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...chi sono e perchè rifiutano le trasfusioni di sangue? Sono uno scisma dei TdG?

Posto un articolo de LA STAMPA del 1992:

Pubblicazione: 05-12-1992, STAMPA, TORINO, pag.2

LA COSCIENZA DI LALLA
NEI giorni scorsi Lalla Romano ha compiuto ottantasei anni, e contemporaneamente ha mandato in libreria un piccolo racconto, accattivante per molti motivi. S' intitola Un caso di coscienza, ma in realta' si tratta di un caso di memoria. La storia che Romano racconta e' ambientata all' inizio degli Anni Cinquanta, quando la scrittrice insegnava a Milano nella scuola media femminile Costanza Arconati. Ed e', sembrerebbe, una storia vera, dove i dati della realta', nomi, fisionomie, ambienti, sono puntigliosamente quelli reali. Un' insegnante, collega della scrittrice, deve essere sottoposta a un provvedimento disciplinare scolastico, che dovrebbe avere come fine addirittura l' espulsione dall' insegnamento, e contemporaneamente a un processo legale. L' insegnante e' accusata dalla legge di aver rifiutato per motivi religiosi di far praticare una trasfusione al figlioletto ricoverato in ospedale, e dall' istituto scolastico di diffondere tra le allieve una visione della religione cristiana. Mimma, infatti, appartiene alla setta dei , gruppo misterioso in qualche modo analogo ai piu' potenti e famosi Testimoni di GEOVA, almeno in materia di trasfusioni. Alla fine, anche grazie all' interessamento distratto e appassionato insieme della scrittrice, Mimma si salvera' e la vicenda si avviera' al lieto fine di una vita che si preannuncia comunque dura e faticosa, come sempre la vita delle donne per qualche ragione, persino religiosa, irregolare. Ma non e' questo che conta. Le cinquanta paginette del racconto, appassionate e distratte come l' intervento dell' insegnante Romano a favore della collega, catturano il lettore e, credo, tanto piu' la lettrice, per un curioso intreccio di motivi, il primo dei quali lo enuncia la scrittrice stessa all' inizio: . Possiamo dedurre da quello che segue se e' perche' sono le uniche che riescono a infiltrarsi nella memoria in modo cosi' peculiare, cosi' nitido, da non aver bisogno di un senso aggiunto: da diventare, senza necessita' di commento, cristalli di vita. Ma il racconto di Lalla Romano non e' soltanto la testimonianza di un ricordo: e' anche una piccola meditazione dal vivo sul lavoro della memoria, su quei processi costruttivi e distruttivi, su quelle condensazioni e cancellazioni per cui un ricordo cessa di essere un evento e diviene un racconto. Del resto Lalla Romano parlando del suo scrive a un certo punto: . Il ricordo, insomma, se uno lo rispetta, ha un po' la logica formale di un sogno. E in effetti e' proprio un' aria da sogno, dunque precisissima e memorabile, che connota la scuola Costanza Arconati, le sue insegnanti, la sua preside e ci permette una visione molto ravvicinata di un' Italia che non solo non c' e' piu' ma sembra non esserci mai stata, un' Italia al femminile svisceratamente idealista e insieme squilibrata, popolata, da maldestre signore e signorine cui i tempi stanno subdolamente togliendo il terreno sotto i piedi senza, per il momento, offrirgli niente in cambio. Elisabetta Rasy Lalla Romano.
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Signore, Ti ringrazio di essere Ateo!