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Nuovo parco archeologico di centocelle

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    citybike
    Post: 1
    Registered in: 12/16/2006
    Junior User
    00 11/27/2007 8:16 AM
    Mi reco spesso nel nuovo Parco di centocelle con la bicicletta o facendo delle passeggiate con mia moglie,

    perche' , anche se molti conoscenti dicono che al momento sembra una desolante savana, a noi piace gia' da adesso sia perche' visivamente offre ampi e distesi spazi (che in una citta' come Roma e' difficile trovare) sia perche' a Roma ogni millimetro di verde piu' e' d'oro!

    Ora, mentre attendiamo con fiducia il suo ampliamento con la relativa apertura dei due siti archeologici, ci chiediamo come mai nulla viene fatto per la recinzione distrutta che fiancheggia il campo nomadi con tutti i relativi problemi che cio' comporta?

    minorenni provenienti dal campo rom che indisturbati fanno il giro del parco con moto da cross e motorini per poi bruciarne la carcassa nello stesso parco !

    (VEDI FOTO ALLEGATE)....
    Purtroppo oramai e' palese che le istituzioni si mobilitano solo dietro una partecipazione attiva e costante del cittadino per questo vi chiedo di inviare delle e-mail di protesta al comune, alla VII circoscrizione e a chiunque possa risolvere il problema prima che diventi cronico!

    un cittadino fiero dell'apertura del nuovo Parco Archeologico di Centocelle
    Della Canfora Danilo [SM=g27988]
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    ale3000
    Post: 5
    Registered in: 3/29/2005
    Junior User
    00 12/23/2007 1:02 PM
    La realtà, inutile nasconderselo, è una sola...non possono coesistere, nel parco o nelle sue immediate adiacenze, un campo nomadi tra i più vasti e degradati della città, e gli sfasciacarrozze...non decollerà mai il Parco se non si affrontano questi due nodi che ne limitano (o peggio, bloccano) il decollo.
    La gente ha paura di frequentare il parco, per via del campo nomadi.
    Inoltre, negli ultimi tempi, c'è un nuovo fenomeno sociale relativo al fatto che fette sempre più ampie di popolazione immigrata (per lo più di recentissima immigrazione, clandestina) si accampa negli spazi verdi della città, quindi all'interno dei parchi o degli spazi abbandonati non ancora urbanizzati. Un pò come accadeva negli anni 50 e 60, col fenomeno delle "baracche" e dei "baraccati", che all'epoca erano per lo più cittadini meridionali che venivano a Roma attirati dalle opportunità di lavoro legate al "miracolo economico" e all'espanzione della città. Oggi, in tempi di globalizzazione, il fenomeno assume proporzioni in parte simili, ma dai connotati "internazionali".