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Strage Bologna, "giudice inchiesta frequentava capo palestinesi FPLP in Italia"
Pubblicato il: 23/07/2020 13:29 sul sito dell'Agenzia ADNKRONOS:

Il giudice Aldo Gentile, dal 21 settembre del 1980 titolare dell’istruttoria sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna, frequentava Abu Anzeh Saleh, il giordano di origini palestinesi, ufficialmente studente fuori corso residente proprio a Bologna, ma in realtà capo della struttura clandestina in Italia del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina legata alla galassia sanguinaria del superterrorista “Carlos lo sciacallo”. Un personaggio, Saleh, coinvolto nell’inchiesta sul sequestro dei missili di Ortona e intorno al quale ruotano le agghiaccianti minacce palestinesi di ritorsione all’Italia per la sua liberazione proprio a ridosso delle stragi di Ustica e di Bologna.


La clamorosa notizia – e cioè di “un rapporto personale, diretto e privato tra il titolare delle indagini sulla strage e l’uomo dell’FPLP” - è contenuta nel verbale di sommarie informazioni testimoniali rese dal giudice Aldo Gentile (il 7 novembre 2012) al sostituto procuratore Enrico Cieri e al capo della Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna Antonio Marotta, nell’ambito del procedimento penale aperto alla fine di luglio 2005 incentrato sulla presenza a Bologna il giorno della bomba di un fedelissimo di Carlos, ovvero il tedesco Thomas Kram (poi indagato e quindi archiviato) compagno della terrorista Christa-Margot Fröhlich (esperta di esplosivi) riconosciuta da un testimone come presente a Bologna (ma anche per la Frohlich uscì indenne dall’inchiesta).

Il sopravvissuto: "Non crediamo a pista palestinese, continueremo a scartarla"

Di questo verbale e delle presunte anomalie processuali intorno al giudice Gentile dà conto il sito ‘Reggio Report’, che scrive: “nello specifico, i due, il giudice istruttore Aldo Gentile e Abu Anzeh Saleh si incontravano regolarmente al bar di via delle Tovaglie, poco distante da Palazzo Baciocchi, allora sede degli uffici giudiziari bolognesi. Gentile ricevette da Saleh anche dei regali, in particolare un bassorilievo in ottone raffigurante il tempio di Gerusalemme, ancora oggi conservato nell’abitazione dell’anziano giudice (99 anni) in pensione, napoletano di nascita, ma bolognese di adozione. “Abu Anzeh Saleh abitava in via delle Tovaglie e frequentava il bar che era di fronte alla sua abitazione. Ci si vedeva… si familiarizzava”, ha dichiarato Gentile.

Pg: 'da Gelli 1 milione di dollari a esecutori

C’è dell’altro. Secondo il sito online “l’ex giudice istruttore del Tribunale di Bologna è stato sentito precisamente per chiarire i motivi che lo spinsero, il 10 settembre 1981, meno di un mese dopo la scarcerazione di Abu Anzeh Saleh - unico fra gli imputati condannati in primo grado a sette anni di reclusione per detenzione e trasporto illegittimo di armi da guerra - a richiedere ai colleghi della Corte d’Appello de L’Aquila il permesso per Saleh di assentarsi da Bologna dove aveva l’obbligo della firma in Questura e recarsi a Roma per una settimana. Il capo dell’FPLP in Italia era stato infatti scarcerato il 14 agosto 1981 (in accoglimento del ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Edmondo Zappacosta del Foro di Roma, secondo il Sismi legale di fiducia dell’Ambasciata libica a Roma)”.

10 domande ancora senza risposta sulla strage dall'intergruppo parlamntare

“Siccome questo stava sempre lì, ci si salutava e si scherzava – ha dichiarato Gentile a verbale – Assolutamente mai cose professionali”. Eppure, il 10 settembre 1981, è proprio lui, Gentile, sempre secondo il sito Reggio Report – “a trasmettere quel fonogramma ai colleghi de L’Aquila per autorizzare Saleh a recarsi una settimana a Roma. “Poi sono andato a Roma, sono dovuto andare da… non mi ricordo come si chiama, comunque era il fiduciario dell’OLP a Roma il quale mi disse che Abu Saleh era un suo agente e precisamente il suo agente a Bologna”, ha aggiunto Gentile.

Il 2 agosto Casellati a Bologna

Ma il sito Reggio Report scrive di più: “alla domanda cruciale posta dal sostituto procuratore Enrico Cieri sul perché Gentile chiese, nell’ambito dell’istruttoria sulla strage, l’autorizzazione per Saleh a recarsi a Roma immediatamente dopo la sua scarcerazione, si chiude a riccio e risponde: “Non mi ricordo, assolutamente non mi ricordo”. E ancora. “La cosa sorprendente è che Gentile – riporta sempre ‘Reggio Report’ – è che il conserva buona memoria di gran parte di quello che ha fatto in quegli anni (…) ma non ricorda perché si interessò personalmente a chiedere quella autorizzazione a favore di Abu Anzeh Saleh e, soprattutto, su chi lo sollecitò per mandare il capo dell’FPLP in Italia a Roma subito dopo la sua scarcerazione”. Il sito Reggio Report, a questo punto, elenca alcune presunte anomalie nella ricostruzione dell’autorità giudiziaria.

Tra queste il particolare che il giudice Gentile avrebbe, per sua stessa ammissione, ricevuto un regalo da Saleh, e poi che (sempre Gentile) avrebbe tirato in ballo anche gli ex colleghi Giorgio Floridia e Vito Zincani, affermando che anche loro avrebbero conosciuto e frequentato Saleh. “Floridia e Zincani, sentiti a verbale, hanno preso le distanze da quelle affermazioni e hanno smentito in modo categorico la versione fornita da Gentile”.


p.s.: pliskiss forse la pista Palestinese non è del tutto da escludere. L'Italia è stata per anni il campo di battaglia dei servizi segreti e dei terroristi internazionali.
Certo è che sarà difficile, come altre stragi, morti eccelenti e attentati di sapere la verità.

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Re: Strage Bologna, "giudice inchiesta frequentava capo palestinesi FPLP in Italia"
rufusexc, 01/08/2020 19:24:

Pubblicato il: 23/07/2020 13:29 sul sito dell'Agenzia ADNKRONOS:

Il giudice Aldo Gentile, dal 21 settembre del 1980 titolare dell’istruttoria sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna, frequentava Abu Anzeh Saleh, il giordano di origini palestinesi, ufficialmente studente fuori corso residente proprio a Bologna, ma in realtà capo della struttura clandestina in Italia del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina legata alla galassia sanguinaria del superterrorista “Carlos lo sciacallo”. Un personaggio, Saleh, coinvolto nell’inchiesta sul sequestro dei missili di Ortona e intorno al quale ruotano le agghiaccianti minacce palestinesi di ritorsione all’Italia per la sua liberazione proprio a ridosso delle stragi di Ustica e di Bologna.


La clamorosa notizia – e cioè di “un rapporto personale, diretto e privato tra il titolare delle indagini sulla strage e l’uomo dell’FPLP” - è contenuta nel verbale di sommarie informazioni testimoniali rese dal giudice Aldo Gentile (il 7 novembre 2012) al sostituto procuratore Enrico Cieri e al capo della Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna Antonio Marotta, nell’ambito del procedimento penale aperto alla fine di luglio 2005 incentrato sulla presenza a Bologna il giorno della bomba di un fedelissimo di Carlos, ovvero il tedesco Thomas Kram (poi indagato e quindi archiviato) compagno della terrorista Christa-Margot Fröhlich (esperta di esplosivi) riconosciuta da un testimone come presente a Bologna (ma anche per la Frohlich uscì indenne dall’inchiesta).

Il sopravvissuto: "Non crediamo a pista palestinese, continueremo a scartarla"

Di questo verbale e delle presunte anomalie processuali intorno al giudice Gentile dà conto il sito ‘Reggio Report’, che scrive: “nello specifico, i due, il giudice istruttore Aldo Gentile e Abu Anzeh Saleh si incontravano regolarmente al bar di via delle Tovaglie, poco distante da Palazzo Baciocchi, allora sede degli uffici giudiziari bolognesi. Gentile ricevette da Saleh anche dei regali, in particolare un bassorilievo in ottone raffigurante il tempio di Gerusalemme, ancora oggi conservato nell’abitazione dell’anziano giudice (99 anni) in pensione, napoletano di nascita, ma bolognese di adozione. “Abu Anzeh Saleh abitava in via delle Tovaglie e frequentava il bar che era di fronte alla sua abitazione. Ci si vedeva… si familiarizzava”, ha dichiarato Gentile.

Pg: 'da Gelli 1 milione di dollari a esecutori

C’è dell’altro. Secondo il sito online “l’ex giudice istruttore del Tribunale di Bologna è stato sentito precisamente per chiarire i motivi che lo spinsero, il 10 settembre 1981, meno di un mese dopo la scarcerazione di Abu Anzeh Saleh - unico fra gli imputati condannati in primo grado a sette anni di reclusione per detenzione e trasporto illegittimo di armi da guerra - a richiedere ai colleghi della Corte d’Appello de L’Aquila il permesso per Saleh di assentarsi da Bologna dove aveva l’obbligo della firma in Questura e recarsi a Roma per una settimana. Il capo dell’FPLP in Italia era stato infatti scarcerato il 14 agosto 1981 (in accoglimento del ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Edmondo Zappacosta del Foro di Roma, secondo il Sismi legale di fiducia dell’Ambasciata libica a Roma)”.

10 domande ancora senza risposta sulla strage dall'intergruppo parlamntare

“Siccome questo stava sempre lì, ci si salutava e si scherzava – ha dichiarato Gentile a verbale – Assolutamente mai cose professionali”. Eppure, il 10 settembre 1981, è proprio lui, Gentile, sempre secondo il sito Reggio Report – “a trasmettere quel fonogramma ai colleghi de L’Aquila per autorizzare Saleh a recarsi una settimana a Roma. “Poi sono andato a Roma, sono dovuto andare da… non mi ricordo come si chiama, comunque era il fiduciario dell’OLP a Roma il quale mi disse che Abu Saleh era un suo agente e precisamente il suo agente a Bologna”, ha aggiunto Gentile.

Il 2 agosto Casellati a Bologna

Ma il sito Reggio Report scrive di più: “alla domanda cruciale posta dal sostituto procuratore Enrico Cieri sul perché Gentile chiese, nell’ambito dell’istruttoria sulla strage, l’autorizzazione per Saleh a recarsi a Roma immediatamente dopo la sua scarcerazione, si chiude a riccio e risponde: “Non mi ricordo, assolutamente non mi ricordo”. E ancora. “La cosa sorprendente è che Gentile – riporta sempre ‘Reggio Report’ – è che il conserva buona memoria di gran parte di quello che ha fatto in quegli anni (…) ma non ricorda perché si interessò personalmente a chiedere quella autorizzazione a favore di Abu Anzeh Saleh e, soprattutto, su chi lo sollecitò per mandare il capo dell’FPLP in Italia a Roma subito dopo la sua scarcerazione”. Il sito Reggio Report, a questo punto, elenca alcune presunte anomalie nella ricostruzione dell’autorità giudiziaria.

Tra queste il particolare che il giudice Gentile avrebbe, per sua stessa ammissione, ricevuto un regalo da Saleh, e poi che (sempre Gentile) avrebbe tirato in ballo anche gli ex colleghi Giorgio Floridia e Vito Zincani, affermando che anche loro avrebbero conosciuto e frequentato Saleh. “Floridia e Zincani, sentiti a verbale, hanno preso le distanze da quelle affermazioni e hanno smentito in modo categorico la versione fornita da Gentile”.


p.s.: pliskiss forse la pista Palestinese non è del tutto da escludere. L'Italia è stata per anni il campo di battaglia dei servizi segreti e dei terroristi internazionali.
Certo è che sarà difficile, come altre stragi, morti eccelenti e attentati di sapere la verità.




infatti

l'86ma vittima è palestinese

85 vittime con il corpo di Maria Fresu che è sparito


a Bologna quella mattina c'erano tutti , tranne Fioravanti e Mambro che stavano in Veneto ospiti di un Camerata che poi risulterà pure lui con un punto di domanda

a Bologna c'erano i servizi segreti alle calcagne dei terroristi tedeschi di Carlos , Thomas Kram che risulterà che ha alloggiato la notte prima in un albergo vicino alla stazione

più qualche fascista mandato li' di proposito e come la storia narra pure qualche d'uno della Magliana, il tutto per poi depistare il casino

quell'esplosivo serviva per altro obbiettivo e si dice per far evadere questi in un carcere in Umbria

"""""La ritorsione era nell'aria a causa dell'arresto nel novembre del 1979 a Ortona di tre esponenti del Collettivo di via dei Volsci, tra cui il loro leader Daniele Pifano, mentre su un furgone trasportavano due missili terra-aria Strela-2 che appartenevano all’Fplp, l’organizzazione palestinese di matrice marxista aderente all’Olp che in Europa operava con il gruppo del terrorista internazionale Carlos lo Sciacallo denominato 'Separat'. Insieme a loro viene arrestato anche il rappresentante dell’Fplp in Italia Abu Saleh. L'Olp, nel 1980, chiede la loro liberazione, minacciando rappresaglie in caso di riposta negativa.""""


mio parere


la valigia non è stata abbandonata, il custode della valigia c'era e gli era appena stata consegnata, la valigia è esplosa accidentalmente o per il caldo o perchè il timer è stato manomesso forse apposta o forse no


versione uguale di Cossiga e Gelli prima di morire "" a Bologna ci fù un incidente""


il terrorismo Internazionale era vasto e pieno di piste con tanti intrecci e servizi segreti


lO Stato sà e i documenti segreti ci sono, ma non si tira in ballo niente per non inguaiare paesi dopo 40 anni


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Se per questo, si era parlato di un coinvolgimento della Banda della Magliana. L'ipotesi è che a posizionare la bomba fosse stato Danilo Abbruciati.

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Re:
rufusexc, 02/08/2020 10:17:

Se per questo, si era parlato di un coinvolgimento della Banda della Magliana. L'ipotesi è che a posizionare la bomba fosse stato Danilo Abbruciati.




ipotesi tante certezze zero


di sicuro sembra solo una cosa


""""Pubblicato il: 24/06/2020 11:28

Il lembo facciale riesumato dalla bara di Maria Fresu, una delle vittime dell’attentato alla stazione di Bologna assieme alla figlia Angela, di 3 anni, apparterrebbe a una vittima "mai inclusa nell’elenco" perché "evidentemente è la vera attentatrice alla stazione".


ci fu lo scambio per rimanere ad 85


quindi si suppone che se la sostituzione è stata fatta con una donna , si presume che li c'era una donna sconosciuta

il discorso poi esplosivo

te porti una valigia, sai che c'è dentro esplosivo, ma non sai quanto ce nè dentro e che tipo di esplosivo è

di certo non apri e ti metti a guardare

per passatempo me le sono andate a leggere quasi tutte, tante storie sono state chiuse

mia opinione

la donna penso medio orientale penso portava la valigia con l'esplosivo, nella valigia però a sua insaputa e stato piazzato più esplosivo del dovuto e con timer inserito

in pratica , la valigia con l'esplosivo doveva stazionare li a Bologna in attesa di finire in un altro posto, ma qualcuno ha sostituito la valigia con dentro T 4 Tritolo con timer e ha aggiunto qualche kg in più per far si che succedesse quello che è successo

ancora non andava di moda farsi saltare per aria

chi ha manomesso la valigia ??

questo bisogna andarlo a chiedere a tutti servizi segreti d' Europa di quei tempi

perchè ??

le motivazioni potrebbero essere tante

evidentemente un lavoro di merda del genere faceva comodo a qualche d'uno


tutti gli imputati Italiani all'epoca quasi tutti maggiorenni da poco a mio parere non c'entrano un cazzo, come non c'entrano altre persone tirate in ballo, i servizi segreti Italiani hanno dovuto collaborare e coprire la puttanata di altri tirando in ballo cani e porci

chi sapeva che l'esplosivo doveva essere li', alla fine c'è rimasto di merda pure lui per quello che è successo

un incidente voluto che non era negli accordi










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Pubblicato il: 16/10/2019 11:04

"Carlos ha già detto e ripetuto che le responsabilità della strage di Bologna sono della Cia e del Mossad. Detto questo, in passato aveva dato la sua disponibilità a essere ascoltato. Se ora alla luce di questi nuovi elementi, la magistratura italiana lo volesse sentire potranno ascolteranno o controinterrogarlo sulla base dei nuovi elementi emersi e vedremo che ha da dire". Così l'avvocato Sandro Clementi, difensore di Ilich Ramirez Sanchez, il terrorista filopalestinese detto Carlos lo Sciacallo, a capo del gruppo Separat, interpellato dall'Adnkronos sulle novità emerse sulla strage di Bologna: la presenza in città, nei giorni dell'attentato, di una donna con un passaporto falso cileno (usato per registrarsi in un hotel di fronte alla stazione) molto simile per numero di serie a due passaporti cileni contraffatti utilizzati proprio da Carlos e la possibilità che esista una 86esima vittima della strage visto che l'esito dell'esame del dna sui resti di Maria Fresu.


Secondo la cosiddetta pista palestinese, sostenuta anche dall'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'organizzazione di Carlos, Separat, sarebbe stata coinvolta nella strage del 2 agosto 1980, insieme al Fronte popolare per la liberazione della Palestina. La Procura di Bologna indagò anche sulla presenza due terroristi tedeschi legati al gruppo, Thomas Kram e Christa Margot Frohlich.


Cia e Mossad

in 3 minuti ti cambiano il contenuto della valigia se non addirittura la valigia

ma ci chiediamo però il perchè??


sempre a mio parere tutto ciò fu legato a questo


Il cosiddetto «lodo Moro» fu un patto segreto di non belligeranza tra Stato italiano e Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) movimento membro dell'OLP; escludeva invece quello di Abu Nidal, acerrimo nemico di Arafat. Tale accordo, che era solo verbale, emerse durante i lavori della commissione parlamentare d'inchiesta sul «dossier Mitrokhin» e deve il suo nome all'allora presidente del consiglio Aldo Moro.


Storia
Con tale accordo, cercato dopo la strage di Fiumicino del 17 dicembre 1973 dall'allora ministro degli esteri del governo Rumor, Aldo Moro, l'Italia garantiva ai palestinesi - aiutati da gruppi eversivi italiani - libertà di passaggio di armi ed esplosivi sul proprio territorio nazionale, in cambio essi garantivano di non colpirla con attentati ad eccezione degli interessi USA e israeliani.

A intavolare e guidare le trattative furono il gen. Vito Miceli (capo del SID), l'amm. Mario Casardi (successore del precedente) e, "sul campo", il colonnello dei carabinieri Stefano Giovannone (capocentro del SID e poi del SISMI a Beirut), George Habbash (capo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina), Bassam Abu Sharif (allora portavoce del FPLP e consigliere speciale di Yasser Arafat guida storica dell'OLP) e Abu Anzeh Saleh (rappresentante in Italia - con residenza a Bologna - del FPLP).

Accordi simili al Lodo Moro vennero stipulati anche da altre nazioni dell'Europa Occidentale, ma anche dalla Bulgaria che, all'interno del coordinamento dei Servizi di Sicurezza del Patto di Varsavia era competente per l'Italia e il Mediterraneo. Tali accordi tra i Servizi bulgari e i gruppi combattenti palestinesi sono emersi di recente a seguito del processo di desecretazione in corso

alla Cia e Mossad non va e sono stufi

come per incanto normale esplosivo viene sostituito da T 4 tritolo gelatinato con timer piazzato 10.25

la donna con la valigia aspetta come tutti gli altri viaggiatori e salta come tutti, essendo vicino alla valigia visto il cratere probabile sia finita a pezzi

a quel punto?

i servizi segreti italiani sanno tutto, che facciamo ci mettiamo contro la Cia e Mossad?

coprire coprire coprire

quella mattina a Bologna c'erano tutti e non c'era nessuno

c'era solo questa donna che non sapeva che nella valigia c'era il timer programmato


2 giorni che sento parlare ancora di strage Fascista

mio parere tutte puttanate

Fioravanti Mambro Ciavardini Cavallini Bellini

Capri espiatori



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