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Tv, il nuovo palinsesto Rai a caccia dei giovani

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    l'acero
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    00 5/27/2010 2:26 PM
    www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/01/rai-audience-giovani.shtml?uuid=7bd083b6-ca62-11dc-8d8d-00000e251029&DocRulesVie...


    Dopo la mezzanotte, sarà solo Raitre a fare informazione, con il Tg3 e RaiNews24. È una delle novità contenute nel nuovo Piano editoriale della Rai, approvato ieri all'unanimità dal Cda. Ci sono novità anche sul Piano industriale 2008-2010, del quale sono state confermate le linee portanti, in particolari sui conti. Il budget 2008 sarà quindi presentato al Consiglio secondo le linee del Piano, ovvero con azioni di contenimento dei costi a fronte dei 200 milioni di costi straordinari di diritti sportivi che, oltretutto, in parte non saranno sfruttati, come per la pay tv degli Europei di calcio. Con un ordine del giorno, il Consiglio di amministrazione impegna il direttore generale Claudio Cappon a presentare, entro due mesi, un documento integrativo al Piano industriale. Uno studio che verifichi la possibilità di valorizzare i contenuti e i prodotti della Rai su tutte le piattaforme, eventualmente entrando nel mercato della tv a pagamento e valutando anche l'ipotesi di una piattaforma satellitare alternativa oltre a quella dell'operatore unico nazionale della rete di trasmissione.
    Il Piano editoriale parte analizzando il «tasso di invecchiamento medio» del pubblico Rai, «sempre più accentuato rispetto alla platea televisiva e al principale gruppo concorrente». La risposta è la volontà di arrivare a «una netta differenziazione rispetto ai modelli e ai contenuti della tv commerciale», prendendo atto della differenziazione dei pubblici, dando maggiore attenzione «ai fenomeni culturali e sociali che attraversano il Paese e lo scenario internazionale». In questa direzione, è prevista una prima serata su Raiuno gestita direttamente dal Tg1.
    Per riqualificare l'offerta, il Piano giudica necessaria una «valorizzazione interna dei processi di ideazione e sviluppo dei progetti»: l'azienda vuole riprendere il controllo editoriale di quel palinsesto di prima serata, spesso affidata a produttori esterni e a format esteri. Secondo il decimo rapporto dell'Istituto di economia dei media della Fondazione Rosselli, sulle ore di intrattenimento e di fiction trasmesse dalla Rai nel 2006, circa la metà, il 49,9% erano affidate a produttori esterni. In realtà, tali programmi di prima serata sono spesso coproduzioni, delle quali la Rai indica il conduttore e impiega i propri mezzi tecnici e, talvolta, i propri studi. Più che il controllo editoriale, alla Rai manca l'ideazione e lo sfruttamento successivo di tali programmi sulle altre piattaforme.
    Questa «valorizzazione dei processi di ideazione e sviluppo dei progetti» dovrà avvenire concependoli sin dall'inizio, a partire dall'informazione, per il mondo digitale multipiattaforma. Con prudenza, inoltre, il Piano annuncia «la cancellazione delle rendite di posizione» e il «superamento della aree di sovrapposizione di canale e di genere». Si tratta, anche se non lo si dice apertamente, dell'offerta di Raiuno e Raidue durante la giornata, che spesso offrono, nella stessa fascia oraria, programmi molto simili. L'affidare alla sola Raitre l'informazione dopo la mezzanotte, tra l'altro, permetterà di costruire una seconda serata vera e propria su questa rete, senza il Tg di mezza sera. Il Tg1 e il Tg2, un po' come Cenerentola, scompariranno dopo la mezzanotte.
    Le seconde serate saranno anticipate anche modificando i formati di generi come la fiction (ad esempio con una puntata di 50 minuti al posto delle due attualmente messe in onda in prima serata). Un programma di prima serata non dovrà superare le due ore di durata. Al mattino è prevista una programmazione d'informazione regionale, con una striscia d 30-60 minuti. Possibile la creazione di una Direzione intrattenimento, sul modello della fiction, per avere una struttura organizzativa attorno alla quale ideare e ripensare i programmi d'utilità immediata.
    L'obiettivo è di riconquistare il pubblico giovane: sarà compito delle reti e dei generi (intrattenimento, fiction, sport) intercettare il pubblico tra i 25 e i 54 anni. Non mancherà, infine, un restyling grafico, «con forti tratti innovativi che ricuperino il brand originario». Un de profundis per l'inguardabile logo a farfalla?

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    00 7/11/2016 1:20 PM
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