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Pericope dell'adultera: autentica?

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    barnabino
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    00 6/26/2010 4:26 PM
    La maggior parte di studiosi di critica testuale la considerano un'aggiunta apocrifa, benché primitiva, per i seguenti motivi:

    I punti a sfavore sono:

    - i mss migliori non l'attestano
    - senza il passo la lettura è chiara e continua
    - i mss che la contengono la inseriscono in punti differenti
    - il vocabolario non è quello di Giovanni
    - Il racconto è verosimile fino ad un certo punto, perché in realtà i giudei non potevano già da tempo procedere con delle esecuzioni anche per motivi religiosi, secondo la jus gladii erano infatti riservate al prefetto.

    Altre ipotesi?

    Shalom
    [Edited by barnabino 9/13/2018 9:27 PM]
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    Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

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  • nevio63
    00 6/26/2010 4:31 PM
    L' episodio in se, narrato nel Cap. 8 1-11, pervenutoci attraverso il Vangelo di Giovanni, reca un messaggio morale tanto nuovo e sonvolgente che non mi meraviglierei sia stato omesso da molti manoscritti per ricomparire più tardi. Se Dio ha voluto che ci pervenisse, l'episodio è da ritenersi ispirato.
    [Edited by nevio63 6/26/2010 4:34 PM]
  • nevio63
    00 6/26/2010 4:36 PM
    Ancora
    Se decidessimo di ignorare come spuria la pericope dell'adultera, per i motivi elencati da te, barnabino, dovremmo, con più o meno le stesse argomentazioni, scartare altri testi canonici o parte di essi. Chi decide quali?
    [Edited by nevio63 6/26/2010 4:38 PM]
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    barnabino
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    00 6/26/2010 4:41 PM
    Caro Nevio,


    L' episodio in se, narrato nel Cap. 8 1-11, pervenutoci attraverso il Vangelo di Giovanni, reca con se un messaggio morale tanto nuovo e sonvolgente



    Certamente la pericope rappresenta la lectio difficilior, ma questo di per sé non basta a renderla autentica.

    Ad esempio se fosse autentica e in seguito omessa ci aspetteremmo nei mss che la contengono

    1. di trovarla sempre allo stesso posto
    2. che in qualche modo la sua assenza renda la lettura del testo non intelligibile continua (come se stralciassimo la parte di un libro)
    3. che il vocabolario e la sintassi fossero quella di Giovanni


    Se Dio ha voluto che ci pervenisse, l'episodio è da ritenersi ispirato



    E' una posizione un pò ingenua, infatti ci sono pervenute molte lezioni palesemente false o corrotte, ad esempio il comma giovanneo, e molte altre variazioni minori. Possiamo pure ipotizzare che ci siano lezioni autentiche che non ci sono arrivate o che non siano così ben attestate.

    Il fatto è che se Dio ci ha fatto pervenire quest'episodio, insieme a tanti altri, ci ha anche dato gli strumenti per riconoscere le corruzioni del testo... di fatto Dio non ha promesso che il testo ci sarebbe giunto intatto, anzi, al contrario aveva profetizzato di tentativi di "togliere o aggiungere".

    Shalom
    [Edited by barnabino 9/13/2018 9:30 PM]
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    barnabino
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    00 6/26/2010 4:46 PM
    Caro Nevio,


    Se decidessimo di ignorare come spuria la pericope dell'adultera, per i motivi elencati da te, barnabino, dovremmo, con più o meno le stesse argomentazioni, scartare altri testi canonici o parte di essi. Chi decide quali?



    La Critica Testuale è in grado di decidere con buona approssimazione quali testi possiamo ritenere autentici. D'altronde la TNM (che è una buona traduzione) in nota mette le variazioni testuali, in modo che al di là del testo base (che in genere mette la lezioni ritenuta più probabile, benché con diversi gradi) il lettore avveduto possa avere un'idea dei passi in cui non abbiamo la certezza d quale lezioni fosse originale.

    D'altronde Dio non aveva promesso che il testo sarebbe serbato per sempre, inalterato, in ogni tempo e luogo integralmente, ma piuttosto che il suo messaggio sarebbe stato serbato per sempre...

    Shalom



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  • nevio63
    00 6/26/2010 5:03 PM
    Re:
    nevio63:L' episodio, narrato nel Cap. 8 1-11, pervenutoci attraverso il Vangelo di Giovanni, reca con se un messaggio morale tanto nuovo e sonvolgente

    barnabino: Certamente la pericope rappresenta la lectio difficilior, ma questo (di per sé non basta a renderla autentica.

    nevio63: Quindi è una questione di aggiornamento dello stato degli studi di settore e, visto che tale aggiornamento è continuo, dovremmo aspettarci di considerare, di tempo in tempo, questo o quel brano accolto nel testo biblico canonico, passibile di radiazione o retrocessione a testo non ispirato? Quanti testi sono a rischio allora? Lettera agli Ebrei, 2 Pietro, Giacomo, Rivelazione e tutto quello che questa o quella scuola esegetica, quando voglia, si prenda la libertà di decidere?

    barnabino: Ad esempio se fosse autentica e in seguito omessa ci aspetteremmo nei mss che la contengono

    1. di trovarla sempre allo stesso posto
    2. che in qualche modo la sua assenza renda la lettura del testo non inteliggibile continua (come se stralciassimo la parte di un libro)
    3. che il vocabolario e la sintassi fossero quella di Giovanni

    nevio63: Insisto nel dire che le stesse argomentazioni vengono usate anche per definire spuri, tardi, pseudoapocrifi, non ispirati altri testi tramandati dal canone biblico, che facciamo?

    nevio63:: Se Dio ha voluto che ci pervenisse, l'episodio è da ritenersi ispirato

    barnabino: E' una posizione un pò ingenua, infatti ci sono pervenute molte lezioni palesemente false o corrotte, ad esempio il comma giovanneo, e molte altre variazioni minori. Possiamo pure ipotizzare che ci siano lezioni autentiche che non ci sono arrivate o che non siano così ben attestate.

    nevio63: E'la posizione di fiducia totale nelle vie scelte da Dio, perchè ai cristiani arrivasse la Scrittura corretta, insegnatami dai TdG. Se ci sono ricerche da fare per affinare il discernimento sull'autenticità dei testi biblici, interi o in una parte, tramandati dal canone, tale canone sarebbe ancora aperto. Se togliamo i primi versetti di Giovanni 8, togliamo tutto ciò che secondo l'opinione maggioritaria degli studiosi pure lo è.

    barnabino: Il fatto è che se Dio ci ha fatto pervenire quest'episodio, insieme a tanti altri, ci ha anche dato gli strumenti per riconoscere le corruzioni del testo... di fatto Dio ha promesso che il testo ci sarebbe giunto intatto, anzi, al contrario aveva profetizzato di tentativi di "togliere o aggiungere".

    nevio63: Cioè Dio aspetterebbe, perchè si raggiunga il TESTO FINALE, i nostri studi e i nostri singoli pareri? Aspetterebbe il parere della maggioranza degli studiosi accreditati? Il canone, nelle porzioni di libri o per interi libri, sarebbe duttile e malleabile e soprattutto ancora aperto?
    [Edited by nevio63 6/26/2010 5:04 PM]
  • nevio63
    00 6/26/2010 5:14 PM
    Re:
    barnabino:
    La Critica Testuale è in grado di decidere con buona approssimazione quali testi possiamo ritenere autentici. D'altronde la TNM (che è una buona traduzione) in nota mette le variazioni testuali, in modo che al di là del testo base (che in genere mette la lezioni ritenuta più probabile, benché con diversi gradi) il lettore avveduto possa avere un'idea dei passi in cui non abbiamo la certezza d quale lezioni fosse originale.

    D'altronde Dio non aveva promesso che il testo sarebbe serbato per sempre, inalterato, in ogni tempo e luogo integralmente, ma piuttosto che il suo messaggio sarebbe stato serbato per sempre...

    nevio63: Confermi che l'importante è il messaggio e non il singolo testo, che si potrebbe pure, come per Giovanni 8:1-11 (e non solo a questo punto, ma interi libri)scartare, devo dire che capisco pure Lutero che premeva per la sua selezione dei canonici o altri "single ended" biblisti....

    nevio63: La Critica Testuale, se è in grado di decidere, come hai affermato, con buona approssimazione, quale sia il testo critico più attendibile, ha deciso pure che secondo tali criteri di attendibilità dei manoscritti a disposizione, in Giovanni 14:14 la lezione del "mi" presente nel testo è assai più attendibile, perchè la TNM non usa lo stesso criterio di traduzione allora?





  • nevio63
    00 6/26/2010 7:59 PM
    Il mio parere piccolo piccolo
    Dobbiamo credere per vero e soprattutto ispirato, l'intero testo canonizzato della Bibbia in nostro possesso, tutto quello che il Testo Sacro testimonia come autentici detti di Gesù, compreso, pena, rimettere il canone ancora in ballo e considerare Dio neppure capace di far arrivare, a milioni e milioni di cristiani, nei secoli, neppure un testo canonizzato, ispirato e attendibile. Le traduzioni, invece, sono passibili di miglioramento, in base al progresso nelle materie bibliche in ambito di ricerca accademica accreditata, nonchè susseguente dibattito tra studiosi.
    [Edited by nevio63 6/26/2010 8:18 PM]
  • nevio63
    00 6/26/2010 8:16 PM
    Il parere autorevole di Polymetis

    Non bisogna confondere due concetti diversi, cioè il fatto che un testo sia uscito dalle mani dell'autore, a cui tradizionalmente lo si attribuisce, e il fatto che sia canonico. Nel Vangelo di Giovanni ad esempio il capitolo 21 non è dell'autore del resto del Vangelo, esattamente come l'attuale finale di Marco, ma non per questo è meno canonico. Canonico infatti è il Vangelo nella forma in cui arrivò ad essere recepito dalla Chiesa e dalla comunità cristiana in generale. Per questo i concili ecumenici scrivono non solo quali libri sono canonici ma anche che questi libri sono canonici in tutte le loro parti così come sono presenti nella traduzione di Girolamo. Il testo dell'adultera non appartiene probabilmente alla stesura originale del Vangelo di Giovanni tuttavia quando questo Vangelo è stato riconosciuto come canonico il testo c'era. Non ha senso separarlo dal resto del canone dicendo che una giunta successiva, infatti questo brano è considerato canonico da molto tempo prima che la Chiesa riconoscesse come canonici tutti gli attuali 27 libri del nuovo testamento. Ad esempio la lettera di Giacomo e quella chiamata agli ebrei sono entrati nel canone solo nel quarto secolo, e in quest'epoca il brano dell'adultera faceva già parte dei brani ritenuti ispirati. Vale a dire che la Chiesa considera ispirato l'episodio dell'adultera da ancor prima che ci si mettesse d'accordo sul considerare ispirata la lettera agli ebrei o quella di Giacomo. Non ha dunque senso pretendere che questo brano sia apocrifo perché, al pari di molti altri, non faceva parte probabilmente della stesura originale. Infatti non è canonico ciò che è uscito dallo stilo dell'autore, ma ciò che la Chiesa ha recepito come canonico ad un determinato stadio redazionale. Come ripeto questo brano è considerato parola di Dio da molto prima del quarto secolo, cioè l'epoca in cui si è chiuso il canone. Con che criterio dunque si può non considerare canonico questo brano senza rigettare la canonicità della lettera agli ebrei che è diventata canonica dopo questo brano? Stabilire se un brano sia o meno di Giovanni non ha nulla a che fare con lo stabilire se un'affermazione sia o meno del Gesù storico, e se sia o meno canonica. Un brano può essere canonico e non riportare frasi del Gesù storico, esattamente come in un brano non canonico possono esserci detti autentici di Gesù che non stanno nell'attuale canone del nuovo testamento. In questo caso c'è una frase che non è di Giovanni ma sta nel Vangelo di Giovanni, cioè nel Vangelo di Giovanni così come è stato ricevuto dalla Chiesa e dichiarato canonico, con tutte le relative aggiunte.
  • Ignorantia
    00 6/26/2010 8:27 PM

    Ad esempio la lettera di Giacomo e quella chiamata agli ebrei sono entrati nel canone solo nel quarto secolo



    Questo per chi crede che il canone sia una Lista autoritativa di Libri. Per chi invece è convinto (come il sottoscritto) che il canone sia una Lista di Libri autoritativi, le cose stanno decisamente in modo diverso.
    Ti rammento che l'epistola agli Ebrei compare già nel corpus paolino dei manoscritti di chester beatty, alla fine del II secolo.

    Ma non vogliamo mica aprire una nuova discussione sul canone, vero? [SM=g28000]
  • Ignorantia
    00 6/26/2010 8:29 PM
    PS

    in merito alla lezione sull'adultera, concordo con Barnabino: è spuria e andrebbe eliminata dal testo principale (al massimo la si potrebbe segnalare in nota).

    Imho.

  • nevio63
    00 6/26/2010 8:39 PM
    Re: E poi ...sotto a chi tocca!
    Ignorantia, 26/06/2010 20.29:

    PS

    in merito alla lezione sull'adultera, concordo con Barnabino: è spuria e andrebbe eliminata dal testo principale (al massimo la si potrebbe segnalare in nota).

    Imho.




    Quali altri testi controversi si dovrebbero togliere dalla Bibbia? Chi lo decide? Tu, io, una commissione interreligiosa, una interaccademica, ma ti rendi conto che se tocchi una porzioncina dell'insieme canonizzato diventa tutto discutibile?



    [Edited by nevio63 6/26/2010 8:40 PM]
  • nevio63
    00 6/26/2010 9:01 PM
    Re: Libri autooritativi
    Ignorantia:
    Questo per chi crede che il canone sia una Lista autoritativa di Libri. Per chi invece è convinto (come il sottoscritto) che il canone sia una Lista di Libri autoritativi, le cose stanno decisamente in modo diverso.



    Cosa rende questi libri biblici autoritativi, piuttosto che gli altri circolanti, taluni pure più antichi?

    [SM=g8112]

    it.wikipedia.org/wiki/Vangeli_apocrifi
    [Edited by nevio63 6/26/2010 9:07 PM]
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    barnabino
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    00 6/26/2010 10:47 PM
    Caro Nevio,


    Quali altri testi controversi si dovrebbero togliere dalla Bibbia? Chi lo decide? Tu, io, una commissione interreligiosa, una interaccademica, ma ti rendi conto che se tocchi una porzioncina dell'insieme canonizzato diventa tutto discutibile?



    E' ovvio che tutto potrebbe diventare discutibile, dato che non abbiamo mss autografi del I secolo. Ma la critica testuale è una scienza con regole ben precise... diciamo che in base alla tua tesi potremmo anche mettere in dubbio che la Terra orbiti intorno alla Luna, ma come puoi capire si tratta di un'eventualità (al momento) piuttosto improbabile.

    Ogni passo deve essere analizzato singolarmente, e non ha senso generalizzare. Converrai che se un passo compare identico in tutti i mss oppure se compare solo in alcuni ed altri no c'è differenza, se poi compare solo in mss recenti e con un uso di termini e sintassi estranei all'autore la probabilità dominuisce ancora. Questo credo che sia una realtà oggettiva...

    Ti suggerisco di leggere il libro di Fontaine su "Il Nome di Dio nel Nuovo Testamento" che tratta proprio di questi aspetti... diciamo che Dio ha affidato il testo alla debolezza umana, da questo punto di vista la Parola è davvero divenuta "carne", perché il testo biblico è stato oggetto di tutta l'imperfezione umana (non è mia, l'ho letta nell'introduzione del libro di BeDuhn!).

    Shalom



    [Edited by barnabino 6/26/2010 10:51 PM]
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    barnabino
    Post: 67,472
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    00 6/26/2010 11:27 PM
    Caro Nevio,


    Il testo dell'adultera non appartiene probabilmente alla stesura originale del Vangelo di Giovanni tuttavia quando questo Vangelo è stato riconosciuto come canonico il testo c'era



    Ti riferisci al Concilio di Trento?

    Così come c'era il comma giovanneo e altre lezioni palesemente spurie. Per altro sarebbe da capire se è vero quello che dici, perché la pericope dell'adultere mi pare che manchi dai testo greci più importanti e dunque può darsi che comparisse nel testo nel XVI secolo, ma non certo nel III-IV.

    Shalom
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  • Nero_Pece
    00 6/26/2010 11:41 PM
    Secondo me il fatto che la pericope non viene omessa dal testo della Tnm significa che gli viene comunque riconosciuta una posizone importante, a differenza del comma giovanneo e di altre interpolazioni. Anni fa dicevo che la frase di Gesù più citata (chi è senza peccato scagli la prima pietra) è quella che non ha mai pronunciato. Ora non lo dico più perché non ne sono molto sicuro..dopotutto non contrasta con l'insegnamento di Gesù e contiene una logica e una lungimiranza tipica del Figlio di Dio. Che sia stato inserito grossolanamente nel vangelo di Giovanni a posteriori ma trattasi di evento autentico? mah.. intanto è interessante il comemnto che fa Erri De Luca su questo racconto [SM=g27985]


    Che ci faceva seduto per terra a tracciare lettere ebraiche sulla polvere di Gerusalemme? Si trovava sul percorso che dal tribunale andava verso il luogo dell’esecuzione. Per le lapidazioni si usava una fossa larga in cui stava la persona condannata. Dal bordo superiore la folla in cerchio scagliava pietre in basso. Un corteo passava portando una donna condannata per adulterio. Uno sconosciuto, un galileo, sta accovacciato in terra, scrive sulla polvere. Il corteo si ferma presso di lui, per chiedergli un parere. Strana legge quella che a sentenza di morte emessa e in via di esecuzione, chiede a un passante un ultimo parere. Un’ultima parola poteva avere grado di giudizio, ribadire, sospendere, annullare una sentenza. Da noi si litiga per la poca certezza della pena: lì e allora la più grave sentenza di un’aula di tribunale si poteva annullare per strada. Quella legge prevedeva la condanna a morte ma sperava fino all’ultimo di non doverla applicare. Lo sconosciuto traccia lettere in terra, accovacciato e solo. Interrogato s’interrompe senza mettersi in piedi. Sta nella condizione opposta al tribunale, dove i giudici siedono più in alto. Sta invece tra i piedi del corteo, ultimo intralcio. Gli chiedono un commento alla condanna. Lui lo ha già dato: col gesto di scrivere sulla sabbia. Non perché abbia tracciato una sentenza, ma per la sola azione di scrittura. Proprio così: nelle tante proibizioni che riguardano il giorno settimo, sabato per gli ebrei, c’era anche il divieto di scrivere. Aveva eccezioni, una di queste permetteva di scrivere sulla polvere. Lo sconosciuto accovacciato in terra sta facendo una mossa lecita di sabato. Ma quel giorno non è sabato: non ci poteva essere tribunale in quel giorno né si poteva eseguire una condanna a morte. Allora che significato ha un uomo che applica una regola del sabato in un giorno feriale? Significa che quella è già la sua risposta, prima ancora che gli venga chiesto un parere. Sta dimostrando che quando si tratta di una condanna a morte è sempre giorno di sabato. La sua prima risposta, col gesto di scrivere sulla polvere è: sospendete l’esecuzione. Uccidere la condannata è profanare il giorno settimo. Senza questa notizia non si capisce perché lo sconosciuto si è accovacciato per terra a scrivere sulla polvere. Lo fa in quest’occasione e in nessun’altra. Non applica leggi, inventa un’interpretazione, inaugura l’eccezione. Dimostra che la legge è fatta per l’uomo, per adeguarsi alla singola figura umana, alla specifica circostanza. Non è l’uomo fatto per la legge, ma il contrario. Lo sconosciuto non fa l’avvocato difensore dell’adultera, non accampa attenuanti, invece libera la legge dalla sua applicazione automatica, meccanica, impersonale. Con la sua mossa manifesta l’irruzione del sabato in un giorno feriale e così sospende la condanna. Gli chiedono ugualmente di pronunciarsi e allora emette il suo verdetto: chi è senza errore tirerà la prima pietra. Errore, non peccato, Giovanni che scrive in greco questa vicenda ebraica ,usa anamàrtetos, un termine legale, non morale. Chi è senza errore ha diritto di dare avvio all’esecuzione. Chiede alla folla di interrogarsi su se stessa e giudicarsi. Chi si troverà illeso dall’errore, dal torto? La folla si disperde. Nessuno se la sente di dichiararsi integro. Qualcuno di sicuro potrebbe in coscienza dirsi senza errore, ma non commetterebbe l’atto di presunzione di dichiararsi giusto davanti alla sua comunità. Nessuno che sia davvero integro si azzarderà a tirare quella prima pietra. Lo sconosciuto così assolve non la donna ma la comunità dal gesto di profanare col sangue il sabato piombato all’improvviso in mezzo a loro e al giorno feriale. La folla si disperde con sollievo, grata per l’irruzione della grazia sul braccio già teso della legge. La grazia non danneggia ma rinforza la legge, la salva dall’irrigidimento di farsi marionetta. Legge è opera umana, ossa e nervi, non viti e bulloni, non robot. La grazia è il suo soffio vitale, libertà celeste. La folla si disperde grata, perché toccata dalla grazia. Era così quella legge, era così quel tempo, era così Gerusalemme, un posto in cui la morte poteva essere spazzata via da uno sconosciuto di passaggio che inventava al momento la più bella variante in nome della vita.
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    barnabino
    Post: 67,472
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    00 6/26/2010 11:50 PM
    Caro Nero,


    Secondo me il fatto che la pericope non viene omessa dal testo della Tnm significa che gli viene comunque riconosciuta una posizone importante, a differenza del comma giovanneo e di altre interpolazioni



    Certamente, la TNM riconosce che la questione della pericope dell'adultera è certamente più controversa di altri passi palesemente spuri. Questo non toglie che le evidenza della critica testuale siano contro la sua autenticità, non è un fatto ideologico ma oggettivo.

    Certamente il suo contenuto non è poi così "inusitato" o "rivoluzionario" come diceva Nevio all'inizio, ci potrebbe anche stare che Gesù sottolinei che nessuno possa essere detto senza peccato (cioè non aver mai tragredito alcun punto della Legge) dato che solo attraverso il suo sacrificio era accessibile la salvazza resta impossibile dalla Legge... concetto espresso da Paolo ai Romani.

    Certo, restano le difficoltà filologiche, incancellabili...

    Shalom
    [Edited by barnabino 6/26/2010 11:55 PM]
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    Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

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  • Nero_Pece
    00 6/27/2010 12:00 AM
    sono d'accordo per la non autenticità giovannea..ma ciò non vuol dire che non sia autentico l'evento, giacché non tutto quello che Gesù fece e disse è scritto nei vangeli (es. "c'è più felicità nel dare che nel ricevere").
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    barnabino
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    00 6/27/2010 12:09 AM
    Caro Nero,


    sono d'accordo per la non autenticità giovannea..ma ciò non vuol dire che non sia autentico l'evento, giacché non tutto quello che Gesù fece e disse è scritto nei vangeli



    Mi pare una considerazione corretta, il problema di Nevio però era sulla canonicità di quelle parole e non sulla possibile storicità, anche se, come detto, la circostanza che dei giudei potessero mettere a morte una persona per adulterio nel I secolo non è, storicamente, molto attendibile...

    Shalom
    [Edited by barnabino 6/27/2010 12:22 AM]
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  • nevio63
    00 6/27/2010 6:41 AM
    Chi stabilisce cosa...
    nevio63: Quali altri testi controversi si dovrebbero togliere dalla Bibbia? Chi lo decide? Tu, io, una commissione interreligiosa, una interaccademica, ma ti rendi conto che se tocchi una porzioncina dell'insieme canonizzato diventa tutto discutibile?

    barnabino: E' ovvio che tutto potrebbe diventare discutibile, dato che non abbiamo mss autografi del I secolo.

    nevio63: ....ma come sono anni che leggo nelle nostre pubblicazioni di TdG argomenti tesi a relativizzare e sminuire il lavoro della critica testuale, a cominciare da quella feroce tedesca dell' "800, proprio per non intaccare la fiducia nelle Scritture così come ci sono pervenute, e quando ci conviene diciamo pure che Esse sono state preservate per "volont?a di Dio" fino ai nostri giorni?!

    barnabino: Ma la critica testuale è una scienza con regole ben precise... diciamo che in base alla tua tesi potremmo anche mettere in dubbio che la Terra orbiti intorno alla Luna, ma come puoi capire si tratta di un'eventualità (al momento) piuttosto improbabile.

    nevio63: Stai usando, caro barnabino, esattamente gli argomenti razionalizzanti e relativizzanti, rispetto all'analisi testuale applicabile alla Bibbia come fosse un qualsiasi altro testo antico, che potrebbero usare studiosi "disincantati", quali di Teodoro Studita o Polymetis, mentre la parte del Testimone di Geova la sto facendo solo io. Allora, per coerenza, accetta anche tutte le altre tesi maggioritarie e dettate dal "buon senso scientifico" emerse da un secolo e mezzo di critica testuale: L'Isaia, pseudo epigrafo, tripartito e tardo composto, Daniele pseudoepigrafo tardo composto, Esther, Ecclesiaste e (mi pare Cantico dei Cantici) messi sempre in discussione, sia da ebrei che cristiani al tempo che si formava il canone, perche neanche contenenti il Tetragramma divino, Giacomino da bruciare di Lutero, Apocalisse, tanto cara e fondamentale, a noi TdG che ha faticato ad entrare nel canone e trascurata completamente nella liturgia ortodossa, e ogni parte di libro o vangelo contenuto nella Bibbia.

    barnabino: Ogni passo deve essere analizzato singolarmente, e non ha senso generalizzare. Converrai che se un passo compare identico in tutti i mss oppure se compare solo in alcuni ed altri no c'è differenza, se poi compare solo in mss recenti e con un uso di termini e sintassi estranei all'autore la probabilità dominuisce ancora. Questo credo che sia una realtà oggettiva...

    nevio63: Da quando il canone è stato chiuso e sigillato, così com'è, ogni ulteriore tentativo di sottrazione o addizione, motivato da qualsivoglia, presunta, ottima motivazione critico-testuale, rimette in bilico la discussione, libro più, libro meno, porzione di vangelo più, porzione di vangelo meno, Se il canone è stato stabilito per opera dello stesso Spirito Santo di Dio, la Scrittura ispirata è attendibile se no, l'attendibilità di Questa è compromessa`e a ogni nuova archeologica o filologica, qualcosa viene eroso. Se Dio non si è fatto garante nemmeno della canonicità dei Libri ispirati, in ogni loro parte, siamo fregati tutti, che basiamo la conoscenza di Dio e di Cristo su alcuni libri e non su altri, molti dei quali coevi o anteriori ai canonici e con la medesima pretesa di essere stati redatti da un apostolo di Cristo, proprio come i canonici. Dove si comincia? Dove si finisce?

    barnabino: Ti suggerisco di leggere il libro di Fontaine su "Il Nome di Dio nel Nuovo Testamento" che tratta proprio di questi aspetti... diciamo che Dio ha affidato il testo alla debolezza umana....

    nevio63: Capisco barnabino, è preferibile sminuire e ralativizzare l'intervento dello Spirito Santo nella formazione e nella scelta dei libri canonici in ogni loro parte, perchè altrimenti sorgerebbe inarrestabile la domanda: Ma se Dio ha fatto in modo da preservare la sostanziale integrità della Scrittura, intervenendo sulla stessa canonizzazione fin della singola porzioncella di Essa, perchè manca qualsiasi forma del Tetragramma Sacro o della Sua transilitterazione, in tutti gli oltre 5000 manoscritti pervenuti, del Nuovo Testamento, provenienti da una molteplicità di luoghi, ambienti culturali e di comunità cristiane primitive? E' veramente imbarazzante ipotizzare l'intervento divino per Sua volontà di far arrivare, a milioni di cristiani, un testo sostanzialmente integro e canonico e al contempo di non aver fatto pervenire in, nemmeno uno straccio di prova manoscritta, che è l'unica cosa che poi conta, ai fini di una seria critica filologica e testuale, secondo le regole da te stesso prima invocate, per appoggiarvi rivendicazioni teologiche, come la presenza del Nome divino nel N.T. le tesi di Pierro o La Fontaine, accademico il secondo, sono speculazioni lecite ma gratuite, sulla presunta presenza del Nome divino nel N.T., come ogni altra pretesa di chiunque altro su qualsiasi cosa, e guarda caso sia Pierro che La Fontaine sono TdG...

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    [Edited by nevio63 6/27/2010 7:15 AM]
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