00 8/18/2009 7:10 PM



E' una domanda che spesso si sente fare, non solo dagli etero, ma anche dai gay e dalle lesbiche stesse che hanno appena scoperto la propria identità sessuale: "Ma le lesbiche, a letto, che fanno?"

Se uno si fida dei video porno per gli etero, si strofinano a vicenda e fino all'inverosimile le loro enormi tette, si passano unghie coloratissime tra i capelli biondo-platino e assumono delle pose seducenti aspettando l'arrivo di un manzo etero e del suo pene.

Se uno invece crede ai miti metropolitani, passano le loro giornate distese su un divano, con una t-shirt attillata, sgranocchiano muesli e accarezzandosi le zone intime.

E se ci si fida delle suggestioni lessicali utilizzate per insultare le lesbiche, tutto si risolve nel sesso orale o nel tentativo di essere il più moscoline possibile?

Ma in realtà, cosa fanno le lesbiche a letto. Probabilmente alcune cose tra quelle ricordate (tranne aspettare il pene del manzo etero), ma certamente molto di più.

La sociologa Kathleen A. Dolan, professore del North Georgia College & State University di Dahlonega, ha intervistato 162 donne della città di Atlanta per il suo libro del 2005 Lesbian Women and Sexual Health: The Social Construction of Risk and Susceptibility.

Le persone intervistate rappresentano un campione molto ampio per età, istruzione, etnia e livello economico, tutte si sono auto-candidate a partecipare all'indagine e tutte hanno avuto rapporti sessuali con altre donne.

Ma nella maggior parte dei casi le similitudini si limitano solo a questi macro-aspetti, a dimostrazione della fluidità e complessità non solo delle attività sessuali ma dello stesso termine "lesbica".

Alcune intervistate si definiscono bisessuali piuttosto che lesbiche, perchè hanno avuto delle relazioni con un uomo, anche se un tempo molto lontano. Altre si definiscono "lesbiche" anche se attualmente hanno di tanto in tanto dei rapporti con degli uomini.

Nella nostra ricerca, abbiamo cercato di indagare la differenza tra l'identità e il comportamento e il modo in cui questi due concetti si confondono e talvolta cambiano con il tempo, sia per gli individui che per la società.

Il nocciolo centrale della ricerca della Dolan riguardava il rischio reale e percepito del contagio da HIV da parte delle lesbiche - una preoccupazione che nasce dalla sua stessa vita privata.

Ero appena uscita da una relazione di 10 anni - ha affermato la ricercatrice - e non avevo alcuna idea circa i rischi che correvo tornando a cercare una nuova relazione. Volevo sapere come si comportavano le altre donne.

E' così che, nonostante i parecchi stereotipi e miti a proposito della sessualità delle donne lesbiche (o in merito alla sua totale assenza), il suo studio ha messo in luce una grande varietà di comportamenti sessuali.

Il gruppo più ampio (il 98 percento) ha riferito di avere rapporti sessuali che prevedono una qualche forma di penetrazione vaginale, mentre il 97 percento racconta di forme di contatto con i genitali della partner e il 94 percento riferisce pratiche di sesso orale.

Inoltre, la ricerca ha dimostrato che gli stereotipi su quello che le lesbiche "fanno" persistono, e spesso si contraddicono a vicenda.

Jennifer, una donna di 35 anni che ha chiesto di rimanere anonima, afferma che il più grande mito a proposito della sessualità delle donne lesbiche sia "che debba necessariamente includere la penetrazione e che ci sia necessariamente nella coppia la distinzione tra un ruolo maschile e uno femminile".

Al contrario Cam, 61 anni, racconta che il mito più assurdo che abbia mai sentito che che "le lesbiche facciano solo sesso orale".

E nonostante il fatto che la quasi totalità del campione della Dolan afferma di praticare una qualche forma di penetrazione vaginale, Summer, 37 anni, sostiene di essere stata sorpresa dall'aver incontrato molte donne che non voglion farlo o al meno che non vogliono praticare questa attività come soggetto "passivo".

Ci sono molte più lesbiche che non gradiscono la penetrazione di nessun tipo di quanto avrei potuto immaginare all'inizio della mia vita sessuale. Certe volte sembra che sia un argomento veramente sensibile e qualcuno mi ha raccontato che il suo partner non ha mai voluto farlo.

Per Summer, come per moltissime donne, il segreto di una vita sessuale soddisfacente sta nel fatto di non lasciarsi ingabbiare in una scatola fatta di regole rigide.

In un senso molto generale, direi che ci sono delle pratiche alle quali non avrei mai pensato di poter essere interessata, ma quando ho iniziato la mia vita sessuale ho scoperto di essere molto curiosa e la mia sintonia con me stessa e con la mia partner mi avrebbe portata ad essere aperta a nuove esperienze. Non mi sono mai pentita per essermi spinta al di là dei limiti tradizionali.

Ma lo studio non parla solo di pratiche sessuali. Parla anche di Salute. Secondo la Dolan, infatti, rimanere in salute con una vita sessuale attiva può presentare qualche problema per le donne lesbiche, dal momento che queste persone hanno una certa difficoltà a parlare del proprio comportamento sessuale con i professionisti del sistema sanitario pubblico e possono avere qualche difficoltà a chiedere una corretta informazione circa i rischi che corrono.

I comportamenti delle lesbiche verso il sesso sicuro sono spesso divergenti, e spaziano da donne che credono di non correre alcun rischio fino a quelle che prendono delle precauzioni eccessive, inappropriate al livello di rischio effettivo.

Questi due estremi si verificano perché non si hanno sufficienti informazioni, ed è per questo che bisogna fare molto nel campo della prevenzione e della ricerca

E' questa la convinzione di Linda Ellis, direttore dell'Atlanta Lesbian Health Initiative.

Il sesso sicuro per le lesbiche è un argomento relativamente nuovo e inesplorato. Ed è per questo che ci si rifà al buon senso in merito all'uso di toys e all'uso dei preservativi quando appropriati

female hiv La ricerca della Dolan ha dimostrato che la maggior parte delle intervistate pensano che il rischio di venire contagiate dall'HIV sia basso (il 70 percento) o addirittura inesistente (16 percento), sebbene la maggior parte abbia fatto un test per questa malattia, perché richiesto per il lavoro, per una gravidanza o per altre ragioni.

La trasmissione dell'HIV attraverso il sesso lesbo non è stata confermata in modo definitivo, nota la ricercatrice, anche se sono stati segnalati alcuni possibili casi.

Tuttavia, esistono altri fattori di rischio, collegato al sesso con gli uomini, al sesso durante il ciclo o all'uso di droghe.

Le donne lesbiche, inoltre, dovrebbero ricordare che la loro salute sessuale non è collegata solo al problema dell'HIV. E affermando questo, la ricercatrice ricorda casi di trasmissione female-to-female dell'herpes o dell'HPV.

Dal momento che l'infezione da HPV mette le donne a rischio di sviluppare il cancro, Linda Ellis ritiene che la cosa più importante che le donne omosessuali debbano fare è sottoporsi a test periodici.

In America esistono dei fondi e delle organizzazioni che aiutano le donne omosessuali a basso reddito a sostenere i costi di questi controlli, promuovendo nel frattempo l'informazione e la prevenzione.

In Italia non esiste tutto ciò. E se è vero che il nostro sistema sanitario nazionale non pone il problema del costo, probabilmente in materia di informazione e prevenzione c'è ancora molto da fare.

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[Edited by Adminsierone 8/20/2009 4:00 PM]