New Thread
Reply
 
Print | Email Notification    
Author
Facebook  

CONFESSION di Carlo De Santis

Last Update: 7/1/2015 6:56 PM
7/1/2015 12:54 AM
 
Email
 
User Profile
 
Modify
 
Delete
 
Quote
Post: 297
Registered in: 5/23/2011
Junior User
OFFLINE
Appena finita la visione di Confession, il mio primo pensiero è stato quello di aver visto un OTTIMO corto, una via di mezzo tra 13 Beloved (non so se il titolo è giusto, un film thailandese, coreano o quel che è, del quale hanno fatto un remake americano, e che parla di un tizio che riceve soldi a patto di sottoporsi a prove sempre più estreme – fisicamente ma soprattutto psicologicamente) e non so più quale altra pellicola, rovinato in parte da dialoghi un po’ azzardati.
La prima impressione, comunque, era quella di avere davanti un ottimo regista e un ottimo scrittore (soprattutto il secondo vera merce rara di questi tempi). Poi, però, in cerca di conferme riguardo la mia prima impressione, ho letto la rece di Boskoz, e devo dire che appoggio in pieno – o meglio, ci spero – la sua ipotesi.
E se la confessione che l’amico X viene nel cuore della notte a fare all’amico Y fosse solamente un “film mentale” che l’amico Y sta girando nella sua testa, e che gli servirà a incastrare X… che passerebbe quindi da carnefice per surreali motivi a vittima inconsapevole?
Accidenti, giuro che non me n’ero accorto, ma in effetti se il senso del corto fosse proprio questo, per me balzerebbe subito ai primissimi posti di questo Fest (non posso dire al primo perché ancora non ho finito di vederli).
Sarà davvero così? Chissà. In effetti, se Y vuole incastrare X, come può rendere verosimile la storia dopo avervi inserito in mezzo altri 2 cadaveri che – essendo parto della sua immaginazione – non sono ancora tali? Cosa dovrebbe fare a quel punto Y, ucciderli per dare veridicità alla sua storia? Oppure la storia va presa solo come una “bozza”, una prova generale, nella quale vengono inseriti elementi a caso, che al limite potrebbero essere giustificati da Y come vaneggiamenti di X. Tutto quadrerebbe, quindi; e magnificamente, devo dire.

Ma il vero problema, a questo punto, è un altro: come giudicare questo corto? Come quello che forse è o come quello che noi crediamo sia? Come quello che forse NON è, o come quello che noi speriamo si riveli? Ahimè, impresa difficilissima e nella quale è facile cadere in errore. Sarebbe bastata un’inquadratura più chiara in fondo al corto, anche un piccolo PP del viso di X, per farci sorgere subito tutti i sospetti “giusti”. Ma ahimè, forse perché non ci abbiamo preso – anzi, Boskoz non ci ha preso, io non avevo capito nulla! – o forse per una coerenza stilistica che vuole celare il secondo livello di lettura, ecco che ci ritroviamo tagliati fuori da tutto.
Anche questa, immagino, è una precisa scelta stilistica: a questo punto ognuno potrebbe scegliersi quale versione della storia preferisce. Y è un assassino in cerca di giustificazione (magari ha semplicemente ucciso la moglie in un impeto di follia e ora che è rinsavito vuole uscirne con le mani pulite), oppure la prossima vittima di una catena di morte che si perpetua all’infinito? (anche se c’è da dire che questa seconda possibilità ha minori probabilità di essere vera: se Y chiama davvero un amico Z al quale confessare quello che è successo, come può perpetrarsi la catena? Nessuno dei due coinvolti avrebbe motivo di uccidere l’altro, giusto? A meno che Y – che sa che andando alla polizia con la storia dell’amico X non sarebbe creduto, abbia intenzione di chiedere davvero consiglio a un terzo incomodo, o a domandargli di fare il testimone per lui, oppure a incastrarlo a sua volta. Boh.)

Chissà, magari mettendo quell’inquadratura in più, però, si sarebbe ottenuto l’effetto opposto, cioè abbandonare l’incertezza intelligente per un senso univoco e lineare che forse non avrebbe raccolto gli stessi consensi… Io però credo lo avrei apprezzato. Vedendo un’inquadratura finale rivelatrice avrei, in effetti, potuto subito rivalutare tutta l’opera, ragionando da me sulle sue verità nascoste. Mi sarei sentito parte del gioco e non escluso a priori dalla cerchia degli “iniziati”. Il mio pensiero, infatti, è che sia necessario trattare il pubblico con una certa distanza, ma sempre come amico da coinvolgere, e non come peso da sopportare, escludendo i “non degni” dalla verità.

Ma c’è poco da dire: in questo caso una verità “Vera” non è conoscibile se non dagli autori. Quel che resta, comunque, è un corto di grande spessore, con una regia veloce, adattissima ricca di atmosfere, incisiva, che acchiappa, lineare, adattissima alla storia, che è interessantissima, narrata con precisione e profondità, con personaggi tanto semplici quanto realistici, davvero validi.

E’ un vero piacere vedere di tanto in tanto una grande attenzione da parte degli autori a “cose di poco conto” come una STORIA complessa e intelligente, le strategie della tensione, lo storytelling e le atmosfere. Una vero, grande piacere. E proprio per questo non posso che fare vivissimi complimenti agli autori di questo video.

Quale che sia il vero significato della storia, la loro professionalità e bravura è assolutamente indiscutibile.
Promossi senza la benché minima riserva.
Mi aspetto grandi cose.
Mostra Evento 1:6 MODELLISMO IN GRANDE MEZZI GRANDI modellismo d...15 pt.10/22/2019 9:46 PM by elefant169
Qual'è il nome di Dio?Testimoni di Geova Online...10 pt.10/23/2019 8:18 AM by I-gua
Secondo stint su WoW e taciti accordiAnkie & Friends - L&#...10 pt.10/23/2019 9:10 AM by anklelock89
Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 | Next page
New Thread
Reply

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.0.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 10:45 AM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2019 FFZ srl - www.freeforumzone.com