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Sudan:il cantiere archeologico,finora curato dall'Università di Torino,riapre...

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    EGIZIA72
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    Scriba Reale

    = Useret mes en Ra,
    Sepet em-bah Aton =
    00 1/21/2009 1:23 PM
    Ronciglione (Viterbo)-Accademia Kronos,dando fondo a tutti i suoi risparmi,ha evitato la chiusura di un importante cantiere archeologico in Sudan curato per oltre 30 anni dall'Università di Torino.Ora terminati i fondi universitari e quelli dello Stato,anche questa campagna scavi correva il rischio di essere abbandonata.
    L'importanza di questo cantiere è tale,per la conoscenza della storia dell'uomo,che noi non potevamo rimanere insensibili.
    E così è nata la la nostra decisione di salvarlo.
    La scheda che segue,del prof.Roccati,offre un quadro dettagliato del sito su cui a febbraio i nostri soci,insieme agli archeologi di TORINO,inizieranno a lavorare.
    Su una nostra newsletter di ottobre 08 chiedemmo ai nostri lettori chi fosse interessato a partecipare a questa avventura.48 sono state le adesioni pervenute,di queste ne abbiamo accolte 2,in particolare quelle che dimostravano competenza ed esperienza di lavoro e di vita in ambienti disagiati,in estate la temperatura all'ombra è di 50 gradi.
    Una è,come abbiamo già scritto nel precedente notiziario,l'arch.Giuseppe Caputi,socio di AK da oltre 10 anni e competente di cantieri nei PVS e l'altra la dott.ssa Boccara,Rosa Aryèle membro dell'associazione medici senza frontiere ed esperta di malattie tropicali.
    A questi due nostri coraggiosi archeologhi auguriamo Buona Fortuna!!!
    (Fonte:Uno Notizie.it) [SM=x822725]
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    -Kiya-
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    Sacerdotessa
    di ATON
    Thiatj

    - ḥtm mr r ry.t '3.t
    wts rn n ՚ḫ n itn,
    S3t n m3't -
    00 2/10/2009 11:39 PM
    Con l’Università di Torino Accademia Kronos Viterbo aveva stipulato una convenzione e finanziato uno scavo nel sito archeologico di Gebel Barkal che si trova nel Sudan settentrionale, presso la moderna città di Karima, a circa 400 km in linea d’aria dalla capitale. Tutto sembrava andare per il meglio quando sette giorni prima della partenza la doccia fredda: le autorità di Khartoum non volevano più concedere i visti di entrata. Perché, cos’era potuto accadere? Il motivo fu subito chiaro, era attribuito alla solita “furbata italiana”. Un anno fa una ONG italiana aveva trovato dei finanziamenti per uno o due ospedali nella zona del Darfur, ma mai giunti per far partire le strutture sanitarie. Da qui l’ira dei governanti sudanesi contro tutti gli italiani. Per questo motivo era in gioco tutto il lavoro preparatorio, le aspettative e gli sforzi finanziari di Accademia Kronos. I dirigenti dell’associazione hanno dovuto impegnarsi a fondo, e alla fine, a tre giorni dalla partenza, sono riusciti a sbloccare la situazione, i visti sono arrivati. Domenica 8 febbraio, finalmente la squadra è partita da Fiumicino.

    Lo scopo di questa spedizione è quella di completare la planimetria di Napata, una grande città al centro di un impero che nell’VIII secolo a. C. includeva il possesso dell’Egitto fino a Menfi, costruendo a sua volta nelle adiacenze alcune necropoli monumentali, contraddistinte dalla ripresa della forma a piramide per le tombe regali. E’ una civiltà, quella dei Meroiti poco conosciuta sorta 3500 anni prima di Cristo all’ombra di quella dei faraoni. Lo scopo della spedizione è proprio quello di saperne di più. I risultati saranno poi resi noti in una serie di conferenze, la prima a novembre prossimo a Viterbo.


    [fonte: www.unonotizie.it]