00 1/24/2011 11:14 AM
Se invece del giardiniere si chiama un pittore è normale vedere giocatori che si reggono in piedi a fatica e Nesta uscire con la spalla lussata. Il campo di San Siro è al limite della praticabilità ormai da mesi: buche, ampie zone senza erba, pallone che rimbalza invece di rotolare. Spettacolo penoso per gli appassionati di calcio che pagano, a caro prezzo, il biglietto allo stadio o l'abbonamento alla pay tv.

Eppure il prato visto per Milan-Cesena sembrava degno dei migliori stadi inglesi, l'unica cosa stonata erano Ibrahimovic, Cassano e Colucci che non stavano in piedi e scarpini e megliette che si coloravano di verde. C'era il trucco. Invece di rizollare il campo o prendere qualsiasi altro provvedimento serio per salvaguardare spettacolo e giocatori, si è pensato bene di mascherare il tutto: buche e zolle coperte con aghi di pino e poi una verniciatura con una bellissima tinta verde. Dobbiamo dire bravo al pittore perché la tonalità di colore era veramente azzeccata.

Non credo che si possano attribuire particolari responsabilità a Moratti e Galliani, il problema del campo di San Siro ha ormai vent'anni, da quando in occasione dei Mondiali del '90 fu costruito il tetto allo stadio. Ci hanno spiegato che è cambiata luce e microclima. Prendiamo tutto per buono anche se poi girando gli stadi di tutto il mondo abbiamo visto splendide strutture coperte e prati degni del calcio.
E San Siro è solo uno delle tante vergogne del nostro campionato: sui campi del Chievo, Catania, Palermo,
Bari, Lecce, Genoa, sarebbe pericoloso far giocare anche i dilettanti. Eppure nessuno si pone il problema. Intanto, però, in settimana c'è stata un'infuocata riunione in Lega con tutti i presidenti della serie A a litigare su come dividersi la torta dei diritti televisivi. Perché questo è il vero problema: i presidenti sono pronti a scendere veramente in campo solo quando si parla dei milioni di Sky e Mediaset. Tutto il resto è noia

(Massimo Mazzitelli per www.repubblica.it)





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