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Le retrospettive di Jake - Grand Theft Auto

Last Update: 9/6/2015 10:00 PM
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10/30/2014 7:48 PM
 
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Primo capitolo dedicato alle serie videoludiche che un pò tutti abbiamo apprezzato e che in qualche modo hanno cambiato il concetto di videogames. Ogni tanto posterò questi "articoli" dedicati a determinate serie o giochi che sono entrati nella leggenda. Racconterò la loro storia, spiegherò le loro specifiche caratteristiche e parlerò di quale vero segno hanno lasciato nel mondo dei videogames e della cultura. A dire il vero avrei voluto cominciare con Final Fantasy che è la mia serie preferita, ma voglio prima approfondire meglio. Queste retrospettive sono farina del mio sacco attraverso i miei ricordi, un pò di wiki più un pò di articoli e servizi di guru del settore. Quel mondo un pò mi manca attivamente parlando e così condivido con voi questa "rubrica" fatta anche appunto di ricordi, sperando che vi piaccia, discutendone poi insieme, altrimenti pazienza... [SM=x2584199]







GTA è forse una delle serie più conosciute al mondo e una delle serie che ha fatto più dibattere il tema della violenza nei videogiochi nonostante la violenza stessa sia solo uno dei tanti tasselli, più che altro un opzione di questa serie e non la base del gioco stesso. Pochi hanno davvero capito il concetto di questo gioco che non è fatto solo di rapine, sparatorie e personaggi grotteschi, ma che è in realtà una profonda critica sociale e porta con se tanta cultura anche se in buona parte parliamo di cultura del nuovo continente.



Era il 1997 quando la DMA Design pubblica per Sony Playstation il gioco Grand Theft Auto. Bisogna infatti puntualizzare che non fu Rockstar Games a creare la serie, infatti la Rockstar fu creata nel 98, ma fu invece DMA, creatrice di uno dei giochi più amati di sempre dal pubblico videoludico ovvero Lemmings, il mitico rompicapo che tutt'oggi ha ancora moltissimi fans. GTA doveva essere pubblicato per Sega Saturn, ma la politica dell'azienda nipponica era contraria, perchè abituata ad avere un pubblico prettamente giovane e la macchina fu creata in teoria per tutta la famiglia, quindi respinse subito l'idea di avere nel parco cartuccie un gioco tanto violento. Di conseguenza DMA si rivolse a Sony, che colse subito la palla al balzo visto che con Playstation voleva toccare tutte le fette di mercato disponibili comprendendo anche quella fetta composta dal pubblico più maturo. Dopo la pubblicazione del titolo, partì subito il terremoto mediatico intorno al titolo che veniva descritto come un pericolo ( [SM=x2584190] ) per bambini ed adolescenti senza rendersi conto che al contrario, GTA voleva "insegnare" come la criminalità non portava a niente ed era un mondo fatto solo di illusioni come il potere e i soldi facili visto che la conseguenza di tutto era solo un inutile rischio per la vita e la perdita delle persone a noi più care.



Ovvio dire che il primo gioco, seppur divertentissimo era ancora parecchio lontano dal concetto di GTA che conosciamo oggi, ma come detto, era dannatamente divertente. Otto personaggi giocabili anche se erano solo semplici skin di gioco e nessuna abilità particolare differenziata, tre grandi città ovvero Liberty City, San Andreas e Vice City e nessuna trama ma solo missioni fra l'altro parecchio difficili man mano che si andava avanti. Scopo del gioco, guadagnare un mucchio di soldi e raggiungere un certo livello di punteggio per sbloccare la location successiva. Fin qui poteva essere paragonato ad un qualsiasi altro gioco di allora, seppur con la differenza della violenza in game, ma la vera differenza era la libertà. GTA fu il primo vero gioco dove eri libero di fare quello che più ti pareva. Non eri per forza legato alla missione ed eri libero di proseguire o cazzeggiare a differenza degli altri giochi, dove eri per forza legato allo schema di gioco che prevedeva una missione legata all'altra. Con l'uscita di GTA in pratica, si sentì parlare per la prima volta del concetto di "open world". Concetto che prima di allora nel mondo videoludico non esisteva ed è questo principalmente che fu il vero colpo di genio di DMA. Dal punto di vista tecnico era qualcosa di straordinario per l'epoca. Decine di auto da rubare fra cui, auto lente, veloci, governabili e ingovernabili, moto, camion, ambulanze, pompieri e chi ne ha più ne metta. Una IA della polizia che seppur non proprio una cima, rispondeva più che bene, dando del filo da torcere al giocatore sopratutto in base al livello di sospetto che cresceva man mano si facevano danni con tanto di SWAT e addirittura l'esercito con i carri armati!



Passano due anni e i ragazzi di DMA Design sfornarono GTA 2 il tanto agognato seguito che tanti stavano aspettando. In quei due anni di attesa, intanto la Take-Two Interactive comprò i diritti di GTA. GTA 2 uscì quindi sempre sotto DMA, ma venne pubblicato da Rockstar Games. Infatti Take-Two per evitare casini dovuti alle possibili ripercussioni fatte di multe e denunce dovute al titolo così controverso, creò il publisher Rockstar Games in modo che avendo questi come "prestanome" nel peggiore dei casi grazie ai tanti cavilli burocratici, a chiudere sarebbe stata quest'ultima e non Take-Two. GTA 2 non si scostava molto dal primo capitolo, ma aveva comunque una nuova veste grafica e un nuovo gameplay più pratico, più preciso e più intuitivo.



Il gioco era ambientato in un'altra unica città, tre settimane dopo gli avvenimenti del primo capitolo e stavolta prendevamo il controllo di un unico personaggio. A differenza del primo titolo, stavolta c'erano diverse gang ove potevi essere assoldato e non un unico boss, fra le altre c'erano gang davvero esistenti come la Yakuza e la mafia russa. Altra succosa novità era il dover acquisire fiducia nei confronti di una gang per cui facevi missioni per sbloccare più missioni, ma allo stesso tempo la si perdeva nei confronti di una gang rivale della stessa a cui avevi dichiarato fedeltà. Di conseguenza, legarsi a una gang voleva dire avere tante missioni e tanti soldoni da guadagnare, ma anche essere inseguiti da quella rivale per tutta la città con intenti bellicosi, rendendo il gioco ancora più complesso e variegato, visto che oltre alle gang rivali, anche qui la polizia non scherzava affatto, ma comunque per difendersi, con i soldi guadagnati potevi comprare armi migliori e girare bustarelle alla polizia per abbassare il livello di sospetto. Altre cose degne di nota erano, la comparsa delle canzoni una volta entrati in macchina e i primi easter eggs, marchio di fabbrica del brand. La serie GTA ha avuto anche due chiamiamoli spin off, ovvero GTA 1969 e GTA 1961, due esperimenti, come venivano chiamati dai ragazzi di DMA. In pratica parlavano delle peripezie di una banda di rapinatori ambientata nella Londra degli anni 60.


Già da parecchio prima che uscisse, si parlava del terzo capitolo di GTA non solo per le novità che avrebbe potuto portare, ma sopratutto se lo si associava alla potenza di calcolo di PS2. Morale della favola, tutto si aspettavano che insieme, potevano essere una miscela esplosiva e così fu. Nell'Ottobre del 2001 uscì GTA 3, terzo capitolo di una saga che già era diventata linguaggio comune nell'ambiente videoludico, sia per come già detto più volte, l'essere controverso per le sue dinamiche che per il gameplay open world dannatamente divertente. Mancava un solo tassello ad un gioco già "figo" di suo per cambiare per sempre il concetto di videogames e le sorti di una software house da lì agli anni a venire ovvero il motore grafico 3D. Con questo capitolo, Rockstar Games che nel frattempo divenne definitivamente creatore di questo brand entrò definitivamente nella leggenda dei videogames. Take-Two fece una manovra semplice è geniale, fece chiudere DMA Design e la riaprì sotto il nome di Rockstar North dove in pratica diventava il primo tramite per poter così guadagnare molto di più, ma mai si sarebbe aspettato che GTA 3 avrebbe venduto oltre 20 milioni di copie entrando addirittura nella top 5 dei giochi più venduti di sempre.




In GTA 3 inpersonavamo Cloud che dopo essere stato tradito durante una rapina, per vendicarsi, deve diventare il gangster più potente della città. Fatto sta che con l'avvento del motore grafico 3D, Liberty city divenne la vera protagonista del gioco. Il nome Liberty City venne ripreso direttamente dal primo gioco ma solo quello, visto che in pratica era per certi versi un clone, ma diciamo meglio una caricatura di New York, non solo nei posti, ma sopratutto nei personaggi che incontravi in giro, ovvero soggetti grotteschi e strafottenti tipici della grande mela. Nel gioco, il nostro protagonista incontrava durante la sua scalata al successo, tantissime gang, dalla Yakuza, ai mafiosi italiani ai cartelli della droga e tanti altri, oltre alle classiche piccole gang tipiche dei quartieri malfamati della city. In GTA 3 fu cavalcata l'onda dell'open world in modo inverosimile infatti si poteva fare tutto, ma proprio tutto. Si poteva cazzeggiare a piedi, rubare macchine della polizia, soccorrere i passanti picchiati con l'ambulanza, guidare un taxi per far soldi oppure farne vendendone una rubata o semplicemente fare macelli con l'innumerevole parco armi a disposizione. Con GTA 3 ci fu un balzo videoludico senza precedenti e anche se come da copione, furono sprecati fiumi di inchiostro per l'enorme violenza del gioco, dall'altra parte della barricata, tutti gli esperti del settore, non poterono far altro che togliersi il cappello d'innanzi a questo capolavoro che portava con se una innovazione tecnologica senza precedenti e tutti colsero a piene mani da questo titolo le tecniche per i giochi che vennero dopo.


Prima di parlare della nuova generazione di GTA, non si può non parlare di GTA Liberty City Stories, un vero capolavoro per la console portatile PSP. Un upgrade per certi versi di GTA 3, ma con una grafica da urlo e un gameplay profondo, oltre alle tantissime attività secondarie. Da come ho letto in giro per la rete, i ragazzi di Rockstar vollero creare questo gioco come un esperimento ed aggiungerci dentro, per quanto possibile, tantissimi elementi da implementare poi nei capitoli successivi della console da salotto. Il risultato è un gioco favoloso, maneggevole e divertente, con una longevità favolosa, una colonna sonora pazzesca. Un caposaldo della console portatile di casa Sony!


Se si poteva fare un appunto ai vari GTA, ma principalmente al terzo, che era quello più tecnologicamente avanzato, era una trama non ben definita o perlomeno non ricca di approfondimenti nei vari personaggi e in particolare al protagonista come ci si poteva aspettare. Quelli di Rockstar nonostante i successi, non dormirono sugli allori e a partire dal capitolo successivo della serie, aggiunsero tutti quegli aspetti che potevano mancare in un videogioco che si rispetti. I due aspetti principali che aggiunsero e che rimasero illesi fino ad oggi sono la precisa localizzazione geografica e temporale oltre alla trama che rimane sempre in primo piano.
Nell'Ottobre del 2002 uscì quindi GTA Vice City, quarto capitolo della serie, ambientato nei gloriosi anni 80 dove sesso, droga e rock n roll la facevano da padrona.



Tommy Vercetti, il protagonista di questo quarto capitolo, viene mandato da Liberty City in questa soleggiata città che è palesemente ripresa dalla Miami anni 80 a fare qualche lavoretto per il suo boss. Qui, a differenza di Liberty City è tutto più bello, colorato e fortemente anni 80 tant'è che all'inizio non sembra affatto di giocare a un GTA. La principale innovazione, a differenza di GTA 3 e che nei panni di Vercetti, andando avanti nel gioco, ogni missione si lega per un buon motivo a quella precedente facendo in modo che la storia, i personaggi e tutto il contesto si dipani in modo coerente, arricchendo di particolari la trama. Un'altra innovazione importante di Vice City era il poter acquistare attività, infatti a differenza del terzo capitolo, ogni missione non faceva guadagnare molto e di conseguenza bisognava far altro per accumulare danaro. Oltre al tassista, il vigilante eccetera e un'altra opzione c'era la possibilità appunto di comprare pian piano particolari edifici come una stamperia di soldi falsi, un cantiere navale e locali di lusso ovvero tutte cose che fabbricavano bigliettoni così come l'acquisto di edifici personali per aumentare il proprio prestigio come i classici villoni americani. La cosa però importante da considerare e che l'acquisto di questi edifici non era un solo guadagno facile di soldi, ma ulteriori missioni secondarie che portavano uteriori ore di divertimento, oltre ad alcune chicche per la trama principale.



I ragazzi di Rockstar fecero in pratica qualcosa di formidabile. Vice City era una città viva, tutto si muoveva all'unisono con l'ambiente circostante e tutto quello che facevamo, e potevamo in pratica fare di tutto, aveva uno scopo per noi o per il personaggio. Un parco mezzi pazzesco per l'epoca, un traffico realistico e cittadini che brulicavano in questa immensa città e ripeto, eravamo solo nel 2002.
Un'altra cosa che a me fece impazzire e che era davvero un pezzo forte del gioco, fu senz'altro la colonna sonora. Un qualcosa di assurdo, con tutti i più famosi artisti dell'epoca, come pezzi di Micheal Jackson, gli INXS, Brian Adams, Slayer, Motley Crue, Iron Maiden...favoloso! In conclusione c'è da dire però, che per capire a fondo le tematiche di Vice City senza cadere nel solito discorso della tanta violenza e bla bla, bisognava essere grandicelli. Infatti la tematica di fondo è che i soldi e la violenza gratuita portano solo alla morte, se non fisica, almeno interiore del personaggio. Lo stesso Vercetti finirà con la sete di denaro e di potere, a diventare il burattino di se stesso. Altra tematica trattata fu il sesso come fonte di guadagno e potere. Uomini che vanno a letto con delle vecchie o donne che si prostituiscono con il primo uomo di potere che capita, sperando di fare una carriera che non arriverà mai. Morale della favola, Vice City voleva insegnare che il successo, se fatto in modo troppo facile, portava alla corruzione dell'animo e creava solo illusioni e finti vincenti quando invece uno il successo e le vittorie se le sarebbe dovuto costruire con il sudore della fronte.


In Vice City, come in Liberty City Stories, i ragazzi di Rockstar si divertirono a sperimentare, e in caso di successo, implementare il tutto nei capitoli successivi e anche di più. Nel 2004 quindi, uscì GTA San Andreas, forse il capitolo più famoso e più amato dal pubblico videoludico. Perchè GTA San Andreas è tanto amato? Cos'ha di speciale questo capitolo?......TUTTO! [SM=x2584191]



Se tutti non potevano dire nulla sulla varietà di ambientanzioni di Vice City, di San Andreas non poterono fare altro che rimanere a bocca aperta visto che tutto quello visto in Vice City fu moltiplicato per tre e forse di più. San Andreas era in pratica la terza città del primo capitolo che magicamente diventava uno stato ed era composta da ben tre città. Le tre città erano Los Santos, San Fierro e Las Venturas che non erano affatto tre città uguali, messe li a cazzo tanto per rendere solo enorme la mappa di gioco, ma erano tre città con tre culture diverse, tre stili di vita diversi e anche lo stile architettonico era ben distinto fra una città e l'altra. Il gioco era ambientato nel 1992 e la città dove iniziava la storia dell nostro personaggio, Carl Johnson detto CJ, era Los Santos, una caricatura di Los Angeles, dominata dalle bande di quartiere e il nostro protagonista, dopo aver tentato la fortuna, mai arrivata, nella costa orientale del paese, torna a casa per rifarsi una vita e quello che trova è peggio di quello che aveva lasciato.



Una cosa che diversifica questo capitolo dagli altri è che parte delle missioni erano solo per gli obbiettivi del protagonista e non per i soldi in generale, tant'è che spesso capitava di compiere missioni e non ricevere nemmeno un dollaro in premio e fare fortuna in un mondo così sconfinato era tutto tranne che facile. Riguardo le novità ci sono fra le altre cose, Guidare qualsiasi mezzo ci passi per la testa, mangiare tanto e ingrassare e di conseguenza andare in palestra per dimagrire o diventari muscolosissimi, farsi tatuaggi, capelli rasati oppure capelli afro, comprare vestiti tamarri e tanto tanto altro ancora. Tornando al discorso gameplay, non c'erano, a differenza degli altri capitoli, i soliti boss che ci commissionavano furti, omicidi o quant'altro, ma era il nostro personaggio stesso, che si era ritrovato per sbaglio in mezzo ad affari malavitosi e dovevi quindi districarsi fra i vari problemi che venivano a crearsi. Infatti la novità rivoluzionaria più importante è proprio il fatto che a differenza di prima, è l'utente stesso a vedere il personaggio sotto diversi punti di vista, a seconda del punto della trama in cui si trova in quel momento. Anche San Andreas come gli altri titoli della serie trattava di tante tematiche e su questo, non posso che fare un appunto, ovvero che questo gioco da molti fu giocato in modo sbagliato. L'età media si era abbassata e tanti che a quel tempo erano pre-adolescenti ricordano San Andreas come un titolo dove fare macelli e basta. A quell'età, le tematiche trattate, sopratutto nelle missioni, siccome non comprese da un ragazzo di quell'età, lo annoiavano soltanto, quindi sfanculavano le missioni e giocavano al titolo solo per fare bordelli in giro per le città con l'auto e ad ammazzare gente. Consiglio caldamente chi era ragazzino a quei tempi di rigiocare adesso quel titolo e seguire ben bene trama e missioni perchè ci sono stupende perle di saggezza che vanno seguite. Questo credetemi, è un gioco che se giocato a fondo, fa scoprire meravigliosi personaggi, bellissime location, subire tanti schiaffi morali non che straordinarie rappresentazioni della società moderna che ci circonda oltre a un finale ben costruito, divertente e spettacolare.


Un budget di oltre 120 milioni di dollari, primo titolo della serie ad essere uscito in contemporanea in tutto il mondo ad Aprile 2008 e 3,6 milioni di copie vendute al day one. Questi sono i numeri di GTA 4, primo capitolo per PS3 e XBOX 360. Le prime impressioni furono di profonda delusione, sopratutto, ricollegandomi al discorso pre-adolescenza / San Andreas, parecchi di quei ragazzi abituati allo stile più "fumettoso" dei precedenti capitoli, atti a sbeffeggiare ancor meglio la cultura moderna americana, si sono ritrovati con una Liberty City, fra l'altro grande quanto l'intero stato di San Andreas, più realistica, moderna, cupa e seriosa e non sentivano più quella libertà, quella personalizzazione del personaggio e i locali colorati visti nei precedenti capitoli. In questo capitolo si impersonava Niko Bellic, un emigrato serbo, venuto a Liberty City, fedele riproduzione di New York, attirato dalle mail del cugino Roman, sbarcato in America dieci anni prima. Appena sbarcato in America e incontrato il cugino, Niko trovò ciò che ci si poteva aspettare da un immigrato nel nuovo continente, ovvero una vita decadente fatta di debiti e libertà forzate.



C'è da puntualizzare subito una cosa importante per la trama, ovvero che Vercetti e CJ erano del luogo e che quindi conoscevano bene usi e costumi di quella vita, invece Bellic si ritrovava catapultato in una città e un modo di vivere del tutto sconosciuto per lui. Niko infatti proveniva da una realtà fatta di povertà e guerra e ritrovarsi nel bel mezzo della capitale mondiale della finanza fatta di lusso e altissimi palazzi, non può far altro che stordirlo. Se nei precedenti capitoli si viveva più un'aria di "spensieratezza", qui era tutta un'altra storia e infatti GTA 4 non era affatto da prendere alla leggera. Qui si impersonava un uomo che come tale poteva fare solo azioni da uomo. Niko correva a velocità normale, sparava come un soldato ben addestrato e guidava al limite delle possibilità umane. Questo fu uno dei motivi per cui parecchi videogiocatori si ritrovarono spaesati a giocare questo nuovo capitolo. Non si stava più per certi versi giocando un videogame, ma si stava manipolando un uomo vero in un mondo vero. Molti attibuirono a GTA proprio questo difetto ovvero il troppo realismo, nessun divertimento, inoltre non si poteva più correre a piedi come uno scalmanato o buttarsi da un'auto in corsa senza farsi un graffio. In GTA 4 si era limitati solo ed esclusivamente alle capacità umane cioè, se si correra si poteva inciampare, cadere da una certa altezza portava alla morte e se si era colpiti da un proiettile, il corpo reagiva ad essa.



Il vero, ennesimo, colpo di genio di Rockstar fu il motore grafico Rage e la tecnologia "Euphoria", una tecnica tutt'ora imbattuta. In pratica Rockstar riuscì ad inventare un metodo per cui i personaggi "pensavano" da soli. A seconda di quello che accadeva su schermo, reagivano al contesto come scappare, urlare o farsi prendere dal panico e tanto altro. Questa tecnologia, fece diventare l'esperienza di gioco di GTA 4, qualcosa anni luce rispetto a tutti gli altri videogiochi presenti allora sul mercato. Ogni personaggio presente su schermo, reagiva in modo diverso, pensava in modo diverso, si vestiva in modo diverso e risultava sorprendente ad esempio girare in centro e tamponando un'altra auto vedere che ogni pedone reagiva in modo diversificato come succederebbe nella realtà. Anche il parco auto fu ricreato nel modo più realistico possibile e diversificato. Infatti, ogni auto era differente dall'altra come velocità, massa, sicurezza ecc...
In pratica sono i dettagli in GTA 4 la cosa principale del gioco. Dettagli quasi maniacali che facevano capire l'enorme dedizione che Rockstar mise in questo gioco. Basti pensare che facendoci caso, si poteva addirittura distinguere la marca delle gomme delle auto, oppure soffermandosi in pieno centro, potevi vedere un pedone che starnutiva e poco dopo lo vedevi tirare fuori il fazzoletto, così come il fatto che se scoppiava a piovere, vedevi tirar fuori l'ombrello ad un pedone random se non vedere un signore ben distinto che scappa sotto un balcone coprendosi dalla pioggia col giornale!
C'è da puntualizzare però, che i dettagli non si soffermavano solo a quello che vedevi in giro, ma li ritrovi anche nella trama. Nella stessa trama infatti potevi scoprire una cultura eterogenea fatta da razze e modi differenti come la cultura americana, italiana, spagnola, russa, portoghese, rastafariana cioè in pratica una cultura cosmopolita proprio come del resto lo è davvero New York. Per quanto riguarda Niko nello specifico, anche in questo caso non trovavamo un'uomo che voleva fare fortuna diventando il capo della città o un mega boss della malavita, ma trovavamo invece un'uomo che voleva solo cercare la pace interiore, un'uomo pieno di rimorsi e che voleva riscattarsi dalle atrocità della guerra e che per quel motivo emigra in America. Se all'inizio riesce a trovare quella pace tanto agognata, alla fine si rivela essere solo un illusione, tant'è che nonostante sembra un'uomo tanto forte e coraggioso, per certi versi è invece molto infantile, tanto da non accorgersi che gli stessi problemi che si creavano, erano generate da lui e non dalle persone che lo circondavano. Tutte le persone che creavano problemi a lui e Roman, cercava di eliminarle per risolvere quei fastidi, senza rendersi conto che non era eliminando quei "nemici" che avrebbe risolto i suoi problemi, ma lo avrebbe fatto solo eliminandoli da dentro se stesso. Questo in pratica è il succo di questo favoloso gioco, ovvero lo scavare nell'animo umano non solo di Niko, ma anche del giocatore che attraverso Bellic può tranquillamente inpersonare i problemi di questo mondo e i problemi che possono essere dentro se stessi e che vanno affrontati di petto e non con giustizia sommaria.


Con l'espansione, se così vogliamo chiamarla di GTA 4, Episodes of Liberty City, Rockstar fa un'altro piccolo balzo in avanti che lo condurrà poi in futuro a produrre il quinto capitolo della serie. Qui ci ritrovavamo ancora a Liberty City, ma ad impersonare personaggi parecchio diversi da Niko Bellic, ma sopratutto parecchio diversi fra loro.



Infatti il motociclista Johnny Klebitz e Luis Fernando Lopez, guardia del corpo di Gay Tony, vedono la città sotto punti di vista completamente diversi fra loro. In the Lost and Damned, Rockstar parlò di fratellanza, tradimenti e inganni. Il questo capitolo le atmosfere erano più cupe e si vedeva apertamente il lato "cattivo" della città. In Ballad of Gay Tony invece, l'atmosfera era molto più divertente e l'allegoria delle insegne al neon dei night club rinvigorivano il grigiore di quella grande metropoli che era Liberty City.


Non rimane altro che arrivare ai giorni nostri e più precisamente alle ultime settimane di Settembre del 2013 quando uscì finalmente il quinto capitolo della serie dove si parla di un budget per la realizzazione di oltre 250 milioni di dollari. Nonostante sia passato un anno dalla sua pubblicazione, ancora oggi o si ama o si odia! Ovviamente non sto qua a parlare di fanboy o haters altrimenti il discorso non avrebbe molto senso. Comunque c'è chi da una parte lo ha definito capolavoro senza se e senza ma, chi invece lo ha considerato troppo corto con personaggi in parte inutili e inpalpabili e un online, che doveva essere il punto focale come un qualcosa di castrato e incompiuto. Io personalmente sono in mezzo! [SM=x2584263]



Ma per adesso parliamo della storia ovvero si ritorna a Los Santos, nello stato di San Andreas, dove stavolta ci troviamo di fronte non uno, ma ben tre personaggi giocabili. Prima di parlare nel profondo dei personaggi, bisogna parlare di Los Santos, una Los Angeles riprodotta fin nei minimi dettagli con tanto di Hollywood e Santa Monica. Ne esce fuori una mappa grande, molto grande. Tanto grande a tal punto che a detta di Rockstar, per farci rendere conto delle dimensioni reali, bisogna unire la mappa di San Andreas, quella di GTA 4 e quella Red Dead Redemption (altro capolavoro Rockstar) tutte insieme...Spaventoso!
Tornando ai personaggi, parliamo di tre soggetti molto differenti fra loro e ognuno con carattere e stile e modi di fare diversi e sono, Micheal Townley, Franklin Clinton e Trevor Philips. Ovvio che per dipanare meglio la trama, Rockstar non ce li ha sbattuti tutti e tre sullo schermo da subito, ma li ha slegati un pò per volta, uno alla volta, approfondendo la loro vita e il loro carattere man mano che si va avanti nelle missioni. Il primo personaggio che ci si presenta è Micheal, all'apparenza un milionario con una vita fatta di villa con piscina, auto di lusso, bella moglie e due figli. Al contrario, Micheal è un ex ladro di banche, con una vita matrimoniale scadente fatta da una moglie sempre isterica che lo tradisce e due figli con cui non riesce a legare. Il figlio rincoglionito da droghe e videogames ( [SM=x2584190] ) e una figlia che rappresenta al meglio la vita fatta di illusioni che vediamo oggi in TV dove per fare successo sarebbe disposta a tutto. Il secondo personaggio che incontriamo è Franklin, un classico gangsta dei sobborghi della città però con poche palle e lamentoso della vita che gli scorre davanti, barcamenandosi fra amici che lo criticano e un lavoro di recupero auto dove per puro caso durante una missione si incontra per la prima volta con Micheal.
L'ultimo personaggio giocabile, vero collante della trama e anche forse il più riuscito character della serie, è Trevor. Un'uomo che vive costantemente nella sporcizia, fra spacciatori e trafficanti fuori Los Santos, nel deserto polveroso. Ex rapinatore, membro della banda di Micheal e che lui crede morto. Personaggio fin troppo sopra le righe, tanto da far subito pensare, vista la violenza e il linguaggio, a un vero è proprio psicopatico. Solo dopo alcune ore di gioco, usando Trevor, si vedrà venir fuori un personaggio molto più profondo di quello che può sembrare, nonostante rimanga sempre sul filo della follia.



In GTA 5 come negli altri, non mancano un parco mezzi pauroso fatto di auto, moto, natanti di tutti i tipi, aerei civili e da guerra, elicotteri e tanto altro. Ovviamente se i mezzi ci sono a iosa, lo stesso vale anche per le armi e qui ce ne sono per tutti i gusti. dal coltello al lanciagranate, passando per Kalasnikov, bombe a mano e pistole di vario calibro. Il metodo di combattimento con le armi è ripreso da Max Payne e ciò rende le fasi di sparatoria molto divertente e immediata, anche se forse un pò troppo semplicistica, ma comunque nessuno ci vieta di disattivare da menù la mira assistita e mettere un pò più di pepe al tutto. La novità principale di questo titolo, come dicevo prima è la possibilità di manovrare ben tre personaggi ed è quindi possibile passare da l'uno a l'altro in qualsiasi momento, tranne alcune missioni specifiche e non di rado passando da un personaggio all'altro (Trevor in particolare) li si trovi in particolari momenti al limite del grottesco. Inoltre è stata messa la possibilità di aumentare le abilità specifiche per ciascun personaggio, quindi se si guida per parecchio tempo con un dato personaggio, questi aumenta l'abilità di guida, così allo stesso tempo se si pilota un aereo o si spara parecchio, si aumentano le skill specifiche dello stesso. Anche qui come accadeva in passato, possiamo investire i nostri soldi su specifiche attività o giocare in borsa e tanto altro ancora. In pratica, tutto il meglio che abbiamo visto nei passati GTA viene riproposto all'ennesima potenza ed è ne esce fuori un concentrato di divertimento senza precedenti. Andando a scavare nel profondo del titolo, in questo ultimo capitolo si trova portato all'ennesima potenza, tutta la superficialità della società di oggi, ci insegna che il vendersi per ottenere qualcosa che ci migliori la vita, non porterà mai a nulla e non riguarda solo le strade brevi intraprese dai protagonisti per ottenere facili guadagni a costo della propria vita e dei propri cari, ma anche quelli che circondano Micheal, Trevor e Franklin. Più volte nel corso dell'avventura ci capita di imbatterci nei classici personaggi grotteschi della serie, protagonisti delle missioni secondarie. Questi a differenza dei precedenti capitoli, sono più cinici, superficiali, addirittura cattivi e anche questi fanno parte di quello specchio della società di oggi anche sono più del sottobosco della grande città. Che dire, i pregi principali, oltre a quelli classici, non possono che essere una mappa abnorme dove il cazzeggio può essere così elevato alla massima potenza (sopratutto online), missioni lunghe e spettacolari e dei personaggi davvero ben caratterizzati anche se parlo di due dei tre protagonisti a dire il vero visto che Franklin, almeno io, lo vedo piuttosto inconsistente e anonimo. Per quanto riguarda i difetti direi, in primis le missioni stesse che ho messo anche fra i pregi. Come dicevo prima, sono lunghe (alcune durano perfino mezz'ora) e spettacolari, ma sono "solo" 69. In GTA 4 ne erano ben 96 tanto per dire. Avrei accorciato qualcuna di quelle lunghe per aggiungerne di più. Un'altro difetto lamentato praticamente da tutti è stato la poca varietà di edifici da esplorare. Qualche posto in più da visitare non sarebbe dispiaciuta a nessuno. Altro difetto che ho notato è la credibilità della polizia. L'idea del solo campo visivo per essere individuati l'ho trovata davvero intelligente e realistica, infatti l'ho apprezzata parecchio, ma mi sembra assurdo che già con una sola stella di sospetto ti cercano per ammazzarti direttamente invece di arrestarti...mah! [SM=x3467786]
Comunque nel complesso, rimangono comunque difetti fondamentalmente non gravi è il titolo rimane in ogni caso un capolavoro.



Alla fine cos'altro dire su questa serie dopo averci speso 10 giorni di ricerche e 3 giorni in totale per scrivere tutto [SM=x2584274] . Rockstar ha scritto pagine di storia dell'industria videoludica con una serie tanto bella, quanto piena di insegnamenti. Dirò una frase fatta, ma mi rompe parecchio leggere dei benpensanti non hanno fatto altro che spalare merda sulla serie per via della violenza, quando basta accendere la TV e mettere su un qualsiasi telegiornale per vedere di peggio. Ultima cosa che posso dire su questa serie capolavoro è ripetere quello che ho scritto prima, ovvero chi a suo tempo ha giocato i titoli solo per cazzeggiare, sparare e investire gente, perchè troppo piccolo per capire il significato di tutte le storie descritte, lo rigiochi adesso e vedrà tutto sotto un'altra ottica e apprezzerà ancora di più i titoli, molto più di quanto hanno fatto in questi anni di puro divertimento. Sia chiaro, il "giocazzeggio" come usava chiamarlo Ualone di PsMania rimane sempre una parte inportante, se non fondamentale della serie GTA, ma semplicemente non è fatto solo di questo, tutto qui...[SM=x2584176]
[Edited by Jake"thesnake"Roberts 10/31/2014 8:17 PM]
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10/30/2014 8:35 PM
 
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un paio di errori "storici" GTA senza Carmageddon non sarebbe esistito, e l'open world l'ha inventato Ultima I e l'ha perfezionato Legend of Zelda.
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Il primo è storia.
FANTASTICO.

E il cheat HANGTHEDJ per avere armi illimitate e polizia assente era un must

Che giocone, penso di averlo consumato dentro la PS1
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io usavo su pc i cheat suckmyrocket e iamthelaw
Inutile dire che ci ho lasciato il cuore sul primo
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10/30/2014 8:51 PM
 
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Madonna le missioni con la Limo che andava a 2 all'ora. I cristoni che partivano.
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pesciolone - insegnante di vita
10/30/2014 8:52 PM
 
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Io me ne ricordo una (probabilmente Vice City) dove dovevi fare un inseguimento in macchina senza danneggiare la propria, mi sembra che il finale fosse un parcheggio a S

Forse è la stessa che dice Matteo
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10/30/2014 8:53 PM
 
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Re:
MatteDj, 30/10/2014 20:51:

Madonna le missioni con la Limo che andava a 2 all'ora. I cristoni che partivano.




Bubby e la sindachessa [SM=x2584208]
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Re: Re:
Lionheart84, 30/10/2014 20:53:




Bubby e la sindachessa [SM=x2584208]




Bubba, con la A [SM=x3976433]

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10/30/2014 8:59 PM
 
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Chissa perche' ricordavo bubby.
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10/30/2014 9:00 PM
 
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Quanto era figa poi la colonna sonora? [SM=x2584208]

La vocina quando parlavi al telefono :ghirardi:

Che gioco [SM=x2584279] [SM=x2584279] [SM=x2584279]
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10/30/2014 9:21 PM
 
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GOURANGA
10/30/2014 11:05 PM
 
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Re:
@Chaos@, 30/10/2014 20:35:

un paio di errori "storici" GTA senza Carmageddon non sarebbe esistito, e l'open world l'ha inventato Ultima I e l'ha perfezionato Legend of Zelda.




Cosa ci azzecca Carmageddon con GTA? Li corri e investi pedoni, ma non è nemmeno il 5% di quello che potevi fare nel primo GTA. Anche in Ultima eri comunque legato alla trama e non eri propriamente libero di far quello che potevi. Lo stesso vale per Zelda. Potevi girare in un enorme mondo, ma eri sempre legato e il girovagare era comunque riguardante la trama e non il cazzeggio puro.
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10/31/2014 1:57 AM
 
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Come hai scritto nel tuo post? Io giocai a San Andreas all'età di 11/12, quindi ero più optato per il cazzeggio, le missioni mi annoiavano( come ben detto da te in precendenza)
Per pura casualità venerdì scorso ho giocato di nuovo a questo gioco, però al primo impatto sono rimasto deluso, avevo ricordi bellissimi if quel gioco, invece rigiocandoci non riuscivo ad apprezzarlo come un tempo ! Boh sarà che sara un gioco vecchio di 10 anni
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10/31/2014 2:20 AM
 
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Sì però mo non facciamo passare GTA per una critica alla società americana e sono tutti dei giochi incompresi perché mi viene da ridere.
Open world è un concetto differente dal cazzeggio.
Nel primo Zelda per dire pronti via potevi girare tutta Hyrule e fare pure i dungeon nell'ordine che volevi. Ed era tipo l'85.
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Sono più scemo di Perfect Insanity AHAHAHAHAH
"Continuate i ban a cazzo che poi rimanete in 3", vi brucia 'sta frase eh
10/31/2014 3:21 AM
 
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Niente citazione di body harvest, che fu il prototipo del gta in 3d?





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