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Speranza per i divorziati che si risposano...

  • Posts
  • Luteranamanier
    00 3/17/2009 4:54 PM
    Re:
    Teodoro Studita, 17/03/2009 16.22:

    Sono d'accordo con divenire81, penso cioè che la moglie picchiata ha il diritto di divorziare e di finalizzare il progetto di Dio per l'uomo sulla terra, cioè la creazione di una famiglia.
    Non così la chiesa papista: Dio ha santificato quella unione (riconosciuto cioè una vocazione matrimoniale per quelle due persone) e quindi non si cambia. Poi succede che il giorno dopo una pianta l'altra e allora chi viene piantato DEVE condurre tutta la vita in castità. Et voilà! Ciò che prima Dio aveva proclamato vocazione matrimoniale, ora lo stesso Dio proclama vocazione monastica! Ce n'è di materia per il dr.Freud, non v'è dubbio.
    Naturalmente se la moglie picchiata di cui sopra avrà l'ardire di risposarsi sarà privata dei sacramenti (e con loro della salvezza, probabilmente) a vita, come dire: cornuta e mazziata, alla faccia della misericordia di Dio, Dio amore, e menate varie che si dicono all'occorrenza per acchiappare clienti.
    Ma il diritto canonico offre una scappatoia (non parlo di ungere una certa ruota perché sarebbe scontato): la moglie picchiata può uccidere il marito e prontamente pentirsi. Se sarà sufficientemente scaltra da non farsi beccare potrà SIA risposarsi, SIA essere ammessa ai sacramenti. E se non andrà neanche questo secondo matrimonio, potrà ripetere la prassi un numero indefinito di volte. Questo sì che rappresenta l'amore di Dio.
    Kyrie, eleison.






    Alla faccia della coerenza.
    Ma non l'aveva nominato qualcuno qualche post prima?



    Veronika


  • Divenire81
    00 3/17/2009 5:14 PM
    Konnery, ignorante ci sarai tu e pure cafone!

    Impara ad usare il tuo cervello!
  • Luteranamanier
    00 3/17/2009 5:28 PM
    Re:
    Divenire81, 17/03/2009 17.14:

    Konnery, ignorante ci sarai tu e pure cafone!

    Impara ad usare il tuo cervello!



    [SM=g1537158]

    Ma Jon Konneri non si scriveva "Sean Connery" [SM=x570876]

    [SM=x570872] [SM=x570872] [SM=x570872]

    Jon sei proprio una sagoma [SM=g27836],
    io direi la copia cattolica del "capitano messina" [SM=x570867]


  • Jon Konneri
    00 3/17/2009 5:40 PM
    Re:
    Teodoro Studita, 17/03/2009 16.22:

    Sono d'accordo con divenire81, penso cioè che la moglie picchiata ha il diritto di divorziare e di finalizzare il progetto di Dio per l'uomo sulla terra, cioè la creazione di una famiglia.
    Non così la chiesa papista: Dio ha santificato quella unione (riconosciuto cioè una vocazione matrimoniale per quelle due persone) e quindi non si cambia. Poi succede che il giorno dopo una pianta l'altra e allora chi viene piantato DEVE condurre tutta la vita in castità. Et voilà! Ciò che prima Dio aveva proclamato vocazione matrimoniale, ora lo stesso Dio proclama vocazione monastica! Ce n'è di materia per il dr.Freud, non v'è dubbio.
    Naturalmente se la moglie picchiata di cui sopra avrà l'ardire di risposarsi sarà privata dei sacramenti (e con loro della salvezza, probabilmente) a vita, come dire: cornuta e mazziata, alla faccia della misericordia di Dio, Dio amore, e menate varie che si dicono all'occorrenza per acchiappare clienti.
    Ma il diritto canonico offre una scappatoia (non parlo di ungere una certa ruota perché sarebbe scontato): la moglie picchiata può uccidere il marito e prontamente pentirsi. Se sarà sufficientemente scaltra da non farsi beccare potrà SIA risposarsi, SIA essere ammessa ai sacramenti. E se non andrà neanche questo secondo matrimonio, potrà ripetere la prassi un numero indefinito di volte. Questo sì che rappresenta l'amore di Dio.
    Kyrie, eleison.




    Che dire, una moglie picchiata , che si risposa è poi ritorna di nuovo col suo ex marito , quanti ce ne di questi esempi [SM=x570866]
    la chiesa infatti consiglia l'allontanamento non la separazione , è se c'è la grazia di Dio può anche avvenire il miracolo.
  • Jon Konneri
    00 3/17/2009 5:42 PM
    Re: Re:
    Luteranamanier, 17/03/2009 17.28:



    [SM=g1537158]

    Ma Jon Konneri non si scriveva "Sean Connery" [SM=x570876]

    [SM=x570872] [SM=x570872] [SM=x570872]

    Jon sei proprio una sagoma [SM=g27836],
    io direi la copia cattolica del "capitano messina" [SM=x570867]





    Non voglio creare problemi col motore di ricerca del web [SM=x570867]
  • Divenire81
    00 3/17/2009 5:52 PM
    Certo che se ne sparano di fesserie qui dentro...la grazia...ma in che mondo vivi? In quello di Gardaland? O di Mirabilandia?

    Mai sentito di donne finite in coma, o morte per i maltrattamenti subiti?
    Ovviamente bisogna aspettare che ti mandi in coma, allora dopo decidi di allontanarti, ma con la speranza che poi quella persona, la quale ha osato violenza, si penta e diventi il coniglietto bianco di qualche fiaba per bambini.

    Caro Konnery se qualcuno ti menasse più volte fino a portarti quasi alla morte, ci andresti poi a vivere sotto lo stesso tetto, perchè ti senti graziato?

    Ariusa il cervello.

    Ps. Donne...nessuna di voi si fa sentire???
  • cavdna
    00 3/17/2009 5:56 PM
    Re: Re: Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mio caro fratello "spirit.." che scrivi :

    spirit62, 15/03/2009 13.09:



    Ciao Cavdna,per favore potresti spiegarci la relazione del versetti da te citati con quanto scritto sopra?.....alle volte sei cosi....ermetico!Grazie [SM=x570864] [SM=g1543902]



    R I S P O S T A

    mio caro fratello


    mi scuso sia per il ritardo nella risposta,
    sia se risulto alquanto ermetico,
    però basta che ogni qualvota tu chiedi le necessarie delucidazioni, ed io cercherò di provvedere

    qualche rigo precedente (vv. 23 - 24) il CRISTO (MAESTRO), viene accusato nel Tempio di Insegnare senza alcuna Autorità....,
    di quale insegnamento credi che si parli se non quello della venuta del REGNO di DIO???

    ed ecco che allora rivolge loro anche quella Parabola, ove il Padrone (DIO), proprietario di una vigna (la sua Creazione), invia i suoi servi (Messaggeri/Profeti), da ultimo mandò il suo unico Erede, (EGLI stesso fatto Uomo), ma questi credendo di risolvere il tutto eliminandolo (lo mettono in CROCE)......,
    un vero DIO che sio RIVELA all'Uomo.

    se vuoi in privato ti invio una intera Esegesi

    grazie [SM=x570892] [SM=x570864]

    vi dsaluto in CRISTO RISORTO


    .




  • Jon Konneri
    00 3/17/2009 6:03 PM
    Re:
    Divenire81, 17/03/2009 17.52:

    Certo che se ne sparano di fesserie qui dentro...la grazia...ma in che mondo vivi? In quello di Gardaland? O di Mirabilandia?

    Mai sentito di donne finite in coma, o morte per i maltrattamenti subiti?
    Ovviamente bisogna aspettare che ti mandi in coma, allora dopo decidi di allontanarti, ma con la speranza che poi quella persona, la quale ha osato violenza, si penta e diventi il coniglietto bianco di qualche fiaba per bambini.

    Caro Konnery se qualcuno ti menasse più volte fino a portarti quasi alla morte, ci andresti poi a vivere sotto lo stesso tetto, perchè ti senti graziato?

    Ariusa il cervello.

    Ps. Donne...nessuna di voi si fa sentire???



    Non dicevo fino al coma , se una persona è violenta ti ci allontani è basta , comunque se non credi "alla grazia "non sei un credente o forse lo sei ma non credi alle grazie .
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    Alcesti80
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    00 3/17/2009 6:18 PM
    Questo è davvero un elemento a favore dei tdg...perchè lì certe cose ti vengono cmq e sempre perdonate...tutto...ovviamente tranne il pensare con la tua testa.
    Altro a favore è che non hanno problemi con la contraccezione ...il preservativo non è peccaminoso come per i cattolici, ma questo è un altro discorso
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    socrates56
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    00 3/17/2009 6:28 PM
    Il problema esiste, spesso però ancora oggigiorno c'è chi all'interno della chiesa cattolica non fa le dovute differenze fra un divorziato (che può partecipare regolarmente ai sacramenti) e un divorziato rispostato, che non può prendere l'eucaristia. Detto questo ritengo che la Chiesa cattolica dovrebbe trovare delle vie praticabili per favorire il mantenimento nella comunità anche dei divorziati risposati, percorrendo innovative strade della pastorale, che tengano debitamente conto degli insegnamenti bibiblici. Socrates 56
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    kelly70
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    00 3/17/2009 6:51 PM
    Re:
    Divenire81, 17/03/2009 17.52:

    Certo che se ne sparano di fesserie qui dentro...la grazia...ma in che mondo vivi? In quello di Gardaland? O di Mirabilandia?

    Mai sentito di donne finite in coma, o morte per i maltrattamenti subiti?
    Ovviamente bisogna aspettare che ti mandi in coma, allora dopo decidi di allontanarti, ma con la speranza che poi quella persona, la quale ha osato violenza, si penta e diventi il coniglietto bianco di qualche fiaba per bambini.

    Caro Konnery se qualcuno ti menasse più volte fino a portarti quasi alla morte, ci andresti poi a vivere sotto lo stesso tetto, perchè ti senti graziato?

    Ariusa il cervello.

    Ps. Donne...nessuna di voi si fa sentire???




    Hai proprio ragione, ma il fatto che certe leggi le abbiano messe degli uomini, e per giunta non sposati, che non hanno la più pallida idea di cosa sia un matrimonio, ti fa capire benissimo che questi impedimenti non hanno proprio niente di divino.

    Come si può solamente immaginare che Dio pretenda castità a vita da un divorziato, se voleva essere casto si faceva prete o monaco (e non è detto che lo siano neanche loro....)

    Tirano fuori dalla Bibbia quello che vogliono, dicendo che è parola di Dio (le prove!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e i poveri cristi che ci credono si amareggiano la vita per un pezzetto di pane che non possono più ricevere.

    Ipocriti, queste cose mi fanno veramente disgustare, a casa mia si chiama oppressione, altro che volontà di Dio!!!!

    Ah, dimenticavo, la grazia di Dio ti dà la forza...scusate eh??? [SM=x570876]
  • Jon Konneri
    00 3/17/2009 7:05 PM
    Re: Re:
    kelly70, 17/03/2009 18.51:




    Hai proprio ragione, ma il fatto che certe leggi le abbiano messe degli uomini, e per giunta non sposati, che non hanno la più pallida idea di cosa sia un matrimonio, ti fa capire benissimo che questi impedimenti non hanno proprio niente di divino.

    Come si può solamente immaginare che Dio pretenda castità a vita da un divorziato, se voleva essere casto si faceva prete o monaco (e non è detto che lo siano neanche loro....)

    Tirano fuori dalla Bibbia quello che vogliono, dicendo che è parola di Dio (le prove!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e i poveri cristi che ci credono si amareggiano la vita per un pezzetto di pane che non possono più ricevere.

    Ipocriti, queste cose mi fanno veramente disgustare, a casa mia si chiama oppressione, altro che volontà di Dio!!!!

    Ah, dimenticavo, la grazia di Dio ti dà la forza...scusate eh??? [SM=x570876]




    Ma potete sempre diventare ortodossi [SM=x570868] [SM=g1678738]
  • cavdna
    00 3/17/2009 10:45 PM
    Re: Re:
    vi saluto in CRISTOI SIGNORE

    mia cara sorella "Sara..." che scrivi :

    Sara-61, 15/03/2009 17.43:

    Sarebbe possibile avere una spiegazione sulle due mense durante la liturgia della Messa (quella della Parola e quella Eucaristica)?

    Grazie sarah




    R I S P O S T A

    mia cara sorella


    mi scuso anche con te per il ritardo nella risposta,

    ci provo:

    "Nella prima lettera ai Corinzi l’apostolo Paolo parla di cena del Signore (1Cor. 11, 20). Con questa espressione ricorda che tale cena è stata istituita da Cristo che ora è risuscitato. La cena celebra la vittoria di Cristo sulla morte. San Luca parla invece di frazione del pane, riportando l’esperienza vissuta dai discepoli di Emmaus (Lc. 24, 30-31). Il banchetto eucaristico è un luogo privilegiato dove il risuscitato viene incontro ai suoi, per manifestarsi loro. È stata usata anche la parola oblazione per indicare l’Eucaristia: mette in risalto la dimensione di “offerta” che ha la messa. Offerta incessante di Cristo e offerta della Chiesa insieme a lui. Il termine sacrificio è stato egualmente utilizzato. Esso ricorda in modo particolare che la sera della cena Cristo si è donato interamente, si è “sacrificato” per noi, quanto ha offerto ai suoi discepoli il pane da mangiare e il vino da bere.
    La parola messa è in uso dopo il IV secolo e la riforma tardo latina per missino o dimissio (= congedo). Si è scelto dunque l’ultima parola della celebrazione (ite, missa est) per indicare l’azione intera. Andiamo alla messa affinché Dio sia con noi e ci dia la forza per affrontare la nostra missione che è quella di “consacrare il mondo in virtù della sua venuta misericordiosa”.
    La parola Eucaristia, che il concilio Vaticano II ha rimesso in onore, è molto antica. La usano sia l’evangelista Luca come l’apostolo Paolo, affermando che nella cena Gesù ha “reso grazie” sul pane e sul vino (eucharistèsas, dal verbo greco eucharistein, da cui viene la parola Eucaristia, che significa “azione di grazia”) (Lc. 22, 19; 1Cor. 11, 24 ). Questa parola si trova in un documento risalente alla fine del I secolo-la Didachè- per indicare ciò che più tardi si chiamerà la messa. Esso mette in risalto il fatto che la cena del Signore rende grazia a Dio per tutti i suoi benefici, e particolarmente per la morte e risurrezione di Gesù."

    La celebrazione del memoriale della morte e risurrezione del Signore Gesù (Messa/Eucaristia), costituisce il centro della liturgia (liturgia = insieme delle azioni di culto della Chiesa) e di tutta la vita della Chiesa ed è destinato ad inserire sempre più profondamente gli uomini nel mistero redentore di Cristo. Ma tanto più grande sarà la sua efficacia quanto più cosciente ed attiva sarà la partecipazione dei fedeli alla celebrazione. Per ottenere tale qualificata partecipazione è necessario soprattutto mediante la spiegazione dei riti e delle preghiere che lo significano e lo compiono.
    Ci sono diversi modi di scoprire il senso dell’Eucaristia: c’è la pista biblica, la pista teologica, la pista storica, la pista rituale."


    dal Vangelo di Matteo 4, 4:
    "non di solo pane vivo l'uomo, ma di ogni PAROLA che esce dalla bocca di DIO."


    la PAROLA di DIO è il primo nutrimento necessario per poter conoscere colui che ti PARLA e poterlo accettare.

    "La Parola di DIO non va solamente “letta”, ma “proclamata”. Il termine “proclamazione” è più ricco del semplice termine “lettura”. Il termine “proclamazione implica una particolare densità di significato, indica cioè una lettura che presenta determinati requisiti. La Parola di DIO, proclamata nell’assemblea liturgica, è attuale comunicazione di un messaggio di DIO alla comunità e ai singoli. È DIO stesso che Parla per bocca del suo ministro per rinnovare l’alleanza con il suo popolo. La proclamazione delle letture non si limita a raggiungere gli orecchi degli ascoltatori, ma vuol penetrare nell’intimo del loro spirito per suscitare una risposta di fede e incidere sulla loro abituale condotta di vita. La proclamazione della Parola di DIO vuole aiutare i fedeli a leggere alla luce di ciò che dice DIO gli avvenimenti del vissuto quotidiano.
    Proviamo a fare questa esperienza. Ascoltiamo con attenzione, magari a occhi chiusi. Ascoltiamo con tutte le nostre orecchie, con tutto il nostro cuore, con tutto il nostro essere. È DIO che Parla! Merita che lo si ascolti veramente."


    la PAROLA deve essere proclamata dall'ambone :
    una superficie convessa, panciuta: infatti molti amboni presentano una rotondità, una convessità in corrispondenza del leggio. Spesso hanno due scale: si sale dal lato dell'altare (luce che viene da est) e poi si scende da un altro lato. L'ambone è spesso indicato col termine pergamo (dal greco pergamon= pergamon, luogo elevato). Spesso si confonde l'ambone con il pulpito, ma il pulpito propriamente detto è una struttura solitamente in legno, da cui si predica la parola di Dio. Dall'ambone non si predica, anzi era proibito salire ai predicatori. Serve solo a leggere e cantare la parola di Dio, ad eccezione della notte di Pasqua, quando vi si legge l'Exultet, che è il riepilogo della storia della salvezza.

    tale ambito perché la PAROLA di DIO deve piovere dall'alto
    e come la pioggia irriga la terra,
    così la PAROLA di DIO alimenterà l'uomo.

    "La liturgia eucaristica è il centro della Messa ed ha inizio con l’offertorio o preparazione dei doni, momento in cui vengono portati all’altare il pane e il vino che diverranno Corpo e Sangue di Cristo"


    non credo che sia necessario il riporto Scritturale dei versetti ove indicano che il CORPO e il SANGE del nostro SIGNORE E'.....

    ".............Con i riti di comunione entriamo nel momento della condivisione, comunione infatti significa proprio condividere. Ma che cosa condividiamo? Come prima cosa condividiamo ed entriamo in comunione con Dio, ricevendo il suo corpo. Entriamo in comunione e in condivisione anche con i nostri fratelli, sempre grazie al corpo di Gesù, mangiamo infatti ad un'unica tavola e ci nutriamo di un unico pane, ecco dunque perché la Messa ci unisce tutti come fratelli, ed è come in una grande famiglia che riunita condivide il pasto comune, uguale per tutti."

    noi ci incamminiamo in "processione" per ragiungere la sede del "presbiterio" per poter ricevere :
    "l’unione del Corpo e del Sangue che restano uniti sia nelle specie del vino che in quelle del pane…o meglio posso dire che nel Corpo di Cristo che noi riceviamo è contenuto insieme sia il Corpo che il Sangue, perché si tratta di un corpo vivo con carne e sangue insieme, infatti non è un corpo senza vita. L’Eucaristia dunque è un corpo vivente e si tratta del Corpo RISORTO di GESU'!"


    posso permettermi di indicarti il seguente indirizzo per una lettura?

    www.qumran2.net/indice.pax?parole=indovina+chi+ti+invita+a...


    INDOVINA CHI ti INVITA a CENA?? 7 incontri sull'Eucarestia



    grazie [SM=x570890] [SM=x570864] [SM=x570890]

    vi saluto in CRISTO RISORTO


    .


    [Edited by cavdna 3/17/2009 10:51 PM]
  • cavdna
    00 3/18/2009 12:26 AM
    Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mia cara sorella "Elyy" che scrivi :

    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    Ciao Michele, è un piacere anche per me confrontarmi educatamente con te.



    R I S P O S T A

    mia cara sorella
    - ringraziandoti, mi scuso anche con te per il ritardo nelle risposte


    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    Sarò più chiara come mi hai chiesto, ......... ma non mi risulta che possano ricevere l’eucarestia durante la messa perché, secondo gli uomini (i preti, il clero, il Papa o chicchessia) non si trovano in stato di Grazia davanti a Dio.



    R I S P O S T A

    il peccato [SM=x570868]

    si mia cara sorella alla luce di quanto letto dei vari post che si sono susseguiti
    dovremmo ripartire da cosa è il peccato
    e quali limitazioni provengono da tale "separazione dalla GRAZIA di DIO"

    “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.
    E poi, nel racconto citato del perdono dell’adultera:
    “Va’, e d’ora in poi non peccare più”.


    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    Ok, ma a chi non è stato dichiarato nullo il precedente matrimonio viene negata l’eucarestia.



    R I S P O S T A


    però dicevo che
    per tutti coloro che vivono uno "stato di peccato", o sono impossibilitati alla partecipazione fisica,
    possono vivere l'EUCARISTA Spirituale
    (cammino di fede)
    partendo proprio da un cammino di fede, per poter riscoprire cosa è la fede Cristiana Cattolica
    una consapevolezza che evidentemente prima non vi era [SM=x570868]

    inoltre
    la giustizia di un "tribunale?" [SM=x570868]

    vedi mia cara sorella, anche nei processi civili, alcuni pur essendo colpevoli di un determinato atto non approvano il giudizio e l'"ammenda" che tale atto ha comportato


    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    Quelli della grande folla non si comunicano mai, ma dal loro punto di vista non è grave perché pensano che a loro non sia, giustamente, concesso. Dal loro punto di vista questo non è grave, ma per un cattolico che dà l’importanza dovuta all’eucarestia, vedersela negata dev’essere terribile, soprattutto se si tratta di un coniuge innocente.



    R I S P O S T A

    di quali Cattolici parli?

    vedi mia cara sorella, credo che sia stato l'unico sin'ora ad aver avuto un pò di sensibilità verso coloro che vivono un particolare dramma della loro vita, infatti dicevo :
    "che piacere rileggerti e poter con te avere anche un confronto in un argomento così delicato della vita dell'uomo "

    ora tu riferisci l'importanza dell'EUCARESTIA per un Cattolico,
    io conosco Cattolici della mia Comunità Parrocchiale, che pur essendo seprati/divorziati, hanno ricevuto un mandato particolare da parte del Parroco = Catechisti dell'iniziazione Cristiana.
    tale "mandato" lo hanno ricevuto perché tali persone pur vivendo un dramma di famiglia (separazione/divorzio) sono rimasti fedele al primo Matrimonio (Sacramento=Giuramento/Sacro)
    hanno fatto un cammino di fede che gli ha permesso di vivere da Cattolici Praticanti


    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    E perché un coniuge che si vuole semplicemente rifare una vita perché ha capito che all’età di 18/20 anni ha sbagliato scelta del coniuge, oppure si è visto tradito dal proprio coniuge, e per questo è avvenuto il divorzio, dovrebbe sentirsi indegno??



    R I S P O S T A

    fermo restando che rispetto il dolore delle tante famiglie
    (coloro che pagano il prezzo maggiore sono sicuramente i figli)
    fermo restando che continuerò a pregare anche per tali realtà
    mi preme anche ricordare
    si fanno le "tappe/Sacramentali", si fa un cammino di fede, si fanno i corsi prematrimoniali,

    ma l'uomo il più delle volte vive solo una tradizione e "subisce" tutto il resto...,
    poi quando apre gli occhi si accorge degli errori,
    e pretende di voler risolvere il tutto attraverso una chiavce di lettura del tutto soggettiva (la sua realtà insostenibile)

    si potrebbe approfondire? [SM=x570868]


    Elyy., 15/03/2009 22.16:


    Questo trattamento diverso (Eucarestia spirituale per i separati/divorziati ecc..) non la conoscevo e anch’io, come Sara, ti chiedo specificazioni, grazie.



    R I S P O S T A

    mi preme precisare che
    la comunione è il segno più alto di vita spirituale, ma non è l’unico.
    Chi non può ricevere la comunione perché non può separarsi dalla coppia che ha creato al di fuori del matrimonio cattolico, non deve sentirsi semplicemente “dannato”, ....., anzi, è infinitamente amato da Gesù e dalla Chiesa, che con il cuore in lacrime non può dare il segno della piena comunione, ma con dolcezza e misericordia invita a partecipare alla messa, a ascoltare e leggere la Scrittura, a pregare personalmente e insieme alla comunità, a fare servizio di volontariato e opere di carità… in attesa, un giorno, se possibile, di trovarsi in condizione di poter ricevere l’eucaristia.
    (un cammino di fede? [SM=x570868] )

    inoltre
    credo che in parte hai già potuto leggere nei precedenti post la risposta che chiedevi
    ed aggiungo un commento del Santo Padre Papa Ratzinger :

    "La necessita' di ricevere l'assoluzione dei peccati gravi prima di fare la comunione (assoluzione che puo' essere data solo se ci si assume l’impegno a non continuare nel peccato e per questo viene negata ai divorziati risposati se non rinunciano all’unione sessuale) era stata richiamata oggi dal Papa anche nel videomessaggio inviato qualche ora prima della messa ai giovani riuniti a Quebec.
    L’Eucaristia, aveva affermato, e’ "dono per la vita del mondo", e’ il gesto per eccellenza dell’amore di Dio per noi. Ma "per accedere alle due tavole, della Parola e del Pane, dobbiamo innanzitutto accogliere il perdono di Dio’ che "ripristina in noi l’immagine divina e che ci mostra a che punto siamo amati".
    In videoconferenza, il Pontefice ha poi elencato "le sfide" che in forza dell’Eucaristia "devono mobilitare tutte le persone" del mondo. Occorre, ha affermato, "lottare senza sosta affinche’ tutte le persone siano rispettate dal concepimento fino alla morte naturale, le nostra societa’ ricche accolgano i piu’ poveri e donino loro tutta la dignita’, e tutte le persone possano nutrirsi e far vivere la propria famiglia. Infine, che la pace e la giustizia regnino in tutti i continenti".
    Nell’omelia conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale di Quebec, il Papa ha inoltre annunciato che il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale si terra’ a Dublino nel 2012. "Colgo l’occasione - ha detto - per salutare calorosamente il popolo irlandese, che si prepara ad accogliere questo appuntamento ecclesiale".


    inoltre ancora,
    dai una lettura al seguente indirizzo:

    cristianesimocattolico.splinder.com/post/17593312/Due+papi+sulla+Comunio...

    grazie [SM=x570890] [SM=x570864] [SM=x570890]

    vi saluto in CRISTO RISORTO

    .


    [Edited by cavdna 3/18/2009 12:36 AM]
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    Daniela47
    Post: 2,031
    Registered in: 10/17/2004
    Veteran User
    00 3/18/2009 7:53 AM


    Io qui vorrei parlare, da persona semplice quale sono, e da donna, moglie, che avrebbe avuto tutti i diritti civili e umani di divorziare, dato che, a causa del fanatismo di cui era forgiato, mio marito mi ha provocato oltraggi oltre misura.
    Io dopo aver pensato e ripensato, valutato e rivalutato, ho deciso di continuare il matrimonio perché mi rendevo conto, che c’era ancora molto da salvare e che il materiale umano che qui era in gioco valeva la pena di essere difeso e salvaguardato da pressioni esterne.
    Dunque la mia non è stata una decisione solo di morale, ma una motivazione dettata dall’amore e dalla speranza.

    Sono però convinta che quando un matrimonio non funziona assolutamente, e che gli sforzi per
    tenerlo assieme sono vani, è giusto e logico farci una bella chiusura a doppia mandata.
    Ma questo cosa vuol dire che una persona non debba rifarsi una nuova vita perché altrimenti Dio ti allontanerebbe ?
    So benissimo che il matrimonio è un sacramento e come tale deve essere rispettato, ma tutto questo nei limiti delle possibilità umane.
    Se una moglie viene tradita, picchiata offesa nella sua dignità di donna e decide di troncare con questo uomo che pure ha sposato, non ha diritto a riavere una vita normale con un’altra persona?
    Non credo proprio che Dio voglia questo e di conseguenza i sacramenti che avvicinano a Dio, se fanno star bene una persona per sentirsi in comunione con nostro Signore, non dovrebbero essere negati.
    Sta alla coscienza della persona sapere se è degna di riceverli o meno. Solo Dio è nella sua mente e nel suo cuore.



  • cavdna
    00 3/18/2009 10:44 PM
    Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mia cara sorella "Daniela.." che scrivi :

    Daniela47, 18/03/2009 7.53:

    Sono però convinta che quando un matrimonio non funziona assolutamente, e che gli sforzi per
    tenerlo assieme sono vani, è giusto e logico farci una bella chiusura a doppia mandata.
    Ma questo cosa vuol dire che una persona non debba rifarsi una nuova vita perché altrimenti Dio ti allontanerebbe ?




    R I S P O S T A

    mia cara sorella

    il DIO che io conosco non si è mai allontanto dalla sua Creatura

    percontro invece
    E' sempre la Creatura che si allontana,
    che si separa,
    che viene meno dai suoi propositi

    E' sempre la Creatura che nei suoi limiti e imperfezioni crea le condizioni di allontanamento

    mentre DIO rimane sempre fedele alle sue Alleanze ai suoi propositi e ai suoi impegni.




    Daniela47, 18/03/2009 7.53:


    So benissimo che il matrimonio è un sacramento e come tale deve essere rispettato, ma tutto questo nei limiti delle possibilità umane.



    R I S P O S T A

    il Matrimonio Cattolico è si un Sacramento,
    un Sacramento celebrato alla presenza di un "Ministro/Servo" di DIO, per un patto di Alleanza
    ma il patto di Alleanza - il Giuramento (Sacramento)
    viene realizzato/formalizzato tra la coppia e la TRINITA'
    E' tra queste 5 (cinque) Persone che avviene l'unione
    unione della Coppia a DIO TRINITA' - Giuramento dell'Uomo per unirsi a DIO TRINITA'

    ora l'uomo per la sua natura imperfetta/limitata può anche venire meno agli impegni (giuramento/Sacramento), ma DIO che è un ESSERE PERFETTO rimane fedele agli impegni presi.

    anche per questo motivo, la CHIESA ritiene indissolubile tale Sacramento, eccetto i "casi viziati"




    Daniela47, 18/03/2009 7.53:


    Se una moglie viene tradita, picchiata offesa nella sua dignità di donna e decide di troncare con questo uomo che pure ha sposato, non ha diritto a riavere una vita normale con un’altra persona?



    R I S P O S T A

    la Chiesa non impone il suo Magistero, propone solo i suoi insegnamenti

    però così come non è corretto per nessun libero cittadino lasciarsi coinvolgere da atti criminali (azioni a delinguere), rendendosi complici degli atti altrui
    così non è corretto coinvolgere gli uomini di fede (gerarchie clericali???? [SM=x570868] ), in responsabilità che non gli appartengono rendendoli complici




    Daniela47, 18/03/2009 7.53:


    Non credo proprio che Dio voglia questo e di conseguenza i sacramenti che avvicinano a Dio, se fanno star bene una persona per sentirsi in comunione con nostro Signore, non dovrebbero essere negati.
    Sta alla coscienza della persona sapere se è degna di riceverli o meno. Solo Dio è nella sua mente e nel suo cuore.



    R I S P O S T A

    ne sei proprio certa che ogni cosa che noi riteniamo che sia "buona" per la nostra persona
    sia altrettanto giusta agli occhi di DIO [SM=x570872]

    grazie [SM=x570890] [SM=x570864] [SM=x570890]

    vi saluto in CRISTO RISORTO



    .


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    00 3/18/2009 11:09 PM
    Re:
    Daniela47, 18/03/2009 7.53:



    Io qui vorrei parlare, da persona semplice quale sono, e da donna, moglie, che avrebbe avuto tutti i diritti civili e umani di divorziare, dato che, a causa del fanatismo di cui era forgiato, mio marito mi ha provocato oltraggi oltre misura.
    Io dopo aver pensato e ripensato, valutato e rivalutato, ho deciso di continuare il matrimonio perché mi rendevo conto, che c’era ancora molto da salvare e che il materiale umano che qui era in gioco valeva la pena di essere difeso e salvaguardato da pressioni esterne.
    Dunque la mia non è stata una decisione solo di morale, ma una motivazione dettata dall’amore e dalla speranza.

    Sono però convinta che quando un matrimonio non funziona assolutamente, e che gli sforzi per
    tenerlo assieme sono vani, è giusto e logico farci una bella chiusura a doppia mandata.
    Ma questo cosa vuol dire che una persona non debba rifarsi una nuova vita perché altrimenti Dio ti allontanerebbe ?
    So benissimo che il matrimonio è un sacramento e come tale deve essere rispettato, ma tutto questo nei limiti delle possibilità umane.
    Se una moglie viene tradita, picchiata offesa nella sua dignità di donna e decide di troncare con questo uomo che pure ha sposato, non ha diritto a riavere una vita normale con un’altra persona?
    Non credo proprio che Dio voglia questo e di conseguenza i sacramenti che avvicinano a Dio, se fanno star bene una persona per sentirsi in comunione con nostro Signore, non dovrebbero essere negati.
    Sta alla coscienza della persona sapere se è degna di riceverli o meno. Solo Dio è nella sua mente e nel suo cuore.







    Tendenzialmente concordo con te Daniela, ma ringrazio molto anche Michele Cavdna per le sue specificazioni, e anche Teodoro nonostante il diverso pensero, se così si può chiamare, con Trianello e altri di "filone" cattolico. Ho letto tutti con interesse e mi sono fatta un'idea che mi rende un pò più serena rispetto a prima. Non perchè sia coinvolta personalmente in questo argomento (per ora) ma perchè mi piace pensare che Dio non condanna in eterno persone innocenti o che vogliono godere la vita nella maniera più casta possibile, anche se questo significa viverla con una persona diversa da quella sposata in prime nozze.

    [SM=x570901] Ely







    "Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui". (Louis Pasteur)




    Aggiungimi a Skype
  • cavdna
    00 3/18/2009 11:17 PM
    Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mio caro fratello "Divenire.." che scrivi :

    Divenire81, 17/03/2009 14.16:

    Leggendo le risposte al post iniziale mi è mancato il respiro.

    Mio Dio, ma come fate a vivere cercando di dare una risposta religiosa ad ogni evento che la vita pone? Proprio come i TDG...

    Ho letto di tutto e di più, riguardo a come evitare la dannazione eterna se si divorzia.

    Per molti di voi una povera moglie massacrata di botte, che divorzia per continuare a vivere, verrà stroncata in eterno. Oppure l'uomo vittima di una moglie psicologicamente violenta, che lo annulla completamente, anche in questo caso, sarà dannato in eterno.

    Mi chiedo come fate a dire cose di questo tipo?? La religione è come un veleno che ti attacca fino al midollo! Perdi la facoltà di ragionare, sei nel delirio più completo. Passi dal parlare di amore per tutti, a elargire dannazioni eterne, come fossero caramelle.

    Magari i dannati saranno quelli che parlano e dicono fesserie in nome di Dio, così capiranno cosa hanno fatto provare ad altri e cosa hanno causato con le loro menzogne religiose.

    Quello che mi lascia ancora più triste è il modo con cui i religiosi cercando di attirare le simpatie degli indecisi. Parlano di amore a destra, amore a sinistra, amore sopra sotto ecc. Poi finito il siparietto e tolte le maschere, si comincia a parlare di dannazioni, condanne, sacrilegi ecc. E via a vivere nel terrore...

    A volte desidero di cuore assistere ad un eventuale giudizio divino solo per vedere le facce dei fanatici, quelli che in vita avevano la risposta pronta a tutto. Quelli che usavano la religione per sottomettere e limitare il prossimo, perchè erano loro stessi a sentirsi limitati. Quelli che prendevano il posto di Dio. Quelli che decidevano se eri meritevole della vita eterna. Quelli che ti guardavano con disprezzo perchè per loro eri peccatore, o eri un infedele. Quelli che appena potevano cercavano d'invertire la polarità del tuo cervello e adeguarla alla loro. Quelli che non volevano che tu pensassi. Quelli che si sono macchiati le mani con il sangue di milioni, se non di miliardi di persone.

    Io dovrei farmi dire da queste persone come ricevere la vita eterna?? No grazie, apro la bibbia e la cerco da me. Sarà la mia verità, e il mio rapporto personale con Dio.

    Tanti saluti





    R I S P O S T A

    mio caro fratello


    sei proprio certo che chi ai tuoi occhi appare certo nelle sue conclusioni
    viva nella totale indifferenza del dolore altrui? [SM=x570868]

    sei proprio certo che chi ai tuoi occhi appare come colui che spara sentenze, spara condanne, spara umiliazione
    non abbia anch'esso una spina nel fianco??? [SM=x570868]

    inoltre

    di quale verità parli [SM=x570868], quella tua???
    (quindi non vi E' più un DIO/VERITA')

    ma la VERITA' non E' CRISTO [SM=x570868]

    e CRISTO non E' ventuo su questa terra per fondare la sua CHIESA [SM=x570868]

    mi pare di leggere dalle tue righe
    che tu rinnegando l'Uomo stia anche rinnegando la CHIESA (fatta di uomini) costituita da DIO/CRISTO

    grazie [SM=x570892] [SM=x570864]

    vi saluto in CRISTO RISORTO


    .
  • Jon Konneri
    00 3/18/2009 11:37 PM
    Re: Re:
    cavdna, 18/03/2009 23.17:

    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mio caro fratello "Divenire.." che scrivi :





    R I S P O S T A

    mio caro fratello


    sei proprio certo che chi ai tuoi occhi appare certo nelle sue conclusioni
    viva nella totale indifferenza del dolore altrui? [SM=x570868]

    sei proprio certo che chi ai tuoi occhi appare come colui che spara sentenze, spara condanne, spara umiliazione
    non abbia anch'esso una spina nel fianco??? [SM=x570868]

    inoltre

    di quale verità parli [SM=x570868], quella tua???
    (quindi non vi E' più un DIO/VERITA')

    ma la VERITA' non E' CRISTO [SM=x570868]

    e CRISTO non E' ventuo su questa terra per fondare la sua CHIESA [SM=x570868]

    mi pare di leggere dalle tue righe
    che tu rinnegando l'Uomo stia anche rinnegando la CHIESA (fatta di uomini) costituita da DIO/CRISTO

    grazie [SM=x570892] [SM=x570864]

    vi saluto in CRISTO RISORTO


    .




    Caro cavdna la spina nel fianco l'abbiamo tutti , siamo tutti peccatori io il primo , ho soltanto postato ciò che disse Gesù non parole di mie invenzioni , ti dirò non le ho neppure spiegate di mia fantasia se trovi scritto qualcosa di sbagliato correggimi

    (Mt 19,3-8).
    3Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: "È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?". 4Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi". 7Gli obiettarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?". 8Rispose loro Gesù: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.

    Mc 10,10-12)
    10Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: 11"Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; 12se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio".

    ------------------------------------------------------------------
    Da questi passi caro cavdna cosa ne (estrai )

    non hanno bisogno di essere commentati
  • cavdna
    00 3/18/2009 11:52 PM
    Re: Re: Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mio caro fratello in CRISTO "Jon Konneri" che scrivi :


    Jon Konneri, 18/03/2009 23.37:


    Da questi passi caro cavdna cosa ne (estrai )

    non hanno bisogno di essere commentati




    R I S P O S T A

    mio caro fratello


    premetto che non volevo chiamare in causa alcuno se non me solo
    (non che io vivo tale condizione personalmente, ma......)

    mi chiedi un parere sui riferimenti Scritturali...

    sei proprio certo che non hanno alcun bisogno di esegesi?

    mi sapresti riportare in quante righe (versetti), si può leggere il caso contrario?? [SM=x570868]
    (può la moglie ripudiare il marito per i casi di convivenza - adulterio etc. etc.... [SM=x570872] )

    inoltre
    Scritturalmente
    padre Abramo si unisce con la la serva...., e diviene padre di un figlio (Ismaele),
    cosa accade a padre Abramo???? [SM=x570868]

    grazie [SM=x570892] [SM=x570864]

    vi saluto in CRISTO RISORTO


    .


    [Edited by cavdna 3/19/2009 12:40 AM]
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    Trianello
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    00 3/18/2009 11:56 PM


    Mario ha scritto:


    Puoi negare che non possano assolutamente essere sinonimi dal punto di vista "scientifico" come dici tu?



    Nel greco classico i termini “porneia” e “moicheia” non sono sinonimi, il primo infatti ha un senso molto più generico del secondo, il quale indica propriamente l'adulterio, lì dove il primo, invece, indica una qualsiasi relazione sessuale illecita.
    La più bella analisi dell'eccezione matteana la ho trovata nel Commento al Vangelo secondo Matteo curato da Ortensio da Spinetoli, si tratta di un commento molto obbiettivo in quanto, pur essendo il suo autore un cattolico, questi è noto per la sua posizione molto critica rispetto alla prassi adottata dalla Chiesa nei confronti dei divorziati risposati. Domani, se avrò tempo, scandirò le pagine in oggetto e le inserirò in questa discussione.
    Nel frattempo, mi permetto di esprimere qualche considerazione sulla questione.
    Come è noto, il passo sul divorzio ha diversi paralleli nel NT (1 Cor 7,11; Mc 10,11; Lc 16,18), ma solo Matteo aggiunge la cosiddetta “clausola restrittiva”. Oggi praticamente tutti gli studiosi sono concordi nel ritenerla un'aggiunta redazionale da parte dell'evangelista o della tradizione a cui questi faceva riferimento. Ora, come ho detto, il termine “porneia” indica una relazione sessuale illecita lì dove il termine “moicheia” sta ad indicare l'adulterio in senso stretto. Storicamente, si ricordano tre proposte interpretative a riguardo di questa clausola:
    1) La cosiddetta soluzione greco-ortodossa sostiene che questa clausola implichi una vera e propria eccezione al divieto di divorziare e di convolare a seconde nozze. In questo caso, Matteo non farebbe che rifarsi all'insegnamento rabbinico della scuola di Shammai, consentendo il divorzio in caso di adulterio. La difficoltà di questa interpretazione (oggi molto in voga anche tra alcuni evangelici) risiede nel fatto che qui il termine usato è, appunto, “porneia” e non “moicheia”. Recentemente, è stata avanzata l'ipotesi che questa eccezione sia stata inserita da Matteo al fine di salvaguardare i cristiani che godevano della cittadinanza romana dalla “Lex Julia de aldulteriis coercendi” emanata dall'imperatore Augusto e che imponeva ai mariti di mogli infedeli di denunciare le medesime, sotto pena di essere accusati di “lenocinium”, cosa che avrebbe comportato la pena capitale.
    2) Alcuni esegeti cattolici (che leggono il termine “porneia” come “adulterio”) hanno interpretato questo passo non come un riferimento al divorzio, ma ad una separazione degli sposi che però non implica la possibilità di seconde nozze.
    3) L'interpretazione, a mio avviso, più solida è quella che vede il termine “porneia” come una traduzione del termine ebraico “zenut”, indicante una relazione di tipo “incestuoso” in quanto intercorrente tra due persone legate da un grado di parentela per il quale la Legge (Lv 18,6-18) vietava il matrimonio. Una simile unione non sarebbe pertanto un matrimonio (da qui la traduzione di “porneia” con “concubinato” usata dalla vecchia CEI), ma una relazione illecita. Questa interpretazione è sostenuta dall'uso che del termine “porneia” si fa in At 15,23-29, nonché da quanto si legge in alcuni documenti di Qumran (ad esempio CD 4,20-21). Tale soluzione è la più consona al testo ed al “rigorismo” del Discorso della Montagna (in cui appare per la prima volta) e la più in assonanza con il sostrato giudaico del vangelo di Matteo e l'attenzione alle norme legali giudaiche a cui questo si mostra sempre molto sensibile lungo il testo.

    -------------------------------------------

    Deus non deserit si non deseratur
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    00 3/19/2009 12:04 AM
    Teodoro ha scritto:


    Non così la chiesa papista: Dio ha santificato quella unione (riconosciuto cioè una vocazione matrimoniale per quelle due persone) e quindi non si cambia. Poi succede che il giorno dopo una pianta l'altra e allora chi viene piantato DEVE condurre tutta la vita in castità. Et voilà! Ciò che prima Dio aveva proclamato vocazione matrimoniale, ora lo stesso Dio proclama vocazione monastica!



    Il grassetto è mio.

    E Luteranamanier ha commentato:


    Alla faccia della coerenza.
    Ma non l'aveva nominato qualcuno qualche post prima?



    A questo punto mi permetto di far notare che incoerente non è quel Dio che riconosce la vocazione matrimoniale di due determinate persone, santificandola fino alla morte, ma un Dio che prima riconosce la vocazione matrimoniale tra due persone e poi permetta alle medesime di lasciarsi per riconoscere una vocazione matrimoniale delle stesse con altre persone. Già, perché, appunto, la vocazione matrimoniale non è come quella al sacerdozio, la quale coinvolge il singolo, ma una vocazione che nasce nella coppia e coinvolge la coppia in quanto coppia e che, una volta santificata da Dio (proprio come il sacramento dell'ordine che santifica la vocazione al sacerdozio ministeriale) rimane legata a quella specifica coppia in cui è sorta.

    -------------------------------------------

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    00 3/19/2009 12:18 AM
    Divenire81 ha scritto:


    Certo che se ne sparano di fesserie qui dentro...la grazia...ma in che mondo vivi? In quello di Gardaland? O di Mirabilandia?

    Mai sentito di donne finite in coma, o morte per i maltrattamenti subiti?
    Ovviamente bisogna aspettare che ti mandi in coma, allora dopo decidi di allontanarti, ma con la speranza che poi quella persona, la quale ha osato violenza, si penta e diventi il coniglietto bianco di qualche fiaba per bambini.



    E' quasi un pallino di tutti i “divorzisti” (così come degli “abortisti”) quello di ricorrere ai casi estremi per giustificare una prassi che è infinitamente più diffusa di quella dei suddetti. E' evidentissimo che un matrimonio caratterizzato dalla violenza non sia un matrimonio e che debba pertanto essere interrotto, ma tra i matrimoni che i nostri tribunali non fanno che sciogliere solo una piccola parte è caratterizzata da situazioni di invivibile violenza (fisica o psicologica).
    Quello che sfugge ai più è che per il cattolico il matrimonio dovrebbe essere un sacramento al quale si accede dopo un lungo e consapevole percorso spirituale. Il matrimonio cattolico è tale solo se la coppia coinvolta ha le idee chiare su che cosa questo sia e comporti e se, al momento di celebrarlo, sia convinta di quello che fa. Io ritengo che una buona porzione delle persone che si sposano in chiesa non abbia percorso questo cammino e non giunga al matrimonio con le idee particolarmente chiare sul medesimo. In un matrimonio caratterizzato dalla violenza è molto probabilmente un matrimonio nato male (e, pertanto, un matrimonio nullo).

    -------------------------------------------

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    00 3/19/2009 7:17 AM

    So benissimo che il matrimonio è un sacramento e come tale deve essere rispettato, ma tutto questo nei limiti delle possibilità umane.



    Il problema è che noi cattolici siamo convinti che il matrimonio sia un sacramento e che, pertanto, sia soggetto alla grazia di Dio, la quale va ben oltre i limiti delle umane possibilità. Questo, ovviamente, fermo restando che un matrimonio è vero matrimonio (e sacramento) quando vocazione della coppia al reciproco dono nella famiglia sia stata accolta con piena avvertenza, consapevolezza e libertà. Solo in tal caso, infatti, il matrimonio può considerarsi valido a tutti gli effetti e comportante un vincolo la cui infrazione è peccaminosa.

    -------------------------------------------

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  • Divenire81
    00 3/19/2009 9:29 AM
    Caro Trianello,

    io non sono un divorzista, e non sono qui per sostenere tale causa.
    Se hai letto bene i vari post, avrai notato che il commento è dipeso da alcune prese di posizione estremiste di alcuni foristi.

  • Teodoro Studita
    00 3/19/2009 11:07 AM
    Io penso che nessuno qui sia divorzista, solo ritengo che sia completamente idiota trincerarsi nelle questioni di principio di fronte a drammi umani che si consumano ogni santo giorno. Per una persona che subisce una separazione, specie in giovane età, la privazione dei sacramenti non mi sembra il gesto più agapico che la comunità possa compiere, è un concetto talmento elementare che solo con i sofismi della scolastica si può dire il contrario.
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    berescitte
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    00 3/19/2009 11:50 AM
    Re:
    Teodoro Studita, 19/03/2009 11.07:

    Io penso che nessuno qui sia divorzista, solo ritengo che sia completamente idiota trincerarsi nelle questioni di principio di fronte a drammi umani che si consumano ogni santo giorno. Per una persona che subisce una separazione, specie in giovane età, la privazione dei sacramenti non mi sembra il gesto più agapico che la comunità possa compiere, è un concetto talmento elementare che solo con i sofismi della scolastica si può dire il contrario.



    Tu, secondo me, con le parole che ho rimarcato stai trattando il Sacramento che è un dono d'amore e di comunione con Cristo, come se fosse un... che so... un invito a cena stabilito dalla Chiesa.
    Perché non provi a porti nell'ottica del "diritto divino"? Ti riuscirebbe lo stesso di qualificare le richieste di Dio come un atteggiamento idiota di chi si trincera dietro questioni di principio?
    ----------------------
    est modus in rebus
  • cavdna
    00 3/21/2009 12:00 AM
    Re:
    vi saluto in CRISTO SIGNORE

    mio caro fratello "Teodoro Studita" che scrivi :

    Teodoro Studita, 19/03/2009 11.07:

    Io penso che nessuno qui sia divorzista, solo ritengo che sia completamente idiota trincerarsi nelle questioni di principio di fronte a drammi umani che si consumano ogni santo giorno. Per una persona che subisce una separazione, specie in giovane età, la privazione dei sacramenti non mi sembra il gesto più agapico che la comunità possa compiere, è un concetto talmento elementare che solo con i sofismi della scolastica si può dire il contrario.




    R I S P O S T A

    mio caro fratello


    contrariamente alla tua veduta, io non vedo alcuna trincea

    ma attraverso i "titoli" che si decantano (offerti nei vari 3d)
    posso dire che da parte tua ho visto solo alzate di muro, e giudizi personalizzati [SM=x570868],
    devo anche confessarti che, andando a ritroso non mi ricordavo nulla del genere da parte tua, anzi.....
    (riconosco anche che i giudizi sono accuratamente/elegantemente lanciati nel vago [SM=x570868] )

    infatti, permettimi di riportarti
    anziché dire: "sia completamente idiota trincerarsi nelle questioni di principio"
    (ti ricordo che dietro ogni pensiero vi è sempre una Persona, che come tale deve sempre essere rispettata)
    (il sottoscritto per aver osato per molto meno, ha ricevuto due "penalità" - e qui mi pare che tu ora goda di una qualche privileggio!)

    non credi che
    avresti fatto meglio esternare il tuo personale pensiero restando nel tema e limitarti a quello, così come io ti ho sempre letto? [SM=x570868]

    grazie [SM=x570892] [SM=x570864]

    vi saluto in CRISTO RISORTO


    .
    [Edited by cavdna 3/21/2009 12:07 AM]
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    Trianello
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    00 3/21/2009 12:23 AM
    Re:
    Teodoro Studita, 19/03/2009 11.07:

    Io penso che nessuno qui sia divorzista, solo ritengo che sia completamente idiota trincerarsi nelle questioni di principio di fronte a drammi umani che si consumano ogni santo giorno. Per una persona che subisce una separazione, specie in giovane età, la privazione dei sacramenti non mi sembra il gesto più agapico che la comunità possa compiere, è un concetto talmento elementare che solo con i sofismi della scolastica si può dire il contrario.




    1) Chi si sposa in chiesa dovrebbe sapere che cosa il matrimonio inteso quale Sacramento comporta.

    2) Qualora si dimostrasse che chi si è sposato in chiesa non aveva, all'atto del suo matrimonio, le idee chiare sulla portata di quella cerimonia, questi potrà ottenere il riconoscimento di nullità per la medesima e sposarsi nuovamente (e magari "veramente", questa volta).

    3) Chi si sposa in chiesa con piena avvertenza della portata del matrimonio quale sacramento sa che questo è per il cattolico un passo nella sequela di Cristo, il quale ha detto ai suoi di prendere la loro croce e di seguirlo.

    4) Dalla croce, come amava dire Giovanni Paolo II, non si scende. E questo lo sapevano bene quei tanti cristiani che nei primi secoli, per una questione di principio, preferirono affrontare il martirio pur di non bruciare incensi davanti all'immagine dell'imperatore..

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    Deus non deserit si non deseratur
    Augustinus Hipponensis (De nat. et gr. 26, 29)

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