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DIO(dei)
Non si può parlare di unità esoterica delle religioni senza porre la questione della compatibilità del loro approccio a Dio.Nella misura in cui il polo trascendente,principio cosmogonico e antropogonico dell'internzionalità religiosa,ammette dei diversi percorsi,addirittura contraddittori,vengono messi in crisi l'esperienza religiosa e la sua dottrina esoterica.Se la molteplicità delle forme del sacro non ha un'organizzazione comune,l'unità trascendente delle religioni viene meno,e con essa il senso dell'intrpretazione esoterica dei testi sacri.
Ora,più ancora che la varietà delle definizioni di Dio nelle religioni del Libro,è l'apparente opposizione tra il monoteismo di quelle religioni e il politeismo di altre,per esempio quella Indù,con tutto il loro corteo mitologico,che pare sollevare il probleme cruciale della coerenza del Divino.Ma una siffatta contrapposizione equivale a considerarle nella loro forma esteriore e secolarizzata.Questa contrapposizione perde il suo carattere così netto,non appena si considera l'aspetto esoterico delle rispettive dottrine.Il filosofo tedesco Friedrich Schelling a più riprese ha segnalato l'esistenza di un monoteismo relativo,anteriore al processo mitologico,insieme ai rapporti costanti tra il cristianesimo e i misteri del paganesimo.La mitologia altro non è che la storia della rivelazione progressiva del divino alla coscienza naturale: gli dei ne sono altrettante tappe.Le teogonie non fanno altro che sviluppare tutte le forme possibili dello stesso Dio.F.Schelling definisce così i criteri di qualsiasi ermeneutica esoterica che ha appunto come obbiettivo di decifrare il Sacro mediante una stretta articolazione della teogonia e della antropogonia cioè mediante lo studio sistematico delle relazioni simboliche tra le diverse forme assunte da Dio e i loro significati per l'uomo.La storia degli dei deve interessare ogni coscienza religiosa.Una religione così fieramente monoteista quale l'Islam ammette l'esistenza simbolica di 99 nomi di Allah e quella delle gerarchie divine.I racconti mitologici del Mahabarattha o del Ramayana prendono in considerazione il Dio universale nella forma singolare delle sue manifestazioni.E vi sono per esempio in Indra numerosi tratti che ne fanno il contemporaneo spirituale di Vishnù o Varuna,come di Krishna.Il fatto è che i nomi deegli dei dell'India non possono costituire l'equivalente dei santi cristiani per nostri calendari.Lunità non è negata dalla molteplicità,che rappresenta essenzialmnete il dinamismo di Brahma.In modo analogo il Dio del vecchio testamento si definisce di volta in volta Elohim,Jehova,Shaddai,Tseboat,Adonai,Eheieh..ecc..ecc..,ma ciò non autorizza a dire che non si tratti di un Dio unico.Gli dei delle mitologie con il loro carattere e la loro psicologia non sono che personificazioni del Sacro,così come i nomi di Dio sono i suoi attributi.Non si può parlare dell'unità di Dio senz sviluppare la sua essenza nel tempo dell'esperienza iniziatica della coscienza.Il Sufismo così distingue tra l'Uno,l'Unità e l'Unicità,come per esprimere i livelli teofanici dell'essenza,della sua posizione dell'essere e nell'essere.Spesso si obbietta che il Dio delle religioni monoteiste è personale nel senso che,a differenza di quanto accade nelle religioni definite naturali(mitologiche),egli si rivela in persona nella storia,elegge un popolo ,sancisce un'Alleanza,assume le condizioni di esistenza umana nella persona di suo figlio Gesù Cristo.Anche formulata in tal modo,questa differenza nasconde il senso profondo delle mitologie in cui è sempre di Dio che si tratta,persino nelle "Teomachie,come in Esiodo.L'esoterismo conosce una storia di religioni in cui l'esperienza del sacro cambia di senso e scopre nuovi percorsi.Ogni religione conserva la sua specificità che le viene garantita dalla personificazione di Dio.Non si possono certo ridurre le loro differenze alla contrapposizione tra Dio personale e Dio naturale,tra la rivelazione di Dio e la conoscenza di un principio indefinito,attraverso le Opere di Dio stesso.L'esoterismo infatti esige in molte tradizioni non bibliche(oltre che ammetterlo in quest'ultime) il concetto di rivelazione in due sensi.Da una parte la rivelazione originale,una sorta di tronco comune da cui provengono le ulteriori ramificazioni religiose,dono gratuito del sacro mediante l'insegnamento diretto agli uomini;dall'altra la rivelazione(in funzione delle esigenze spirituali delle diverse epoche e civiltà) di uno spirito particolare della dottrina esoterica,e cioè l'incarnazione in una persona umana,di un'entità divina.Ogni tradizione esoterica ha le sue rivelazioni e le sue manifestazioni del sacro personificato:Mosè per la Cabala,Vishnu e i suoi avatar per la religione indiana,mentre la rivelazione originale si perde nella notte dei tempi ed è segnalata solo dal riferimento alle nomenclature mitologiche,senza una menzione esplicita alle persone;l'Arcangelo Arziel sarebbe stato il primo a istruire l'umanità nascente nella scienza sacra secondo la Cabala;secondo l'alta antichità egizia,sarebbe stato sotto gli auspici del Dio Ermete-Thot(prototipo iniziatico di tutti i Trimegisti),mentre i Veda traggono origine dai sette Rishi.Quali siano gli iniziatori delle tradizioni o della Tradizione esoterica,un filo comune lega Iran,India,Grecia.Italia preromana,così come i prolungamenti sumeri,cretesi.egizi.indocinesi e indonesiani della grande civiltà Indù.Da queste analisi risulta che per l'esoterismo la rivelazione è progressiva e che essa non esaurisce mai la totalità del sacro,ma annuncia ogni volta l'età a venire di una nuova profetologia. L'immamologia islamica sciita lo illusta bene; lo stesso cristianesimo articola l'avvenire dell'Eternità,l'escatologia e la storia.Infine colui che si rivela mostra in tal modo un volto di Dio,il che modifica la comprensione del Verbo che si è fatto carne o di Dio che si è fatto uomo.Si tratta di un'umanità magnificata e perfezionata,che consente così l'espressione del Verbo di Dio.La rivelazione esoterica è pertanto più di una rivelazione di una nuova qualità di una vita religiosa che di un sapere,anche se ogni rivelazione conduce a sollevare un angolo del velo..Lo studio comparato delle concezioni di Dio nelle diverse tradizioni può fare emergere le loro grandi strutture comuni.La questione metodologica dei criteri delle strutture isomorefe fa emergere l'importanza della scelta iniziale di tali criteri per l'esecuzione e il senso dell'impresa.Coosì per esempio,i lavori fenomenologici di Van de Leeuwe,centrati sulla descrizione delle modalità del sacro,conducono all'elaborazione di una modalità del sacro;quelli M.Eliade a una visione ciclica e ripetitiva della storia simbolica degli dei,Carl Gustav Jung invece identifica nelle ierofanie le strutture del Sé,base del processo di individuazione.Di recente Dumezil ha mostrato che le strutture mitiche in tutte le forme di civiltà indoeuropee sono caratterizzate dalla corrispondenza delle tre funzioni ideologiche e sociali:l'autorità spirituale,il potere temporale e la produzione dei beni economici.Ora siffatte imprese sono costantemente sottoposte alla trappola epistemologica della giustificazioni a priori del criterio e dei temi sostenuti.E' invece soprattutto all'interno di ogni religione che devono emergere le strutture del materiale simbolico,altrimenti la presunta corrispondenza rischia di essere solo omonimia e i parallelismi il risultato di una ricostruzione che nasconde le sovradeterminazioni del senso dei simboli.L'esoterismo comparato,invece,associa la ricerca delle corrispondenze simboliche e strutturali(omologie e isomorfismi) a quella delle differenze inevitabili,proprie delle diverse tradizioni esoteriche.Non può esservi unità trascendentale delle religioni che sulla base della loro analisi differenziale.Il criterio di confronto non può essere introdotto surrettizziamente dall'esterno della sfera del religioso,senza che il cerchio metodologico si chiuda su se stesso in una sorta di petizione di principio.L'esoterismo comparato delle religioni,basato sulla differenziazione progressiva dei sistemi contenuti nei testi sacri delle religioni,può allora fornire dei punti di riferimento,applicabili a parechie teofanie.La prima considerazione è che ilDio delle cosmogonie è il risultato di una differenziazione dell'uno-assoluto.Prima ancora che fosse creato il mondo,l'essenza di Dio ha conosciuto un primo sviluppo.Ruolo della Trinità è quello di porre Dio come essere-principio del mondo.Perchè in tutto il mondo risplende una Triade,comandata da una Monade.Perchè è in seno a questa Triade che sono state seminate tutte le cose...Sorgente di ogni sorgente,matrice che contiene tutte le cose.Lo Zohar conosce l'emanazione delle tre prime ipostasi che ,ponendo nell'Essere il Nulla (En),lo fanno essere in quanto unita della totalità En-Soph (Kether e Ehieh),in quanto verbo creatore(Iah-Hochma) e in quanto strutture cosmiche(Binah-Jheova-Elohim).Analogamente la mitologia indiana ammette ,l'esistenza di Ishvara,dio personale unico dai tre volti(Trimurti):Brahama responsabile della creazione;Vishnù,il cui ruolo è proteggere e conservare la creazione;Shiva,che oltre a distruggere,esprime l'idea della ruota cosmica,dei cicli delle rinascite.Una corrispondenza,termine per termine delle due trinità precedenti dell'Essere supremo sarebbe erronea;cionondimeno si può notare lo stretto rapporto tra il ruolo di Hochma nella Cabala e quello di Vishnù nelle cosmogonie indiane:il potere della vita unito alla Sapienza corrisponde alla protezione e alla salvaguardia del mondo,cioè al ruolo di Vishnù come dei sei avatar.
L'interpretazione cabalistica dell'Opera Cristica (il figlio) rieccheggia nella salvezza del mondo per opera di Rama e di Krishna,poichè i principi divini da cui essi derivano non sono diversi:da una parte il figlio, l'Amore Universale,il Verbo,l'Incarnazione e dall'altra parte il servizio,l'armonia,l'intuizione,la discesa del divino.La dinamica comune delle cosmogonie,in questo primo stadio dell'emanazione delle tre istanze superiore(tuttavia unite dell'essenza di Dio),si verifica ancora per Shiva,il cui ruolo cosmico,per il senso del tempo,è analogo a quello di Binah,madre cosmica,in cui sono iscritte a grandi linee,il destino del mondo.Si potrebbe del resto paragonare a questi poli teofanici il mito di Urano che nascondeva in seno alla Terra i figli appena nati,così come ci narra Esiodo.Si tratta dell'interiorizzazione da parte della Madre delle strutture Cosmiche,il cui ulteriore sviluppo implica una discesa cosmogonica,un'involuzione che anche la cabala,le grandi cosmogonie indiane e la teogonia esiodea ben conoscono.E? il passaggio dall'emanazione alla creazione nello Zohar,la castrazione di Urano da parte di Crono narrata da Esiodo,la distinzione tra sfera della Adyta,o principi sovrani,nell'Induismo.Nell'istante preciso in cui nella cosmogonie Dio,sviluppandosi,emana da se stesso gli attributi,o figure,della creazione,si osserva lo sfaldamento tra le altre modalità del divino( o gli altri dei) e la prima triade.Così,secondo un'algoritmo genetico comune allo Zohar e alla Teogonia(il ternario),entriamo rispettivamente nel mondo delle gerarchie angeliche che hanno presieduto alla creazione e alla formazione secondo altr due triadi(Hesed,Geburah,Tiphereth,Netzsach,,Hod,Yesod)
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e nella preparazione del regno di Zeus,con l'avvento nella scena del mondo dei suoi guardiani fedeli,i suoi illustri aiutanti,che costituiscono le due triadi dei Ciclopi e degli Ecatonchiri(Brontes,Stecopes,Arghes;Cottos,Briareo,Gyes).Anche la teofania indù ammette due fratture successive:le sfere (Vasu) celesti e le sfere dello spazio.Nella sfera celeste regna Indra,ma regnano anche Mitra-Varuna eSarya,e nelle sfere dello spazio gli dei dello spazio(Marut) con Vayu,Kama e Soma.I primi (Rudra) sono gli dei della seconda fase di evoluzione,i secondi (Marut) appartengono alla classe degli dei-operatori del cielo,in virtù di alcuni tratti che evocano molto da vicino gli Ecatonchiri.La corrispondenza sistematica con le gerarchie angeliche,o con gli dei di Esiodo,resta tuttora incerta.Se Indra sembra annunciare Zeus,tuttavia potrebbe sembrare in rapporto con Ares.Lo stesso dicasi per la coppia Mitra-Varuna,tradizionalmente associata alla doppia autorità spirituale e temporale,guardiana dell'ordine nella parte più elevata del firmamento,secondo i Veda.La corrispondenza di quest'ultimi con la Sephirah cabalistica Hesed fa di Indra ciò che risulta soprattutto nei testi Veda:un re guerriero,ciò lo può far apparire in relazione con Geburah.Kama,dio dell'Amore,svolge nel panteon indù il ruolo che possono svolgere Netzach nell'Albero sephirotico e Afrodite presso i Greci.Infine quel dio particolarissimo che è Soma non può non evocare Yesod e Artemide(Diana o Ecate),per il simbolismo lunare che gli attribuisce M:Eliade.Vayu come gli dei Asvin simili agli Dioscuri gereci ' quei cavalieri gemelli dell'aurora ' sono legati al simbolismo mercuriale,il primo in quanto è un' viandante,il messaggero degli dei,la guida dei sacrifici,i secondi in quanto gemelli 'dalla testa di cavallo' ,' medici degli dei'.
Queste corrispondenze richiedono di essere confermate dall'analisi strutturale delle relazioni tra gli dei;ciò risulta piuttosto difficile considerata l'antichità dei miti,che sono stati modificati,trasformati nel corso del tempo dalle diverse teogonie successive.Comunque le divers tradizioni esoteriche che derivano dai testi religiosi fanno apparire la Terra come un prodotto finale di un processo cosmogonico di involuzione.Malkuth rappresenta l'ultima delle dieci gerarchie della Cabala e il mondo dell'azione,Prometeo l'avventura umana del modo greco,la sfera della Terra,ottavo Vasu con Agni reggente.Con la creazione della Terra finiscono le teogonie,e comincerà la risalita,o evoluzione spirituale,ppppropria di tutte le iniziazioni.La stretta corrispondenza che regola i livelli del Sacro,le strutture antropologiche e quelle del cosmo è la stessa cosa che fa della conoscenza di Dio(degli Dei)il compimento della nostra umanità,e della conoscenza della nostra umanità il modello dei segreti dell'universo.
Ciao