I Cavalier, l'Arme e l'Amore Gruppo di discussione improntato al rispetto reciproco, al piacere del dialogo, con libertà di spaziare dove ci porta il pensiero, in maniera leggera e in un'atmosfera gioviale

Fino a che fisco non ci separi!

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    Nina§
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    Condottiero/Dama
    00 9/9/2008 2:12 AM
    Tratto da La Repubblica
    ROMA - “Avvocato, ci amiamo alla follia. Ma dobbiamo separarci”. La scena è degna del miglior Woody Allen. Con una differenza. Qui mariti e mogli non hanno isterismi e ossessioni da sciogliere o intrecci da confessare. Solo un sogno: vivere insieme (ma divisi per legge) e risparmiare sulle tasse. Insomma, fino a che fisco non ci separi.

    Si chiamano “separazioni simulate” e coinvolgono sempre più coppie: il 5% l’anno tra quelle che rompono il legame, soprattutto al Centro-Nord. Una pura finzione, visto che tetto e alcova rimangono gli stessi, cambiano domicilio e residenza. La tendenza, non nuova, si è rafforzata e in tempi di caro-vita è considerata una strategia. Sconti ed esenzioni sono facili e consistenti se il reddito non si cumula con quello del coniuge.

    Si guadagna su tutto: Ici, bollette, tasse scolastiche, medicine, posti macchina, assegni familiari. Questione di portafoglio, non di cuore. “Sono coppie di 40-50 anni - spiega Gian Ettore Gassani, avvocato e presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani - e non sempre benestanti, anzi c’è molto ceto medio”.

    La separazione è consensuale, si procede d’amore e d’accordo. E dunque rapida e poco costosa: 5-6 mesi nelle grandi città per 1500-2000 euro in media. Un esborso sopportabile, se non ci sono grossi patrimoni da spartire. “In alcuni tribunali si può fare anche senza avvocato - racconta Gassani - si scarica un modulo da Internet e si presenta l’istanza in cancelleria in attesa dell’udienza. Il giudice, come l’avvocato d’altronde, non è tenuto a verificare e ratifica la volontà dei coniugi”…
    Senza controlli e sanzioni, le (ex) coppie vivono in armonia anche perché i conti sono più leggeri. Prendiamo una famiglia di Salerno con figli e due abitazioni, la principale in zona semi-centrale con 5 vani. Dopo la separazione, lui va a vivere (per finta) nella seconda casa che diventa prima: risparmio di 600 euro di Ici, bollette scontate (meno Iva), permesso Ztl e parcheggio in zona residenti a tariffe vantaggiose. Lei, con reddito di 25 mila euro, ha l'esenzione dal ticket sanitario per sé e i figli. Se la coppia non ha una seconda casa e decide di comprarla, l'imposta di registro si riduce con un risparmio del 5%: con un immobile da 400 mila euro, si pagano 12 mila euro anziché 32 mila. E poi ci sono le tasse universitarie dei figli che diminuiscono perché si cambia fascia di reddito. "L'Ici è la voce di risparmio più consistente - conferma Marco Piemonte, consigliere dell'Istituto di ricerca dei commercialisti - ora abolita per la prima casa, ma anche l'esenzione sanitaria, le tasse scolastiche e le utenze delle seconde abitazioni hanno un peso rilevante".

    Da La Repubblica



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  • Telumendil
    00 9/9/2008 10:42 AM
    Ah questi del Fisco che rompiscatole che sono una volta dividevano il tuo guadagno ora anche le famiglie.
    Qualcuno obietterà, ma questi eludono!! Sarà ma la, gente a fine mese non ci arriva sempre con il sorriso sulle labbra.