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Didachè. La Torah del Messia attraverso i Dodici Apostoli ai goyim

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    Topsy
    Post: 1,878
    Registered in: 6/26/2006
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    00 5/19/2009 2:11 PM
    La mailing list dell'AISG (Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo)ha appena segnalto l'uscita di questo libro, che potrebbe interessare gli utenti di questo forum:


    "Didachè. La Torah del Messia attraverso i Dodici Apostoli ai goyim"
    Editore: Marietti, 2009.
    curatori: Gabriella Maestri, Marco Morselli
    pagine:80
    € 10,00

    Perché presentare nuovamente al pubblico la Didachè, che sin dalla sua scoperta (1873) e prima pubblicazione (1883) è stata oggetto di numerose traduzioni, studi e commenti? La risposta è una sola: l’esigenza di osservare il testo sotto una luce nuova.
    La Didachè veniva considerata come la più antica opera della Patristica Cristiana, e, giustamente, era vista come una straordinaria testimonianza della vita di una Comunità alla fine del I sec., nel particolarissimo momento della prima elaborazione di un cammino di fede attraverso cui si sarebbe operato il progressivo sviluppo di tutta la Chiesa. Abbiamo cercato qui quanto più possibile di metterne in luce i profondi legami con l’ambiente ebraico di origine, cercando di intravedere, attraverso il greco della koinè, parole ed espressioni che permettessero di risalire al contesto culturale e spirituale dell’ebraismo. Del resto siamo di fronte ad un’opera che certamente si è avvalsa di testi precedenti composti sia in ebraico che in aramaico. Lo stesso titolo dell’opera viene reso con Torah, termine ebraico corrispondente ad “insegnamento”, in greco Didachè.









    [Edited by Topsy 5/19/2009 3:06 PM]
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    Achille Lorenzi
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    Registered in: 7/17/2004
    Gold User
    00 5/19/2009 7:10 PM
    Il testo completo della Didaché è visualizzabile anche qui:

    www.infotdgeova.it/dottrine/didache.php

    Achille
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    Topsy
    Post: 1,883
    Registered in: 6/26/2006
    Veteran User
    00 5/21/2009 9:34 PM
    Ho dato una veloce occhiata alle prime 20 paginette dell'opera, e nella prefazione si spiagano le ragioni di questa nuova pubblicazione: l’opera, scritta nel greco della koinè – della quale ci è ignoto l’autore come pure il luogo di provenienza, ma che certamente rielabora, almeno in parte, materiale precedente - potrebbe essere stata composta, forse nel suo nucleo iniziale, in Terra d’Israele, e rielaborata ed ampliata probabilmente in Siria, dove tanti Ebrei della diaspora avevano trovato rifugio dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani, nella seconda metà del I secolo, in un periodo probabilmente compreso tra il 70 e il 90.

    Gli autori specificano che è in un simile contesto che dobbiamo collocare l’antica Comunità dal cui seno è scaturita la Didachè, una Comunità formata certamente da ebrei profondamente legati alle loro radici e alle tradizioni patrie, che molto verosimilmente erano sì consapevoli della particolarità della loro fede in Rabbì Yeshùa ben Yosèf, ma che comunque non avevano maturato quel distacco dall’ebraismo che sarebbe avvenuto in seguito. In tale Comunità appare chiaramente fuori luogo differenziare già in questo stadio di sviluppo gli ebrei dai cristiani. Tutti (o quasi) erano ebrei, e verosimilmente la maggior parte di essi affiancava all’osservanza della Torah e dei precetti e alla frequentazione della Sinagoga l’ascolto del messaggio di Yeshua e la partecipazione alla mensa comune, in cui si compiva, attraverso la celebrazione dell’eucarestia, una particolare forma di todah (sacrificio di ringraziamento) verso HaShem (Dio).

    In breve, gli autori hanno reso in lingua ebraica alcuni dei termini che compaiono nell'opera in greco, al fine di metterne in luce la coloritura giudaica della Didachè,i profondi legami con l’ambiente ebraico di origine.
    La nota alla traduzione a pag. 15 riporta a questo riguardo:"Per conseguire tal fine è stato necessario operare anche sul piano linguistico, cercando di intravedere, attraverso il greco della koinè, parole ed espressioni che permettessero di risalire al contesto culturale e spirituale dell’ebraismo".


    Così noi troviamo i termini shofar in luogo di tromba, di tevilà in luogo di battesimo, Elokìm in luogo di Dio(Thèos), edàt o qahàl in luogo di Chiesa (Ekklesìa),ect... Il termine Kyrios, cioè “Signore”, che nei testi cristiani in lingua greca può riferirsi sia a Dio che a Gesù, viene tradotto con HaShem (che indica Adonai, termine che viene usato solo nella preghiera) quando non è preceduto dall’articolo determinativo e quindi si riferisce a Dio, mentre quando è preceduto dall’articolo viene reso con Adòn e in tal caso indica il Messia.

    Non so che utilità possa avere una operazione del genere per il lettore medio.



    [Edited by Topsy 5/21/2009 9:39 PM]