00 4/8/2008 9:20 AM





Fonte: http://donna.libero.it/un_post_a_tavola/

Seduti, rilassati, piedi sul tavolino, bicchiere in mano, stuzzichini da rosicchiare, un profumo delizioso che arriva dalla cucina e la certezza che sarà una cena perfetta. Personal chef, a disposizione a casa per una sera. Costo? Si può fare, yes we can

Nessuna fatica, niente borse della spesa stracolme, zero spadellamenti. Organizzare una cena a casa, importante o informale, per pubbliche relazioni o per stare con gli amici, diventa un gioco da ragazzi con il personal chef. Cuochi a domicilio, di grido o meno noti, freelance o con un ristorante proprio. Prezzi: di tutti i tipi, anche abbordabili.

Per un'occasione speciale, una festa, una cenetta romantica, per quel pasto che proprio non deve andare male. Si taglia la testa al toro e si prenota, per una sera, un cuoco in carne e ossa. La scelta è ampia: a disposizione c'è il divo della tv, il pluripremiato, il ristoratore del momento, l'emergente, lo sconosciuto, il libero professionista che di mestiere fa solo quello. Basta fare una ricerca su internet con le parole "personal chef" o "private chef". C'è anche un'associazione tutta italiana.

Prima di tutto il cuoco prescelto fa un sopralluogo, per capire com'è la cucina, quali attrezzature portarsi da casa e per concordare il menu. Il giorno prestabilito, sarà lui stesso a fare la spesa e tutte le portate saranno cucinate a casa del cliente e impiattate sul momento. Di solito un personal chef non prepara cene per più di una dozzina di persone. Se il numero degli invitati è superiore, può allestire un buffet o optare per il finger food (cibi che si possono mangiare con le mani). Nel frattempo la padrona di casa si rilassa. Ha tempo per se stessa, per preparare la casa e organizzare al meglio la serata.

I costi sono variabili, c'è chi chiede intorno ai 50 euro a ospite e chi 380. L'importante è sapere che cosa si vuole. Walter Musco, 35 anni, personal chef, prima lavorava in un ristorante: «Ma non era mio - racconta - e due anni fa ho deciso di mettermi in proprio. All'inizio è stata dura, dovevo farmi conoscere, avevo un paio di richieste al mese. Ora si lavora pieno ritmo». Ha cucinato per politici e imprenditori, nei palazzi bene romani e sugli yacht, per pranzi di lavoro o cene di laurea. «Non è semplice dire quanto può costare una mia cena. Voglio farvi riflettere su una cosa: un catering per matrimoni chiede 100/150 euro a ospite per del cibo spesso pessimo. C'è chi chiede 40 euro in rete, è vero, ma io offro un servizio diverso. Si parte dai 100 euro o poco più in media. Ma mi sono state richieste cene davvero speciali, con ingredienti pregiati e piatti molto elaborati, che sono costate 500 euro a testa». Non poco... «No, ma erano commissioni specifiche. Clienti che mi chiamano per vivere un'esperienza culinaria, non per riempirsi la pancia. Sono esigenti, spendono anche 1000 euro per una bottiglia di vino quando vanno nel ristorante stellato, quindi quando chiamano me si fanno fare un servizio di cucina accuratissimo e unico, ché tanto la bottiglia la prendono dalla loro cantina». Se necessario, Walter può portare attrezzature particolari, servizi di piatti, posate, e su richiesta impartisce lezioni di cucina: 80 euro per una sessione che dura tre ore, più i costi della spesa, che si aggirano mediamente intorno ai 30 euro. «Ma non più di due allievi alla volta» si raccomanda. Meno si è, meglio si mangia è il suo motto: «E poi ora che sono freelance posso pure scegliermi i clienti!».



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