sull’acqua e sulla terra e questi sono i cammini di Osiride (Orione), che si trovano entro i confini del cielo. Quanto a lui che conosce le parole (formule) per entrarvi è lui stesso un Dio al seguito di Thot (colui che controlla le stelle) scenderà in qualsiesi cielo; a colui che non conosce la formula sarà inflitto il castigo della morte”. I sudditi credevano che il re fosse l’incarnazione di Horus, il primo dio-uomo, e che una volta morto, volasse in cielo, diventando un Osiride. Nella piramide di Unas, il faraone era chiamato Osiride-Unas; i re mummificati diventavano stelle, e non una stella qualsiasi, ma una della costellazione di Orione. Quando i rituali della rinascita si trasferivano nella piramide, si potevano mettere in moto le parole magiche che avrebbero portato l’anima del re morto a trasformarsi in una stella, la cerimonia avveniva mediante l’apertura della bocca della mummia con un arnese detto “l’ascia di Upuant”, dio sciacallo che apriva le vie, da parte del sommo sacerdote alla presenza del nuovo faraone. Quest’ascia, ritrovata anche in uno dei condotti della grande piramide, aveva la forma dell’Orsa Maggiore e vi era legato un frammento di un meteorite ricco di ferro (altro tipo di ferro era sconosciuto agli Egiziani). Il nome egiziano di Orione era Shau ed in forma umana era un uomo con una stella in mano. Nei testi si legge “Tu ascendi dall’oriente (all’alba) e discendi ad occidente con Orione, la tua terza è Sothis”. Sirio-Iside-Sothis è sempre associata alla piena del Nilo in Giugno. Perché il re potesse unirsi ad Orione dovevano necessariamente verificarsi tre eventi: la levata di Orione all’alba, la presenza di Sothis, la piena del Nilo. Era questo il tempo per i funerali del re Horus che sarebbe diventato Osiride e per l’incoronazione del nuovo re Horus, figlio di Osiride. Osiride-Orione ed Iside-Sothis, madre astrale, dovevano essere insieme all’alba: il Cane Maggiore dopo Orione. Era con un corteo che iniziava il viaggio del faraone morto attraverso la porta Rostau per terra e per acqua. Il corteo da Eliopoli, ad Ovest, attraversava il Nilo verso Letopoli e poi a Sud fino a Giza, l’antica Rostau (porta): la Sfinge. Molti testi funerari indicano la corrispondenza sulla terra del Duat (orizzonte celeste visibile). La città di Abido era la porta per il Duat. Il re era il legame tra i due Duat, quello terrestre e quello celeste, simmetrici e speculari ed uniti con un preciso percorso. Si può concludere che tutto il complesso era finalizzato alla rappresentazione stellare di un determinato tempo, e che tutto il cerimoniale aveva lo scopo di custodire la chiave di lettura dionoscenze tanto profonde quanto ancora misteriose.

Fonte: astroumac.it
[Edited by silvercloud87 3/4/2009 9:40 PM]
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