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stefania

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    amico.sogno
    Post: 666
    Registrato il: 17/12/2005
    Utente Senior
    00 19/04/2006 05.50
    vi dicevo che fu quella ,un estate molto triste contornata da eventi,che nessuno di noi,avrebbe voluto fare suoi,e quasi in successione prima l'episodio dela fortezza poi la morte di stefania Rotolo.
    "eravamo giovanissimi e assistevamo a bandiera gialla scatenandoci a tempo di hully gally e surf..siamo stati collettoni di rita pavone ad alta tensione e sognavamo di diventare famosi...poi la nostra amicizia si è rafforzata con il musicol Hair.
    Dietro le quinte del Sistina ci facevamo coraggio reciprocamente prima di entrare in scena."
    Erano veramente amici,tanto che divenne quasi padrino della figlia Jasmine,e questo lo conferma ancora oggi ,Jasmine calca le scene e cerca di emergere accanto a Renato.
    l'abbiamo applaudita anche nell'ultimo Zeromovimento,dove grinta e gran voce esplodevano sul palco.
    e di seguito un articolo uno degli ultimi
    non me ne vogliao i zerofolli stavolta h parlato di altro
    VOGLIO DIVENTARE COME TE MAMMA STEFANIA

    Federica segue le orme della Rotolo: canta con Zero. E presto...

    Articolo di Elia Perboni tratto dal settimanale "Visto" n° 45 del 5 novembre 2004



    Roma, ottobre

    «Se alzo gli occhi al cielo la sua stella è quella che brilla di più». Sono le parole, piene di emozione, di Federica, la figlia di una delle più amate soubrettes italiane: Stefania Rotolo, un mito indimenticabile nella televisione degli anni Settanta, scomparsa nel 1981. Federica ha in questa madre che non c'è più un riferimento costante, la stessa carica e l'esempio artistico da seguire. Sì, perché Federica ha ereditato la passione per lo spettacolo.

    Da molti anni canta, prima come voce per i Sottotono e ora nelle vesti di solista. E ha già fatto il grande salto: ogni sera Federica, che ha 32 anni e ha scelto il nome d'arte di Jasmine, sale sullo stesso palco di Renato Zero che la ospita nel tour. Lui, grande amico della Rotolo, presenta con tenerezza al suo pubblico, durante il concerto, questa ragazza dalla voce splendida, per la quale ha scritto il bellissimo Musica infinita.

    «Lui è sempre stato un grande ammiratore di mia mamma e non l'ha mai dimenticata», ci racconta Federica, il cui padre è un musicista afroamericano, Tyrone Harris. «Ma non l'ho mai conosciuto e anche mia mamma me ne ha parlato pochissimo: è stata, probabilmente, una storia durata poco. Mi ha sempre fatto da papà il fratello della mamma, Alessandro. Poi io ho vissuto a lungo in collegio perché gli impegni di mia madre non le consentivano di seguirmi costantemente. Ma stavo con lei i fine settimana ed era bellissimo. Qualche volta mi portava con sé anche durante le prove degli spettacoli. Era un uragano di energia e io spero di diventare come lei», prosegue Federica. Purtroppo non sono stati molti gli anni che ha potuto condividere con la madre. Il 31 luglio 1981, a soli 30 anni, Stefania Rotolo si spegneva dopo la dura lotta con una grave malattia.

    Un dramma. Per la piccola Federica, che aveva solo nove anni, e per il pubblico che non ha mai dimenticato quel caschetto biondo, una personalità carica di simpatia, una stella della tivù con programmi di successo come Piccolo Slam (nel 1977, assieme a Sammy Barbot, con le coreografie di un allora sconosciuto Franco Miseria) e Tilt (del 1979, che la portò all'apice della carriera).

    «In casa, con i dischi che mia mamma ascoltava, ho imparato ad amare certa musica nera, dalle Supremes a Dionne Warwick, da Stevie Wonder a Ray Charles. Quella musica mi è entrata nelle vene. Ma anche dopo la sua morte, nel periodo in cui sono stata con la nonna materna, Martha Matoussek, un'ex ballerina di origine austriaca che aveva anche fatto parte delle Bluebelles, ho respirato aria di spettacolo sull'onda dei suoi ricordi», dice Federica, la cui vita non è stata certamente facile. Si è diplomata in ragioneria e poi si è arrangiata con diversi lavori, compreso quello di assistente turistica.

    «Sono stata anche in Tunisia per un lungo periodo ed è stato lì che è nato, prima ancora che iniziassi a cantare seriamente, il mio nome d'arte: mi avevano regalato dei gelsomini che in francese si dice "Jasmin". Ho solo aggiunto una "e". Erano i primi anni Novanta e coltivavo già i miei sogni. Poi l'incontro con i Sottotono e la mia vita ha preso la via che desideravo».

    Ora, per Jasmine, il futuro è ancora più definito, ci sono già molte canzoni pronte per il disco del debutto solista nel quale ci sarà tutto il suo amore per la musica soul (alla lettera, dell'anima). Una grande sfida, un vero sogno: «Oltre a cantare suono un po' il pianoforte e amo ballare. chissà se un giorno diventerò come mamma Stefania...».
    e che dire
    grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee


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    figaro@
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    Registrato il: 19/12/2005
    Utente Senior
    00 22/04/2006 13.58
    stefania era un grande persona...e ora quando sento o vedo jasmine sul palco un po mi ricorda la mamma... è sempre un emozione !!!

    ciao stefania !!!