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Vortex

Last Update: 8/6/2022 11:51 AM
8/6/2022 11:51 AM
 
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Che botta.

Difficilmente me lo toglierò dalla testa.

E' il film di Noé meno crudo ed eccessivo dal punto di vista visivo, ma per me il più devastante tra quelli che ho visto.

Due ore e mezza di schermo diviso in due, dialoghi improvvisati, musica quasi totalmente assente, lunghi silenzi scanditi da respiri affaticati e rumore di gesti quotidiani, e la telecamera a scandagliare senza pudore gli ultimi giorni di una coppia di anziani arrivati al capolinea.

Lei, ex psichiatra, è affetta da demenza senile e la vediamo vagare per l’appartamento, stracolmo di libri, quadri, poster, videocassette, ricordi di un passato ricco di vita, mentre la sua mente si sgretola e si svuota inesorabilmente, giorno dopo giorno.
Lui, ex critico cinematografico, ha il cuore malconcio ma è ancora abbastanza lucido e in attività: sta scrivendo un saggio sul rapporto fra cinema e sogno (il titolo è Psyche, il "soffio vitale" per gli antichi greci, ma anche il nome della tizia che in Climax manda tutti in acido), ma la malattia della moglie, che si aggrava di ora in ora, gli impedisce di dedicarsi al suo progetto quanto vorrebbe.

Dopo una vita trascorsa insieme, marito e moglie si avviano verso la fine divisi, come sottolinea lo split screen, ognuno perso nel suo mondo, ognuno solo davanti alla morte.

Il film è pervaso da una sensazione costante di angosciosa ineluttabilità, non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo perché, nonostante la lentezza estenuante con cui scorrono le immagini, il pericolo è in agguato ed è dato dalla fragilità del corpo e della mente.
E perché l’occhio impietoso, quasi documentaristico, del regista ci sbatte in faccia senza sconti quello che prima o poi toccherà a tutti, in un modo o nell’altro.

Meraviglioso, da vedere assolutamente, ma preparati ad un’esperienza massacrante.

P.S. Per chi se lo chiedesse (immagino tutti, almeno qua dentro), il nostro Darione nazionale se la cava alla grandissima, facilitato forse dalla mancanza di copione e sicuramente dal fatto che il suo personaggio è un italiano trapiantato in Francia, quindi gli si perdona una pronuncia non perfetta e qualche balbettamento di troppo.





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