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LIBRI DI FEDE consultabili online e/o scaricabili

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    00 6/26/2021 1:56 PM

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    Padre Giampietro Pinamonti S.J.
    Esercizi Spirituali  

    Oltre alle edizioni originarie dell’800, è ora disponibile una versione in italiano (quasi) corrente.
    Quella che in gergo si chiamava “muta per gli Esercizi” è così disponibile (per chi li detta, per chi li ha fatti, per chi è abituato all’orazione mentale quotidiana con il metodo delle “tre potenze”), anche in formato per smartphone e tablet.
    L’insuperata “muta” del P. Pinamonti è anche un termine di paragone della fedeltà al principale testo del fondatore della sua famiglia religiosa.

    Cosa ne pensano i Papi:
    Sant’Ignazio «volendo inaugurare degnamente la sua nuova vita militare, vegliò tutta una notte in armi all’altare della Vergine; e poco dopo, ritiratosi nella grotta di Manresa, ammaestrato dalla stessa Madre di Dio nell’arte di combattere le battaglie del Signore, ricevette come dalle mani di Lei quel perfetto codice di leggi (perché così con tutta verità possiamo chiamarlo) di cui deve far uso ogni buon soldato di Gesù Cristo.
    Alludiamo agli Esercizi spirituali, dal cielo – secondo la tradizione – dati a sant’Ignazio; non quasi che si debbano disprezzare altri metodi di esercizi da altri usati; ma in quelli che si compiono secondo il metodo ignaziano, tutto il disegno è così sapientemente combinato, ogni parte è così strettamente connessa con l’altra, che ove non si resista alla grazia divina, rinnovano l’uomo, per così dire, radicalmente e lo rendono tutto sottomesso alla volontà divina
    ».
    (Pio XI, Lettera apostolica Meditantibus nobis, 3 dicembre 1922). 

    Esercizi Ignaziani


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    00 7/14/2021 11:40 AM

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    L'Apostolo del Preziosissimo Sangue
    San Gaspare del Bufalo

    Scrive l’autore della biografia che da oggi si può scaricare gratuitamente:
    «I mezzi di salvezza non mancano; è forse manchevole l’opera di chi quei mezzi dovrebbe applicare?
    E chi sono quelli, se non coloro che, per il sacerdozio ricevuto, si chiamano appunto 
    aeternitatis velut satores, immortalitatem omnibus corporibus, quibus eorum sermo aspersus fuerit, conferentes?». (Matutino)

    E dal punto di vista civico e sociale: non è forse sempre vera la parola di Isaia (24,2): Et erit sicut populus, sic sacerdos?
    Le condizioni del popolo non sono sempre la misura dell’operosità e dello zelo del sacerdote?

    Ecco dunque un volume di grande importanza:
    – per i laici, cui l’unione delle due feste liturgiche ha forse fatto perdere la coscienza del prezzo della Redenzione.
    – per i sacerdoti, cui la figura di un umile e fragile prete laziale può dar perseveranza e incoraggiare verso quell’estremismo della santità… la cui assenza è la peggiore calamità nella chiesa d’oggi!


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    00 9/6/2021 8:58 PM

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    Vita di San Charbel Makhluf
    scritta da Mons. Salvatore Garofalo

    La canonizzazione di Charbel intende proporre il suo esempio all’intero mondo cristiano e non soltanto a una esigua minoranza.

    Tutti i figli della Chiesa, senza alcuna distinzione ed esclusione, sono chiamati alla santità per il loro battesimo, in virtù del quale, fatti «compartecipi della divina natura», «siamo chiamati figli di Dio e tali realmente siamo», con l’obbligo di rassomigliare al Padre celeste ed esser perfetti come Lui è perfetto, progredendo senza stanchezza nel cammino della perfezione, mediante un’assidua corrispondenza alla grazia che da Lui ci viene senza avarizia.

    L’«atletismo» dei Padri del deserto e dei loro seguaci come Charbel, l’impegno totale, lo sforzo eroico e diuturno che essi impiegarono nelle vie della santità, sono un monito oggi, che in mille modi si cerca di spiegare, scusare e addirittura autorizzare la debolezza di volontà e di spirito.

     


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    00 10/8/2021 6:11 PM

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    Cardinal Korec
    1950: cristianofobia in Cecoslovacchia
    Disparation du cardinal Ján Chryzostom Korec - Riposte-catholique

    "Riguardo ai torti e alle persecuzioni subite dai nostri credenti non si espressero né le Democrazie Cristiane internazionali, né tanto meno i loro giornali. Non una parola.

    Dopo il 1963, quando Krusciov era meno efficiente, cominciammo a percepire anche a Valdice piccoli segni di distensione, alternate alla classica rigidezza.
    Ma ciò non significò, purtroppo, un cambiamento di atteggiamento né verso la Chiesa, né verso i singoli sacerdoti: continuavamo a subire le persecuzioni.

    Purtroppo alla persecuzione della Chiesa contribuirono anche alcuni sacerdoti".

     


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    00 11/3/2021 9:55 AM

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    Storia della Chiesa
    di Alberto Torresani

    La presente edizione è stata donata dall’autore ai lettori di totustuus.it nell’ottobre del 2021.
    Ricordiamo che il prof. Torresani aveva già donato un “Corso di storiaper licei presente al link
    https://www.paginecattoliche.it/?s=torresani.

    La presente “Storia della Chiesa” è diversamente strutturata e ampliata rispetto a quella pubblicata dalle edizioni di Ares.
    Le fonti utilizzate non seguono un criterio devozionale o apologetico, ma scientifico.
    Così, lo sguardo sulle epoche differisce da quello, ad esempio, della monumentale Storia della Chiesa del Cardinale Hergenrother (in questo stesso sito:
    https://www.totustuus.cloud/prodotto/card-hergenrother-storia-universale-della-chiesa-8-voll/ ).

    Nel complesso, si tratta di un utile strumento per il laicato di età adulta, più abituato a riflettere per fare poi opera di apostolato e missionaria.


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    00 12/9/2021 6:11 PM

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    Vandea - Insorgenze - Carlismo

     

    Nelle Omelie dell’odierna Solennità di Cristo Re, sentiamo dire che Cristo è Re dei Cuori, della Pace o, addirittura, «sembra che Gesù non volesse che la gente lo acclamasse come re».
    Non la pensano così le decine di milioni di cattolici che, per Cristo Re, han sacrificato la propria vita e tutto ciò che avevano… e che sono all’origine dell’Enciclica istitutiva dell’odierna festa liturgica!

    Ecco, pertanto, una delle ragioni per le quali oggi presentiamo una raccolta sul tema della “Insorgenza” composta dai migliori saggi reperibili in rete: alcuni “leggeri” e introduttivi, altri più “densi” e scientifici.
    Il termine è scritto al singolare e con “i” maiuscola, a indicare che «ogni società storica, dopo aver resistito all’inverosimile, reagisce all’imposizione di un abito organizzativo, istituzionale inadeguato e/o al tentativo di snaturarla per renderla docile a tale imposizione».
    Infatti, le tre insorgenze di cui si parla nel titolo (scelte per alcune loro peculiarità), non sono le uniche né le principali: le insorgenze sono centinaia, dai “Cristeros” messicani fino ai quasi ignoti “Consigliaristi di Canudos”, in Brasile.

    Il lettore si commuoverà di fronte ai numerosissimi atti di coerenza nella fede cattolica, professata e difesa fino al supremo sacrificio.
    Occorre custodire quella commozione nel cuore poiché - a nostro avviso - si tratta di una vera e propria “consolazione spirituale” (S. Ignazio di L., Esercizi Spirituali, n° 316) propria del laicato cattolico.
    Tuttavia, lo scopo di questa raccolta non è la consolazione, bensì le risoluzioni (ES, n° 5) conseguenti la riflessione su queste grandi rivolte del passato.
    Sì, meditiamo sulle inefficienze compiute nel passato, perché quelle attuali e future non siano più soltanto «un’espressione “debole” del tentativo di riappropriarsi della sovranità da parte di un “popolo” ridotto a “massa” dallo Stato moderno».
    Infatti, in ogni insorgenza son stati commessi errori e ingenuità:
    - l’improvvisazione dei vandeani, che tornavano ai campi con la bella stagione
    - la mancanza di collegamento tra le numerosissime insorgenze italiane;
    - l’errore di fidarsi di un Governo autoritario da parte dei carlisti.
    Alla meditazione di ognuno individuare altri errori, anche nelle altre insorgenze.

    Meditando l’Insorgenza, l’accento non va posto soltanto sulla legittimità dinastica, sulla difesa della regione o della famiglia, ma su tutte queste tre cose (pro aris, focis, rege) e sull’oppressione prodotta dalla moderna democrazia relativistica.
    Così, è facile prevedere che ci saranno sempre più insorgenze, dovute alla crescente «sfiducia nelle istituzioni che documenta la crisi di legittimità», come illustra il profondo saggio che chiude questa raccolta.


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    00 2/20/2022 10:52 AM

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    Foibe, esodo, memoria

    Alla vigilia della ricorrenza della “Giornata delle foibe”, quest’anno abbiamo pensato alle scuole. Diffondiamo, grazie all’autorizzazione del Dott. Giovanni Stelli della Associazione per la Cultura Fiumana Istriana e Dalmata nel Lazio, il volume: “Le foibe, l’esodo, la memoria”.

    Infatti, tra gli orrori compiuti nei secoli dal socialismo,quello delle foibe brilla per efferatezza.
    Lo si è cercato di spiegare con l’odio verso gli italiani, l’anti-fascismo, l’epurazione preventiva, la pulizia etnica e altro.
    Si tratta di letture giustificate, ma parziali.

    Anche il film più sotto reclamizzato, pur utilissimo, ricade in queste logiche che – ieri e oggi – hanno il “pregio” di non irritare nessuno.

    Non fu solo l’odio verso gli italiani, né solo l’anti-clericalismo o l’anti-fascismo.
    Fu l’antico odio socialistico a portare i socialisti agli orrori delle foibe: odio verso la religione, la famiglia e la proprietà.
    Più esplicitamente l’odio verso l’uomo, la creazione e il suo Autore.


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    00 4/25/2022 9:55 AM

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    P. Giovan Battista Scaramelli S.J.
    Il discernimento degli spiriti

    E’ nota l’importanza dello studio dell’ascetica per la direzione delle anime. La storia della Chiesa ci presenta fra i principali scrittori in questa parte delle discipline teologiche S. Ignazio di Loyola, S. Teresa, il Rodriguez ed altri molti.
    Sebbene le opere di codesti scrittori siano oltremodo raccomandabili e ripiene di veramente celeste sapienza, per la pratica però ci sembra opportuna l’opera del Padre G. B. Scaramelli.

    Scaramelli fece un’ordinata esposizione dei principii dell’ascetica per le anime che bramano progredire nella perfezione, e della mistica per quelle che Dio chiama alla perfezione per vie e grazie straordinarie.

    I due Direttorii dello Scaramelli furono e sono di somma utilità per i confessori e per i direttori delle anime, e meritano la speciale approvazione de’ più illustri Vescovi, teologi e maestri di spirito.
    Tuttavia, le due opere essendo di un notevole volume, il loro studio riesce assai difficile ai giovani nostri sacerdoti, i quali, terminato il loro corso di studi in seminario, sono destinati ad assumere l’esercizio del ministero pastorale.
    Ecco il perchè del ridurre in compendio le auree norme del Padre Scaramelli.

    Alcuni compendi furono compilati del Direttorio mistico, ma del Direttorio ascetico (presente in questo stesso sito), per quanto sappiamo, non ne nessuno esiste in Italia
    Questo accuratissimo e copiosissimo, datoci da un pio e dotto sacerdote veronese, è altamente da raccomandarsi al clero italiano, tanto zelante della gloria di Dio e della salute delle anime.


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    00 4/25/2022 9:57 AM

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    PIo XIV


    Quello che presentiamo oggi non è un qualunque romanzo, ma un (raro) romanzo di buona “fanta ecclesiologia”.
    Naturalmente,la fotografia del Cardinale Zen non c’entra con il romanzo, ma è un indizio del contenuto.

    Pur trattando della gravissima crisi che attanaglia la Chiesa da 50 anni, il romanzo è permeato da una serena ironia che, a tratti, è davvero divertente.
    Pertanto, nessuno spirito di rivolta o ribellione ma, invece, la consapevolezza che da questa crisi si uscirà solo attraverso la nostra lotta per “diventar santi, e gran santi!” (S. G. Bosco).
    Considerati i molteplici aspetti di questa crisi, il romanzo risulta, in alcuni punti, un po’ complesso: ma l’autore ha saputo rendere semplici molti tra i più difficili problemi di dottrina.

    Facciamo nostro il “cuore” di questo romanzo: non la sudditanza verso il mondo, non il politicamente corretto, non il plauso dei massmedia salveranno la Chiesa!
    Solo la fedeltà a Maria Santissima – e, attraverso di Lei, al Suo Divin Figlio – condurranno la chiesa a una VERA riforma!
     


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    00 4/25/2022 9:58 AM

    Roberto de Mattei: Guerra Giusta - Guerra Santa


               

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    Con il gentile consenso dell’autore, Roberto de Mattei, già professore associato di Storia Contemporanea presso l’Università Europea di Roma, diffondiamo oggi un volumetto che ha acquisito nuova attualità.
    Il suo contenuto, infatti, permette di formulare un fondato giudizio su quanto sta accadendo in queste ore in Ucraina, la nazione che Cristo scelse per evangelizzare le steppe – tartariche e non -, fino alla taiga e la tundra anche mongoliche.

    Scritto all’indomani degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, esso consta di tre parti: la guerra giusta cristiana; la guerra “santa” islamica; Crociata, Jihad e tolleranza moderna.

    All’interno del testo sono riassunte con parole semplici le caratteristiche secondo le quali un cristiano può parlare di guerra giusta. Tali condizioni sono poi applicate alle recentissime guerre “postmoderne”, “umanitarie” e “asimmetriche”.

    Segue una sintetica, ma assai corretta, esposizione di alcuni aspetti della “dottrina sociale” islamica. Vi si espone, ad esempio, in che consista la tolleranza dell’Islam verso i non musulmani, cosa si debba intendere con “Islam moderato” ed altro ancora.

    Nell’ultima parte viene comparata la “guerra giusta” con la “guerra santa” islamica. Segue l’analisi dei fondamenti dottrinali e storici delle Crociate e una meditazione sul dogma moderno della tolleranza.


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    00 5/9/2022 10:15 AM
    San Massimiliano Kolbe: Lettere

               

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    Gli scritti di S. Massimiliano Kolbe possono essere un ottimo modo per vivere questo mese di maggio.
    In un momento in cui vengono messi in discussione molti principi sulla vita religiosa, potremo scoprire, in queste pagine, che un integralismo nella pratica della Regola e dei voti è un irrinunciabile sostegno allo sviluppo della persona religiosa ed al suo operare.
    In un’epoca in cui ci smarriamo nel discutere quale sia il mezzo migliore per andare a Cristo, troveremo che la strada «per Mariam Immaculatam», percorsa ed insegnata dal P. Kolbe, è la più sicura e la più entusiasmante.
    In un tempo in cui la febbre dell’agire sconvolge i fragili equilibri, leggendo le realizzazioni di un vero uomo d’azione, quale fu P. Kolbe, scopriremo la chiave del retto incisivo ed ampio operare evangelico.

    totustuus.it


    [Edited by Credente 5/9/2022 10:16 AM]
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    00 5/31/2022 4:18 PM

    Il santo Fratel Benildo   


               

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    I testimoni del Fratel Benildo dicono sul suo amore per la regolarità le cose più belle. «La Regola fu tutta la sua vita, afferma uno di essi; si può dire, anzi, che egli non conosceva nulla così perfettamente come quella». E un altro: «Non ho mai visto nessuno operare come lui; anche malato, si trascinava agli Esercizi comuni con la fedeltà di un Novizio; egli era la Regola vivente». E ancora: «Per essere un santo, credo che basti osservare la Regola come ha fatto lui».
    Non c’è chi non veda, osservando il corso silenzioso e modesto della sua vita, come questa sia una fusione di due volontà, quella propria e quella divina (notificata dai precetti che improntano le regole della vita religiosa), sia stata costantemente fedele.
    Così lo stesso Fratel Benildo: «Je serais heureux si je pouvais mourir en accomplissant un point de Règle».

    E ancora. La visione fugace che stiamo dando, si arresta sopra un altro aspetto, che lo qualifica e investe tutta la sua esistenza. Fu un maestro, un maestro di scuola elementare e popolare, un maestro d’un Istituto quant’altri mai insigne e benemerito dell’istruzione e dell’educazione della gioventù. Un umile maestro, povero, malaticcio, in un paese di montagna.
    Basta questo titolo per dirlo santo? Siamo tentati di dire che sì. Quale altro titolo rivendicò a se stesso Gesù, che quello di Maestro (cf. Matth. 23, 8; Io. 13, 14)?
    La sua biografia lo documenta, specialmente per i meriti che fanno anche d’un oscuro insegnante un uomo grande e benefico; i meriti della sapienza, dell’abnegazione, dell’amore.

    totustuus.it


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    00 6/22/2022 5:35 PM

    Card. A. Ottaviani - Il baluardo         


               

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    Card. A. Ottaviani - Il baluardo    

    Il volume raccoglie discorsi e scritti di Sua Eminenza il Cardinale Alfredo Ottaviani, Segretario della Suprema Sacra Congregazione del Sant’Offizio (oggi Congr. per la Dottrina della fede), in difesa dei valori umani e cristiani.
    Come al tempo in cui furono fatti, esso vuole essere un contributo alle voci d’allarme per l’attuale Dittatura del Relativismo (allora era la fiumana comunista), preceduta dalle inondazioni del fango dell’immoralità e del tradimento di tanti che si dicono cristiani e favoriscono leggi contrarie alla natura umana e al piano di Dio.

    La Chiesa non è più il forte baluardo che può resistere allo scuotimento dell’ordine morale e sociale.
    Il testo serva come esempio di ciò che fu e dovrebbe tornare ad essere: i primi otto testi riguardano la Chiesa nelle sue attività come Corpo Mistico di Cristo. Ne seguono altri otto che riguardano le funzioni e l’opera dell’Ordine gerarchico, dal Sommo Pontefice all’ultimo sacerdote. Altri otto, infine, riguardano l’azione e i doveri di alcune categorie del laicato.
    A modo di conclusione e come voto finale, è la lode e l’appello verso Colei che fu sempre riconosciuta come “Auxilium christianorum” ed alla quale si appellò il grande Pontefice San Pio V, per auspicare la vittoria di Lepanto.

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    00 6/22/2022 5:55 PM

    Disputa scientifica sull'autenticità della sindone

    Recentemente sono uscite alcune affermazioni sulla Sindone che necessitano qualche chiarimento. In accordo con quanto riportato in una recente pagina la Sindone è un oggetto di grandissimo interesse scientifico per la sua doppia immagine corporea ancora oggi non riproducibile o spiegabile, ma anche un oggetto di grande interesse religioso perché molti sono convinti che essa riporti alcune tracce della risurrezione di Gesù. 

    Questo fatto ha destato e desta tuttora non pochi problemi logico-deduttivi perché alcuni ricercatori tendono a influenzare gli aspetti scientifici propri della Reliquia più importante della cristianità sulla base degli aspetti religiosi personali. In questo caso, è molto facile che vengano quindi scritti documenti orientati all’obiettivo. Per esempio alcuni contrari all’autenticità appaiono a volte ciechi di fronte a evidenze scientifiche non consone al loro credo; è questo anche il caso di un articolo che viene di seguito commentato riportando in corsivo le affermazioni in discussione.

    - Le vere sindoni giudaiche del I secolo note agli archeologi - una decina - sono completamente diverse dalla Sindone di Torino. Tutte presentavano più teli, e corde per completare le sepolture; la trama dei tessuti aveva una semplice struttura 1:1 (la Sindone è a spina di pesce 3:1), la torcitura dei fili era in senso orario, come quelli prodotti in Israele, mentre quelli con torcitura antioraria erano la norma in Grecia e in Italia. (la Sindone è antioraria)

    Le sindoni giudaiche sono diverse perché avvolsero cadaveri per più della quarantina di ore della Sindone di Torino, quando il corpo scomparve in un modo non ancora spiegato dalla scienza. Questo è dimostrato per esempio dal sangue ridisciolto per fibrinolisi nell’ambiente umido del sepolcro che avrebbe causato alcune sbavature sui decalchi delle ferite, assenti sul Lenzuolo, a causa di uno strisciamento durante l’eventuale movimentazione per l’estrazione del cadavere che però non mostra alcun segno di putrefazione.

    Anche a fianco della Sindone molti studiosi ritengono che furono posti rotoli di bende impregnate di sostanze antiputride ma ovviamente non si dispone di fotografie attestanti la sua disposizione nel sepolcro.

    Effettivamente le caratteristiche tessili della Sindone non sembrano imputabili all’area palestinese, e un recente studio sul DNA delle polveri aspirate dalla Reliquia (G. Barcaccia et al., Uncovering the sources of DNA found on the Turin Shroud, Scientific Reports vol. 5, N.14484, 2015) propone un’origine indiana. La torcitura “z” antioraria è tipica di tessuti confezionati per sacerdoti di alto rango (libro dell’Esodo della Bibbia) e la Sindone è proprio un lenzuolo tessuto a mano con qualche difetto di intreccio, ma di elevato pregio con una particolare struttura 3:1 e coerente col fatto che potesse essere stato acquistato da una persona facoltosa come Giuseppe d’Arimatea. 

    -Non esistono tracce documentate della Sindone di Torino fino al 1355, quando comparve improvvisamente in Francia, a Lirey…. Un memoriale del vescovo Pierre d’Arcis (1389) al papa Clemente VII riporta infatti con parole durissime tutte le furiose polemiche immediatamente successive alla prima ostensione….

    Non mi addentro in discussioni storiche, ma ricordo soltanto che molti autori (I. Wilson, Holy Faces, Secret Places, Doubleday, London 1991) hanno evidenziato diverse tracce della presenza della Sindone a partire dai primi secoli dopo Cristo e hanno descritto in modo un po’ diverso la polemica del 1355 quando anche in quel caso ci furono accese dispute sull’autenticità e alcuni documenti ufficiali furono perfino corretti a posteriori. 

    Invece ci tengo a osservare che uno studio numismatico sulle monete bizantine coniate a partire dal 692 d.C. (G. Fanti, P. Malfi, “Sindone – primo secolo dopo Cristi!”, ed. Segno, 2014) evidenzia, con probabilità assai prossima al 100% che la Sindone fu presa come modello per la raffigurazione di Cristo. La presenza del Gesù sindonico nei primi secoli d.C. non è solo confermato dall’analisi numismatica, ma anche da numerosi esempi dell’iconografia bizantina.

    - Per vari secoli, la Chiesa stessa considerò dunque la Sindone un falso, pur permettendone il crescente culto, soprattutto dopo che il telo, ormai proprietà dei Savoia, fu trasferito in Italia.  

    L’affermazione non sembra corretta; infatti, già quando la Reliquia era a Chambéry in Francia, nel 1506 Papa Giulio II approvò il culto e la messa della Sindone, fissandone la festa al 4 maggio e dichiarando che non solo la Sindone doveva essere venerata ma anche adorata in quanto conteneva una parte del corpo di Gesù Cristo: il sangue. (E. Garello, La Sindone e i Papi, Ed. Corsi, Torino 1984).

    - L'immagine della Sindone manca di quelle deformazioni geometriche da attendersi da un'interazione tra telo e corpo. Abbiamo deciso di verificare sperimentalmente ….Nonostante vari lavori teorici, questo semplice esperimento pratico non viene mai effettuato dai “sindonologi”.

    Prove sperimentali eseguite dal mio gruppo di ricerca invece dimostrano proprio il contrario. Il problema sta nel fatto che spesso vengono eseguiti test troppo semplicistici che non considerano l’effettivo avvolgimento della Sindone attorno ad un corpo posto in una posizione non perfettamente supina per la rigidità cadaverica assunta in croce e con la bocca fasciata da una mentoniera. 

    Inoltre distorsioni di tipo pseudo-cilindrico sono facilmente evidenziabili sull’immagine corporea soprattutto in corrispondenza del torace e dei polpacci. Chi afferma che questo tipo di esperimenti pratici non viene mai effettuato dai “sindonologi” è bene che legga un po’ di letteratura scientifica sull’argomento.

    Il (presunto) sangue visibile sulla Sindone è troppo rosso per essere credibile. È invece ben noto che il sangue, fuoriuscito da un corpo vivo, diventa ben presto scurissimo per la degradazione dell’emoglobina….

    Anche in questo caso chi ha fatto queste affermazioni non si è sufficientemente aggiornato. È infatti uscito un recente lavoro (G. Fanti, G. Zagotto, “Blood reinforced by pigments in the reddish stains of the Turin Shroud”, Journal of Cultural Heritage, 2017) dove risulta da analisi spettrometriche che le tracce ematiche sono di vero sangue, però alterato dalle alte temperature dell’incendio cinquecentesco di Chambéry. Queste tracce ematiche, affievolitesi col passare dei secoli, sono state probabilmente ravvivate qualche secolo fa aggiungendo pigmenti di ocra rossa e cinabro, ma privi di legante per non deturpare troppo la Reliquia.

    - Inoltre, è fisicamente impossibile che del sangue fuoriuscito dal cuoio capelluto coli sulla superficie esterna della capigliatura, anziché impiastricciarla tutta.

    Prima di dichiarare l’impossibilità fisica in modo sommario sarebbe necessario eseguire verifiche sperimentali, tenendo conto però che le croste di sangue formatesi nei capelli in seguito all’infissione della corona di spine, si sono ridisciolte per fibrinolisi nell’ambiente umido del sepolcro.

    - I capelli, tra l'altro, in un corpo prono ricadrebbero ai lati del viso e non potrebbero lasciare il tipo di impronta visibile sulla Sindone.

    Innanzitutto non risulta che l’Uomo della Sindone fosse stato deposto prono, ma supino con la sua rigidità cadaverica assunta in croce. Inoltre bisogna tener conto della probabile presenza di una mentoniera e del fatto che probabilmente i capelli erano impaccati dal sudore, dal sangue e dalla possibile presenza di unguenti.

    -Recentemente, uno studio sperimentale condotto secondo la tecnica della BPA (Bloodstains Pattern Analysis, analisi delle tracce ematiche) facendo gocciolare del sangue sul corpo di un volontario e su un manichino ha dimostrato la inverosimiglianza della posizione di varie tracce di sangue della Sindone. ….

    Lo studio in questione è stato criticato da molti e il Gruppo Scientifico Padovano anche composto da medici degli Ospedali di Padova ha emesso un comunicato stampa di questa Università bollando il lavoro come studio non convincente perché poco documentato dove il problema sindonico è stato affrontato in modo limitato tramite sperimentazioni semplicistiche. Quindi ovviamente i risultati ivi riportati non sono significativi. 

    … una prima commissione istituita nel 1973 dal Cardinal Pellegrino, comprendente medici legali ed esperti di analisi forensi, non rilevò sangue, ma presenza di granuli rossastri insolubili. …. Nel 1980 Walter McCrone, microscopista di fama mondiale, esaminò più di 8.000 fibre e particelle prelevate dal telo con speciali nastri adesivi, riscontrando tracce di pigmenti come l’ocra rossa, e di coloranti quali il cinabro e l'alizarina, e non trovò sangue. …. Alcune delle conclusioni di McCrone, comunque, sono state recentemente confermate. Nel 2008, infatti, sono state eseguite analisi per spettrometria Raman sulla polvere raccolta nel 1978 con uno speciale aspiratore tra la Sindone e la tela di supporto. E' stata confermata la presenza di una grande quantità di particelle di ossidi di ferro a vari gradi di idratazione (ocra), nonché di cinabro e altri pigmenti pittorici.

    È questo un tipico esempio in cui vengono dimenticati risultati importanti, tra l’altro assai più recenti, che non sono a favore della tesi che si vuole dimostrare. In un recente lavoro (G. Fanti, G. Zagotto, “Blood reinforced by pigments in the reddish stains of the Turin Shroud”, Journal of Cultural Heritage, 2017) viene dimostrato, attraverso analisi spettrometriche Raman e FT-IR, che le tracce ematiche sono di vero sangue. Chi poi cita il lavoro del 2008 si dimentica di annotare che fra gli “altri pigmenti pittorici” fu trovato il lapislazzuli che è di colore blu. Questo pigmento fa invece pensare a contaminazioni esterne, forse anche per aderenza con altre sindoni dipinte che divenivano quindi reliquie per contatto, e non certo a coloranti utilizzati per l’immagine corporea della Sindone.

    … la datazione col metodo del Carbonio 14. Nel 1988 piccoli campioni prelevati da un angolo del telo furono inviati ai tre laboratori …. Le analisi, … stabilirono che il lino utilizzato per la Sindone era stato raccolto tra il 1260 e il 1390. In perfetta concordanza con l'età storica del telo, comparso - ricordiamo - nel 1355.

    La datazione al Carbonio 14 del 1988 è stata oggetto di ampie discussioni soprattutto perché la misurazione fu affetta da diversi problemi procedurali, misuristici e statistici (M. Riani, et al.: “Regression analysis with partially labelled regressors: carbon dating of the Shroud of Turin” Journal of Statistical Computing. Stat Comput, 2012). 

    Cinque metodi diversi, tra loro indipendenti sono invece concordi con l’assegnare il primo secolo d.C. come probabile epoca in cui fu costruito il manufatto. Un Progetto di Ateneo dell’Università di Padova (CPDA-099-244) ha permesso di sviluppare metodi alternativi di datazione chimici e meccanici. I metodi chimici, basati sulla spettroscopia FT-IR / ATR e Raman hanno datato la Sindone rispettivamente a 300 a.C. ± 400 anni e 200 a.C. ± 500 con un livello di confidenza del 95% (Fanti G., P. Baraldi, R. Basso, A. Tinti, Non-destructive dating of ancient flax textiles by means of vibrational spectroscopy, Vibrational Spectroscopy, 2013). 

    Il metodo meccanico basato sull'analisi di alcuni parametri come il carico di rottura, il modulo di Young e il fattore di perdita, dopo un'adeguata taratura basata sui risultati di due dozzine di campioni di età nota, ha indicato un’età della Sindone del 400 d.C. ± 400 con un livello di confidenza del 95% (G. Fanti, P. Malfi, “Sindone – primo secolo dopo Cristi!”, ed. Segno, 2014). 

    A questi tre metodi, Raman, FT-IR e meccanico sono da aggiungersi il metodo numismatico che vede la Sindone antecedente al VII secolo d.C. e un altro metodo chimico sviluppato dal chimico statunitense Raymond Rogers, basato su stime delle costanti cinetiche per la perdita di vanillina dalla lignina, che vede la Sindone antica da 1300 a 3000 anni (R. Rogers, “Studies on the radiocarbon sample from the shroud of turin”, Thermochimica Acta 425 (2005) 189–194).

    A questo punto rispunta la solita domanda: come mai sono stati dimenticati tutti questi risultati nel report in discussione? 

    Le proprietà dell'immagine sindonica, effettivamente, sono varie e molto peculiari, e si dice siano sostanzialmente inspiegabili e/o irriproducibili. … negativo fotografico… 3D … leggera bruciatura o strinatura … non è praticamente fluorescente… L’immagine si trova nelle fibre più superficiali dei fili … Essa sembra dovuta principalmente non alla presenza di particelle di pigmenti, bensì a una colorazione … attribuibile a una ossidazione o degradazione della cellulosa …

    Questa analisi dell’immagine corporea della Sindone è alquanto sommaria perché le caratteristiche particolari, irriproducibili tutte assieme, sono anche molte altre. Per esempio nel lavoro (G. Fanti, “Hypotheses regarding the formation of the body image on the Turin Shroud. A  critical compendium”, J. of Imaging Sci. Technol., Vol. 55, No.6, p. 060507, 2011) vengono riportate, tra le altre, anche le seguenti caratteristiche. Un'immagine corporea è visibile in aree dove il contatto corpo-telo era certamente assente come lo spazio fra guance e naso; la risoluzione dell’immagine è di 4,9 ± 0,5 mm ma nessun contorno è ben definito; la Sindone avvolse un corpo umano da cadavere; le distorsioni dell’immagine di mani, polpacci e busto corrispondono a quelle ottenute da un uomo avvolto in un lenzuolo; è evidente il pronunciato rigor mortis del corpo; l'immagine non mostra segni di putrefazione. 

    Le fibre di lino dell'immagine si trovano solo sulle parti più esterne dei fili, lasciando le fibre interne non colorate, ma la colorazione non appare sotto i fili che si incrociano nella trama del tessuto. Le fibre di immagine sono adiacenti a fibre non colorate e il colore è concentrato in corrispondenza delle fessure dove due o più fili si incrociano. Il colore si trova sullo strato esterno della fibra di lino, spesso 0,2 micrometri e interpretato come la parete cellulare primaria delle fibre, quindi la cellulosa del midollo della fibra non è colorata. Le fibre sono colorate uniformemente intorno alla loro superficie cilindrica, mentre variazioni di intensità del colore possono essere rilevate lungo la dimensione principale delle fibre. 

    -  Sono state trovate molte particelle di ocra rossa di dimensioni sub-micron, solo nella zona dell’immagine e – più numerose – nelle macchie di presunto sangue.

    Questa affermazione fa riferimento ad un vecchio studio eseguito da W. McCrone nel 1980, subito contraddetto dagli studiosi dello STURP che, a partire dal 1978, eseguirono le analisi scientifiche più dettagliate sulla Sindone. Lo scrivente, che ha pure analizzato decine di fibre provenienti dalla zona dell’immagine, può confermare che la colorazione delle fibre di lino non è assolutamente dovuta a particelle “di dimensioni sub-micron”, bensì ad una reazione chimica dello strato superficiale della fibra di lino.

    Ma se è un falso, come è stata fatta?

    Nel lavoro in discussione segue una lista incompleta di studiosi che hanno proposto alcune tecniche per riprodurre solo alcune delle moltissime caratteristiche dell’immagine sindonica; un’ampia critica di queste ipotesi è riportata nel lavoro (G. Fanti, “Hypotheses regarding the formation of the body image on the Turin Shroud. A  critical compendium”, J. of Imaging Sci. Technol., Vol. 55, No.6, p. 060507, 2011). 

    In questa sede sembra sufficiente riportare alcune affermazioni non completamente corrette. Ecco di seguito alcuni esempi.

    Secondo lo STURP, l'ingiallimento delle fibre dell'immagine potrebbe anche avere una causa chimica.  

    Effettivamente solo uno scienziato dello STURP, Raymond Rogers, fece una simile affermazione, mentre altri come John Jackson espressero la convinzione che l’immagine corporea fosse dovuta ad un’esplosione di energia, molto breve, ma assai intensa.

    Sostanze chimicamente non inerti, come tracce di acidi … sarebbero le vere responsabili della colorazione gialla delle fibre … Per mettere alla prova questa ipotesi, abbiamo fatto appositamente confezionare un telo di lino … Abbiamo quindi teso la  tela sul corpo di un assistente … Abbiamo strofinato un tampone, sporco di ocra contenente tracce di acido, sulle parti più sporgenti del corpo, poi abbiamo steso la tela su una superficie piatta e abbiamo completato l'immagine a mano libera… L'immagine del volto è stata ottenuta mettendo un bassorilievo del volto nella posizione adatta sotto la tela, e sfregando ancora col tampone. … L'immagine ottenuta alla fine è uno pseudo-negativo, sfumata, dovuta all'ingiallimento superficiale delle fibre, non contiene pigmento residuo (se non in microtracce), contiene informazioni 3D e non è fluorescente…(Garlaschelli L. - Life-size reproduction of the Shroud of Turin and its image. J Imaging Sci Technol2010; 54(4):40301.)

    Peccato che anche in questo caso l’autore si dimentichi della critica, peraltro carente della risposta richiesta dall’editore, pubblicata nello stesso Journal qualche mese dopo (G. Fanti, T. Heimburger, “Letter to the Editor: Comments on - Life-Size Reproduction of the Shroud of Turin and Its Image” by L. Garlaschelli- “ J. Imaging Sci. Technol. Vol. 55, 020102, 2011). Tale critica evidenzia una serie di difformità del risultato descritto dall’immagine sindonica al punto da rendere i due risultati non confrontabili se non ad un livello macroscopico assai superficiale.

    - Ma gli “autenticisti” che prove adducono? Il discorso è spinoso …

    Si, il discorso è spinoso perché manca chiarezza nei confronti aperti fra autenticisti e non. Anche nel caso presente vengono dimenticati alcuni argomenti importanti a favore dell’autenticità come quello che la Sindone avvolse il cadavere di un uomo duramente torturato, flagellato, coronato di spine e crocifisso secondo le tecniche romane.

    Vengono pure dimenticati risultati importanti come la datazione numismatica della Sindone attraverso le monete bizantine che la vede presente già nel 692 d.C., ma si afferma invece che la Sindone non esisteva prima del 1300. 

    Vengono pure fatte affermazioni non aderenti alla realtà quando si afferma che “I granuli che uno studioso disse di avere trovato, nessun altro li ha rivisti” perché proprio qualche studioso padovano ha ritrovato alcuni dei granuli pollinici in questione (I. Calliari, C. Canovaro, Analysis of micro-particles vacuumed from the Turin Shroud, MATEC, Web of Conferences, 36, 03002, 2015, https://www.matec-conferences.org/articles/matecconf/pdf/2015/17/matecconf_wopsas2015_03002.pdf) insieme ad altre particelle provenienti da polveri aspirate dalla Sindone.

    Anche l’affermazione che il campione di Sindone prelevato nel 1988 per la datazione radiocarbonica “Era stato pulito perfettamente. … l'inquinante dovrebbe pesare circa l'80% del peso del tessuto...” non risulta corretta. Basterebbero infatti frazioni infinitesimali di Carbonio 14 prodotto da radiazioni agenti sugli atomi di Azoto presenti nel lino per variare l’età presunta di millenni; inoltre risulta che alcune sostanze sono resistenti ai metodi di pulizia allora utilizzati e quindi potrebbero essere rimaste come contaminante nei campioni radiodatati.

    Molti si dimenticano poi che l’immagine corporea, ancora non spiegabile, potrebbe essere stata prodotta da un fiotto di energia estremamente intenso e breve; perché non pensare che proprio quel fiotto di energia sia stato il responsabile della produzione di Carbonio 14 aggiuntivo oltre che dell’immagine corporea?

    - “E in ogni caso, per ottenere quell'ingiallimento delle fibre servirebbe un lampo di energia simile a quella di un potentissimo laser moderno. O forse di una enorme scarica elettrica. Insomma un miracolo.”

    Si, anche se la scienza tradizionale non comprende lo studio dei miracoli, perché questi non sono fenomeni ripetibili e riproducibili a richiesta dello sperimentatore, la stessa scienza deve ammettere la propria impotenza di fronte a miracoli certificati da opportune commissioni di studiosi o di fronte allo studio di un’immagine corporea così complessa. 

    E se la scienza è impotente, non possono essere escluse dall’analisi tutte le altre alternative ipotizzabili, miracoli compresi, per spiegare qualcosa di quel Lenzuolo di lino che tutti noi possiamo toccare e misurare con le più moderne attrezzature scientifiche, ma non possiamo spiegare.
    Giulio Fanti
    fonte:https://ilbolive.unipd.it/it/news/disputa-scientifica-sullautenticita-sindone


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    00 6/27/2022 4:33 PM

    Card. A. Ottaviani - Il baluardo         


               

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    In vista della prossima festa di San Benedetto, proponiamo una nuova biografia del Patrono d'Europa. La prima, diffusa dal 2019, è quella celeberrima scritta da S. Gregoria Magno.
    Due vite per lo stesso santo? Sì, perché l’importanza di questo santo per la civiltà occidentale è, forse, insuperata.
    Questo è un aspetto ben messo in risalto dell’autrice di questa nuova biografia, la Madre Ildegarda Cabitza OSB, fondatrice del monastero di Santa Maria di Rosano (Pontassieve – FI).

    Infatti, l’opera che da oggi diffondiamo, presenta la vita di S. Benedetto e ne studia la spiritualità, ma insieme descrive la fisionomia e le caratteristiche dei monasteri nati dall’intuizione e dalla paternità di Benedetto.
    Tra le righe, è possibile intravedere la vita di quell’Abbazia che da più di dodici secoli ha avuta il suo inizio sulle rive dell’Arno, da quasi cinquant’anni ha ritrovato la sua giovinezza ad opera della Madre Cabitza e che, a differenza di altre comunità benedettine, è ricchissima di vocazioni.
    Già. Perché la fedeltà al carisma del Fondatore paga. Lo zelo nell’osservanza della Regola benedettina è segno di serietà: e questo attira le vocazioni più serie. Infine, per un benedettino, la liturgia è metà della vita: e a Rosano la liturgia è presa seriamente, molto sul serio.
    Da questi ed altri aspetti deriva la predilezione per Rosano da parte dei Prelati più devoti a Maria Santissima: il card. Ratzinger, ad esempio, è stato alcune volte a Rosano. Il compianto cardinal Stickler era spessissimo in ritiro costì. Totustuus ha avuto la Grazia di una vocazione monastica indirizzata a Rosano dal card. Biffi.

    Madre Cabitza, divenuta abbadessa e guida spirituale, imparò da S. Benedetto i doveri verso le anime che Dio invia nel chiostro: «I monaci, ella dice, sono in realtà degli appassionati cercatori di Dio … anime che fanno faticosamente la via, in una virile ascesa, di liberazione e di purificazione per ricongiungersi al principio della loro vita più alta, a Dio, che aveva creato il primo uomo in una purezza perfetta, così da renderlo capace di intimità (come di amico ad amico … Alle anime che vengono a lui … Benedetto porrà questo quesito fondamentale: se veramente cerchino Dio …»

    E fu sull’esempio e secondo lo stile di Benedetto, che la Madre Cabitza concepì la rinascita e la strutturazione stessa dell’Abbazia che fu chiamata a riformare, a guidare, a sostenere con la sua vivissima intelligenza e soprattutto con il suo cuore di madre.


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    00 8/27/2022 9:15 PM

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    Sotto il segno vermiglio (vita di San Gaspare del Bufalo) 


               
     

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    Il nuovo e-book in diffusione da oggi, è un’altra biografia di San Gaspare del Bufalo. Non si tratta solo di un modo degno per additare l’esempio di un gran santo. Si tratta anche di non dimenticare qualcosa che ci è stata tolta: la devozione al Preziosissimo Sangue di N.S.G.C e, con essa, l’aspetto cruento e il tratto prettamente sacrificale della Passione.

    La Festa del Preziosissimo Sangue di Gesù ha origini recenti: fu papa Pio IX a trasformarla da celebrazione seguita solo in alcune chiese italiane a culto generale. Divenne festa universale nella prima domenica di luglio, anche in ricordo della persecuzione subita dalla Santa Sede e come ringraziamento dopo la liberazione dall’esilio di Gaeta.
    La festa fu poi fissata da San Pio X al 1° luglio.

    Il sangue versato da Gesù per la salvezza dell’umanità fu oggetto di culto sin dai primi secoli dell’era cristiana, ma la devozione aumentò dall’XI secolo, soprattutto con la diffusione della leggenda del Graal.
    Un culto, quello del Sangue di Gesù, ripreso con vigore nella prima metà dell’Ottocento grazie al sacerdote (poi diventato vescovo) don Francesco Albertini, promotore di una Confraternita intitolata al Preziosissimo Sangue. E tra quelli che aderirono al culto c’era S. Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, e Santa Maria De Mattias, che fondò le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo.

    Più di recente, a seguito del Concilio Vaticano II, si pensò bene di attenuare questo culto, forse perché considerato troppo “sanguinario” per la mentalità moderna.
    Negli anni dell’“autodemolizione” fu così unificata nella Festa del Corpus Domini, dove tutt’oggi permane: il fatto è che quest’ultima festa ha per oggetto la Presenza reale e il Pane di vita eterna, mentre l’altra celebrava il mezzo della Redenzione universale.
    L’uomo moderno non sopporta l’idea del sacrificio, del sangue, del dolore, della morte. Specialmente se questi valori si contrappongono al benessere materiale e al godimento. Così, forse, i moderni teologi han cercato di edulcorare tanti aspetti del dogma cattolico; attenuare per compiacere, annacquare per essere accettati…e così via.
    Ecco, dunque, che San Gaspare del Bufalo ci ricorda che: sine sanguinis effusione non fit remissio – senza il versamento del sangue, non c’è perdono (Eb IX). San Pietro dice: ‘Voi siete stati redenti dal sangue prezioso di Cristo come di un agnello innocente ed immacolato’; e san Giovanni parla nell’Apocalisse del ‘Sangue di Cristo nel quale siamo redenti.’

    San Gaspare e la sua vita, avventurosa al punto da sembrare scritta da Emilio Salgari. Ma anche piena di avvenimenti soprannaturali, di conversioni strepitose, di fatti ricchi di insegnamenti per noi.
    Tutti “… sotto il segno vermiglio”!

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    00 9/12/2022 9:17 PM

    P. Finotti d'O.
    Miracoli eucaristici                                                  
               
     

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    Se Dio attua dei miracoli soprannaturali, ovviamente è perché siano creduti, così che si rafforzi la fede soprannaturale della gente: «La mia carne è veramente cibo, e il mio sangue è veramente bevanda: chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui» (Gv 6, 56-57).
    Più chiaro di così… se non ci si nutre della Santa Ostia non può avvenire l’inabitazione reciproca.

    Oggi, quando si vede quanto sia diffusa la mancanza di rispetto per la Presenza Reale, allora si capisce immediatamente quanto possa essere necessario per la salvezza di molte anime un forte monito per i pastori e per le pecore: “Ricordate Chi state trattando – Me, il vostro Dio!”

    La storia della Chiesa è una continua lotta fra errori e verità, fra sacrilegi e trionfo del divino. Durante il periodo delle guerre di religione in Francia e anche oltre (1540-1600), la processione del Corpus Domini fu oggetto di feroce ostilità da parte degli ugonotti (i calvinisti francesi). Essi, come d’altra parte i luterani, negano la transustanziazione. Ecco che le processioni del Corpus Domini diventavano pretesti di pesanti provocazioni, profanazioni, blasfemie.

    La festa liturgica affonda le sue radici nella Gallia belgica, grazie alle rivelazioni dell’agostiniana e mistica Beata Giuliana di Retìne. Nominata priora del convento di Mont Cornillon di Liegi, chiese consiglio ai maggiori teologi ed ecclesiastici del tempo, interpellando anche l’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon, futuro papa Urbano IV, e il Vescovo di Liegi, Roberto de Thourotte.
    Fu così che nel 1246 quest’ultimo convocò un concilio, ordinando, a partire dall’anno successivo, la celebrazione della festa del Corpus Domini. Con la bolla Transiturus dell’11 agosto 1264, da Orvieto, dove aveva stabilito la residenza della corte pontificia, Urbano IV estese la solennità a tutta la Chiesa.
    A convincere il Pontefice nello scrivere la bolla fu il celebre Miracolo eucaristico di Bolsena, che si verificò un anno prima, quando un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare la Santa Messa proprio a Bolsena, nel viterbese; nel momento preciso in cui spezzò l’Ostia consacrata, egli fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il Corpo di Cristo. Fu allora che dal Sacro Pane uscirono alcune gocce di sangue, le quali macchiarono sia il corporale di lino, attualmente conservato nel Duomo di Orvieto, sia alcune pietre dell’altare, custodite in preziose teche nella Basilica di Santa Cristina.

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    00 9/18/2022 11:11 PM

    Nicolas Auguste

    Protestantesimo ed eresie
    nel loro rapporto con
    il panteismo e il socialismo    
                            
               
     


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    "[…] da dove avevano origine queste dottrine? Quali ne erano le sorgenti e la loro filiazione storica?

    Valeva certo la pena di ricercarle; tanto più che nel caos tenebroso dei sistemi nei quali siamo sventuratamente sprofondati, era difficile riconoscere il principio, e quindi il rimedio del male che bisognava guarire.

    Questo quadro l’avete delineato con una fedeltà ammirabile, mostrando non solo il funestissimo fine di tutte le eresie, ma la serie e la catena delle dottrine che per tutti i gradi dell’eresia protestante, del socinianismo, filosofismo, naturalismo, razionalismo, eclettismo, sincretismo, panteismo, strascinano d’abisso in abisso, sino alla voragine senza fondo dove ogni società va ad annientarsi e perire" (Presentazione, del Card. Donnet).

     

     
     

     

     
     
     

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    00 10/5/2022 4:07 PM

     
     


                         P. Gabriele Roschini OSM: La verginità di Maria, oggi   
               
     


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    Chi ha vissuto i terribili anni del Post Concilio ricorderà con orrore i vari tentativi di diminuire la devozione e il culto a Maria Santissima. Dalla proibizione di recitare il Rosario davanti al Santissimo esposto, ai vari tentativi di eliminare processioni e feste patronali, era un quotidiano sminuire, irridere e svilire.
    In questa tempesta auto demolitrice c'è sempre stata (e c'è ancora) una cartina al tornasole: il tentativo di distruggere il dogma della perpetua verginità della Madre di Dio.

    Così ne parlava, 400 anni prima, San Pietro Canisio, Dottore della Chiesa:
    "Satana, turpissimo e impurissimo principe delle tenebre, non dorme ma cerca tutti i modi per aggredire e per distruggere la somma purità di Maria e la verginità della medesima".
    "Sotto la guida di un tale duce, molti" - dice il Santo Dottore - "si scagliano per impedire che il mondo riconosca costantemente e la Chiesa predichi che la Madre del Signore è rimasta incorrotta prima del parto, nel parto e dopo il parto" (De Maria Virgine incomparabili et Dei Genitrice sacrosanta, L, II).

    Questa constatazione del Canisio, se era vera e opportuna per i suoi tempi, appare particolarmente presente nei nostri tempi.
    Allora infatti erano i nemici della Chiesa coloro dei quali si serviva l'immondo serpente infernale per combattere la perpetua verginità di corpo e di anima di Maria; oggi invece sono gli stessi cattolici coloro dei quali si serve Satana per lo stesso turpissimo scopo.
    Probabilmente per questa ragione, il maggior mariologo del Novecento ha dedicato un libro all'approfondimento di tali tentativi. E così... i cattivi pastori sono sistemati!
    totustuus.it


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    00 11/19/2022 6:31 PM

    B. de Jouvenel: La sovranità    

                            


               
     

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    Bertrand de Jouvenel non può certo essere considerato un autore cattolico.
    Perché totustuus.it ne diffonde alcune opere?

    Perché l’opera di De Jouvenel è una delle migliori critiche alla “democrazia moderna”. Quel genere di democrazia, non dimentichiamolo, che Giovanni Paolo II descrisse con queste parole: “Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia” (Enciclica Centesimus Annus, n° 46).

    Il mondo cattolico, in particolare dal secondo dopoguerra, è caduto nella trappola del maritainismo facendo della democrazia moderna un dogma, anziché una delle tre possibili forme di governo.
    In Italia, grazie a Don Giuseppe Dossetti, Alcide de Gasperi e altri politici formatisi all’Università Cattolica, questo fenomeno si è manifestato in modo concreto con un culto più specifico, quello verso la Costituzione repubblicana.
    Di più, dagli anni del post-Concilio, i pochi e pauperi interessati alla Dottrina Sociale della Chiesa, hanno considerato la democrazia come un dato di fatto, non criticabile nemmeno teoricamente.
    Infine, oggi, durante il Pontificato del S. P. Francesco I, il culto della democrazia è divenuto parte del “pacchetto valoriale di base” con cui dei Pastori vanno alla ricerca del plauso del mondo.

    È in questo contesto che totustuus.it reincontra De Jouvenel, considerandolo un grimaldello per tentare di smuovere il vigente mainstream dottrinale.
    Tenendo bene a mente le parole di un suo maestro, da poco tornato alla Casa del Padre (“De Jouvenel soltanto ad intra”), ci assumiamo la responsabilità davanti a Nostra Signora, della sua diffusione anche “ad extra”.

    Pertanto, raccomandiamo ai nostri lettori l’uso di de Jouvenel “cum grano salis” poiché, accanto ad analisi acute («la sovranità del popolo non è altro che una finzione perché non esiste istituzione che permetta di far concorrere chiunque all'esercizio del potere, dal momento che il potere è il comando, e non è possibile che tutti comandino»), stanno anche elogi di autori pessimi, quali Ludwig Von Hayek e la scuola austriaca, liberali in politica e marginalisti in economia.

    Totustuus.it


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    00 1/8/2023 10:08 PM

    crediama@gmail.com




     P. Welty O.P.: Catechismo sociale 

                            


               
     


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    Il corposo testo del Padre Welty O.P., che diffondiamo da oggi, è occasione per riflettere sulle vicissitudini patite dalla Dottrina Sociale Naturale e Cristiana.
    La tesi che vogliamo sottoporvi è: quando la Chiesa è viva, in espansione e combatte il mondo, la dottrina sociale viene diffusa. Al contrario, quando la Chiesa è in difficoltà e declino, si assiste sempre a una eclissi della Dottrina Sociale.

    P. Welty dà alle stampe un suo Catechismo Sociale, nel 1951. Quello tradotto in italiano (1966), in tre volumi, è la quarta edizione del 1963 ed è un testo rivisitato rispetto a quello originale.
    Infatti, mentre l’inizio degli anni Quaranta del XX secolo vedono una Chiesa viva e in espansione, gli anni Sessanta sono quelli permeati da un irrazionale ottimismo, secondo il quale “è il momento di andare incontro e abbracciare il mondo moderno” (C. Carretto): una tendenza psico-spirituale che darà origine al c.d. post-concilio.
    Negli anni Cinquanta, sono numerose le edizioni di testi “sociali”, tra i quali spicca quello per l’Azione Cattolica Italiana (1957) e le oltre 500 pagine di J. Villain (1957).

    Tuttavia, alla morte di Pio XII (1958), i nemici interni alla Chiesa si ritrovano in un clima di ottimismo e di “apertura”. Una parte dell’Episcopato italiano intuisce quel che succederà ora che la Chiesa ha smesso di “essere sulla difensiva”: nel 1960, la CEI emana la bellissima Lettera «Il laicismo. Lettera al clero», purtroppo ignorata dall’episcopato e dal clero più legato al partito della c.d. Democrazia Cristiana.

    Così, tre anni dopo, Aldo Moro compone il primo governo di centro-sinistra con la partecipazione attiva dei socialisti (1963). Le conseguenze sono pressoché immediate: il 19/2/65 la Corte Costituzionale elimina il divieto di propaganda anticoncezionale. Seguono altre sentenze che danno totale “libertà al profilattico”.
    La chiesa risponde con l’Enciclica Humanae Vitae (1968) che, fatto significativo, provoca la rivolta contro la Sede Apostolica di centinaia di teologi e intellettuali cattolici. Tutti costoro occupano posti chiave nella struttura ecclesiale, venendo addirittura incensati e acclamati dall’Episcopato. La debolezza dei nostri Vescovi è tale che, quasi tutti, conservano il loro posto anche dopo la ribellione al Pontefice.

    E’ l’epoca del Post-Concilio, un tempo nel quale la Dottrina Sociale quasi scompare: alla Gregoriana, la più prestigiosa delle università romane, viene pubblicato il buon testo del P. J. Goenaga (Philosophia Socialis, PUG, Roma 1964 e 1968, pp. 339), che sostituisce quello ottimo del P. Jarlot S.J. (Compendium eticae socialis, 1952 pp. 192), poi cala la notte.

    La Dottrina Sociale “riappare” fin dagli inizi del Pontificato di Giovanni Paolo II che vedono, inaspettata, l’uscita di un’opera del Card. J. Hoffner (1978). L’Enciclica Laborem Exercens (1981), suscita un nuovo interesse per la Dottrina Sociale di cui è buona espressione il libro di J. M. Ibanez Langlois (1987, pp. 336). La “Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica”, con l’elencazione dei valori non negoziabili e, con essi, l’implicita condanna degli uomini di partito che si definiscono cattolici ma son pronti a “negoziare”, segna l’apogeo di questa piccola rinascita.
    Il Compendio del Pontificio Consiglio Justitia et Pax (2004) precede di un anno la morte Giovanni Paolo II, poi cala di nuovo la notte.

    Vent’anni dopo Giovanni Paolo II, Totustuus.it offre come contributo allo studio i 3 volumi del Padre Welty O.P. Abbiamo cercato di chiarire che si tratta di un testo nato in un tempo di espansione, ma rivisitato in tempi connotati da un irrazionale ottimismo: una tendenza che sarà la linfa vitale del Post-Concilio. Testo, pertanto, non privo di difetti. Ne segnaliamo alcuni:
    – l’eccessiva importanza data ai “Diritti dell’Uomo” e alle “Costituzioni”, sempre soggette alle voglie delle “maggioranze”, a scapito dei diritti di Dio sulla società;
    – l’indicazione della “democrazia” come forma la più “adatta alla nostra epoca” (sic!), ignorandone la deriva totalitaria (Centesimus Annus, 46) presente in ogni democrazia del Terzo Millennio;
    – l’attribuzione al “partito moderno” della qualifica di “espressione del popolo”, mentre è spesso espressione di una minoranza ideologicizzata;
    – la confusione tra Stato totalitario e Stato autoritario, per cui non si capisce bene che uno non è mai legittimo, l’altro può invece esserlo;
    – la condanna del colonialismo, che ignora come i paesi del c.d. Terzo Mondo, non avrebbero avuto milioni morti, guerre permanente e rovine da quando i paesi europei han dismesso le colonie.

    Pur con questi ed altri difetti, riteniamo utile diffondere il testo del Padre Welty: poiché, tra gli altri libri scaricabili gratuitamente, troverete anche il Catechismo dei diritti divini sull’ordine sociale del Padre Philippe Cssr. Si tratta di un testo ben più importante del Catechismo oggi diffuso, che va tenuto come “faro” durante la lettura di quello del Padre Welty.

    Ci auguriamo che questo e-book, assieme agli altri testi di dottrina sociale naturale e cristiana diffusi da totustuus.it, possa aiutare la formazione di italiani dediti all’instaurazione di tutto in Cristo.

    Totustuus.it
    Epifania 2023


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    00 1/8/2023 10:33 PM


     

    Ven. Olier: Vita interiore della Santissima Vergine

                            


               
     

    Il nuovo e-book è disponibile
    gratuitamente dal sito dei libri:
    http://totustuus.cloud/

     

     

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    «Piscis primum a capite foetet»

    Il Ven. Olier fondò Compagnia dei Preti di S. Sulpizio nel 1642, allo scopo di preparare sacerdoti capaci di dirigere i seminari ecclesiastici. Nonostante le continue persecuzioni (Rivoluzione francese, Comune di Parigi, Asia, ecc.) l’impatto storico dei Sulpiziani fu importante, poiché essi riportavano l’attenzione dei seminaristi alla santità personale del sacerdote, cioè la sua vita interiore.

    Anche ai nostri giorni vi è un Istituto specializzato nella Direzione dei Seminari, ma purtroppo non trova il favore dei Vescovi, la cui attenzione è forse attirata più dalle capacità organizzative, amministrative e di animazione dei fedeli. rispetto al porro unum est necessarium.

    L’uomo senza orazione è una bestia senza ragione” (San Filippo Neri): purtroppo, senza porre la santità personale e la vita interiore al primo posto nei seminari, non si formano preti cattolici. Senza preti, non si ha il Santissimo Sacramento. Senza Eucarestia la Città viene corrotta dal relativismo socialista, fino a divenire “sazia e disperata” (G. Biffi).

    La diffusione della prima traduzione in italiano (grazie a Carmela) della “Vita Interiore della Santissima Vergine” ha proprio lo scopo di “sovvenire” il clero italiano in ciò che, solo, è necessario.

    Affidiamo dunque alla San Vergine la formazione di eventuali seminaristi, rispetto ai quali vale davvero il proverbio: “meglio pochi, ma buoni”.

    Totustuus.it


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