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Gornergrat

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    -Emiliano-
    Post: 785
    Registered in: 3/30/2005
    Senior User
    00 8/29/2009 11:54 AM
    il mio primo "tremilametri"!
    Ecco finalmente la cronaca del mio primo “tremilametri”!
    Un’incredibile avventura di “bici-trekking” (o di “ciclo-alpinismo”, come l’ho visto definito in un Sito) a cavallo delle più alte e belle montagne delle Alpi – che ha contraddistinto un Ferragosto indimenticabile.
    Indubbiamente la più bella avventura in bici della mia vita!

    Perché?
    Molti mi hanno chiesto “il perché” di questa escursione, decisamente atipica per uno “stradista” come me; la risposta è semplice: foto spettacolari e panorami alpini da cartolina.
    Spesso quest’inverno mi sono immerso in GoogleEarth alla ricerca di foto che attirassero la mia attenzione, e spesso mi sono detto: “quest’anno voglio andare là!”. Dopo l’acquisto della bici per sterrati, i miei orizzonti ciclistici si sono ulteriormente ampliati, e così ho potuto osservare ancora con maggior “spirito di scoperta” le foto delle nostre bellissime Alpi.
    Pochi giorni prima della mia tradizionale uscita a Zermatt (salita che, pur non essendo esaltante ciclisticamente, ripeto ogni anno per via dei panorami unici che riesce a regalare) mi sono trovato così a dover decidere il percorso.
    I punti fissi erano: Zermatt, Ottavan e il ritorno a Gamsen entro le 16:45 (perché la sera di Ferragosto ahimé dovevo lavorare...). L’idea iniziale era quella di fare qualche sterrato “pedalabile” intorno a Zermatt e quindi rientrare per la Moosalp; ma poi ho visto che mi sarebbe ancora avanzato del tempo (ed inoltre la Moosalp l’avrei ripetuta anche più in là, in stagione...).
    Avevo in pratica quattro ore di tempo da “riempire”...
    E’ così che è nata l’idea della mia uscita “in scarpe da ginnastica” per riscoprire quella passione (il trekking ad alta quota) che, quando ancora non pedalavo, per prima mi avvicinò alla montagna: se a quindici anni “andavo per Rifugi” in Val d’Aosta, vuoi che adesso io non riesca a raggiungere in tre ore (un’ora la userò per la discesa) il Gornergrat (distante meno di 10km da Zermatt)?

    Dove ci troviamo?...
    Zermatt credo abbia bisogno di poche presentazioni.
    Una delle località più famose delle Alpi si trova nel Canton Vallese, tutto sommato non molto distante dal confine con l’Italia (60km circa): vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking, della mountain bike e delle scalate ai quattromilametri (che qui di certo non mancano!).
    Il Gornergrat, in particolare, è una cresta montuosa collegata a Zermatt da un’ardita e spettacolare ferrovia a cremagliera dalla cui cima (celeberrima meta turistica) si possono osservare una ventina di quattromilametri. Non montagne “qualsiasi”: se escludiamo Monte Bianco e le vette bernesi che circondano l’Aletschgletscher i rimanenti quattromilametri delle Alpi sono per buona parte nella conca che circonda Zermatt (delle 20 vette più alte delle Alpi, fonte wikipedia, ne mancano infatti solo 4 all’appello: gise-go ne sa qualcosa!!!)

    La salita.
    Ovviamente la mia giornata non parte da Zermatt, bensì dal fondovalle: dai 630m di Gamsen ai 3.089m del Gornergrat mi attende così una lunghissima cavalcata.
    Scherzo del destino, appena immesso nella Mattertal, un cartello pubblicitario mi saluta con una frase emblematica: “next stop: Gornergrat”!
    La valle è ancora parzialmente immersa nell’ombra delle imponenti montagne che la circondano:



    Quasi senza accorgermene, in perfetto orario, giungo a Zermatt.
    E’ d’obbligo la foto al Cervino:



    Comincia l’avventura!
    In tutti i sensi...
    La cartina stampata da Internet si rivelerà infatti parzialmente sbagliata, e – fin dalle prime pedalate – comincio a muovermi nella direzione sbagliata. In totale accumulerò ben: tre strade sbagliate all’andata e una al ritorno!
    Strano che in questa parte della Svizzera i cartelli segnaletici non siano perfetti come nel resto del territorio elvetico (ma lo sapevo, l’avevo letto, ma fiducioso del mio senso dell’orientamento avevo deciso di andare un po’ “all’avventura”).
    Tra le strade sbagliate segnalo questo sentiero prettamente pedonale:



    Ma non ci son problemi: sono conscio del fatto che dovrò camminare per un bel po’ e, fintanto che la strada sale, so di non essere completamente in errore (dopo tutto devo andare sul punto “pedonale” più alto raggiungibile a piedi a sud-est di Zermatt...).
    Difatti, dopo ogni piccola deviazione, riesco sempre a tornare sulla “retta via”.
    Anche se i ritardi accumulati, alla fine, mi faranno arrivare con poco “tempo libero” in cima al mio obiettivo (ed inoltre non mi consentiranno di ottenere una versione “ufficiale” della terribile salita al Gornergrat).
    Dopo mezz’ora di camminata (lo sterrato comincia a 1850m slm) arrivo alla prima tappa della mia ascesa: l’alpeggio di Riffelalp:



    Siamo a 2200m slm (il che indica una VAM “pedestre” di 700m/h): da qui in avanti i panorami sulla catena alpina saranno grandiosi ed entusiasmanti!
    Da questo alpeggio fino alla successiva “tappa” (Riffelberg) c’è in pratica l’unico tratto (under 15%) ciclabile anche con il mio 34x29! Con orgoglio inforco così la mia Bianchi, tra lo stupore di alcuni turisti, e affronto il tratto di strada che corre parallelo alla ferrovia. Proprio in quel mentre sta salendo (più o meno alla mia velocità “fantozziana”) il trenino: diversi gitanti allibiti mi salutano ed incitano.
    Forse emozionato, sbaglio per l’ennesima volta la strada, imboccando un attimo il sentiero che conduce a Fluhalp; non appena vedo una contropendenza, mi accorgo dell’errore:



    Non senza fatica arrivo così alla stazione di Riffelberg (2580m slm). La sagoma del Cervino che ci accompagna silenziosa lungo tutta la scalata, è da questa prospettiva di un’eleganza senza paragoni:



    Prima di proseguire getto uno sguardo sulla valle e la strada che mi hanno condotto fino a lì: ho così la conferma che Rifferlberg sia effettivamente la stazione che si vede fin da Zermatt



    Immortalare da questa prospettiva i duemilametri di dislivello percorsi in questa splendida mattinata mi riempie il cuore d’orgoglio. Ma sono appena all’inizio!
    Ora inizia il bello: appena abbandonata la stazione il tracciato volge decisamente verso est e si cominciano ad intravedere le prime lingue di ghiaccio del Gornergratgletscher!
    Obbligatoria per un amante delle fotografie è a questo punto la deviazione dalla strada principale. Questa volta le deviazione è però voluta, e mi consente di giungere (dopo aver abbandonato per un breve tratto la bici) al celeberrimo Riffelsee (2760m slm).
    La foto che segue vale, per me, un’intera stagione ciclistica!
    Essere arrivato lì, in bici, partendo da fondovalle, dopo quasi quattro ore di fatica, “non ha prezzo”:



    Estasiato, decido di proseguire di lì in direzione Gornergrat, senza ritornare allo stradone sterrato che mi attende dall’altra parte della ferrovia.
    Pagherò questa decisione trovandomi a “scalare” un sentiero veramente impervio e pieno di turisti (mentre dall’altra parte consiglio a chi volesse tentare la scalata in MTB un’autostrada sterrata tutto sommato – pendenze escluse... – pedalabile).
    Ma, come ben sapete, per scattare foto come questa, sono disposto a qualsiasi fatica aggiuntiva:



    Ecco un’altra prospettiva nella quale scorgiamo la lingua più occidentale del ghiacciaio, il Riffelhorn, il Riffelsee, il Cervino e la Gornergratbahn:



    Ancora qualche tratto a spinta, o addirittura con la bici in spalla, ed ecco che finalmente supero la soglia dei 3000m slm e si presenta davanti ai miei occhi l’inconfondibile sagoma del Rifugio del Gornergrat!
    Ecco la meta della mia giornata:



    Riesco addirittura a pedalare per qualche metro prima di giungere sull’asfalto della stazione!
    In leggero ritardo sulla mia tabella di marcia (15 minuti), ma ce l’ho fatta!
    Mentre pedalo verso un punto panoramico della stazione, tra una moltitudine (...decisamente troppi per i miei gusti...) di turisti (uno mi ricorda che “le Tour il n’est pas ici”), il ghiacciaio alla mia destra si apre in tutto il suo splendore.
    Dal Monte Rosa:



    ...fino al Cervino, tutto è neve o ghiaccio:



    Persino il ghiacciaio dell’Aletsch (conquistato con la bici poche settimane fa), si deve inchinare di fronte alla bellezza di questo scorcio delle Alpi.
    Se volete, potete scaricare il panorama, frutto dell’unione di ben 4 foto scattate con un grandangolo di 28mm (estensione del campo visivo di circa 140°!). La prospettiva è ovviamente un po’ distorta, ma rende bene l’idea:



    Non ero mai stato sopra i tremilametri prima d’ora e non avevo mai visto tante vette “hors categorie” tutte insieme prima d’ora. Cerco di scattare più foto possibili e di immortalare nei miei ricordi quanti più particolari.
    Anche a nord, difatti, il panorama è di tutto rispetto, e spazia dal Mischabel fino a Weisshorn e Dent Blanche, per terminare dove nascono le prime vette del Bernese:



    Ma, come già scritto, il tempo stringe e in un attimo mi devo già preparare alla discesa.
    Discesa (suppongo) “libidinosa” con la MTB si rivela “fattibile” e senza particolari problemi anche con la mia ciclocross. Non supero mai i 20km/h e scendo prudenzialmente di sella in un paio di punti (in uno per via del traffico turistico, nell’altro per il fondo troppo “sabbioso”), ma in mezzora (soste-foto comprese) torno a Zermatt.

    Di qui mi dirigo verso Ottavan, stupendo, isolato e durissimo duemilametri dell’alta Mattertal che – dopo averci regalato ulteriori indimenticabili scorci sul Cervino – si conclude in una splendida conca sul versante “meno noto” del gruppo del Mischabel (il terzo massiccio montuoso, per importanza, delle Alpi):



    Peccato non poter proseguire oltre il termine dell’asfalto: di lì una splendida sterrata s’inoltra difatti verso il massiccio... La mia bicicletta mi consentirebbe di spingermi oltre, ma il “coprifuoco” si sta avvicinando e oramai è tempo di tornare a casa.
    Dopo aver salutato le baite e gettato un ultimo sguardo verso l’imponenza del Weisshorn mi getto nella discesa che, superate due brevi contropendenze, mi ricondurrà a Brig!




    Che dire, in conclusione?
    Quella al Gornergrat è decisamente un’uscita atipica, se si pensa alla bicicletta “tradizionale” (ed in particolare alla bici da corsa), e non so quanto possa interessare e/o essere copiata dagli altri utenti del forum.
    Però so che molti di noi hanno anche (o solo...) una MTB, quindi spero che questa recensione (non ne ho trovate molte in Rete; anzi) possa essere utile a qualcuno per intraprendere quest’esperienza veramente unica.
    Negli ultimi anni ho pedalato lungo buona parte dell’arco alpino, prestando particolare attenzione – oltre che alle salite ciclisticamente più importanti e remunerative – a scorci panoramici mozzafiato sulle vette più alte ed imponenti d’Europa (Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, Mischabel e gli altri quattromila del bernese e del vallese). Ebbene: se volete vedere il luogo più “hymalaiano” del Vecchio Continente raggiungibile in bici, credo proprio che dobbiate venire qui!
    Sui 3.089 metri del Gornergrat!

    Alle prossime!
    Emiliano
    _____________________________

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    Jack.ciclista
    Post: 2,927
    Registered in: 12/29/2004
    Veteran User
    00 8/29/2009 1:07 PM
    Leggendo mi è sembrato di essere al tuo fianco in questa avventura !
    Qualsiasi commento non renderebbe abbastanza ...


    Jack
    www.jack.135.it
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    grigua
    Post: 500
    Registered in: 1/2/2008
    Senior User
    00 8/29/2009 2:14 PM
    [QUOTE:96627319=-Emiliano-, 29/08/2009 11.54](...) non so quanto possa interessare e/o essere copiata dagli altri utenti del forum.


    Come fa a sfiorarti l'idea che a qualcuno possa non interessare un'esperienza del genere? Non avrebbe asilo su questo forum!!!

    Ancora una volta senza parole...

    Senza avere certo la minima presunzione di poter solo avvicinare ciò che fai, volevo dirti che capisco in pieno il tuo spirito di voler vedere cosa c'è "oltre" la strada asfaltata quando questa finisce. E' proprio il motivo per cui sulla mia bdc monto pedali mtb, le cui scarpe mi danno la possibilità, una volta arrivata "in cima" e legata la bici al primo palo, di andare a vedere un po' più in su o un po' più in là...

    Come sempre un grande [SM=g8080] anche per le immagini e per il racconto!

    Ciao!

    [SM=g8119]

    P.S.: dal momento che titoli "il mio primo tremila metri".... aspettiamo gli altri!!!

    ====================================================

    Un'emozione in più è terra conquistata,
    non possiamo chiedere certezze a questa vita (R.Z.)

    E' il tempo, sai, che ci misura,
    che ci fa uomini o soltanto frenesia (R.Z.)
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    MirkoBL
    Post: 679
    Registered in: 8/2/2007
    Senior User
    00 8/29/2009 2:43 PM
    [SM=g8081]

    ******************************

    Ciao Moro...

    9/10/1963 - “Un sasso è caduto in un bicchiere colmo d’acqua e l’acqua è traboccata sulla tovaglia. Tutto qui. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri e il sasso grande come una montagna e di sotto, sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi.” (D. Buzzati)
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    pedra85
    Post: 1,564
    Registered in: 5/20/2004
    Veteran User
    00 8/29/2009 3:15 PM
    A quando le scalate su roccia con la bici legata in spalla [SM=g8081]

    Complimenti vivissimi, senza parole [SM=g8122]
    ____________________________________________________

    Giri e salite: itinerari organizzati alla scoperta dell' Italia (Ora anche su Facebook)
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    velo45
    Post: 79
    Registered in: 7/8/2008
    Junior User
    00 8/30/2009 7:25 AM
    Mi unisco anche io ai complimenti...bellissimo percorso e resoconto

    M
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    geobach
    Post: 331
    Registered in: 1/3/2005
    Senior User
    00 8/31/2009 8:31 AM
    ancooooora!
    bello tutto e poi il mitico azzurroemiliano...
    ma l'ultima foto mi ha proprio emozionato: mi chiedo dove si fossero nascosti Heidi, Peter e il nonno.

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    CiclistaperCaso@
    Post: 396
    Registered in: 2/7/2009
    Senior User
    00 8/31/2009 8:48 AM
    Per prima cosa Emiliano, i COMPLIMENTI per l'impresa ciclistica: davvero STRAMERITATI [SM=g8080] [SM=g8080] [SM=g8080]

    Per seconda, le tue fotografie ci meravigliano sempre. Potevi avere una carriera eccezionale come fotografo naturalista ... [SM=g8080] [SM=g8080] [SM=g8080]

    Infine, i sogni, perché di sogni parliamo: forse quando avrò più tempo (chissà mai quando ??? [SM=g8161] [SM=g8161] [SM=g8161] ), ci proverò anch'io a fare qualcosa del genere ... in formato ridotto ovviamente.

    GRANDISSIMO [SM=g8079] [SM=g8079] [SM=g8079]
  • OFFLINE
    mmeasso
    Post: 989
    Registered in: 12/21/2004
    Senior User
    00 8/31/2009 12:33 PM
    Re:
    impresa unica e reportage professionale come sempre. [SM=g8081]
    Ciao Massimo.
    "la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali"
    Gandhi.
  • gise-go
    00 8/31/2009 9:33 PM
    Ciao, complimenti per la tua iniziativa e coraggio di intraprendere
    una simile salita con una bici, che benchè sia da ciclocross non è
    paragonabile a una MTB. Dalle foto del "cavallo d'acciaio" al lato del sentiero e da quella che si intravvedono i tralicci dell'ovovia che sale a Riffelberg, suppongo tu ne abbia preso uno dei tanti che da Zermatt o Winkelmatten sale direttamente verso Riffelalp/Riffelberg. Si sono dei bei sentieri, comodi, ma per gli escursionisti, al massimo per
    la discesa in MTB (peraltro vietati a questi mezzi!!!...ti è andata bene). La via + pedalabile è la strada - prima asfalto poi serrata e poi molto sassosa - che va a Sunegga, Grünsee e da li, invece che proseguire verso Fluhalp gira a destra e arriva dove tu hai imboccato lo sterrato "in contropendenza". Per il resto, credo che bene o male
    tu abbia seguito la via + logica(se cosi si può dire, ehhh) cioè grosso modo quella delle piste da sci (sulle quali sfreccio in inverno).
    Visto che anche a te piace abbinare bici e camminata, dalla Fluhalp,
    rifugio alpino nel quale si mangia divinamente, si può salire lo stesso giorno fino al Rothorn o ancor meglio fino all'Oberrothorn.
    Se vuoi intraprendere una scalata vera, metti nel sacco ramponi, picozza e corda, rimani a dormire alla Fluhalp e il giorno seguente ti puoi fare il Rimpfischhorn (4199 m). Alcuni anni fa ho gia fatto questo, se ti interessa, si può mettere in cantiere per il prossimo anno!!!.
    Dal Gornergrat hai avuto una panoramica mozzafiato, se sali allo Schwarzsee....il Cervino ti crolla addosso.
    Ciao
  • OFFLINE
    -Emiliano-
    Post: 788
    Registered in: 3/30/2005
    Senior User
    00 8/31/2009 10:49 PM
    Grazie...
    ...ovviamente a tutti x il complimenti.

    In particolare a gise-go per i preziosi consigli.
    Strada vietata? Sai che avevo letto questa possibilità, ma son stato con gli occhi bene aperti, e non ho visto nessun divieto (il sentiero fotografato con la bici l'ho fatto solo per un breve tratto in salita, ovviamente suppongo fosse vietato alle bici... ma io l'ho fatto a piedi...).
    Dopo la mia avventura ho navigato un po' e ho trovato questo file pdf: link.
    Mannaggia! [SM=g8092]
    Ad averlo visto prima!

    Quindi in pratica, la strada che mi consigli, è quella del percorso numero 4 fatta al contrario.
    Io invece, all'altezza di Riffelalp, ho mio malgrado preso la "direttissima" per Furi (peraltro c'erano diversi bikers e il tracciato era ampio e ben delineato, in alcuni casi addirittura con paletti: può essere che lo usino come "downhill" per MTB?). La prossima volta, però, seguirò senz'altro il tuo consiglio: quantomeno fino a Riffelboder sarò in grado di pedalare (la strada è bella ampia?).
    Poi magari per la discesa, farò ancora come quest'anno...

    Sempre per quanto riguarda la salita al Gornergrat, mi confermi che dopo la stazione di Riffelberg bisogna passare sotto alla ferrovia e proseguire sul lato orientale della stessa? Di lì la strada è ben messa?
    Te lo chiedo perché io, per esigenze fotografiche (Riffelsee, e scusa se è poco!...), mi sono mantenuto sui sentieri occidentali alla ferrovia: decisamente poco ciclistici!!!
    Se così fosse, ne verrebbe fuori un'altimetria quasi completamente pedalabile (ovvio: per MTB...).

    Inoltre, dalla mappa scaricata, vedo che c'è un sentiero che collega in quota la salita ad Ottavan e quella a Sunnegga: sarà pedalabile? Ne sai qualcosa?
    Mi pare di aver capito, da un forum di MTB, che potrebbe esserlo: a quel punto sarebbe un'ottima scorciatoia per fare l'accoppiata Mellichsand-Gornergrat!

    Approfitto della tua gentilezza con un'ultima domanda.
    Riguardo allo Schwarzsee.
    Sempre prendendo come punto di riferimento la mappa del Sito di Zermatt (dove viene indicata come percorso numero 1), loro consigliano il senso antiorario: mi pare di capire dall'altimetria "spannometrica", che abbia pendenze decisamente più abbordabili in salita. Consigli anche tu questa direzione? Il fondo è buono?

    Grazie infinitamente,
    Emiliano

    PS: mi consigli il Rothorn... l'ho già addocchiato... 3104m... mi sa che l'anno prossimo ci tornerò più di una volta, su quelle strade!... [SM=g8216]
    [Edited by -Emiliano- 8/31/2009 10:54 PM]
    _____________________________

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    SuperIannellus
    Post: 783
    Registered in: 9/24/2008
    Senior User
    00 9/1/2009 9:05 AM
    Altro super numero, Emiliano.

    Grandi complimenti per l'impresa sportiva, ma è il segreto del "Blu Emiliano" che più di tutto vorrei carpire!

    FOTO FANTASTICHE!
    ----

    www.ilciclismo.it/2009

  • gise-go
    00 9/2/2009 9:54 PM
    Emiliano
    Effettivamente il percorso 4 (fatto al contrario) o se vuoi il 2 fino
    a Riffelboden sono quelli più fattibili. A Riffelberg si passa sotto
    alla ferrovia e da qui si prosegue sul suo lato sinistro. Non devi
    comunque aspettarti una strada, si sale + o - lungo i pendii e le tracce delle piste da sci e si dovrà spingere anche parecchio (a dipendenza delle forze personali e dell'equilibrio). Conoscendo i pendii non so se poi ci sia una così gran differenza tra lato destro e sinistro della ferrovia (sei costretto a ritornarci x la conferma!!)
    Il tracciato che da Riffelalp scende diretto a Furi è quello delle piste da sci (v.paletti). Se poi i "downhill-biker" scendono da li non lo so.

    Ottavan-Tuftern-Sunegga: il sentiero che collega questi due siti è quello dell'Europaweg: credo che con MTB si possa provare, mi informerò quest'inverno quando sarò a Zermatt.

    Schwarzsee: percorso 1 e decisamente in senso antiorario. Il fondo e la pendenza sono ottimi. La discesa si può anche affrontare scendendo a Furi via Furgg (molto impegnativa e ripida, anche quando in discesa me la cavavo mai l'avrei affrontata in MTB, solo con gli sci).

    Fluhalp: anche molto remunerativa. Addocchia l'Oberrothorn anzichè il rothorn, meno ressa.

    C'è un altro percorso, non marcato sulle cartine: va alla Schönbielhütte (percorso iniziale dello schwarzsee, fino ca. a Stafel). L'ho percorso in occasione della scalata alla Dent d'Herens xchè non volevo fare al ritorno, stanca, quella lunga camminata. Fino a rifugio non ci sono arrivata, ho percorso cmq una buona parte di strada.

    PS.1: con la bici da corsa (uso le scarpette da MTB) ho fatto dei bei percorsi circolari nei quali erano compresi dei tratti a piedi... ma che "godüria"
    PS.2: forse son riuscita a batterti sul filo del dislivello in una sola salita: 1°g.Francavilla al Mare - Campo Imperatori - rif. Duca degli Abruzzi: ca. 2380 m + alcune risalite. 2°g. Blockaus sempre da Francavilla. 3° giorno spiaggiaaaaaa.
    PS.3: massimo del dislivello in giornata: 7600 m per uguagliare l'altezza massima da me raggiunta a piedi: risultato? stagione rovinata, la bici mi faceva rivoltare le budella.
    PS.4: con la MTB son salita, su strada sterrata, fino a 5600 m nell'India del nord e fino a ca. 4500 in America del Sud
    PS.5: ora NON faccio + queste cose!!!!!!!
    PS.6: spero che ORSO non legga queste cose se no ritira tutti quei bei aggettivi che mi ha appioppato!!!!!!!!! e, sigghh, ne ricevo cosi pochi, non mi resterà che spremermi come un ..tubetto del dentifricio.

    Spero di leggere e quardare ancora tante belle foto tue, di Grigua e Orso (l'anno prossimo mi impegnerò anch'io...)

    ciaoooo

  • OFFLINE
    SuperIannellus
    Post: 794
    Registered in: 9/24/2008
    Senior User
    00 9/8/2009 9:43 AM

    PS.6: spero che ORSO non legga queste cose se no ritira tutti quei bei aggettivi che mi ha appioppato!!!!!!!!! e, sigghh, ne ricevo cosi pochi, non mi resterà che spremermi come un ..tubetto del dentifricio.



    [SM=g8080] [SM=g8119]
    [Edited by SuperIannellus 9/8/2009 9:43 AM]
    ----

    www.ilciclismo.it/2009

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    giocurio
    Post: 355
    Registered in: 7/27/2005
    Senior User
    00 9/8/2009 11:06 AM
    Oh, finalmente foto degne del posto che hai raggiunto e dell'impresa fatta... [SM=g8119]
  • christian
    00 9/8/2009 11:20 AM
    Leggo solo ora questo post... incredibile!
    Ci sono stato da bambino con i miei genitori quando sicuramente ancora non apprezzavo i paesaggi alpini come adesso ma ho ancora dei ricordi di quella giornata.
  • OFFLINE
    Rickybici
    Post: 29
    Registered in: 9/5/2007
    Junior User
    00 9/8/2009 1:21 PM
    Tantissimi complimenti, riesci sempre a stupirmi con le tue imprese.

    Ciao
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    taglia78
    Post: 91
    Registered in: 1/30/2009
    Junior User
    00 8/23/2010 8:30 AM
    Incoraggiato dalle splendide foto di Emiliano e dalle previsioni meteo ottimali, decido di investire il weekend appena trascorso a Zermatt.

    Il viaggio in auto è lungo. Dalla dogana di Chiasso impiego 3h15m per arrivare a Tasch, l'ultimo paese raggiungibile in auto, a 5km da Zermatt e 200m di dislivello più a valle. Per trovare un parcheggio gratuito torno indietro di un chilometro, a Randa.

    Alle 9:30 sono in sella. L'ascesa a Zermatt è molto più trafficata del previsto. Pur essendo chiusa al traffico, la strada è percorsa in entrambe le direzioni da furgoncini di ogni dimensione che fungono da taxi. L'ingresso a Zermatt è deludente. Traffico, questa volta causato da veicoli elettrici, e cantieri in construzione. Ma bastano cinque minuti per divincolarsi nelle strade invase da turisti a piedi, e raggiungere l'inizio della salita. Decido di percorrere l'itinerario n.4 descritto a questa pagina:

    www.zermatt.ch/it/page.cfm/vivere_la_natura/attivita_estive/mount...

    Obiettivo di giornata: i 3089m del Gornergrat, decantati da Emiliano nella sua hit parade del 2009. La prima parte, fino a Riffelboden, è certamente ciclabile anche in salita, e coincide con l'itinerario n.2. Da Riffelboden al Gornergrat, percorrerò in senso opposto l'itinerario pensato principalmente per il "downhill". La descrizione infatti recita:

    "This trail can also be ridden in reverse but some parts may call for bikes to be pushed or carried"

    Oltre a Emiliano, anche altri hanno descritto questo percorso di ciclo-trekking:

    itinerari.mtb-forum.it/tours/view/763

    Ma torniamo alla salita. L'asfalto lascia ben presto posto ad uno sterrato in ottime condizioni, che taglia il bosco fino a raggiungere Tufteren (2215m) , con pendenze abbastanza sostenute ma sempre pedalabili. Da Tufteren a Sunnegga paradise (2288m) inizia un bellissimo traverso in quota, dal quale è possibile ammirare la sagoma del Cervino.

    [IMG]http://i38.tinypic.com/2w1v9ub.jpg[/IMG]

    Il traverso prosegue rientrando nella valle che porta al Findelgletscher, privandomi momentaneamente della vista del Cervino. L'unico (breve) tratto non ciclabile è quello che porta alla stazione di Gant. Da qui, un percorso vallonato in quota consente di raggiungere Riffelboden (2358m).

    [IMG]http://i34.tinypic.com/so94oy.jpg[/IMG]

    Da qui in poi è più trekking che ciclismo...A spinta risalgo la strada parallela ai binari del treno fino a Riffelberg. Quindi, mantenendomi ad Est dei binari, percorro un'ampia carreggiabile con pendenze che solo per brevi tratti mi consentono di stare in sella, ripresa da un'altra prospettiva durante la discesa.

    [IMG]http://i33.tinypic.com/2hhpwt1.jpg[/IMG]

    Gli ultimi 150m di dislivello sono ancora più ripidi, e si fa fatica anche a spingere.

    Arrivati finalmente in cima, la vista dal Gornergrat ripaga di tutti gli sforzi!

    [IMG]http://i34.tinypic.com/2zzhu9k.jpg[/IMG]

    [IMG]http://i37.tinypic.com/149qlp2.jpg[/IMG]

    Le foto non rendono l'idea fino in fondo. Vi rimando al 360 gradi di Emiliano. Peccato per le orde di turisti che si riversano sul Gornergrat grazie al treno. (Nota a margine: mai visti così tanti giapponesi sulle Alpi. Immagino che i tour operator del Sol Levante abbiano accordi stretti con gli albergatori di Zermatt :)

    Decido di scendere rimanendo a Ovest dei binari, puntanto diretto il Riffelsee. La discesa è tecnica e affollata. Alcuni "downhiller" la fanno tutta in sella. Io no...

    [IMG]http://i36.tinypic.com/2s7gn77.jpg[/IMG]

    Proseguo la discesa verso Riffelberg. Da qui, ripercorro l'itinerario di salita fino a Gant per poi risalire (in sella) fino a Blauherd (2571m). Da qui, i più temerari possono decidere di spingere fino al Rothorn (3103m). A conti fatti, i metri di dislivello fatti spingendo la bicicletta sarebbero meno di quelli necessari per raggiungere il Gornergrat. Decido però di scendere, anche per conservare le energie per il giorno seguente. La strada fino a Sunnegga (2288m) scende molto ripida ma ciclabile, poi riprendo il facile sterrato dell'andata fino a Zermatt.

    In conclusione: 10 e lode per i panorami mozzafiato. La consiglio però solo se non vi pesa troppo l'idea di spingere a lungo la vostra bicicletta.

    Ultima nota: l'acqua. Fontane: assenti. Quando sono risceso a Gant ho fatto rifornimento bevendo l'acqua da un ruscello, altrimenti avrei rischiato la disidratazione. Sopra quota 2300m non c'è più acqua (se si escludono ovviamente le bevande di ogni tipo che potete acquistare al ristorante del Gornergrat...)





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    gise-go.
    Post: 83
    Registered in: 2/28/2010
    Junior User
    00 8/23/2010 4:58 PM
    COMPLIMENTI anche a Taglia 78, resoconto DOC [SM=g8080]

    Pensavo fosse toccato solo a me l'ingrato compito delle spinte [SM=g8092] ma ora, confermato da due "esperti", posso effettivamente considerare che da Riffelboden in su è praticamente impossibile pedalare, sia che si opta per la parte destra o sinistra dei binari del trenino. Difatti anche di controprove non ne ho avute visto che ora "la moda" è quella di caricare la bici sul trenino e fare la discesa....

    Però ora parecchie pareti delle case in Giappone saranno tappezzate con le nostre foto e le nostre MTB.. [SM=g8081] [SM=g8081]
    Ciao
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    (vecchiocar)
    Post: 0
    Registered in: 3/31/2009
    Junior User
    00 11/16/2010 11:08 PM
    Destinazione Paradiso
    Salire in cielo ed essere a contatto con il sole è un'emozione che pochi si possono permettere. E' la dimostrazione che anche la bici sa guardare così in alto!!!!! [SM=g28004]
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