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La bibbia e la reincarnazione

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    Topsy
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    00 8/26/2009 5:46 PM
    Per Polymetis:

    ...non ho alcuna testo da poterti sengalare al momento sull'argomento, anche se di norma questo genere di questioni attengono lo studio della mistica ebraica (qabbalah) e i nomi dei maggiori studiosi a questo proposito che mi vengon alla mente sono quelli di Idel Moshe e Gherson Scholem.

    Qualche mese fa, nella mailing list dell'AISG venne segnalato un seminario interdisciplinare al Centro Studi Ebraici della Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", dal titolo "Dibbuk - Un'anima fra due mondi" ma anche di questo argomento purtroppo non mi sono interessata.

    Se con Gilgul intendiamo la "trasmigazione delle anime", o la "reicarnazione", con Ibbur viene indicato l’entrata di un’altra anima in un uomo, durante la sua vita (non alla nascita), e con Dibbuk la possesione di una persone da parte di uno spirito malefico o un anima dannata che ne aggredisce l’anima, causa malattie mentali, ect...qualcosa potrai trovare a questo link che affornta "I lavori di Scholem" esattamente in 3.3 I simboli cabalistici.


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    Vecchia Marziana
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    00 8/26/2009 6:31 PM
    Re: Re:
    Topsy, 26/08/2009 15.01:


    Lo sai già che presso gli ebrei, posizioni ideologiche anche distanti tra loro, o questioni attinenti il problema dell'individualità incorporea, della resurrezioni dei corpi e simili, sono lasciate a tutt'oggi volutamente irrisolte (sino alla venuta del Messia!).



    Molto più saggi di noi.
    Gabriella
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    Topsy
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    00 8/26/2009 6:43 PM
    Re: Re: Re:
    Vecchia Marziana, 26/08/2009 18.31:



    Molto più saggi di noi.
    Gabriella




    Si, infinitamente più saggi, cara Gabriella. Difatti i rabbini (più aggueriti) si limitano a tirarsi la barba gli uni con gli altri o qualche sedia in testa, solo per questioni relative all'osservanza pratica dello Shabbat!!!
    [SM=g1543794]
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    Vecchia Marziana
    Post: 3,868
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    Master User
    00 8/26/2009 6:49 PM
    Re: Re: Re: Re:
    Topsy, 26/08/2009 18.43:




    Si, infinitamente più saggi, cara Gabriella. Difatti i rabbini (più aggueriti) si limitano a tirarsi la barba gli uni con gli altri o qualche sedia in testa, solo per questioni relative all'osservanza pratica dello Shabbat!!!
    [SM=g1543794]



    Un pò di sana "goliardia" non guasta. [SM=x570867]
    Meglio di certi barbogi petulanti.
    Gabriella
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    Topsy
    Post: 2,067
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    00 8/26/2009 7:03 PM
    Si lo sò, sarò paurosamente OT e chiedo ai moderatori di perdonarmi ma, non potevo non inoltrare questa racconto:


    Un nuovo rabbino, appena arrivato in un villaggio dell'Europa dell'est, si presenta in sinagoga per l'officiatura dello Shabbat.
    La sinagoga è gremita sino all'inverosimile. Dopo il discorso di saluto e di ringraziamento che rivolge alla comunità, il rabbino inizia la funzione.
    Tutto fila liscio, sino a che non si arriva alla preghiera di Aleinu, quando metà della congregazione si alza rumorosamente in piedi ma, l'altra metà rimane ostinatamente seduta.
    Quelli in piedi urlano ripetutamente a quelli seduti:"Alzate, alzatevi idioti!" e quelli seduti a quelli in piedi:"Sedetevi sedetevi, imbecilli!"
    Il rabbino cerca invano di riportare la calma fra i litiganti e approfittando di una breve pausa nel fracasso domanda con disperazione:"Ma insomma! Come è qui la liturgia da voi? Per questa preghiera ci si alza o ci si siede?!"
    Quelli in piedi capeggiati dal loro rappresentante gridano:"Ci si alza!". Ed i seduti spalleggiati dai propri rappresentanti di rimando" Ci si siede!"
    L'usciere impietosito dalla inedaguatezza del giovane rabbino gli si avvicina per offrirgli un consiglio: "Nel nostro villaggio c'è un vecchissimo rabbino che è sempre vissuto qui, ha più di 104 anni ma il suo cervello funziona ancora. Lui di certo saprà qual'è la nostra vera liturgia!"

    Rinfrancato, l'esausta rabbino convince anche i rappresentati delle opposte fazioni a seguirlo e ad accettare come vincolante l'autorevole parere dell'anziano rabbino del luogo.
    Quando giungono dal sant'uomo ultracentenario, tutto ossuto e dalla lunga barba bianca, seduto nella penombra in una poltrona con una coperta che gli copre la gambe, il giovane rabbino gli spiega ogni cosa: "Io non ho potuto continuare per le loro urla. Quelli seduti insultavano quelli in piedi e quelli in piedi inveivano contro quelli seduti! Ti prego, aiutami tu, dimmi qual'è la giusta liturgia qui da voi, altrimenti divento pazzo!"

    I rappresentanti delle opposte fazioni stanno in un religioso silenzio, si mordono la lingua per rispetto alla veneranda età dell'anziano rabbi, che inarca le sue sopracciglia e prende a lisciarsi la barba, pensieroso. Ripete quei suoi gesti con il deliberato intento di creare della suspense. Poi con voce insospettabilmente ferma dice rivolgendosi al giovane collega: "Ma certo che posso aiutarti, mio caro giovanotto. La liturgia qui da noi è questa: Quando a fine funzione si chiude con la preghiera dell'Aleinu,...metà sinagoga si alza, l'altra metà resta seduta e...ci si accapiglia!"



    [Edited by Topsy 8/26/2009 7:17 PM]
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    flabot
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    00 8/27/2009 3:18 PM
    Un pò di umorismo ebraico


    Il parroco di un sobborgo di Vienna incontra tre bimbetti in un giardino.
    Buon giorno bambini
    Buon giorno signor parroco
    Cosa fate qui con questo caldo?
    Cerchiamo di acchiappare farfalle signor parroco
    Fa caldo davvero...Sentite oggi regalo due corone per un favoloso gelato a chi risponderà meglio alle mie domande.....Vediamo.... Incominciamo da te biondino chi ami più di tutti a questo mondo?
    La mamma signor parroco
    E tu con quella bella chioma castana
    Il papà signor parroco
    E tu che hai i capelli neri e ricciuti
    Nostro signore Gesù Cristo
    Bravissimo eccoti le due corone te le sei meritate davvero e dimmi come ti chiami bambino mio
    Israel Choen signor parroco [SM=g27823] [SM=g27823] [SM=g27823] [SM=x570867] [SM=x570867]
    By Flabot
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    flabot
    Post: 254
    Registered in: 5/8/2009
    Junior User
    00 8/27/2009 3:31 PM
    Un pò di umorismo ebraico 2


    Isaac Steif all'ingresso del paradiso mostra un lasciapassare.
    Entra dice l'angelo portiere
    Non posso risponde Steif
    Ma perchè no dice l'angelo indispettito con quel lascia passare...
    Ti prego lo supplica Steif fammi parlare prima con l'altissimo
    Viene condotto alla sua presenza
    Signore benedetto dice Steif non posso entrare
    Ma se ti ho dato l'autorizzazione
    Signore ho un problema che mi angustia e ho bisogno di sfogarmi
    Bè risponde l'Onnipotente io non sono uno psicoanalista puoi parlare liberamente
    C'è una macchia terribile nella mia famiglia
    Cioè
    Mio figlio si è convertito
    E che importa noi siamo gente d'affari pensa lo ha fatto anche mio figlio ma va benissimo così su entra


    By Flabot [SM=g27823]

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    Trianello
    Post: 6,285
    Registered in: 1/23/2006
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    00 9/1/2009 11:25 PM
    Tornato dalle ferie, rispondo al caro Flabot che scrive:


    Scusa se ti ripeto la domanda, ma la tua risposta non mi sembra chiarissima, volendo puoi rispondere con un semplice si o no, abbi pazienza della mia ignoranza. Il fatto di cui stiamo parlando, riportato nel vangelo di Giovanni, visto che si usa la parola discepoli al plurale, può significare che in quel contesto storico si conoscesse il concetto di reincarnazione?
    Tu dici che è altamente improbabile, ma nel vangelo è riportato questo bisogno dei discepoli di chiedere su questo argomento, e quindi richiedo siamo di fronte ad una aggiunta postuma?



    Nel contesto di Gesù era certamente noto il concetto di reincarnazione, ma questo non godeva di alcuna popolarità in Israele, per cui è assolutamente improbabile che ponendo questa domanda a Gesù i discepoli sottintendessero tale dottrina. Come ho detto, è molto più probabile che i discepoli abbiano posto la domanda facendo uso di quella che era una formula ricorrente. Ad avvalorare questa tesi c’è quanto il più grande studioso contemporaneo degli scritti giovannei, R. E. Brown, riporta a pagina 484 del suo monumentale commento al Vangelo secondo Giovanni proprio in relazione al versetto di cui stiamo parlando (Gv 9,2). Egli fa notare (citando come fonte le pagine 528-29 del volume secondo, del Kommentar zum Neuen Testament aus Talumud und Midrash ) come al tempo di Gesù alcuni rabbini ritenessero che un bambino potesse peccare ancora prima di venire al mondo nel seno di sua madre.


    Quindi intendi dire che non si devono i vangeli considerare di provenienza divina ma che devono essere letti e trattati come un qualsiasi documento storico dell'epoca?



    No, dico che i Vangeli sono opere ispirate da Dio, ma scritte da uomini e, pertanto, documenti pienamente umani (oltre che divini) che devono essere sottoposti all’analisi storico-critica al fine di essere interpretati correttamente. Sul tema ti rimando ai documenti del Magistero della Chiesa e, in particolare, allaCostituzione Dogmatica Dei Verbum e al documento della Pontificia Commisione Biblica, L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa.

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    Deus non deserit si non deseratur
    Augustinus Hipponensis (De nat. et gr. 26, 29)

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