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<<...nessuno può colpire duro come fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... così sei un vincente!>>
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I tanti perché dell'Antico Egitto

Last Update: 1/24/2008 3:53 PM
1/23/2008 9:55 PM
 
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Perché si chiama Egitto?


Il primo ad usare il nome Aigyptos fu il poeta greco Omero.
Questa parola era la versione greca di "Hikuptah", termine che in babilonese indicava il tempio di Ptah a Menfi, noto come "Castello del Ka di Ptah".
Gli antichi Egizi, invece, chiamavano il loro paese Kenet o Kemi cioè "terra nera", riferendosi alla feconda terra coperta dal nero limo lasciato dalle piene del Nilo.
La zona desertica era invece chiamata Dashret, "la terra rossa.
Il paese era diviso in Alto e Basso Egitto, il primo rappresentato col simbolo del giunco e il secondo con quello dell'ape (oppure rispettivamente, con il loto e con il papiro).
L'Alto Egitto comprendeva la Valle del Nilo da Assuan ad Heliopolis ( presso l'odierno Cairo).
Il Basso Egitto, invece occupava tutta l'area del Delta del Nilo.
Francesca FialdiniTELEGIORNALISTE FANS FORU...70 pt.10/14/2019 12:36 PM by docangelo
Monza Vs Albinoleffeblog191254 pt.10/14/2019 2:37 PM by BrianzaBiancorossa
Decrementa ogni cella vuota di 1 del valore dell'ultima cella pienaExcel Forum30 pt.10/14/2019 11:48 AM by locatevaresino
1/23/2008 9:57 PM
 
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Perché è in basso l'Alto Egitto?


Il Nilo nasce dal centro dell'Africa uscendo dal lago Vittoria con il salto delle cascate Ripon, ad una quota di 133 m sul livello del mare.
Dopo inizia il suo lungo percorso verso Nord, ossia verso valle, verso il Mediterraneo, dunque verso quota "zero" sul livello del mare.
E' dunque ovvio che il fiume, scorre da una quota più elevata verso una più bassa; a questo allude la definizione di Alto ( la Valle, a monte ) e Basso ( il Delta ) Egitto.
Inoltre nell'antica cartografia egizia il nord si trovava in basso.




1/23/2008 9:59 PM
 
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Perchè si chiamavano piramidi?




Erodoto visitò l'Egitto tra il 460 e il 455 a.C.
Nel suo libro "Storie" appare utilizzata per la prima volta la parola piramide.

Il termine serviva forse a designare un dolce greco che richiamava nella forma i monumenti funerari dei grandi faraoni della IV Dinastia.
Nella parola permane forse anche la reminescenza del termine "mer" che, secondo un'opinione assai diffusa dovrebbe derivare dal verbo "iar" che significa innalzare.


1/23/2008 10:01 PM
 
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Quanti nomi per il re!


Per gli antichi egizi la parola aveva un magico potere: il nome evocava, creava, "era" la cosa nominata. Chiamarsi " Protettore dell'Egitto" voleva dire divenirlo realmente.
Questi concetti davano un potere creativo tanto alla scrittura geroglifica, quanto alle raffigurazioni.
Per questo il nome del cartiglio era fondamentale per il sovrano, che ne possedeva ben cinque:
la " titolatura" reale.
Il primo ( dedicato a Horus, il dio Falco, di cui il re era l'erede terreno e l'incarnazione ), appare già prima della I Dinastia. Sempre nella I Dinastia compare il nome del " Giunco e Ape " ossia " Re dell'Alto e del Basso Egitto " ( il giunco è una pianta simbolo della valle del Nilo, l'ape del Delta) e il nome delle " Due Signore" cioè di Wadjet e Nekbet, dee tutelari delle due terre.
Dalla IV Dinastia appare il nome di "Horus d'Oro" mentre quello del "Giungo e Ape" si trasforma nel prenome che rappresentava il titolo religioso del re.
Anche il vero nome del sovrano, che gli apparteneva dalla nascita, appare dalla IV Dinastia; da allora nome e prenome vennero incisi sui monumenti dei faraoni.
Identificare i re delle prime dinastie è difficile perché sui monumenti della loro epoca appare il nome di Horus, ma più tardi furono riportati solo il quarto ed il quinto.
1/24/2008 3:35 PM
 
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Ogni colore aveva un perché



Per gli antichi Egizi ogni colore aveva un preciso significato.
Il verde ed il turchese, che richiamavano la vegetazione e l'acqua, rappresentavano giovinezza e rigenerazione.
Il rosso era il deserto e perciò il caos ( gli egizi elencavano i nomi delle entità ritenute pericolose).
A questo colore si contrapponeva il nero della terra fecondata dal limo che simboleggiava l'eterno rinascere della natura.
Il giallo, il colore dell'oro, era associato alle membra degli dei.
Il bianco ovverosia l'argento, corrispondeva alle loro ossa.
Il blu dei lapislazzuli simboleggiava i loro capelli.
Il bianco si ricavava dal gesso o dal calcare, finemente tritato.
Per ottenere il celeste si utilizzava l'azzurrite.
Per i marroni si mescolavano ossido di ferro e pigmenti bianchi.
Il nero era ricavato dal carbone o dall'ossido di manganese.
Per il rosso si utilizzava l'ossido di ferro anidrato.
Il verde veniva prodotto polverizzando la malachite.
Per ottenere il giallo usavano l'ossido di ferro idratato.
A partire dalla XII dinastia fa la sua comparsa l'arsenico.
Il legante per i colori non è stato ancora identificato con sicurezza. Forse venivano utilizzati materiali gommosi, cera d'api e bianco d'uovo.
1/24/2008 3:36 PM
 
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La piramide di Cheope



Nell'area occupata dalla piramide di Cheope potrebbero essere contenute alcune delle maggiori cattedrali del nostro mondo: San Pietro, le londinesi Westminster e Saint Paul, il Duomo di Milano e quello di Firenze.
All'interno della piramide fu conservato il nucleo roccioso attorno al quale il monumento è stato eretto.
I blocchi di pietra con cui è stata edificata sono squadrati e avvicinati a tal punto gli uni agli altri che fra di essi non si riesce a far passare neppure un fiammifero.
I quattro angoli della piramide sono uguali tra loro con imperfezioni così piccole che non superano i due gradi. Inoltre ad un altezza di 48 m. dal suolo c'è la camera funeraria.
Ospita un sarcofago di dimensioni tali da rendere impossibile il trasporto attraverso il corridoio.
Si pensa perciò che vi sia stato posto durante la costruzione della piramide.
1/24/2008 3:47 PM
 
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Cobra buoni e cattivi



I serpenti hanno segnato tutta la storia dell'Egitto, dai primi faraoni fino a Cleopatra che morì, si dice facendosi mordere da un aspide.
I serpenti si dividevano in buoni e cattivi; i primi proteggevano il cammino del defunto nell'aldilà, i secondi rappresentavano una minaccia all'ordine universale.
Uno di questi è Apophis, essere mostruoso che avvolgeva con le sue spire il Creato e attaccava il dio Sole nel momento della sua vecchiaia, alla fine del giorno.
La vittoria dell' astro era segnalata dall'alba di colore rosso sangue.
C'era poi "l'ureo" il cobra che compariva sulla corona del faraone. Era simbolo della regalità e della dea Wadjet, patrona del Basso Egitto.
L'ureo proteggeva dai nemici il Sole e il faraone con il suo respiro infuocato; per questo il cobra si trovava sulla fronte del re.
1/24/2008 3:50 PM
 
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Cibi e vestiti di pietra nell'aldilà



Gli antichi egizi credevano fortemente in un' altra vita nell'aldilà.
Era dunque necessario che nella tomba avessero tutto quanto gli poteva servire: manufatti, vestiti e cibo.
I parenti del defunto si attivavano affinché nulla mancasse al loro caro.
Le offerte, tuttavia, non dovevano essere esclusivamente fatte con oggetti reali. Sfruttando la credenza secondo cui la raffigurazione di una cosa "era la cosa", venivano messe nel sepolcro delle steli su cui era disegnato tutto ciò che serviva al defunto.


1/24/2008 3:51 PM
 
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Le bianche fortezze scomparse


L'imponente sistema difensivo voluto da Sesotri III per delimitare il confine con la Nubia, era costituito da quattordici forti, fra cui quelli di Buhen,Mirgissa,Shelfak,Semna Sud, Semna Ovest eKumma.
Il forte situato sull'isola di Uronarti, in Alta Nubia, completava lo sbarramento.
Questi bastioni erano edificati con mattoni di fango e presentavano mura merlate e intonacate in bianco avorio; possedevano passaggi coperti, feritoie e potevano ospitare circa duecento uomini.
Tutte le fortezze situate intorno alla seconda cateratta sono state inghiottite dal lago Nasser, formatosi dopo la costruzione della diga di Assuan.
[Edited by Frida07 1/24/2008 3:52 PM]
1/24/2008 3:52 PM
 
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Le stelle



Per gli egizi l'evento astronomico più importante dell'anno era la levata eliaca di Sirio (da loro chiamata Soped ) cioè quando la stella sorgeva in contemporanea con il sole, proprio nello stesso punto dell'orizzonte.
Il fenomeno celeste, che si verifica ogni anno il diciannove di luglio, era considerato l'annuncio di una prossima inondazione.
Le acque del Nilo cominciavano infatti a crescere proprio in questo periodo, trascinando con s[ il prezioso limo che si sarebbe poi depositato nei campi d'Egitto portando abbondanza e benessere.
L'avvenimento era ritenuto talmente cruciale per la vita del Paese che in concomitanza con la levata eliaca di Sirio veniva anche fatto iniziare l'anno.
Nelle loro antiche raffigurazioni pittoriche Sirio è spesso indicata come una stella tenuta in mano da una divinità maschile: si tratta di Orione creduto il trascinatore del brillantissimo astro nel cielo.
Sulle stelle circumpolari gli egizi calcolavano invece l'eternità. Erano chiamate Ikhemu-sek cioè "quelle che non conoscono il perire". Questo nome deriva loro dal fatto che non tramontano mai nel cielo notturno.
I Testi delle Piramidi affermano che a esse veniva collegata l'esistenza ultraterrena del faraone, nella speranza che la sua vita eterna potesse seguire il destino di questi astri che non scompaiono mai dalla vista dell'uomo.
1/24/2008 3:53 PM
 
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Il loto


Mitica pianta che dava l'oblio a chi se ne cibava il loto egiziano o loto bianco d'Egitto (Nymphaea lotus) era una pianta acquatica sacra con grandi fiori bianchi o rosei appartenenti ai generi Nelumbo e Nymphaea, diffusa nelle regioni calde e temperate.
Nelle raffigurazioni ci viene mostrato l' atto di annusare il fiore, il cui profumo e' quello della sua essenza spirituale, analogamente all' "odore di santità" della dottrina cristiana.
Il loto e' un elemento ricorrente nella simbologia egizia. I quattro figli di Heru (Horus) vengono rappresentati mentre escono da un fiore di loto.
Anche Nefertum , figlio di Ptah, il Fuoco Creativo, nasce da questo fiore.
Questo tipo di fiore lo troviamo spesso nell'architettura, nelle pitture tombali, o come motivo decorativo su piccoli oggetti. Nelle scene in cui sono rappresentati banchetti nelle tombe si vede che boccioli di loto venivano offerti agli ospiti, i quali li attaccavano al cerchietto che guarniva la loro fronte.
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