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La religione del Dio unico e dei patriarchi

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    (SimonLeBon)
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    Location: PINEROLO
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    TdG
    00 3/5/2008 10:00 PM
    In questa sezione trovano spazio le riflessioni legate alla Bibbia ebraica, all'ebraismo e alla storia antica e moderna del popolo ebraico.
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    Amalia 52
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    TdG
    00 7/17/2009 1:41 PM
    Ebraismo: Ricerca di Dio attraverso le Scritture e la tradizione ***
    Un’enciclopedia ebraica fa questa franca ammissione: “Fu probabilmente sotto l’influsso greco che la dottrina dell’immortalità dell’anima si infiltrò nell’ebraismo”. (Encyclopaedia Judaica) Questo diede luogo però a un dilemma dottrinale, come afferma la stessa fonte: “Di per sé le due credenze, quella della risurrezione e quella dell’immortalità dell’anima, sono contraddittorie. L’una riguarda una risurrezione collettiva alla fine dei giorni, vale a dire che i morti che dormono nella terra sorgeranno dalla tomba, mentre l’altra riguarda la condizione dell’anima dopo la morte del corpo”. Come fu risolto il problema dalla teologia giudaica? “Si sostenne che quando l’individuo moriva la sua anima continuava a vivere in un altro reame (questo diede origine a tutte le credenze riguardanti il cielo e l’inferno) mentre il suo corpo giaceva nella tomba in attesa della risurrezione fisica di tutti i morti qui sulla terra”.

    *** sh cap. 9 p. 223 par. 33 Ebraismo: Ricerca di Dio attraverso le Scritture e la tradizione ***
    33 Secondo la succitata enciclopedia ebraica, “nel periodo rabbinico la dottrina della risurrezione dei morti è considerata una dottrina fondamentale dell’ebraismo” e “dev’essere distinta dalla credenza . . . nell’immortalità dell’anima”. Oggi, comunque, mentre l’immortalità dell’anima è accettata da tutte le correnti dell’ebraismo, la risurrezione dei morti non lo è.
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    Amalia 52
    Post: 29,849
    TdG
    00 7/17/2009 1:45 PM
    ) Molti ebrei pensano che “la Bibbia” sia un libro cristiano, mentre il problema non sorge se parlate di “Scritture Ebraiche”, “Scritture”, o “Torà”. (3) La tradizione ha un ruolo fondamentale nella loro fede, e per molti ebrei religiosi la sua autorità è pari a quella delle Scritture. (4) Possono associare Gesù Cristo con la brutale persecuzione subita dagli ebrei per mano della cristianità nel nome di Gesù. (5) Spesso credono che Dio esiga dagli ebrei l’osservanza del sabato, cosa che secondo loro include l’astenersi dal maneggiare denaro in tale giorno. [SM=g8019]
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    Topsy
    Post: 149
    00 7/17/2009 2:44 PM
    Re:
    Amalia 52, 17/07/2009 13.45:

    ) ... Spesso credono che Dio esiga dagli ebrei l’osservanza del sabato, cosa che secondo loro include l’astenersi dal maneggiare denaro in tale giorno. [SM=g8019]






    Curioso il modo in cui hai espresso un elemento imprenscindibile della vita e della fede ebraica. Questi "stranissimi" ebrei, una bella mattina si son svegliati ed hanno istituito lo Shabbat, supponendo che forse Dio richiedesse loro un cosa del genere :-)


    Lo Shabbat è menzionato già in Genesi, l'obbligo della sua osservanza fa parte delle "Asseret Hadibberot" (I Dieci Comandamenti), hai in mente "shamor ve zakhor"? L'istituzione dello Shabbat è esplicitamente dichiarato fondamento della fede ebraica: « Fra Me ed i figli d'Israele è un segno eterno ». (Esodo 31, 17). La Torah ordina in modo chiarissimo di prendere persino delle misure effettive per evitare violazioni involontarie delle norme in essa contenute: "Vi guarderete bene a riguardo di tutto quanto vi ho detto"(Esodo 23,13). E' così pure: "Salvaguarderete la mia osservanza" (Levitico 18,30). Le guide e i profeti di Israele presero seriamente quanto loro comandato dall'Eterno, vedi Nehemia 10,32 e 13,15-17 che proibì il commercio (e dunque l'uso del denaro) di Shabbat, cosa cmq nota già in Amos 8,5.




    [Edited by Topsy 7/17/2009 2:45 PM]
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    Kiriat Arba
    Post: 101
    00 1/9/2010 11:42 PM
    Re:
    Amalia 52, 17/07/2009 13.45:

    ) Molti ebrei pensano che “la Bibbia” sia un libro cristiano, mentre il problema non sorge se parlate di “Scritture Ebraiche”, “Scritture”, o “Torà”. (3) La tradizione ha un ruolo fondamentale nella loro fede, e per molti ebrei religiosi la sua autorità è pari a quella delle Scritture. (4) Possono associare Gesù Cristo con la brutale persecuzione subita dagli ebrei per mano della cristianità nel nome di Gesù. (5) Spesso credono che Dio esiga dagli ebrei l’osservanza del sabato, cosa che secondo loro include l’astenersi dal maneggiare denaro in tale giorno. [SM=g8019]



    Riguardo allo Shabbat la risposta precedente dice già tutto.
    Aggiungo che per l'Ebreo osservante lo Shabbat non è una scocciatura o un impegno gravoso, ma un piacere ed una grande carica di energia per affrontare la settimana che si presenta. Non è paragonabile al riposo domenicale cristiano. E' un momento di gioia, di ricchi pranzi, di studio della Torah, di canti , di visita di amici e parenti, di passeggiata e di preghiera.

    "Bibbia", per gli Ebrei è innanzitutto un "nome" cristiano. L'ebreo non dice Bibbia ma "Tanach" che è l'acronimo di Torah (Pentateuco), Neviim (Profeti), Ketuvim (agiografi): T-N-C,
    Secondariamente è un testo che, rispetto al testo in lingua ebraica ha subito il prezzo della traduzione in greco, poi in latino e infine nelle lingue nazionali. Questi passaggi implicano degli errori, alcuni legati a puro errore di trascrizione; altri legati al fatto che non sempre si può rendere unvocabolo o un'idea in maniera precisa e corrispondente, passando da una lingua ad un'altra ed infine vi sono le manipolazioni che la Chiesa ha effettuato, generalmente per adattare la Scrittura alla propria Teologia.
    Le opere andrebbero sempre lette in lingua originale, se si vuole intendere realmente il significato e questo vale anche per la letteratura, per la medicina ecc.
    A maggior ragione se la parola è strettamente legata ad un significato e ancor di più nel caso dell'ebraico che è una lingua estremamente complessa e ricca di sfumature, sia nella radice della parola che nella modalità di uso sia della parola che della coniugazione dei verbi.
    Questa è la ragione delle difformità delle varie Bibbie in circolazione che per un Ebreo diventano "Cristiane"

    La tradizione.
    la Torah orale fu data , per il Popolo Ebraico, a Mosè, contemporaneamente alla Torah scritta e senza la tradizione orale, poi racchiusa nel Talmud, il testo biblico diventa un raccontino di storia ebraica e non la parola di D-O.
    Che la tradizione orale venga direttamente da D-O e fu data su richiesta di Moshe Rabbenu, contemporaneamente alla Legge scritta, lo si sa proprio dal testo Ebraico, dall'uso della lingua, in quanto nella Torah (Pentateuco) nessuna parola è casuale, inutile o superflua
    La Legge prevede "Comandamenti". Questi comandamenti vengono chianati in alcuni casi "Chukkim", in altri "Mishpatim". La radice di "Chukkim" indica il gesto di incidere, di scolpire. La Radice di "Mishpatim" contiene il significato di "Pe" (bocca).
    Ad un Ebreo appare subito chiaro che vi sono comandamenti che furono scolpiti ed altri che vennero dati oralmente.
    אריאל פינטור
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    barnabino
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    Moderatore
    00 1/9/2010 11:48 PM

    Aggiungo che per l'Ebreo osservante lo Shabbat non è una scocciatura o un impegno gravoso, ma un piacere ed una grande carica di energia per affrontare la settimana che si presenta. Non è paragonabile al riposo domenicale cristiano. E' un momento di gioia, di ricchi pranzi, di studio della Torah, di canti , di visita di amici e parenti, di passeggiata e di preghiera



    Bellissima descrizione che deve essere d'esempio a noi TdG!

    [SM=g28002]
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    (Gladio)
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    TdG
    00 1/12/2010 5:15 AM
    Re:
    barnabino, 09/01/2010 23.48:


    Aggiungo che per l'Ebreo osservante lo Shabbat non è una scocciatura o un impegno gravoso, ma un piacere ed una grande carica di energia per affrontare la settimana che si presenta. Non è paragonabile al riposo domenicale cristiano. E' un momento di gioia, di ricchi pranzi, di studio della Torah, di canti , di visita di amici e parenti, di passeggiata e di preghiera



    Bellissima descrizione che deve essere d'esempio a noi TdG!

    [SM=g28002]




    Perdonami Barny ma............la domenica solitamente come la passi tra servizio mattutino,lauto pranzo,adunanza cristiana e uscitina serale con i fratelli??

    Non è parafrasando il nostro amico:un momento di gioia, di ricchi pranzi, di studio della Torah, di canti , di visita di amici e parenti, di passeggiata e di preghiera??

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    Nella vita non ci sono problemi ma.....soluzioni.
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    dom@
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    TdG
    00 1/12/2010 6:04 AM
    Gli Ebrei si vantano che sono i custodi biblisti, il vaticano si vanta di essere il custode della bibbia. Ma lumanita gode, i custodi, non sono padroni [SM=g1871110]
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    Kiriat Arba
    Post: 101
    00 1/12/2010 12:58 PM
    Re:
    dom@, 12/01/2010 6.04:

    Gli Ebrei si vantano che sono i custodi biblisti, il vaticano si vanta di essere il custode della bibbia. Ma lumanita gode, i custodi, non sono padroni [SM=g1871110]



    caro amico, ti risulta che io abbia vantato alcunchè titolo di padronato, sia a mio nome che a nome del Popolo d'Israel?

    Gli ebrei non si vantano mai di nulla né tantomeno di essere i custodi di qualcosa, se non del proprio cuore e della propria coscienza.
    All'ebreo non importa proprio nulla di convincere gli altri e il proselitismo è proibito.
    Ti è mai capitato di vedere un Ebreo battersi publicamente o in privato per affermare il proprio credo o la veridicità di ciò che afferma? Sicuramente no.
    se all'Ebreo si pone una domanda, Egli risponde secondo quanto conosce e studia.

    La differenza con gli altri è che l'Ebreo legge il Testo direttamente nella lingua in cui fu scritto e coglie le sfumature della parola nella sua lingua originale, oltre a vantare una tradizione orale plurimillenaria. Gli altri studiano su traduzioni, di traduzioni di traduzioni, passate attraverso secoli di errori di trascrizione, errori di traduzione e varie epurazioni.
    Qui ognuno esprime la propria esperienza e non si vanta proprio di nulla, a meno che tu non voglia cercare la pagliuzza. In tal caso ti ricordo che è opportuno guardare anche la trave, Ma sono certo che non è il tuo caso.
    io esprimo il mio punto di vista , mica ho detto che il tuo o quello degli altri sia sbagliato. ognuno pensi ciò che vuole, creda in ciò che gli pare e segua la Bibbia che più lo convince
    [SM=g1871110] [SM=g1871110]
    אריאל פינטור
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    Criztian
    Post: 34
    00 1/22/2010 9:49 PM
    Come ho detto nei saluti io sono Cristiano Avventista del Settimo Giorno e il Sabato (Shabbat) non lavoro e mi riunisco con la comunità.

    Il testo di riferimento a cui il nostro amico ebreo faceva menzione sul provare piacere nell'osservanza del Sabato è in Isaia.

    Isaia 58:13 Se tu trattieni il piede dal violare il sabato, dal fare i tuoi affari nel mio santo giorno, se chiami il sabato delizia, il giorno santo dell'Eterno, degno di onore, se lo onori astenendoti dai tuoi viaggi, dallo sbrigare i tuoi affari e dal parlare dei tuoi problemi, 14 allora troverai il tuo diletto nell'Eterno, e io ti farò cavalcare sulle alture della terra e ti darò da mangiare l'eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca dell'Eterno ha parlato».

    Quando l'Eterno ha dato questo messaggio per invitare gli ebrei alla vera osservanza del Sabato l'ha accompagnato con una serie di promesse e benedizioni spirituali. Se tu ... -> allora ...

    Era un periodo complicato, c'era stata l'invasione Assira e decenni dopo sarebbe arrivata Babilonia portando l'esilio, la distruzione del tempio di Salomone e di Gerusalemme. A Isaia Dio aveva mostrato tutte queste cose ma anche la salvezza e la liberazione da questi eventi. Proprio negli ultimi capitoli di Isaia Dio fa questa promessa di fondamentale importanza perché durante i periodi di esilio era facile subire influenze da altre culture dominanti e perdere di vista le cose importanti che Dio aveva fatto e perdere le benedizioni ad esse collegate come era per il Sabato.

    Quando un cristiano va da un ebreo o un avventista e dice "meno male che Cristo ha abolito quella maledizione che era la legge di Dio", incluso il Sabato dei 10 comandamenti, fa drizzare i capelli a entrambi e rappresenta male il ruolo di Yeshua (Gesù) per mancata comprensione del ruolo che aveva nell'Antico Testamento (Tanàkh). Perché? La risposta parte con una domanda...
    Perché Yeshua profetizzando l'assedio di Gerusalemme e distruzione del tempio del 70 d.C. (quindi dopo la sua morte) disse: "E pregate che la vostra fuga non accada d'inverno, né di sabato"? (Matteo 24:20). Il Sabato era un giorno di delizia, un giorno importantissimo, non una maledizione.

    Spesso non è compresa l'importanza che ha avuto il Sabato alla creazione. Genesi 2:3 "E DIO benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso DIO si riposò da tutta l'opera che aveva creato e fatto".

    Che cosa significa realmente il fatto che Dio ha benedetto e santificato un giorno? Non è una persona il Sabato, come si fa quindi a capire questo versetto? Ovviamente non l'ha benedetto e santificato come una cosa fine a se stessa.

    La spiegazione è in Esodo 31:12 "L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 13 «parla anche ai figli d'Israele, dicendo: Badate bene di osservare i miei sabati, perché è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l'Eterno che vi santifica. 14 Osserverete dunque il sabato, perché è per voi un giorno santo; ..."

    Santo è da intendersi come "separato dagli altri". Un pò come quando uno si sposa, il suo partner lo vede separato dalle altre donne o dagli altri uomini. La santificazione implica una relazione e Dio ha scelto il Sabato come segno della relazione fra i suoi figli e lui. Un legame d'amore. Il Sabato è stato benedetto e santificato perché osservandolo, ogni suo figlio potesse accedere a quelle benedizioni che Dio ha messo in esso, per l'uomo, non per altro. Dietro al Sabato c'è Dio che vuole benedire e santificare l'uomo.

    E questa sarebbe una maledizione da cui Yeshua doveva liberarci?
    Com'è possibile?
    Casomai dalla pena di morte...
    Però dire che una benedizione era una maledizione è ribaltare completamente un'opera di Dio.

    Per questo Yeshua disse: «Il sabato è fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato. Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». (Marco 2:27,28)

    E sempre per questo motivo che i discepoli si riferivano al Sabato come il giorno del Signore.
    Giovanni ebbe una visione di Sabato e disse: "Mi trovai nello Spirito nel giorno del Signore e udii dietro a me una forte voce, come di una tromba," Apocalisse (Rivelazione) 1:10.

    La tradizione ha successivamente ripreso il nome attribuendolo alla domenica perché per pura coincidenza i pagani la chiamavano "giorno del signore (dio sole)", ma non è quello della Bibbia.

    In Esodo 20 quando Dio scrive la legge col suo dito, chiarisce che anche gli stranieri erano tenuti a osservarlo quando erano con loro. In realtà era un mandato di renderlo universale perché le altre nazioni cercassero l'eterno e lo importassero nei loro paesi. In parte è stato così perché molte culture ne sono rimaste colpite e ci sono tracce dell'osservanza del Sabato persino tra alcuni gruppi buddisti.

    Ciao a tutti e a Kiriat Arba שבת-שלום
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    Kiriat Arba
    Post: 101
    00 1/23/2010 10:49 AM
    שבת-שלום gam lechà ve lechullam!!!
    Vorrei fare anche una precisazione su "Figlio dell'uomo".
    Questa espressione, sia nell'ebraico biblico che in ebraico moderno significa: "essere umano, individuo, un tale".
    Anche oggi diciamo comunemente, in ebraico, "Un "ben adam" ha detto, un ben adam ha fatto....".
    Letteralmente un tale, un tizio, un uomo".
    Non aveva allora e non ha oggi nessuna valenza teologica.
    senza voler imporre questa traduzione a nessuno, provate a tradurla, quando la dice Gesù, con "L'essere umano". In ebraico acquista un senso, l'unico possibile, che è ben diverso da quello che potrebbe lasciare intendere in italiano "Il Figlio dell'Uomo", con le lettere maiuscole.
    אריאל פינטור
  • Spener
    00 1/23/2010 11:24 AM
    Re:
    Kiriat Arba, 23/01/2010 10.49:

    ...
    Non aveva allora e non ha oggi nessuna valenza teologica...



    Che fosse un'espressione comune e al contempo avesse valenza teologica non è assolutamente da considerarsi antitetico.
    Ho trovato molto interessante quanto affermato nel seguente testo. Mai letto?




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    barnabino
    Post: 67,472
    Moderatore
    00 1/23/2010 11:51 AM

    Ho trovato molto interessante quanto affermato nel seguente testo



    Manca il link...

    Shalom
    --------------------------------------------------------------------
    Sijmadicandhapajiee, gente per cui le arti stan nei musei - Paolo Conte

    FORUM TESTIMONI DI GEOVA
  • Spener
    00 1/23/2010 11:52 AM
    Re:
    barnabino, 23/01/2010 11.51:


    Ho trovato molto interessante quanto affermato nel seguente testo



    Manca il link...

    Shalom




    www.ibs.it/code/9788821303159/strus-andrzej/tra-giudaismo-cristianes...
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    Criztian
    Post: 34
    00 1/23/2010 2:24 PM
    Kiriat grazie per la precisazione ma "Figlio dell'uomo" è reso in maiuscolo solo dove "un tizio" visto il contesto sembrava applicato a Cristo (e neanche sempre è così). Il termine era comunemente usato come hai detto tu.

    Ad esempio nel Salmo 144:3 O Eterno, che cosa è l'uomo perché te ne curi, o il figlio dell'uomo [ben-Enosh] perché tu ne tenga conto? 4 L'uomo è come un soffio e i suoi giorni sono come l'ombra che passa.

    Qui è minuscolo ed è generico per indicare l'essere umano. In pratica è come sinonimo del termine "uomo" usato poco prima. Ma per non ripetersi e per dare il tocco poetico si creano 2 frasi che dicono sostanzialmente la stessa identica cosa. Correggimi se sbaglio eh!

    La stessa cosa avviene qui:

    Isaia 51:12 Io, io stesso, sono colui che vi consola; chi sei tu da dover temere l'uomo che muore e il figlio dell'uomo [ben-Adam] destinato ad essere come erba?

    Qui si accostano due frasi che dicono lo stesso concetto ma in due forme diverse: nella prima dice di non temere l'uomo che "muore" e poi dice "destinato a essere come erba" come sinonimo di "morire" per sottolineare che la vita dell'uomo sbiadisce presto e si brucia in un attimo. Nel contesto di giudizi divini sarebbe anche a dire di non temere il malvagio perché Dio lo spazza via col fuoco in un attimo come per Sodoma e Gomorra mentre il giusto rimane sulla terra.

    Ovviamente sono tutte mie riflessioni che sto pensando ad alta voce e scrivo qua.

    In sostanza nessuno dei traduttori cristiani dice che tutti i ben-Adam o simili siano riferiti a Cristo, ma alcuni profeticamente sì.
  • OFFLINE
    Kiriat Arba
    Post: 101
    00 1/26/2010 2:46 AM
    Re:
    Criztian, 23/01/2010 14.24:

    Kiriat grazie per la precisazione ma "Figlio dell'uomo" è reso in maiuscolo solo dove "un tizio" visto il contesto sembrava applicato a Cristo (e neanche sempre è così). Il termine era comunemente usato come hai detto tu.

    Ad esempio nel Salmo 144:3 O Eterno, che cosa è l'uomo perché te ne curi, o il figlio dell'uomo [ben-Enosh] perché tu ne tenga conto? 4 L'uomo è come un soffio e i suoi giorni sono come l'ombra che passa.

    Qui è minuscolo ed è generico per indicare l'essere umano. In pratica è come sinonimo del termine "uomo" usato poco prima. Ma per non ripetersi e per dare il tocco poetico si creano 2 frasi che dicono sostanzialmente la stessa identica cosa. Correggimi se sbaglio eh!

    La stessa cosa avviene qui:

    Isaia 51:12 Io, io stesso, sono colui che vi consola; chi sei tu da dover temere l'uomo che muore e il figlio dell'uomo [ben-Adam] destinato ad essere come erba?

    Qui si accostano due frasi che dicono lo stesso concetto ma in due forme diverse: nella prima dice di non temere l'uomo che "muore" e poi dice "destinato a essere come erba" come sinonimo di "morire" per sottolineare che la vita dell'uomo sbiadisce presto e si brucia in un attimo. Nel contesto di giudizi divini sarebbe anche a dire di non temere il malvagio perché Dio lo spazza via col fuoco in un attimo come per Sodoma e Gomorra mentre il giusto rimane sulla terra.

    Ovviamente sono tutte mie riflessioni che sto pensando ad alta voce e scrivo qua.

    In sostanza nessuno dei traduttori cristiani dice che tutti i ben-Adam o simili siano riferiti a Cristo, ma alcuni profeticamente sì.




    In Ebraico non esistono maiuscole e minuscole. il discorso cade [SM=g27987]

    אריאל פינטור
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    dom@
    Post: 11,776
    Location: ACCIANO
    Age: 88
    TdG
    00 1/26/2010 3:24 AM
    Re: Re:
    Kiriat Arba, 1/26/2010 2:46 AM:




    In Ebraico non esistono maiuscole e minuscole. il discorso cade [SM=g27987]




    Che bello.... elimirebbe tanti fastidi con Giovanni1;1 [SM=x1408399]


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    Barnaba1977
    Post: 9,115
    TdG
    00 1/26/2010 9:17 AM
    Re: Re: Re:
    dom@, 26/01/2010 3.24:



    Che bello.... elimirebbe tanti fastidi con Giovanni1;1 [SM=x1408399]




    Nemmeno il greco onciale ha differenza tra maiuscole e minuscole...


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    «Una mente debole è come un microscopio: ingrandisce le piccolezze, ma è incapace di comprendere le cose grandi.»

    Lord Chesterfield