00 4/4/2011 9:10 AM
Carne da animali clonati

anonym.to?http://www.blogeko.it/2011/carne-clonata-in-tavola-senza-etichetta-leuropa-straccia-la-volonta-dei-ci...

- di Maria Ferdinanda Piva -

La carne clonata finisce in tavola senza alcuna etichetta che permetta di distinguerla dalla carne “normale”. Ovvero, la mangeremo a nostra insaputa: a meno di non acquistare esclusivamente carne biologica, difficile però da trovare, o di rinunciare semplicemente alla carne.

E’ l’effetto del labirintico processo decisionale dell’Unione Europea, nel quale il Parlamento Europeo – l’unico organo eletto dai cittadini – conta come il due di coppe quando non è briscola.

Il Parlamento, con una maggioranza schiacciante, si era a suo tempo schierato contro la clonazione.

Durante la trattativa con la Commissione europea e il Consiglio dei ministri europei, il Parlamento si è trincerato dietro una metaforica linea del Piave: almeno l’etichetta a tutti i cibi ricavati da animali clonati e dai loro discendenti. Ebbene, anche la linea del Piave è stata travolta.

Il punto, notoriamente, non sono gli animali clonati in sè e per sè. Costano un occhio della testa, vengono prodotti (non so trovare altro termine…) per utilizzarli come riproduttori, e non per mandarli al macello. Ovviamente, sono clonati gli esemplari migliori – le mucche che danno più latte, i manzi che mettono su rapidamente tanta carne – affinchè trasmettano queste caratteristiche alla prole.

Quindi il nocciolo della questione sono la carne e il latte dei discendenti degli animali clonati.

Cosa hanno di diverso rispetto agli animali “normali”? Secondo l’Efsa (l’agenzia europea per la sicurezza alimentare) non è possibile in alcun modo distinguere, da un punto di vista scientifico, i prodotti provenienti da animali “normali” e da animali clonati.

Però negli animali clonati si registrano più malfunzioni e un alto tasso di mortalità. Qualcosa vorrà pur dire, no?

Risposta dell’Efsa: ci vogliono ulteriori ricerche per stabilire la causa di malformazioni e morti; sarebbero anche utili ulteriori studi sul sistema immunitario dei cloni e sulla loro sensibilità a malattie ed “agenti trasmissibili” ai quali i consumatori potrebbero essere eventualmente esposti.

Il no all’etichetta sui prodotti ricavati da tutti i discendenti di animali clonati discende dal fatto che su questo hanno puntato i piedi la Gran Bretagna e altri Paesi dell’Europa del Nord. Il motivo? Negli Stati Uniti, in Argenti e in Brasile i discendenti dei cloni sono da un pezzo nella filiera alimentare, indistinguibili dagli altri: in caso di etichetta, le loro esportazioni verso l’Unione Europea sarebbero state di fatto bloccate.

La volontà degli europei – espressa attraverso il Parlamento che essi hanno eletto – è stata stracciata nel nome degli interessi commerciali.

Il comunicato stampa del Parlamento europeo: il Consiglio europeo rifiuta le etichette ai cibi clonati

Il comunicato stampa della Commissione europea: fallita la trattativa per le etichette sui cibi clonati.

non è giusto imporre così le cose e lo stesso vale per le verdure ed i cereali ogm!!!

per la carne si può evitare diventando vegetariani (e questa non sarebbe una brutta cosa, anzi....ne sarebbero felicissimi anche gli animali!!), per gli altri cibi bisognerebbe scegliere quelli biologici, però l'imposizione è una brutta cosa!