New Thread
Reply
 
Print | Email Notification    
Author

Campionato di calcio Serie A stagione 2023/2024 di Award & Oscar FFZ

Last Update: 6/4/2024 8:28 PM
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/21/2024 12:50 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

SERIE A 2023/2024 37ª Giornata (18ª di Ritorno)

17/05/2024
Fiorentina - Napoli 2-2
18/05/2024
Lecce - Atalanta 0-2
Torino - Milan 3-1
19/05/2024
Sassuolo - Cagliari 0-2
Monza - Frosinone 1-2
Udinese - Empoli 1-1
Inter - Lazio 1-1
Roma - Genoa 1-0
20/05/2024
Salernitana - Verona 1-2
Bologna - Juventus 3-3

Classifica
1) Inter punti 93;
2) Milan punti 74;
3) Bologna e Juventus punti 68;
5) Atalanta(*) punti 66;
6) Roma punti 63;
7) Lazio punti 60;
8) Fiorentina(*) punti 54;
9) Torino punti 53;
10) Napoli punti 52;
11) Genoa punti 46;
12) Monza punti 45;
13) Verona e Lecce punti 37;
15) Cagliari punti 36;
16) Frosinone punti 35;
17) Udinese punti 34;
18) Empoli punti 33;
19) Sassuolo punti 29;
20) Salernitana punti 16.

(gazzetta.it)

NOTE
Inter Campione d'Italia (con 5 giornate di anticipo) e seconda stella con lo
scudetto n° 20, questo il primo verdetto della stagione 2023/2024.
Salernitana matematicamente retrocessa in Serie B con 4 giornate di anticipo.
Dopo undici stagioni in Serie A retrocede in Serie B anche il Sassuolo, con un turno di anticipo.
Matematicamente nella prossima Champions League, dopo Inter e Milan, anche Bologna e Juventus.
Lecce aritmeticamente salvo, così come Cagliari e Verona.
(*) Una partita in meno
Il recupero Atalanta - Fiorentina è stato fissato al 2 giugno.
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/24/2024 1:18 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Arthur segna al 103', stende il Cagliari e rovina la festa a Ranieri.
Viola ottavi e in Europa

Apre Bonaventura, pari di Deiola e poi magia di Mutandwa all'85'.
Tre minuti dopo il pareggio di Gonzalez e il rigore che decide tutto.
Due gol annullati ai sardi per fuorigioco


Vincenzo Di Schiavi


La partita è solo il festoso ma rocambolesco scenario dell’ultima grande recita di Ranieri. Gli occhi sono tutti per lui, sir Claudio, che mai più si siederà su una panchina di un club, dopo aver firmato l’ultimo capolavoro, la salvezza del Cagliari. L’incipit dell’Unipol Domus è da brividi. Tutti ad applaudire: pubblico, giocatori, le panchine e l’arbitro Prontera, mentre campeggia in curva lo striscione: "Eterna riconoscenza per un grande uomo". E Ranieri fatica a trattenere le lacrime. Bonaventura prova a rovinagli la serata, Deiola sventa il pericolo con il pareggio di testa e poi il neoentrato Mutandwa s'inventa un destro da urlo per l'improvviso ribaltone. Nico Gonzalez firma il pari in un finale pazzesco, culminato col rigore di Arthur. Con questa vittoria la Fiorentina è sicura dell'Europa.

PRIMA PARTE — Cagliari sereno dopo la permanenza in A conquistata con due giornate di anticipo. La Viola con un turnover ragionato perché il pensiero di tutti è alla finale di Conference della prossima settimana. Gonzalez, Beltran, Ikoné, Duncan e Arthur siedono in panchina, si comincia col possesso ospite a ritmi, per la verità, da ombrellone. Il primo brivido però è cagliaritano: girata al volo di Viola che va sopra la traversa. La Fiorentina cerca di gestire col possesso ma il Cagliari è decisamente più pericoloso. Testa di Deiola al 22’, trattenuto da Barak, e palla ancora sopra il legno superiore. Poi Terracciano compie due miracoli su un sinistro di Luvumbo e su una nuova incornata di Deiola. Piace l’atteggiamento del Cagliari e la sua capacità di verticalizzare sfruttando i corridoi esterni. La Fiorentina, priva di accelerazioni, è tutta in un colpo di testa di Belotti respinto da Scuffet. Luvumbo invece si divora di nuovo il vantaggio dopo la mezzora, ipnotizzato ancora da Terracciano. Poi però, sul finire del tempo, lo scenario cambia. Alla seconda incursione la Fiorentina passa: palla persa a centrocampo dai rossoblù, Castrovilli serve Bonaventura che entra in area e con un bel sinistro a giro beffa Scuffet. Il Cagliari accusa e Castrovilli potrebbe raddoppiare da due passi se Scuffet non s’inventasse una super parata. Nel recupero Lapadula spinge la palla in rete, ma il pari viene annullato per fuorigioco. Si va a bere il the con la sensazione che il Cagliari meritasse qualcosa in più.

RIPRESA — Si ricomincia senza novità. Il Cagliari prova a guadagnare campo, Italiano inserisce Nico Gonzalez e Arthur per Ikonè e Mandragora. Deiola, l’uomo più pericoloso dei sardi, ancora di testa non trova la porta per un soffio. Ma è solo questione di minuti perché il centrocampista sardo di San Gavino regala Ranieri la gioia del pari. Cross di Prati e testa vincente del numero 14 che corre ad abbracciare il tecnico dopo la convalida del var. Italiano inserisce Beltran e Nzola per dare più freschezza davanti. Da qui prende forma un finale folle. Il jolly lo trova al minuto 85 il cagliaritano Mutandwa con una magia, ma la riposta è immediata con Nico Gonzalez che trova il pari da due passi. Lapadula tira fuori la stoccata vincente in extremis, ma è in fuorigioco. Poi il colpo di scena fuori tempo massimo. Fallo su Beltran e rigore al minuto 100, viaggio al var dell'arbitro e Arthur che spiazza Aresti al 103'.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/24/2024 11:41 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Malinovskyi-Vitinha, festa Genoa:
piega il Bologna e rende amaro l'addio di Motta

Il tecnico si congeda con una sconfitta che allontana il terzo posto


Filippo Grimaldi


Il miglior Genoa (da neopromosso) della sua storia: il successo sul Bologna (2-0 il finale) porta la squadra di Gilardino a quota 49, un punto in più di quanto seppe fare nel 2007-08 nientemeno che Gasperini. Bologna senza furore, scarico soprattutto di testa dopo avere messo in cassaforte la Champions, anche se ormai è storia la sua straordinaria stagione, come hanno testimoniato De Silvestri e tutti i suoi compagni che a fine gara hanno chiuso nel cerchio il loro allenatore per l’ultimo, affettuoso grazie. Ma è stata, questa, anche la gara degli addii e dei saluti. Il tecnico degli emiliani (“ho dato il massimo per questo club sin dal primo giorno”), certo, ma anche, fronte Genoa, Strootman e, probabilmente, Gudmundsson. Curioso che due anni fa (era il 21 maggio 2022) al Ferraris si sia giocata la stessa sfida con il Genoa fresco di retrocessione. Ora il clima, su un fronte e sull’altro è un’altra cosa. Festa per due, ma anche due squadre rivoluzionate. I padroni di casa con Leali fra i pali e Vitinha titolare come uomo più offensivo, Gudmundsson e Thorsby alle sue spalle in un 3-5-2 che assomiglia di più in fase di costruzione a un 3-4-2-1. Bologna con El Azzouzi e Moro a guardia della difesa, in un 4-2-3-1 che ha Castro unica punta e Orsolini e Saelemaekers a presidiare le corsie esterne.

A DUE FACCE — Più Genoa che Bologna, nel primo tempo. Perché la squadra di Motta è senza furore in partenza, e paga questo atteggiamento. Al primo errore degli ospiti, il taglio di Martin per Malinovskyi che sfonda a sinistra, si trasforma nel diagonale vincente per il vantaggio della squadra di Gilardino: palo interno e gol. L’uno a zero rende ancora più vivace la squadra di Gila, mentre il Bologna tentenna, si accende a sprazzi e nel complesso costruisce poco. Anzi, al 24’ rischia il patatrac con Lucumi che serve… Vitinha, ma poi rimedia quando l’attaccante sta per battere a rete. Fabbian risponde (26’) con un colpo di testa che finisce sul palo alla destra di Leali e il Genoa si salva. Dopo la mezz’ora il Bologna cresce, il Genoa s’abbassa, ma nonostante una buona spinta soprattutto a destra, la squadra di Motta conclude poco. Vitinha, sempre lui, ha due buone occasioni prima dell’intervallo, ma le spreca.

SVOLTA — Servirebbe un cambio di passo agli uomini di Motta nella ripresa, Fabbian manda fuori di un soffio (3’) e avverte il Genoa che il Bologna non ci sta. Ancora lui impegna a terra il numero uno rossoblù al 7’, ma è un’illusione. Al 15’ Gudmundsson fa la prima cosa bella della serata, la specialità della casa, dribbling sui due centrali del Bologna, palla a Vitinha e gol del portoghese che chiude la sfida. Sul due a zero girandola di cambi, ma la gara ormai è finita. Il Bologna si fa vedere dalle parti di Leali solo nel finale con un colpo di testa di De Silvestri, il Genoa risponde con il terzo gol mancato da Ekuban (para il deb Bagnolini) e l’errore di Gud. “Ce ne andiamo in Champions League”, cantano quelli del Bologna. Basta così.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/25/2024 9:48 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Chiesa segna, Alex Sandro saluta la Juve col gol:
Montero vince, il Monza si arrende

I bianconeri battono la squadra di Palladino e chiudono con 71 punti.
Il brasiliano, a segno all'ultima partita con la Signora,
esce tra gli applausi del pubblico.
Nel finale rosso per Zerbin


Filippo Cornacchia


La Juventus saluta la stagione battendo il Monza 2-0. Succede tutto in due minuti, tra il 26’ e il 28’ del primo tempo: Federico Chiesa sblocca la partita e Alex Sandro la chiude, festeggiando al meglio l’ultima gara dei suoi 9 anni in bianconero. Paolo Montero, traghettatore dopo l’esonero post Coppa Italia di Massimiliano Allegri, porta a termine la missione: la Signora non vinceva in campionato dal 7 aprile (contro la Fiorentina) e con questi tre punti supera il Bologna e torna terza in classifica. La squadra di Palladino conclude il campionato al dodicesimo posto.

CHIESA-ALEX GOL — Montero s’affida al tridente Chiesa-Milik-Yildiz, Palladino parte con Dany Mota supportato da Colpani e Valentin Carboni. I brianzoli spaventano lo Stadium in avvio con un colpo di testa di D’Ambrosio. La parata di Perin sveglia la Juve e soprattutto Fagioli, Chiesa e Yildiz: i tre bianconeri con il passare dei minuti salgono di giri e prendono in mano la squadra. Fagioli, fresco di convocazione in Nazionale e alla prima da titolare dopo i 7 mesi di squalifica per il caso scommesse, poco dopo il quarto d’ora infiamma l’Allianz Stadium con una conclusione che va a sbattere sulla traversa. Chiesa e Yildiz capiscono che il momento è buono e provano a cambiare marcia tagliando in due la difesa del Monza, salvata da Izzo sulla linea di porta. Il gol è nell’aria e così in due minuti, tra il 26’ e il 28’, la Juventus sblocca la partita e chiude in anticipo la pratica. Prima Chiesa fredda Sorrentino al termine di un’azione personale tutta forza e potenza. E poi Alex Sandro, sugli sviluppi di un corner preciso battuto da Fagioli, trova il gol di testa. Il brasiliano festeggia al meglio i suoi 9 anni alla Juventus - a fine mese saluterà a parametro zero – e la presenza numero 327 che gli consente di raggiungere Pavel Nedved in vetta alla classifica dei giocatori stranieri più presenti nella storia del club. I compagni lo abbracciano dopo il 2-0 e a fine partita, quando il difensore esce in lacrime tra gli applausi dello Stadium.

DEBUTTO DJALO’ — Montero nella ripresa concede il debutto stagionale a Pinsoglio e il terzo portiere, amatissimo dai tifosi, dimostra di essere molto più che un semplice uomo spogliatoio facendosi trovare pronto subito sul tiro di Birindelli e nel finale su Kyriakopoulos. Ma è sempre Chiesa, ispiratissimo, ad animare la serata e a mettere i brividi al Monza con le sue giocate personali: la traversa gli evita una doppietta bellissima. E se Fagioli dispensa magie un po’ in tutte le zone del campo, la squadra di Palladino prova ad appoggiarsi ai centimetri del subentrato Djuric per aumentare il peso offensivo, ma alla fine chiude in dieci per l’espulsione di Zerbin. Nel finale di partita c’è tempo anche per Vlahovic e per l’esordio assoluto in bianconero di Tiago Djalò, ingaggiato a gennaio dal Lilla dopo i problemi fisici della scorsa stagione e mai impiegato da Massimiliano Allegri.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/25/2024 11:08 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Giroud, regalo d'addio:
l'ultima firma nella notte dei saluti.
Ma con la Salernitana finisce pari

Apre Leao, raddoppia Giroud e sembra chiudere Calabria per il lieto fine,
ma i due gol dei campani nel finale (doppietta di Simy)
tolgono il successo all'ultima panchina di Pioli in rossonero


Marco Pasotto


Applausi, abbracci, commiati, qualche lacrima e un bel po’ di gol. Festa doveva essere, e festa è stata nonostante tutto. Il Meazza rossonero in quest’ultimo atto stagionale contro la Salernitana si è divertito – ma sì, anche se è finita 3-3 - con una rilassatezza che quest’anno non aveva mai potuto permettersi, e l’omaggio a chi da domani non ci sarà più ne è stato una diretta conseguenza: voluto, sentito, riuscito. Pioli e Giroud hanno compiuto un’impresa: sono riusciti a scardinare già nel primo tempo il silenzio della curva, ancora in sciopero come previsto per la prima metà di partita.

APPLAUSI — E’ successo dopo il gol di Leao, che è corso per primo da Pioli caricandoselo di nuovo in braccio, seguito dai compagni. Tutti, ma proprio tutti ad abbracciare il loro mister in uscita dopo cinque stagioni a Milanello. Una scena che ha smosso il cuore della Sud, costringendola a derogare dal silenzio per urlare nome e cognome dell’allenatore. Applausi dagli spalti, applausi da Pioli ai tifosi. Ed è successo anche dopo il gol di Giroud, che per lasciare l’ultimo graffio ha scelto il lusso di un’acrobazia da urlo. Urlo, appunto, anche in questo caso partito dalla Sud: “Si è girato Giroud”, mentre Oly continuava a baciare lo stemma.

SALUTI — Sarebbe tutto molto da libro Cuore se non fosse che al centro della curva campeggiano su due anelli altrettanti striscioni: “Non esiste stagione positiva senza vittorie” al secondo, “Noi non ci accontenteremo mai” al primo. Poi, nell’intervallo, il momento atteso e annunciato: dopo tre partite e mezza di sciopero, la Sud è tornata a colorarsi e a cantare. Volume a fondo scala, bandiere, super torciata suggestiva e un ultimo striscione: “Concludiamo nell’unico modo in cui vorremmo sempre essere…”. Eh già, perché comunque la parola conclusione in questa serata è centrale. E va decisamente oltre il fatto che questa sia l’ultima partita della stagione. C’è chi il Milan lo sta salutando dopo anni vissuti a cento all’ora, dopo aver messo in bacheca il primo trofeo della carriera o dopo averne aggiunto uno molto speciale a una bacheca già ricca. Pioli, come nel prepartita, cerca di vivere l’ultimo atto in una sorta di impossibile normalità. Costantemente in piedi all’interno della sua area tecnica, un po’ a braccia conserte e un po’ lungo i fianchi, magari con una mano che talvolta si infila nella tasca mentre i suoi ragazzi con la maglia nuova della prossima stagione viaggiano sciolti, quanto meno nel primo tempo.

LA PARTITA — Pioli per l’occasione ha mandato in porta Mirante e nel 4-2-3-1 ha piazzato Florenzi in mediana accanto a Reijnders. Davanti, passerella dal primo minuto per Monsieur Giroud. Colantuono con Candreva e Kastanos alle spalle di Tchaouna. Nei primi 45’ è solo Milan, con Fiorillo che mura chiunque e ovunque, ma capitola con una papera clamorosa dopo 22 minuti, smarrendo il pallone dalle mani ad azione finita: Leao infila a porta vuota. Cinque minuti dopo Giroud si gira per l’ultima volta a San Siro in acrobazia su angolo di uno scatenato Florenzi. Ibra sorride e applaude con affetto. Il Var annulla un gol a Theo per fuorigioco, Fiorillo dice di no anche a Tomori e Gabbia. Nella ripresa la tensione cala e il Diavolo, perfettamente coerente con se stesso, prende il solito gol da un avversario (Simy) che colpisce nel cuore dell’area in totale solitudine. Calabria firma il tris di testa – gol rossonero numero 99 della stagione: peccato, per un pelo… -, Sambia raddoppia per i campani e Simy riporta addirittura la sfida sul pari. Ma il risultato per una volta ha un peso specifico superfluo. I momenti davvero importanti sono quando Pioli sostituisce Giroud regalandogli la standing ovation del Meazza, e quando butta dentro Kjaer. C’è anche il tempo per il debutto in prima squadra di Lapo Nava (che, povero, prende gol dopo pochi secondi). E poi cala il sipario sulla partita degli addii. Perché oltre a Pioli e Giroud salutano anche Kjaer, Mirante e Caldara (in campo nel secondo tempo). E’ la serata degli abbracci, dei saluti e di qualche inevitabile lacrima.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/26/2024 9:08 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Dopo la coppa l'Atalanta cala il tris,
ora punta il terzo posto.
Il Toro è nono e spera

Scamacca, Lookman e Pasalic in gol dopo il trionfo in Europa League:
Gasperini quarto a -2 dalla Juve ma può sorpassarla vincendo
il recupero della settimana prossima con la Fiorentina.
I granata tifano Viola: se vince la Conference sono in Europa


Mario Pagliara


È qui la festa. Bergamo capitale d’Europa: Gasperini non lascia niente lungo il cammino di una stagione spettacolare, ne rifila tre al Toro (e pure con il minimo sforzo). Sale al quarto posto, e adesso ha il terzo posto nel mirino avendo da recuperare la sfida contro la Fiorentina. I gol di Scamacca, Lookman e Pasalic su rigore “condannano” la Roma all’Europa League e travolgono un Toro troppo moscio per essere vero e mai pervenuto. Juric chiude in malo modo la stagione e il suo triennio al Torino, ma deve ringraziare il Lecce che resiste sullo 0-0 a Napoli: i granata archiviano così il campionato al nono posto. E sono ancora in corsa per il sogno europeo: se mercoledì sera la Fiorentina (da ottava in Serie A) vincerà la Conference League, i granata si qualificheranno al playoff della Conference 2024-2025.

ATALANTA SUL VELLUTO — Bergamo festeggia la vittoria dell’Europa League della sua splendida Atalanta. Stadio pieno, coppa a bordocampo, pubblico in estasi per Gasperini e i suoi eroi, striscioni e applausi e picchetto d’onore da parte del Toro all’entrata in campo. I bergamaschi sono reduci da giornate passate più a festeggiare che a dormire, per non dire ad allenarsi. Gasperini non cambia il suo vincente 3-4-3, Juric invece passa ad un poco comprensibile 3-5-2 con Linetty play basso. Difficile dire però se questa è la chiave di un primo tempo nel quale il Toro è stato semplicemente assente. Te lo aspetti furioso con un sogno europeo da inseguire, a metà partita invece non è nemmeno il lontano parente della versione di sette giorni fa col Milan. L’unico squillo dei granata nel primo tempo al 10’: cross di Bellanova, testa di Zapata. Palla sulla traversa. L’Atalanta “giochicchia”, non c’è – ed è comprensibile – l’intensità a cui ha abituato in stagione, ma quello che fa basta ed avanza per andare all’intervallo sul due a zero. Insomma, Atalanta sul velluto. Al 26’ una girata di Scamacca sorprende Buongiorno e Gemello, poi al 43’ Gemello non trattiene il tiro-passaggio di Pasalic e Lookman porta tutti sul due a zero.

TRIS PASALIC — Nel primo quarto d’ora della ripresa scompare pure quel pizzico di intraprendenza che, comunque, l’Atalanta aveva fatto vedere nel lato A della partita. Poco prima del ventesimo Gasperini lancia Hien e Ruggeri, Juric toglie Pellegri per lasciare il campo a Sanabria. L’Atalanta cede l’iniziativa al Toro in una versione pressocché di contenimento, i granata a parte i cross di Bellanova e qualche mischione in area non riescono a fare molto di più. La banda Gasp quando si accende, però, buca il Toro con disinvoltura e “rischia” un paio di volte di piazzare il tris. Così al 25’ Lookman ubriaca Tameze che lo stende: Pasalic dal dischetto spiazza Gemello ed è 3-0. I tifosi del Toro lasciano lo stadio a Bergamo.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/26/2024 9:12 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Napoli, sono solo delusioni:
nessun gol al Lecce, è fuori dall'Europa!

Con i pugliesi già salvi gli azzurri non trovano
la vittoria che poteva portarli in Conference League


Vincenzo D'Angelo


L’ultima dell’anno è lo specchio della stagione: delusione totale. Il Napoli fallisce anche l’ultimo obiettivo, non trova un sussulto d’orgoglio neanche per continuare a sperare in un posto in Conference che poteva arrivare solo superando il Toro in classifica e con la Fiorentina vincitrice della Conference League. Con il Lecce è 0-0, con un palo e una traversa che aumentano il rimpianto e anche i decibel dei fischi a fine partita. Tutto da resettare e da cancellare: Calzona chiude per la prima volta un match senza subire gol ma è una statistica quanto mai inutile dopo l’ennesimo fallimento stagionale. Contestazione pesantissima, come il clima che si è respirato per tutti i novanta di gara: il Napoli ha rotto definitivamente con il suo popolo e adesso sarà dura ripartire da queste macerie. Un modo per riportare entusiasmo c’è e Aurelio De Laurentiis lo sa: si chiama Antonio Conte, garanzia di successo. Il presidente ci sta provando, è sempre più vicino. Ma intanto, anche lui, s’è preso la sua fetta di insulti e fischi. Napoli non perdona.

CONTESTAZIONE — Nel primo tempo succede pochissimo ed è la contestazione del Maradona a prendersi la scena. Striscioni con evidenziate le sconfitte casalinghe, le brutte figure che il popolo azzurro non ha ancora digerito: “vi siamo grati, ma a stento sarete ricordati” è la scritta che campeggia in curva B. In campo, il Napoli fa la partita ma trotterellando, senza mai calciare in porta. Lo fa invece il Lecce, che scheggia un palo con Dorgu (9’) e poi sfiora in ripartenza il vantaggio con Berisha poco prima dell’intervallo, ma Ostigard salva in angolo.

CIAO EUROPA — Entra Ngonge e arrivata subito il primo tiro in porta del match, con Falcone che vola a mettere in angolo. Kvara ha due super occasioni in un minuto (6’), ma prima sceglie il lob di sinistro neutralizzato da Falcone e poi in diagonale da ottima posizione calcia a lato. Ma il Napoli ora c’è e spinge, e solo il palo nega il vantaggio a Cajuste (8’). E al 18’ è ancora Ngonge a centrare la traversa dopo una splendida iniziativa personale. Calzona butta nella mischia Osimhen per Cajuste e passa al 4-2-3-1. Il Napoli prova ad alzare il ritmo, ma sbatte contro la difesa attenta del Lecce: al 26’ Baschirotto mura Olivera al limite dell’area piccola. Ostigard in mischia non inquadra la porta, mentre dall’altra parte è Oudin a sfiorare il gol dalla distanza. Finisce così, senza gol e senza la possibilità di sperare ancora in un regalo europeo dalla Fiorentina. Giusto così, questa squadra non merita la vetrina continentale.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/26/2024 11:49 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Niang stende la Roma al 93': apoteosi Empoli,
Nicola firma un'altra salvezza-capolavoro



Toscani subito avanti con Cancellieri e raggiunti da Aouar prima dell'intervallo.
Poi in pieno recupero la prodezza dell'ex Milan


Andrea Pugliese


All’ultimo respiro, con il cuore in gola fino alla fine. Fino al gol di Niang, in pieno recupero, che regala la salvezza all’Empoli e manda in B il Frosinone. Alla fine il Castellani è una bolgia, fanno festa tutti, con Niang che è ovviamente l’eroe della serata. Per una salvezza che sembrava oramai insperata, anche perché gli errori dei toscani erano stati talmente tanti che l’Empoli sembrava quasi non voler segnare più. E la Roma? In vacanza, fin dall’inizio, con la testa altrove, dopo la vittoria dell’Atalanta con il Torino. Per De Rossi un finale amaro, con una sconfitta che sembrava nell’aria ma non arrivava mai. Si riparte da qui, dal sesto posto. Sperando di riuscire davvero a ricostruire.

BOTTA E RISPOSTA — Si inizia con la delusione della Champions sfumata in casa giallorossa e la speranza di una salvezza al fotofinish tra i toscani. Nicola manda dentro Destro al posto di Niang, De Rossi ripropone Dybala dal via dopo tre partite e in mezzo rilancia anche Aouar. Le motivazioni sono opposte, esattamente come i valori. Nel senso che l’Empoli ha fame, ma limiti tecnici evidenti, mentre la Roma gioca svogliata, fa tanti errori in costruzione, ma alla fine ha più qualità degli avversari. Così dopo 12’ di gioco i padroni di casa sono avanti con Cancellieri, che sfrutta una folata di Gyasi su errore di Angelino. Il problema, però, è che se l’Empoli fosse anche solo il Genoa o il Monza, di gol ne farebbe anche di più nell’arco della prima mezzora. Ed invece Destro sbaglia tutto, Cancellieri si fa murare da Svilar e al 46’ arriva anche la beffa, con il pareggio di Aouar su cross di Angelino. In mezzo tanta confusione, con gli errori a ripetizione di Cristante a Aouar in mezzo al campo e le paure dei padroni di casa, che pian piano arretrano il baricentro del gioco, quasi speranzosi di chiudere la partita con un’ora di anticipo. Ed invece si gioca e quando hai paura dopo 30-35 minuti il patatrac è quasi inevitabile.

ERRORI E GIOIA — E allora per provare a vincere Nicola manda dentro Niang e Walukiewicz, spostando Bereszynski a quinto e togliendo Gyasi, per paura di un secondo giallo. Caprile deve subito salvare su un tentativo di autogol di Maleh, Niang spreca da solo davanti a Svilar, Zalewski colpisce il palo esterno, Marin la traversa e Cancellieri ha due belle chanches per siglare la doppietta personale, ma le spreca entrambi tra le braccia di Svilar. L’impressione è la stessa del primo tempo, con i padroni di casa che sprecano tanto per evidenti limiti tecnici. Vanno dentro anche Caputo e Cambiaghi, per giocarsi il tutto per tutto, proprio mentre l’Udinese passa a Frosinone. Nicola chiude con 4 punte (Niang, Cancellieri, Caputo e Cambiaghi) e un 4-2-4 d’assalto, El Shaarawy segna ma è in fuorigioco, Cancellieri spreca ancora l’occasione giusta. Si arriva alla fine con il cuore in gola, fino al 3’ di recupero, quando Cancellieri dà a Niang la palla della salvezza e il francese fa esplodere di gioia il Castellani. L’Empoli è salvo, inizia la festa.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/26/2024 11:53 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

l gol di Davis salva l'Udinese.
Retrocessione amara per il Frosinone



Il successo in extremis dell'Empoli con la Roma condanna i ciociari che cadono in casa coi friulani,
dopo aver sfiorato il vantaggio con Soulé (traversa) e Brescianini (palo)


Giulio Saetta

Incredibile allo Stirpe, il Frosinone perde lo spareggio salvezza contro l’Udinese e va in Serie B a causa della vittoria dell’Empoli contro la Roma. La classifica finale dice Udinese quindicesima a 37 punti, Empoli sedicesimo con il Cagliari a 36 e Frosinone a 35 diciottesimo e retrocesso. Una partita a tratti largamente dominata che è sfuggita di mano a Di Francesco a causa di un gol improvviso di Davis subentrato nel secondo tempo, in una delle rare occasioni in cui i friulani hanno messo piede nell’area giallazzurra. I ciociari non riescono nell’impresa di centrare la prima salvezza in Serie A, l’Udinese di Cannavaro invece per la trentesima volta di fila parteciperà al massimo campionato.

LE SCELTE — Di Francesco non recupera capitan Mazzitelli per la gara più importante della stagione, e forse della storia del Frosinone, a caccia della prima salvezza in Serie A. Confermata la formazione vittoriosa a Monza: linea difensiva a tre con Lirola, Romagnoli e Okoli; sulle fasce Zortea e Valeri e in mezzo il tandem Barrenechea-Brescianini; davanti, alle spalle di Cheddira, Soulé e Harroui. Cannavaro si posiziona a specchio con Kristensen, Bijol e Nehuen Perez in difesa; Ehizibue e Kamara sugli esterni a contenere i play Walace-Payero; Lucca unica punta davanti a Samardzic e Brenner, non ce la fa capitan Pereyra, non in ottime condizioni fisiche.

SOULÈ ISPIRATO — Partenza sprint dell’Udinese, che già al 2’ costringe a una non facile parata Cerofolini su sviluppi di corner, dopo che Lucca con un colpo di tacco libera in area Brenner. Al 6’ Udinese ancora pericolosa su un errore in disimpegno di Lirola, il cui retropassaggio svirgolato innesca Brenner, ancora murato dal portiere giallazzurro. Si scuotono i ragazzi di DiFra, il gruppo con l’età media più bassa della A: al 12’ ripartenza con Harroui, che galoppa per trenta metri e al limite dall’area da sinistra lascia partire un siluro che lambisce il palo lontano. Ci prova ancora il Frosinone, sospinto dai 15 mila dello Stirpe: vicinissimo al vantaggio al 18’ con un tiro da fuori di Zortea e poi con un colpo di testa di Okoli, due miracoli di Okoye salvano l’Udinese. Gioco fermo per diversi minuti dopo la mezzora a seguito di uno scontro di gioco in mezzo al campo fra Harroui e Ehizibue, intanto i giocatori ne approfittano per un cooling break, la temperatura atmosferica è dolce ma in campo la tensione rende il clima bollente. Al 38’ Brescianini guadagna una punizione dal limite, perfetta per il mancino di Soulé, in rete dalla medesima posizione contro il Cagliari: il tiro dell’argentino è fermato dalla traversa. Frosinone più propositivo dopo il primo quarto d’ora, come si fosse piano piano liberato dalla tensione, trascinato proprio dall’argentino della Juventus, che con tocchi di prima e giocate super consente ai giallazzurri di chiudere i primi 45’ costantemente in attacco.

DOCCIA FREDDA — La prima mossa è di Cannavaro, che lascia negli spogliatoi Brenner e inserisce Davis per dare una mano a Lucca. Frosinone subito vicino al vantaggio al 3’ su invenzione di Soulé che imbuca Brescianini in area, tiro-cross che viene deviato da Bijol e finisce a lato scheggiando il palo alla sinistra di Okoye. Più fluida e incisiva la manovra dei padroni di casa che guadagnano angoli a ripetizione: su uno di questi, al 9’, Romagnoli colpisce di testa mandando il pallone alto sopra la traversa. Altra palla-gol per il Frosinone al 14’: Zortea con un tiro a giro da fuori chiama Okoye all’ennesimo intervento decisivo a togliere la sfera dall’incrocio lontano. Vantaggio dell’Udinese al 31’ con Davis, che approfitta di una sponda di petto di Lucca in area, l’inglese si coordina e di mezza girata di sinistro non lascia scampo a Cerofolini. Incredibile il calcio, ora il destino del Frosinone è quello di seguire con un orecchio il campo di Empoli quando sembrava in totale controllo del match. Dopo la doccia fredda i ragazzi di Di Francesco si gettano all’attacco, Valeri al 35’ ci prova con un missile da fuori ma troppo centrale e Okoye respinge. Al 38’ non ce la fa Soulé, colpito da un problema di stomaco: escono l’argentino per Ghedjemis, Lirola per Cuni e Harroui per Renier. La risposta di Cannavaro è un cambio sull’esterno, Zemura prende il posto di Kamara. Gelo sugli spalti al secondo di recupero per il gol del 2-1 dell’Empoli che condanna i laziali alla Serie B.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/26/2024 11:58 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Doppio Arnautovic, ma all'Inter non basta:
l'ultima a Verona finisce in parità



I nerazzurri non eguagliano il loro record di successi in Serie A (30).
I gialloblù chiudono bene davanti ai loro tifosi


Luca Taidelli

L’esordio della nuova proprietà Inter non coincide con una vittoria, ma dopo un campionato a tutta, i campioni d’Italia sono comprensibilmente scarichi e con la testa altrove. Anche perché otto degli 11 titolari a breve saranno impegnati all’Europeo, quindi ci sta che un Verona frizzante come uno spritz (e quando finiscono le bollicine si esalta il portiere Perilli) abbia messo a lungo in difficoltà la squadra d Inzaghi, tenuta in piedi nel primo tempo da una doppietta di Arnautovic, bravo a rispondere alle fiammate di Noslin e Suslov per il 2-2 che resisterà anche nella ripresa.

PRIMO TEMPO — Obiettivi centrati su entrambi i fronti e conseguente turnover per dare spazio a chi ne ha avuto meno durante la stagione. Baroni punta Mitrovic, Suslov e Lazovic alle spalle di Noslin. Nel 4-2-3-1 veneto i centrali difensivi sono Coppola e Cabral. Inzaghi tiene in panchina Sommer, Pavard, Bastoni, Darmian, Mkhitaryan e Lautaro. Tocca ad Audero, Bisseck, Carlos Augusto, Dumfries, Frattesi e Arnautovic. Dopo qualche minuto di studio in ciabatte, la partita si stappa al 10’ per la dormita di Coppola che sul colpo di testa di Frattesi si lascia prendere il tempo da Arnautovic, freddo davanti a Perilli. Il Verona però non ci sta, ha gamba e soprattutto voglia ben diverse rispetto ai campioni d’Italia sazi e ubriachi dopo tanto festeggiare. L’1-1 arriva addirittura in contropiede. Break di Suslov che pesca il taglio di Noslin, tenuto in gioco da Carlos Augusto e poi bravo a incrociare col sinistro sul palo più lontano. Belahyane e Serdar braccano Barella e Frattesi, mentre Suslov cerca di frenare le uscite di Calhanoglu. L’Inter è sotto ritmo e diventa difficile innescare le punte, anche perché sugli esterni Dumfries e Dimarco (preso di mira e fischiato a ogni tocco di palla per avere esultato in faccia a Henry dopo il rigore sbagliato all’andata) non affondano quasi mai. Al 36’ Barella commette un errore da matita rossa e libera Noslin in area, l’olandese ricambia il favore a Suslov che pesca di nuovo l’angolino per il 2-1. L’Inter però ha la forza delle giocate estemporanee e in pieno recupero trova il pareggio: lancio telecomandato di Barella per l’inserimento di Frattesi che di petto accomoda il pallone per la rasoiata vincente di Arnautovic.

SECONDO TEMPO — Si riprende senza cambi, ma dopo 11’ di vorrei ma non posso veronese Inzaghi richiama i due esterni per Cuadrado e Buchanan e manda in campo pure Sanchez al posto di Arnautovic. I nuovi entrati confezionano subito la palla del vantaggio, con il canadese che va sul fondo e serve Sanchez, il cui destro è respinto da Perilli che poi si supera su Frattesi. Baroni richiama Cabal e Lazovic per Magnani e Charlys. Trova spazio anche il terzo portiere dell’Inter Di Gennaro, all'esordio in nerazzurro, mentre Asllani sostituisce Barella, appena ammonito. Di Gennaro salva subito due volte su Serdar e il neo entrato Tavsan. Quello che non staccherebbe nemmeno sotto all’ombrellone è Frattesi, che nel finale si vede negare da Vinagre la rete del 3-2. Quella che trova Sanchez, prima che il Var annulli tutto per fuorigioco. Sussulti di fine stagione. Applausi finali per tutti. In fondo anche il Verona salvandosi ha vinto lo scudetto.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/27/2024 12:03 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Brutta Lazio per chiudere.
Solo pari col Sassuolo.
Biancocelesti in Europa League

Prima del via festa con Eriksson.
Al gol di Zaccagni risponde Viti.
Tudor non fa giocare Luis Alberto.
Lazio settima e irraggiungibile dalla Fiorentina.
Il commiato di Felipe Anderson


Nicola Berardino


La Lazio toppa l’appuntamento con la vittoria contro il già retrocesso Sassuolo. Alla vigilia serviva un punto per blindare matematicamente il posto in Europa League. E il pareggio arriva. Ma la squadra di Tudor conclude tra i fischi dell’Olimpico. Il gol di Zaccagni al quarto d’ora della ripresa sembrava la chiave giusta ma poi arriva il pareggio di Viti che diventa il sigillo definitivo del risultato. Pareggio meritato dal Sassuolo che ha giocato con coraggio e orgoglio.

ABBRACCIO A ERIKSSON — Prima della gara il tributo di affetto dei 53mila dell’Olimpico per Sven Goran Eriksson. Giro di campo per il tecnico svedese che ha legato il suo nome alla Lazio per lo scudetto del 2000: furono sette i trofei conquistati in quel periodo, tra cui anche una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea. Si è commosso Eriksson che a gennaio ha dichiarato di avere un tumore incurabile al pancreas. Standing ovation dell’Olimpico mentre scorrevano sui maxischermi le immagini di quel periodo d’oro. Il saluto di Tudor e della squadra che sul campo stava ultimando il riscaldamento. "Grazie mille per tutto. E' bellissimo vedere tanta gente. Siete forti. Ricordo anni molto belli per me, mi sono trovato benissimo, mai avuto una squadra così forte. E’ il ricordo della vita, grazie per l'invito e in bocca al lupo per oggi, grazie". In Curva Maestrelli, sotto una gigantografia di Eriksson sulla panchina della Lazio, uno striscione per il tecnico: "Il popolo laziale ti ama e lotta al tuo fianco". E poi dalla Curva Nord una coreografia speciale con "Sven" a grandi lettere.


SENZA SBOCCHI — Tudor inserisce il rientrante Romagnoli al posto dello squalificato Casale. Marusic scala in difesa per sostituire l’infortunato Patric con Hysaj smistato sulla destra della mediana. Per il resto confermata la formazione iniziale del pareggio di Milano contro l’Inter. Ballardini apporta sei novità all’undici di partenza. In particolare, Cragno tra i pali, Viti in difesa, Obiang e Lipani in mediana, Mulattieri e Volpato in avanti. Lazio subito all’attacco. Al 3’ Hysaj solo davanti a Cragno che lo ipnotizza. Il Sassuolo non resta nel guscio. Thorstvedt guida la manovra. La Lazio prova ad allargare il gioco per crearsi spazi. Emiliani attenti in copertura. Alla mezz’ora Cragno devia in angolo un tocco a rete di Kamada da buona posizione. Tanto possesso di palla da parte della Lazio che però non trova sbocchi risolutivi. All’intervallo sullo 0-0. Con una ventata di fischi sui biancocelesti verso gli spogliatoi.


VITI RISPONDE A ZACCAGNI — Nella ripresa Tudor riporta Marusic in mediana e arretra Hysaj. La manovra però non decolla. Sassuolo al tiro con Lipani: fuori. All’8’, doppio cambio nella Lazio. Guendouzi e Felipe Anderson per Rovella e Vecino. Con Kamada riportato in mediana. Al 15’ la Lazio passa. Punizione angolata dai 25 metri di Zaccagni: Cragno non arriva sul buco aperto dalla barriera. Sesto gol campionato per l’attaccante biancoceleste. Il Sassuolo non intende però mollare. E al 21’ pareggia. Punizione di Thorstvedt scodellata in area, sfiora Romagnoli , sbuca Viti e fa secco Provedel. Tudor cerca nuove soluzioni. Al 26’ Pellegrini, che non è al meglio, e Castellanos cedono il posto a Lazzari e Immobile. Nel Sassuolo Toljan e Laurienté rilevano Doig e Volpato. Poi Ballardini inserisce Racic e Pinamonti per Lipani e Mulattieri. Immobile non graffia nel faccia a faccia con Cragno. Ripartenza emiliana: Laurienté a lato. Quattro minuti di recupero. Ma il Sassuolo regge e la Lazio non sa trovare l’acuto per i tre punti.

FELIPE E LUIS ALBERTO — Alla fine gli applausi sono solo per Felipe Anderson che lascia dopo otto stagioni in biancoceleste per tornare in Brasile, al Palmeiras. E poi c'è Luis Alberto. I tifosi hanno dedicato allo spagnolo un lungo striscione di commiato: "La pelota siempre al Diez... Buena Suerte Luis!" Al quale lui ha risposto con una smorfia visibilmente stizzita per non essere entrato in campo in quella che probabilmente è stata la sua ultima partita alla Lazio dopo 8 anni. Tudor l'ha tenuto in panchina, per lui nemmeno un minuto in campo. Scurissimo in volto, il Mago è poi andato sotto la Curva Nord per salutare (definitivamente?) i tifosi.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
5/27/2024 4:35 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Atalanta che insegue il terzo posto? Buffoni e pure Idioti!! Potevamo avere 6 squadre in Champions, ma i bergamaschi sanno leggere??
OFFLINE
Post: 4,984
Post: 564
Registered in: 12/7/2022
Registered in: 4/13/2023
Gender: Male
5/28/2024 1:06 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

AmandoCi (OmWM231130), 27/05/2024 16:35:

Atalanta che insegue il terzo posto? Buffoni e pure Idioti!! Potevamo avere 6 squadre in Champions, ma i bergamaschi sanno leggere??

Capisco cosa intendi..ma l'atalanta non guarda in faccia nessuno e sportivamente fa bene.
Di sicuro meno che mai di fare "un favore alla Roma" 🤭
5/28/2024 1:40 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

E Invece avrebbero fatto un piacere al Torino! Ma solo chi li conosce bene sa che sono degli emeriti Imbecilli incapaci di guardare all'interesse dell'Italia!! Egoist! E poi per arrivare terzi come se contasse qualcosa!!
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
5/29/2024 12:11 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

SERIE A 2023/2024 38ª Giornata (19ª di Ritorno)

23/05/2024
Cagliari - Fiorentina 2-3
24/05/2024
Genoa - Bologna 2-0
25/05/2024
Juventus - Monza 2-0
Milan - Salernitana 3-3
26/05/2024
Atalanta - Torino 3-0
Napoli - Lecce 0-0
Empoli - Roma 2-1
Frosinone - Udinese 0-1
Verona - Inter 2-2
Lazio - Sassuolo 1-1

Classifica
1) Inter punti 94;
2) Milan punti 75;
3) Juventus punti 71;
4) Atalanta(*) punti 69;
5) Bologna punti 68;
6) Roma punti 63;
7) Lazio punti 61;
8) Fiorentina(*) punti 57;
9) Torino e Napoli punti 53;
11) Genoa punti 49;
12) Monza punti 45;
13) Verona e Lecce punti 38;
15) Udinese punti 37;
16) Cagliari e Empoli punti 36;
18) Frosinone punti 35;
19) Sassuolo punti 30;
20) Salernitana punti 17.

(gazzetta.it)

NOTE
Inter Campione d'Italia (con 5 giornate di anticipo) e seconda stella con lo
scudetto n° 20, questo il primo verdetto della stagione 2023/2024.
Salernitana matematicamente retrocessa in Serie B con 4 giornate di anticipo.
Retrocedono anche il Sassuolo (dopo undici stagioni in Serie A) con un turno di anticipo, e il Frosinone.
Matematicamente nella prossima Champions League, dopo Inter e Milan, anche Bologna e Juventus.
Roma e Lazio in Europa League e Fiorentina in Europa League e qualora la Fiorentina vincesse la finale
della stessa competizione, le porte della Conferece league si aprirebbero anche per il Torino.
I campioni d'Italia uscenti del Napoli fuori da tutte le coppe.
(*) Una partita in meno
Il recupero Atalanta - Fiorentina è stato fissato al 2 giugno.
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
6/3/2024 12:15 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Cinque gol a Bergamo:
la Fiorentina vince il recupero,
niente 3° posto per l'Atalanta

Succede tutto nel primo tempo:
Doppietta di Belotti, fallito il sorpasso di Gasp alla Juventus, chiude quarto.
Nel finale infortunio al ginocchio per Scalvini


Matteo Pierelli


Niente terzo posto. L’Atalanta dei miracoli, dopo feste e celebrazioni varie, ha la pancia piena e non riesce a scavalcare la Juventus: la squadra di Gasperini perde contro una Fiorentina che improvvisamente si scopre prolifica in attacco e che regala a Vincenzo Italiano (destinato al Bologna) l’ultima gioia di un triennio concluso amaramente mercoledì scorso, con la sconfitta nella finale di Conference League con l’Olympiakos. Partite dai mille capovolgimenti di fronte che si decide nel primo tempo: la Viola va tre volte in vantaggio (Belotti, Gonzalez e ancora Belotti) e i bergamaschi solo per due volte (con Lookman e Scalvini) riescono a rimediare. Con questo recupero della ventinovesima giornata (partita rinviata il 17 marzo per il tragico malore che poi avrebbe portato alla morte di Joe Barone) finisce anche la stagione di Atalanta e Fiorentina: i bergamaschi, dopo il trionfo in Europa League, andranno avanti nel segno della continuità mentre i Viola vedranno chiudersi il ciclo di Vincenzo Italiano e dovranno necessariamente cambiare pagina.

GOL ED EMOZIONI — Gasperini lascia Scamacca in panchina: De Ketelaere punta assieme a Lookman con alle spalle Koopmeiners. Italiano invece mette in porta Martinelli, all’esordio in Serie A e Beltran si muove da trequartista con Castrovilli a sinistra. Sotto una pioggia battente si parte a ritmi non troppo eccessivi, anche se la Fiorentina al primo affondo trova il vantaggio: al 6’ cross da sinistra di Castrovilli e zuccata vincente di Belotti, con Hien che poteva fare meglio in marcatura. L’Atalanta reagisce subito, e trova presto il pareggio: al 12’ gran palla di De Ketelaere per Lookman che solo davanti a Martinelli non sbaglia. La partita resta piacevole, il livello di attenzione delle difese non è molto alto e cosi al 18’ arriva il nuovo vantaggio Viola grazie a un bel tiro al volo di Nico Gonzalez su cross (ancora dalla sinistra) di Biraghi. L’Atalanta si rimette in moto, fa tanto possesso palla ma fatica ad arrivare alla conclusione fino al 32’, quando Scalvini lascia partire un tracciante di destro che si infila all’angolino basso, alla destra di Martinelli. Un primo tempo scoppiettante regala un altro gol allo scadere: è ancora Belotti a colpire da due passi dopo aver raccolto un tiro di Beltran.

ALLARME SCALVINI — Nella ripresa subito una grande occasione per Duncan che, solo davanti a Carnesecchi, si allarga troppo e conclude a lato. Gasperini toglie Lookman e mette dentro Scamacca. Che serve subito una gran palla a Miranchuk: conclusione fuori di un niente. L’Atalanta spinge per cercare di portare a casa almeno un pareggio, ma non riesce a trovare il guizzo vincente: Scamacca nel recupero è murato da Martinelli. Piuttosto è allarme per Scalvini, che esce zoppicando per un infortunio a ginocchio sinistro che preoccupa in vista dell'Europeo. La Fiorentina riesce a resistere fino alla fine: adesso per i Viola sarà rivoluzione.

Fonte: Gazzetta dello Sport
OFFLINE
Post: 105,192
Post: 3,283
Registered in: 7/5/2007
Registered in: 12/18/2008
Gender: Male
STAFF
6/3/2024 12:21 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

SERIE A 2023/2024 29ª Giornata (10ª di Ritorno)

02/06/2024
Atalanta - Fiorentina 2-3

Classifica
1) Inter punti 94;
2) Milan punti 75;
3) Juventus punti 71;
4) Atalanta punti 69;
5) Bologna punti 68;
6) Roma punti 63;
7) Lazio punti 61;
8) Fiorentina punti 60;
9) Torino e Napoli punti 53;
11) Genoa punti 49;
12) Monza punti 45;
13) Verona e Lecce punti 38;
15) Udinese punti 37;
16) Cagliari e Empoli punti 36;
18) Frosinone punti 35;
19) Sassuolo punti 30;
20) Salernitana punti 17.

(gazzetta.it)

NOTE
Il recupero della partita di Bergamo tra l'Atalanta e la Fiorentina non muta
sostanzialmente la classifica finale ristallizzata con l'ultima giornata di campionato.
L'Atalanta, con la sconfitta casalinga così maturata, ha perso l'occasione di
balzare al terzo posto, scavalcando la Juventus, che salva il podio finale dietro le due
milanesi mentre la Fiorentina mantiene l'ottavo posto.
ONLINE
Post: 57,149
Post: 41,809
Registered in: 2/4/2004
Registered in: 11/13/2004
Gender: Male
Admin Unico
CONTENT CREATOR
6/4/2024 8:08 AM
 
Email
 
User Profile
 
Quote


I campioni d'Italia uscenti del Napoli fuori da tutte le coppe.



No comment, devo riconoscere che non abbiamo onorato lo scudetto che portavamo sulle maglie! [SM=x1583484]





6/4/2024 7:46 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Numeri Implacabili per il Napoli Campione d'italia in carica?

2022 2023 Punti 90 Vinte 28 pari 6 perse 4

2023 2024 Punti 53 Vinte 13 pari 14 perse 11.

Il peggior Punteggio ottenuto nella sua Storia in Serie A! A parte le retrocessioni!

Napoli, peggior squadra dopo lo scudetto nella storia della Serie A!

[Edited by Mauriziettaxx 6/4/2024 7:47 PM]
ONLINE
Post: 57,149
Post: 41,809
Registered in: 2/4/2004
Registered in: 11/13/2004
Gender: Male
Admin Unico
CONTENT CREATOR
6/4/2024 8:05 PM
 
Email
 
User Profile
 
Quote

Re:
Mauriziettaxx (f6ak230710), 04/06/2024 19:46:

Numeri Implacabili per il Napoli Campione d'italia in carica?

2022 2023 Punti 90 Vinte 28 pari 6 perse 4

2023 2024 Punti 53 Vinte 13 pari 14 perse 11.

Il peggior Punteggio ottenuto nella sua Storia in Serie A! A parte le retrocessioni!

Napoli, peggior squadra dopo lo scudetto nella storia della Serie A!




Non infierire! [SM=x611831]





New Thread
Reply
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]



Feed | Forum | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.6.1] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 8:43 PM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2024 FFZ srl - www.freeforumzone.com