00 7/18/2009 7:29 PM

Brano tratto da:

“Io sono una libellula ... anzi no, sono una zanzara ... una zanzara della malaria che avvelena il sangue”

romanzo di Francesco Paolo Pinello,
Bastogi Editrice Italiana,
Foggia, Italia, Aprile 2009.

[...]


LI

 

VIXI Jerouchalam era una città che stava collassando.

Era questa la prima impressione che avevo avuto quando c'ero arrivato insieme a Noè.

Quella città era un'enorme palude.

Era completamente infestata di mosche, di ragni, di vampiri, di zombi, di fantasmi ... Era piena di sangue da succhiare ...

Le sue strade. I suoi palazzi. Le sue macchine. La sua gente. I suoi semafori. I pendolari. Le insegne luminose. I negozi. Il caos. La folla. Il rumore. Il casino. La pienezza. I mendicanti. La gente povera. I  cappotti bucati e vecchi. Le scarpe con la suola a lingua di cane e le calze sempre bagnate per l'acqua della palude.

Quello era tutto sangue da succhiare.

Le file per un pezzo di pane e una minestra calda. I barboni. I tram. Gli autobus. La metropolitana. I taxi. Le biciclette. La gente che saliva e che scendeva. Le sale cinematografiche.

Quello era tutto sangue da succhiare.

I teatri. I pub. I night clubs. Le prostitute. I drogati. Gli alcolizzati. La gente che andava a lavorare. La gente che tornava da lavorare. Gli orologi che non si fermavano mai. La notte che non arrivava mai. La luce che faceva giorno sempre. I sogni che non facevano sognare e che non c'erano mai. La gente che non andava mai a dormire. I gioielli. Le pellicce. Le cinte di coccodrillo. Le scarpe d'oro. I cellulari con i diamanti. I jeans con le pietre preziose. Le automobili di lusso che erano talmente lunghe che avevi l'impressione che chi ci stava dentro dovesse per forza di cose arrivare sempre prima degli altri … prima di te ... perché copriva più strada di te e perché aveva il muso sempre oltre il tuo … davanti il tuo vecchio catorcio con il vetro posteriore sfondato. I vestiti griffati. La cocaina a fiumi. Le modelle anoressiche. I petrolieri. La gente ricca che diventava sempre più ricca ... mentre la gente povera diventava sempre più povera. La vita di ogni giorno dentro la quale né io né mio figlio eravamo mai riusciti a entrare.

Quello era tutto sangue da succhiare.

VIXI Jerouchalam era come un'enorme palude e tutti a VIXI Jerouchalam erano vampiri … mosche … cadaveri … corpi dissanguati … zombi … fantasmi …  ragni … e il capo del palazzo del governo  si chiamava CaTRax, il Ragno Gigante.

VIXI Jerouchalam non aveva orizzonti e a VIXI Jerouchalam non c'erano sogni che nascevano sull'orizzonte e non c'erano sogni che morivano sull'orizzonte per rinascere.

Da qualsiasi punto della città ti fermavi a guardare ... non vedevi mai l'orizzonte.

VIXI Jerouchalam non aveva neanche alcun senso e non aveva alcun senso perché a VIXI Jerouchalam nessuno sognava e perché nessuno viveva e respirava alla vista di un sogno da realizzare, all'orizzonte.

Tutto quello che accadeva a VIXI Jerouchalam accadeva perché doveva accadere ... perché era necessario che accadesse ... perché era un risultato scientifico ... perché erano i disegni della tecnologia che lo rendevano possibile e realizzabile ... e reale ...

Se un risultato era tecnologicamente realizzabile, perché non lo si doveva realizzare! ...

Il risultato ... il risultato ...

Ecco quello che a VIXI Jerouchalam veramente contava ... il risultato scientifico ... la possibilità del risultato tecnologico ...

E non i sogni all'orizzonte.

E non il senso delle cose ... il senso del risultato ... il senso della vita ... l'orizzonte di senso della città ... delle strade ... dei palazzi ... dei vicoli bui ... delle case ... delle macchine ...  della piscia ... della palude ... della puzza ... del marciume ... delle carcasse in putrefazione ... delle zanzare ... delle libellule ... delle mosche .... delle rane ... dei ragni ... degli adolescenti ... del palazzo del governo ... dei bambini ... degli anziani ... delle famiglie ... dei figli ...  degli abitanti di VIXI Jerouchalam ... del governatore di VIXI Jerouchalam ... degli uomini e delle donne di VIXI Jerouchalam ... delle madri ... dei padri ... del sangue ... della necessità di salvarsi ... tutti ... nessuno escluso ... sulle cime delle montagne ... dentro le caverne ... sulla linea dell'orizzonte ... con le pillole antiradiazioni ... con le tute spaziali ... nelle basi sotterranee ... nelle basi sotto il mare ... con le navi interplanetarie aliene ... con i sogni da realizzare.

E chi se lo chiedeva a VIXI Jerouchalam qual era il senso di tutti i risultati che con i disegni della tecnologia si potevano  raggiungere?... velocemente? Chi? Nessuno se lo chiedeva, ecco chi se lo chiedeva!

E se qualcuno se lo chiedeva non lo faceva per trovare un orizzonte di senso ... un senso ... un sogno ... un limite invalicabile oltre il quale non si doveva e non si poteva andare ...

Quando se lo chiedeva lo faceva soltanto per raggiungere un altro risultato scientifico e tecnologico.

Era per questo motivo che a VIXI Jerouchalam c'era molto sangue ... nelle case ... nei giardini ... per le strade ... sui marciapiedi ... sulle macchine ... sulle pareti delle case ... nella palude ...

Se ne vedeva il colore e se ne sentiva l'odore del sangue ... ovunque ... dappertutto ...

I disegni della tecnologia erano macchiati e intrisi di sangue perché gli abitanti di VIXI Jerouchalam si sentivano fantasmi ... si sentivano vampirizzati ... si sentivano vampiri a loro volta ...

E per ridiventare viventi avevano bisogno di sangue ... di violenza e di realtà ... di tanta realtà priva di sogni e di senso.

Le madri e i padri avevano bisogno di uccidere ... di violentare ... di schiavizzare ... i loro figli ... senza senso.

I figli avevano bisogno di uccidere i loro genitori ... senza senso.

I mariti avevano bisogno di uccidere le loro mogli ... senza senso.

Le mogli avevano bisogno di uccidere i loro mariti ... senza senso.

Tutti sentivano il bisogno di sentirsi liberi ... senza mogli ... senza mariti ... senza figli ... senza padri... senza madri.

Tutti sentivano il bisogno di uccidere per strada ... con un coltello ... senza senso.

Ma dove lo si doveva cercare un senso a VIXI Jerouchalam? ... In che cosa? .... Come? ...

Il senso di VIXI Jerouchalam era che VIXI Jerouchalam non aveva alcun senso, perché a VIXI Jerouchalam non c'erano più sogni e orizzonti.

Il senso di VIXI Jerouchalam era che VIXI Jerouchalam non poteva avere alcun senso ... perché i disegni della tecnologia escludevano a priori ogni senso e ogni orizzonte di senso e ogni sogno ... perché i disegni della tecnologia includevano tutto ... proprio tutto .... ma .... paradossalmente ... in quel tutto ... mancava soltanto il senso ... mancava l'orizzonte di senso ...  mancavano i sogni.

Erano i disegni della tecnologia che a VIXI Jerouchalam impedivano e negavano il senso ...

Non lo volevano ...

Proprio non lo volevano ...

Lo evitavano come il peggiore dei mali ... come il peggiore e più pericoloso dei loro nemici ... come l'unica arma capace di distruggere e di porre fine a ogni cosa ... compresi la stessa VIXI Jerouchalam, la madre di tutte le paludi del mondo, il governatore di VIXI Jerouchalam, il suo enorme e illimitato potere, la sua enorme e illimitata ricchezza, la sua spregiudicatezza, la sua arroganza, il suo strapotere.

Il senso e i sogni a VIXI Jerouchalam erano considerati come una masturbazione mentale, come una sega mentale inutile ... come una perdita di tempo ... mentre tutto il resto ... la realtà ... correva velocemente.

Se qualcuno a VIXI Jerouchalam si fermava a farsi una sega mentale o si fermava un attimo per sognare ... rischiava di perdere il treno ... di scendere dal tram ... rischiava di diventare inadeguato per la velocità ... per il cambiamento ... rischiava di non essere più a passo con i tempi che correvano ...

Allora perché masturbarsi sul senso e sull'orizzonte di senso? ... Perché sognare? Perché fermarsi? ... Perché farsi le seghe mentali? ... Perché porsi inutili problemi di coscienza? ... Perché pensare la storia dell'Umanità che durava da millenni? ...

Archeologia ... questa era tutta e soltanto archeologia ...

Il cesso dove gli abitanti di VIXI Jerouchalam cagavano e pisciavano era archeologia.

Il pulsante dello sciacquone era archeologia.

Il gioiello che la ricca signora aveva appena comprato era archeologia.

L'abito che il ricco signore aveva dentro la busta mentre usciva dalla boutique più elegante della città era già passato di moda ... era archeologia.

La friggitrice per le patate era archeologia.

La pomata per le emorroidi era archeologia.

La pillola per fare venire su il cazzo ... era archeologia.

Il vibratore per fare godere la figa era archeologia.

Il videogame era archeologia.

Tutto a VIXI Jerouchalam era archeologia.

A VIXI Jerouchalam tutto era archeologia e l'archeologia non aveva più alcun senso ... non aveva più alcun orizzonte di senso, perché anche l'archeologia aveva smesso di sognare.

Che differenza c'era ... da questo punto di vista archeologico ... tra le piramidi egizie e la tazza di uno dei cessi di VIXI Jerouchalam? Tra un quadro di Caravaggio e il tubetto di colore che qualcuno a VIXI Jerouchalam si ficcava dentro il culo e che spruzzava sulla tela stringendosi le chiappe? Tra il David di Donatello e il cazzo che qualcuno a VIXI Jerouchalam si era tagliato ... mentre era ancora duro ... e che aveva imbalsamato ... e che teneva nella sua camera da letto come un cimelio, come una reliquia? 

La natura a VIXI Jerouchalam era limitata … mentre i disegni della tecnologia avanzata erano illimitati ... E i disegni della tecnologia illimitata stavano distruggendo la natura limitata, con arroganza, con strafottenza, con menefreghismo, con disinteresse, con noncuranza, con premeditata consapevolezza.

La maggior parte degli abitanti di VIXI Jerouchalam era poverissima e limitata … mentre i funzionari dei disegni della tecnologia avanzata erano illimitati e straricchi.

La mente degli abitanti di VIXI Jerouchalam era limitata, molto limitata … mentre la multinazionale del lavaggio di massa dei cervelli e delle menti degli abitanti di VIXI Jerouchalam era illimitata.

La realtà della povera gente, dei barboni, degli accattoni, dei senzatetto, delle prostitute, dei diseredati, dei quartieri più bui era limitata … mentre la realtà virtuale costruita per loro dai disegni della tecnologia avanzata del governatore della città era illimitata.

Era per questo motivo che a VIXI Jerouchalam la mente degli uomini, di tutti gli uomini, era scollegata dalla vera realtà, dalla natura naturale delle cose.

E il motivo era che la mente degli abitanti di VIXI Jerouchalam aveva smesso di sognare.

Era per questo motivo che gli uomini si sentivano impotenti, inutili, sporchi, difettosi, inadeguati, fuori tempo e completamente immersi negli odori e nelle puzze della madre di tutte le paludi.

Era perché i disegni della tecnologia avanzata stimolavano e bombardavano la mante della povera gente di VIXI Jerouchalam in continuazione … con i loro cibi virtuali, con le loro droghe virtuali, con le loro ricchezze virtuali, con le loro libertà virtuali, con le loro eleganze virtuali, con le loro bellezze virtuali, con le loro bevande virtuali,  con i loro suoni virtuali, con i loro odori virtuali, con le loro prostitute virtuali, con le loro orge virtuali, con le loro ragnatele, con i loro ragni, con i loro ragni-nababbi che vivevano nella nebbia e che nessuno sapeva dove abitassero e cosa facessero veramente … Con i loro ragni-nababbi che nessuno sapeva cosa volessero esattamente dagli abitanti di VIXI Jerouchalam ...

Tutto a VIXI Jerouchalam era avvolto nella nebbia putrida e puzzolente e marcescente della palude e quel tutto era tutta la realtà e nella realtà gli abitanti di VIXI Jerouchalam vivevano i loro giorni e le loro notti ... i giorni e le notti della palude dei disegni tecnologici di VIXI Jerouchalam.

Gli abitanti di VIXI Jerouchalam vivevano con i disegni della   tecnologia appiccicati addosso ... nella loro carne ... nel loro sangue ... dentro le loro vene ... nel loro cervello ... dentro la loro mente ...

E la realtà dei disegni tecnologi era le loro stesse esistenze, era le loro ragnatele, era la loro vita priva di sogni, era la loro vita che non poteva più sognare per decreto governativo.

Tutti prima o poi a VIXI Jerouchalam cadevano dentro l'enorme ragnatela del grande capo ... perché la ragnatela era la terra di VIXI Jerouchalam, il cielo di VIXI Jerouchalam, l'aria di VIXI Jerouchalam, l'ossigeno di VIXI Jerouchalam, la vita di VIXI Jerouchalam.

Questa era VIXI Jerouchalam quando c'ero arrivato insieme a Noé ... con la mia macchina americana color oro ... con il lunotto sfondato ... coperta di polvere e di cacca d'uccello.

 



LII

 

Mentre camminavamo con la mia macchina americana color oro per le strade di VIXI Jerouchalam, dopo che eravamo usciti dal palazzo del governo, tre militari sbucarono fuori da un vicolo e cominciarono a sparare, con armi incredibili, contro un autobus che marciava a un centinaio di metri davanti la mia macchina.

Quando i militari spararono contro l'autobus, l'autobus si accorciò come un vestito di lana infeltrito e rimpiccolito, bagnato e strizzato a dovere, e diventò quanto una piccola citycar.

Dentro l'autobus c'erano donne, uomini e bambini.

Le loro teste mozzate completamente bruciate, mentre l'autobus si accorciava e si rimpiccioliva, volarono fuori dai finestrini rotti dell'autobus insieme ai loro corpi che invece rimasero intatti per strada, sbalzati fuori dall'autobus che rimase vuoto e accorciato e rimpiccolito sulla strada deserta.

Le teste mozzate e bruciate erano da una parte e i corpi dei passeggeri da un'altra parte.

Le armi incredibili a microonde dei militari avevano accorciato e impiccolito l'autobus e avevano bruciato le teste mozzate degli abitanti di VIXI Jerouchalam, ma il resto dei loro corpi era rimasto completamente intatto.

Le braccia, le mani, il busto, il tronco, le gambe e i piedi erano intatti.

Guardai meglio e vidi che i volti dei passeggeri erano bruciati fino ai denti e che le loro teste mozzate erano senza occhi e che i loro corpi erano tutti più piccoli del normale.

Anche i corpi si erano accorciati, come l'autobus.

Erano perfettamente intatti, ma si erano accorciati e rimpiccoliti.

Misuravano molto meno di un metro. Anche i corpi degli adulti e quelli dei vecchi.

Era uno spettacolo orribile.

C'erano teste mozzate e bruciate e senza occhi dappertutto e dappertutto c'erano corpi intatti accorciati, rimpiccoliti e senza teste.

Mentre guardavo quell'orrore, mi girai verso Noè e vidi che lui continuava a giocare con la playstation del suo compagno di cella calmo e tranquillo come se non avesse visto niente, come se niente fosse accaduto.

Dopo che i militari finirono di sparare contro l'autobus con le loro armi incredibili a microonde, intorno all'autobus accorciato e rimpiccolito e intorno alle teste mozzate e bruciate fino ai denti e senza occhi dei passeggeri dell'autobus e intorno ai loro corpi intatti che si erano anch'essi rimpiccoliti, a poco a poco, nella strada deserta, si formò una piccola folla che diventò sempre più grande.

Noè continuava a giocare con la playstation del suo compagno di cella. Io invece me ne stavo fermo dentro la mia macchina che era ferma e guardavo la folla che cresceva intorno all'autobus e intorno alle teste mozzate e bruciate fino ai denti e senza occhi dei passeggeri e intorno ai loro corpi intatti che si erano rimpiccoliti.

La folla protestava violentemente contro i militari.

Fu allora che passò un bambino accanto al finestrino aperto della mia macchina. Gli chiesi cos'era successo e perché i militari avevano sparato all'autobus pieno di persone e perché gli abitanti di VIXI Jerouchalam protestavano così violentemente contro i militari.

Il bambino mi rispose che i militari avevano delle armi che producevano campi elettromagnetici fortissimi capaci di manipolare il clima e di generare tifoni e inondazioni e uragani e siccità e terremoti e di agire sui sistemi informatici, sui sistemi elettronici e sui sistemi di comunicazione e che erano anche capaci di sconvolgere i pensieri umani. 

Il bambino mi disse anche che, qualche giorno prima, i militari avevano fatto esplodere una bomba termonucleare sottoterra in una base militare nella parte occidentale del Paese a migliaia di chilometri di distanza da VIXI Jerouchalam e che il giorno dopo che c'era stata l'esplosione sottoterra della bomba termonucleare un violento terremoto aveva colpito VIXI Jerouchalam facendo crollare molte abitazioni e uccidendo migliaia e migliaia di persone tra cui anche suo padre e sua madre.

Lui si era salvato soltanto perché in quel momento era fuori a giocare in giardino e non era in casa.

Ma nei suoi occhi, mentre parlava e mentre mi raccontava quello che era accaduto, non c'erano lacrime e nelle sue parole non c'era dolore.

Realtà!

Soltanto fredda e gelida realtà!

Mentre il bambino mi raccontava con freddo e gelido distacco quello che era accaduto arrivò un veicolo militare blindato che sopra il tetto aveva una specie di scatola che emetteva una luce blu rotonda.

Un militare uscì fuori dal mezzo blindato e ordinò alla folla di allontanarsi e di andarsene. Ma la folla non si allontanò e continuò a protestare anche contro di lui.

Allora i militari che erano rimasti dentro il veicolo blindato cominciarono a sparare il raggio di luce blu contro la folla, dalla scatola che era sopra il tetto del loro veicolo blindato.

Il bambino che si era avvicinato al finestrino aperto della mia macchina cominciò a gridare "L'arma del dolore, l'arma del dolore" e scappò subito via.

Le microonde dell'arma del dolore raggiunsero la folla e la gente voleva scapparsene via ma era come paralizzata.

Il raggio penetrò la loro pelle soltanto per pochi millimetri e colpì i recettori del dolore e provocò alla folla un'enorme sofferenza.

Tutto durò meno di tre secondi.

I militari con l'arma del dolore catturarono immediatamente l'attenzione della folla e in pochi minuti caricarono tutti sui loro camion e caricarono anche l'autobus che si era accorciato e rimpiccolito e caricarono anche i corpi intatti e rimpiccoliti anch'essi e le teste mozzate e bruciate fino ai denti e senza occhi dei passeggeri dell'autobus e si allontanarono velocemente.

Improvvisamente, in pochi minuti, fu il silenzio totale nel vuoto totale.

Rimasi ancora dentro la mia macchina, ancora fermo per un po'.

Dopo rimisi in moto la mia vecchia macchina americana color oro e mi allontanai velocemente lungo la strada deserta.

[...]

(tutti i diritti riservati in tutto il Mondo, Bastogi Editrice Italiana; Foggia, Italia)