00 9/19/2008 12:31 PM
Troppo debole lo Zurigo ieri sera per rappresentare un vero banco di prova, i rossoneri archiviano in fretta il primo successo stagionale e si proiettano sul match di domenica perché, come ha detto Ancelotti, "urge conquistare un altro successo"

MILANO, 19 settembre 2008 - Vincere. Conta solo quello. Almeno oggi. Contava vincere con lo Zurigo. Conterà ancora di più farlo contro la Lazio. Carlo Ancelotti dopo il successo con la squadra svizzera non ha fatto giri di parole, andando diritto al bersaglio: "Il gioco è importante, ma domenica sera contro la squadra di Delio Rossi urge conquistare i tre punti". Un ulteriore stop, anche un pareggio, dilaterebbe la crisi.

SQUILLI IN DIFESA - Lo Zurigo non rappresentava la prova del fuoco. Troppo inattendibile l'avversario per decretare la fine dell'emergenza. Anzi, la sfida Uefa ha sottolineato qua e là piccoli problemi, tutti legati alla forma approssimativa di alcuni rossoneri. A cominciare da Dida, ancora prigioniero delle sue incertezze. Senza Zambrotta e Maldini lasciati a riposo, orfana del lungodegente Nesta, la difesa qualche sbavatura l'ha mostrata, ma al tempo stesso ha rilanciato le azioni di Jankulovski che sembra avere ritrovato lo smalto di un tempo. Gol a parte, hanno impressionato le incursioni del ceco sulla fascia sinistra, dove lo Zurigo ha mostrato il suo lato più debole. Ottima anche la prova di Antonimi; per nulla emozionato ha spinto sul corridoio destro, garantendo però la massima copertura in difesa.

FUORI FORMA - La difesa ha mostrato qualche limite quando non ha potuto contare sul filtro del centrocampo dove l'assenza di Pirlo e Gattuso ha pesato non poco. Ma è solo questione di condizione fisica. Quella che manca ancora a Seedorf e, soprattutto, a Kakà. L'olandese e il brasiliano sono cardini fondamentali del gioco rossonero; il loro recupero cambierà il volto al gioco della squadra.

BORRIELLO SPINGE - Le buone notizie, in attesa del vero Ronaldinho (pochi minuti e qualche buona giocata), arrivano dall'attacco. Marco Borriello, nonostante, un solo tempo giocato a Genova e una preparazione ancora in corso, ha esaltato tutta la sua potenza fisica, segnando un gol straordinario; proprio alla Ronaldinho: da fermo. L'ex genoano, insomma, è ripartito da dove aveva finito, lanciando un messaggio chiaro e forte: la vera punta del Milan, l'uomo da area da rigore, il cecchino, oltre a Inzaghi, è lui.

PATO E SHEVA - Bello anche il gol di Pato e buona la sua esibizione, anche se ancora gli manca il guizzo, lo scatto bruciante. Riacquistati, Ancelotti ritroverà un'arma micidiale. Infine Shevchenko: traversa, rovesciata, assist, sempre nel vivo del gioco. La voglia c'è. Dice di avere pazienza. Sì, proprio la pazienza predicata da Ancelotti. Ma da lunedì prossimo: domenica con la Lazio sarà obbligatorio vincere.