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Caruso: «Treu e Biagi assassini»

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    00 8/9/2007 5:21 PM
    «Tiziano Treu e Marco Biagi sono gli assassini» di due giovani morti ieri sul lavoro a Mugnano e Bolzano secondo Francesco Caruso, deputato no global del Prc. «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare i loro profitti, a discapito della sicurezza del lavoro»
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    00 8/9/2007 5:45 PM
    Il deputato Prc dopo le nuove vittime sulavoro.Damiano: «Demenziale» Caruso, frasi choc: «Treu e Biagi assassini»
    «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per incrementare i profitti a scapito della sicurezza»







    «Tiziano Treu e Marco Biagi sono gli assassini» di due giovani morti ieri sul lavoro a Mugnano e Bolzano. «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro». Queste le frasi di Francesco Caruso, deputato no global del Prc, che cita la morte di «Angelo, 35 anni, che viveva e lavorava a Mugnano; e Cristian, solo 16 anni, che viveva e lavorava a Bolzano» e che hanno immediatamente suscitato vivaci (e sdegnate) reazioni nel mondo politico.
    REAZIONI - Tra i primi a commentare la parole di Caruso c'è stato Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di An: «Come si trova Treu nella stessa maggioranza con Caruso che lo definisce un assassino? E il presidente della Camera Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista al momento della candidatura di Caruso considera assassini anche lui Treu e Biagi, quest'ultimo in verità assassinato dalla Brigate Rosse al cui linguaggio si ispira Caruso?. Il dolore per le morti sul lavoro e la necessità di combattere questa terribile piaga non giustificano il linguaggio di questo pluripregiudicato per atti di violenza. Lo cacceranno dal suo partito e dal suo Gruppo parlamentare?». Sulla vicenda è subito intervenuto anche il ministro del Lavoro, Cesare Damiano: « «Le parole di Caruso sono assolutamente demenziali». Per Daniele Capezzone, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, «le parole del deputato Caruso sulle leggi Treu e Biagi, e sui loro autori, sono inqualificabili, sotto ogni punto di vista. Mi auguro che, anche nell'area politica di riferimento di Caruso, non tardino - quanto meno - delle adeguate prese di distanza».
    E anche Renzo Lusetti, deputato della Margherita, si dissocia dalle parole di Caruso: «Mi auguro che Rifondazione Comunista prenda immediatamente le distanze dalle affermazioni irresponsabili ed inaccettabili di Caruso».

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    00 8/9/2007 9:34 PM
    Lo si apprende da fonti qualificate.
    Telefonata di solidarietà di Prodi
    Quirinale: «Un indegno vaneggiamento»
    Questa la posizione del presidente della Repubblica sulle esternazioni del deputato del Prc Caruso riguardo Biagi e Treu




    Da quanto si apprende, ambienti del Quirinale hanno definito «indegno vaneggiamento» il commento del deputato di Rifondazione comunistaFrancesco Caruso su Marco Biagi e Tiziano Treu (definiti «assassini» dal parlamentare).

    TELEFONATA - In serata, inoltre, il premier Romano Prodi ha telefonato a Treu per esprimergli la sua solidarietà e la ferma condanna per le frasi di Caruso.

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    00 8/9/2007 9:38 PM
    TREU IL LIBERALIZZATORE





    L'intervista che Treu ha concesso alla Stampa è sconcertante. Misura il grado di confusione di uno che blatera di liberalizzazioni e nello stesso tempo di diritti dei lavoratori.

    La sintesi delle sue posizioni è questa:

    1- le liberalizzazioni sono un bene perchè producono servizi a basso costo (cita le compagne low cost)
    2- il problema della scarsa efficienza degli aeroporti di Roma di pende dai mancati investimenti in strutture adeguate a gestire la crescita esponenziale del traffico passeggeri
    3- lui è un liberalizzatore ma vuole che lo stato sanzioni chi non rispetta gli standard
    4- il problema è quindi dell'enac che non ha sorvegliato a sufficienza
    5- non si risponde alla globalizzazione comprimendo i diritti dei lavoratori ma con la competitività
    6- le leggi per ammorbidire la precarietà sono state fatte tocca ai sindacati fare il proprio mestiere.Il pubblico non può vietare la concorrenza.

    Questo è anche professore nonchè parlamentare e autore di una di quelle leggi per cui i precari rimarranno precari a vita.
    Perchè è sconcertante l'intervista? Perchè ostinatamente questi personaggi si rifiutano di raccontare le cose per come sono.
    la liberalizzazione, e la crescita dei concorrenti, è una falsa questione. Il mercato, per come è messo, và nella direzione di una concentrazione in poche mani di fette sempre più importanti di business.
    E' esattamente il contrario di quello che auspicano (mentendo a se stessi) i liberisti. Concentrazioni nei settori dei servizi, della distribuzione e del commercio,della chimica, del settore alimentare, della comunicazione e di quant'altro produce valore per chi possiede le redini dell'economia di mercato.
    Concentrazione vuol dire anche compressione dei costi variabili (tra cui in primo luogo quello del lavoro produttivo) a favore di investimenti sul capitale fisso per migliorare l'efficienza del sistema produttivo.
    Una logica che ha sulla coda l'impatto sui diritti, sulla flessibilità richiesta, sui salari e sulla sostenibilità di un sistema che si prenda cura dei più deboli.

    Una logica che ha come elemento centrale una polarizzazione sempre più evidente tra chi ha e chi non ha.
    Un sistema che ha bisogno di una moltitudine di persone che si arrangiano a sopravvivere per garantire che "l'economia giri".
    Un circolo vizioso che ha in sé i fenomeni che producono la "qualità dei servizi" di cui si parla,che sono uno degli aspetti di questo impazzimento generale.Un anello della catena.
    Perchè tutto questo? perché ogni argomentazione è valida per giustificare un sistema di relazioni in cui è l'economia il driver di ogni fenomeno.Un sistema dato per naturale. A cui sottomettere qualsiasi ipotesi diversa di sviluppo e economico. False questioni che non muteranno nella sostanza mai. E con le quali ci troveremo a fare i conti sempre.


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    00 8/9/2007 10:37 PM
    Sulle morti sul lavoro si scatenano le polemiche per le parole, poi corrette del parlamentare indipendente di Rifondazione comunista Francesco Caruso. Riferendosi ai morti di mercoledì Caruso ha detto: «Angelo aveva 35 anni, viveva e lavorava a Mugnano, Cristian ne aveva solo 16 di anni, viveva e lavorava a Bolzano. Angelo e Cristian ieri sono morti assassinati nei loro rispettivi cantieri di lavoro. I loro assassini sono Treu e Biagi, le cui leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro». La sortita ha provocato reazioni di condanna da tutte le forze politiche, dal ministro del Lavoro Cesare Damiano («da Caruso parole demenziali») e dallo stesso Prc.
    Anche il Quirinale interviene: «Indegno vaneggiamento».


    Poi però Caruso ha corretto il tiro: «Mi dispiace profondamente per il polverone che si è sollevato. Mi preme sottolineare che Treu e Biagi non sono gli assassini, ma coloro i quali hanno fornito armi e strumenti a padroni senza scrupoli che sono i veri assassini dei lavoratori, e che continuano ad abbassare i sistemi di sicurezza e i salari degli operai».

    A scaricare Caruso c'è anche il segretario di Prc Franco Giordano. «Le parole di Francesco Caruso sono culturalmente incompatibili con l'impostazione da sempre adottata dal Partito della rifondazione comunista. Sono parole in libertà di cui il solo responsabile è il deputato Caruso. Resta invece aperta e ferma la battaglia politica e culturale di Rifondazione comunista contro la precarietà e contro la drammatica cronaca di morti annunciate e di incidenti sul lavoro».

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    00 8/10/2007 9:54 PM
    Il deputato nella bufera per le frasi su Treu e Biagi «assassini» Caso Caruso, il Prc rinvia tutto a settembre
    Il capogruppo di Rifondazione Migliore: «L'espulsione? Valuteremo dopo le ferie».
    La Cdl all'attacco: «Va mandato via»






    Non ha ancora smaltito la rabbia Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera del Prc, per le dichiarazioni di Francesco Caruso, deputato no global indipendente, su Treu e Biagi «assassini» perché a suo dire responsabili di leggi che hanno diffuso il precariato nel mondo lavoro.

    CASO CARUSO - «Ho letto che si parla di contiguità al linguaggio terroristico, ma non è questo: io sono furioso, ma lui non si rende conto nemmeno della gravità di quello che dice. Purtroppo nel suo caso questa uscita è più legata alla società dello spettacolo, alla voglia di apparire». «Espellere Caruso dal gruppo? A Rifondazione le cose non le decidiamo con editti d'agosto, valuteremo alla ripresa di settembre», precisa comunque Migliore.

    BERTINOTTI CHIAMA TREU - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti non commenta le esternazioni di Caruso, ma il suo giudizio lo ha espresso apertamente in una cordiale telefonata con Tiziano Treu, giurista e presidente della commissione Lavoro del Senato. «Ho ricevuto anche una chiamata da Bertinotti - conferma Treu al telefono - abbiamo una lunga amicizia, si può dire, è stata una telefonata istituzionale che ha confermato la disapprovazione di questo comportamento dell’onorevole Caruso. Con il presidente Bertinotti abbiamo parlato della valutazione molto negativa di questo fatto, sia sul piano politico sia su quello personale, e il presidente mi ha espresso la sua solidarietà». Alla domanda se Bertinotti abbia espresso qualche rammarico per la candidatura di Caruso da parte di Rifondazione (di cui era segretario), Treu replica: «Non so se è stato responsabile lui di quella scelta, forse avrà contribuito, ma non ne abbiamo parlato».

    BUFERA - Intanto la polemica aperta dalle dichiarazioni choc di Caruso non si placa e si dirige sulla sostanza della questione: la legislazione sul lavoro. La sinistra radicale critica il deputato Prc che ha dato fuoco alle polveri ma conferma che la lotta al precariato richiede riforme su legge 30 e legge Treu, il che provoca una nuova levata di scudi del centrodestra. La senatrice Prc Lidia Menapace giudica le parole di Caruso «irresponsabili», più che altro perché «si sa che la maggior parte della stampa, per non dire tutta, non lascia passare a noi nemmeno una parola di più mentre su di noi si può dire qualsiasi cosa», e aggiunge invece: «Se io fossi un ministro o un ex ministro che ha promosso, in assoluta buona fede e pensando di far bene, delle leggi in conseguenza delle quali i lavoratori muoiono come mosche, non dormirei la notte». Paolo Cento, sottosegretario Verde all'Economia, rilancia, dicendo che «la modifica della legge 30 e, prima ancora, della legge Treu è una necessità che non può essere offuscata né dai giudizi di Caruso né dalle polemiche che ne sono seguite». «La nostra battaglia contro il precariato, contro la legge Biagi e contro le condizioni di insicurezza che ogni giorno provocano morti ed incidenti sul lavoro è fermissima», garantisce il capogruppo Prc al Senato Giovanni Russo Spena.

    LA CDL - Dal centrodestra, se Gianfranco Rotondi lancia un appello bipartisan perché si abbassino i toni, Fabrizio Cicchitto amplia il fronte della polemica: «Il libro di Beppe Grillo costituisce il retroterra culturale dell'infame espressione di Caruso. Per chi conosce la svolta non violenta, anche se caratterizzata da un profondo radicalismo ideologico e programmatico, data da Bertinotti al suo partito risulta evidente che Rifondazione non dovrebbe più accettare Caruso nelle sue fila perché egli esprime e dà voce alla versione opposta di radicalismo, quello fondato sull'estremismo violento». Maurizio Gasparri commenta le parole di Caruso e Menapace dicendo che «considerare le leggi sul lavoro causa delle morti bianche è una follia. Il governo Prodi pur di stare a galla si appoggia su tutte le sinistre arrivando ai confini del terrorismo».

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    00 8/11/2007 5:38 PM
    Bertolini (Fi): «Dimissioni immediate»
    Il «caso Caruso» infiamma il centrosinistra
    Bindi: «Rifondazione chiarisca la sua posizione sulla legge Biagi». Ferrando: «Nella lotta alla precarietà, quello incompatibile è Prodi»





    Lui ha chiesto scusa («Assassini? Parola secca e devastante, ma null'altro che uno sfogo incontrollato» in un'intervista a La Repubblica) ma la polemica sulle dichiarazioni di Francesco Caruso («Tiziano Treu e Marco Biagi sono assassini») non accennano a spegnersi. Anche perché Caruso stesso continua ad accusare la politica di «ipocrisia» e a ribadire che il suo ragionamento sulle morti bianche «rimane in piedi».
    BINDI: «RC A UN BIVIO» - Secondo Rosy Bindi, ministro della Famiglia, Rifondazione comunista è davanti a un bivio: «Attorno alla legge Biagi si è costruito uno scontro ideologico che attraversa tutto il centrosinistra. Paradossalmente se il Prc non chiarisce veramente al suo interno tutte le posizioni rischia di essere la prima alleata di quelli che non vogliono cambiare la legge Biagi». Bindi spiega che il governo ha varato provvedimenti sul costo del lavoro che sono già un sostanziale mutamento di rotta. In questo senso, «credo che in parte abbiamo già cambiato la legge Biagi». Da Bologna il ministro esprime la sua solidarietà a Marina Orlandi e agli altri familiari del professore ucciso dalle Br. «Siccome siamo in questa città, credo sia anche opportuno, doveroso e assolutamente sincero e spontaneo da parte mia, esprimere una grande solidarietà alla famiglia di Marco Biagi anche per le parole che sono state dette in maniera assolutamente sconsiderata da Caruso».
    FERRANDO: «CONTRADDIZIONE» - Il portavoce del Pcl, Marco Ferrando, parla invece di una «contraddizione clamorosa». «Tutte le sinistre di governo che oggi parlano contro la precarietà sono le stesse che hanno votato o accettato negli ultimi dieci anni tutte le leggi di precarizzazione del lavoro; ieri pacchetto Treu, oggi la continuità della legge 30. Ieri come oggi sempre a sostegno di Romano Prodi. La verità è che nella lotta alla precarietà, incompatibile è Prodi, non Caruso. La cui unica responsabilità, semmai, è di aver votato per un anno a favore di Prodi».
    MASTELLA: «NON CI STIAMO» - Del «caso Caruso», seppure di sfuggita, ha parlato anche il ministro della Giustizia Mastella. «Nessuno si nasconde le difficoltà politiche per la costruzione di un centro autonomo dai due Poli. Ma occorre prendere atto con realismo che la terra promessa di chi vuole una reale governabilità non può essere questo bipolarismo all'italiana, dove la Cdl è prigioniera del razzismo dei Gentilini e l'Unione è costretta a subire le sparate dei Caruso. A chi sta bene questo stato di cose, si accomodi pure. Ma non conti sul nostro contributo».
    RIFONDAZIONE - All'interno di Rifondazione comunista sale la tensione. A settembre il gruppo parlamentare valuterà se espellere Caruso. Gennaro Migliore, presidente dei deputati Prc, definisce «indegne» le sue parole, e aggiunge: «I processi non si fanno sui giornali, a settembre decideremo cosa fare». E comunque «il 20 ottobre noi saremo in piazza». Non bastano, quindi, le scuse del parlamentare eletto nelle file del Prc. Prima le prese di distanza di Fausto Bertinotti, poi il quotidiano Liberazioneha chiesto scusa alla famiglia di Biagi: «Chiedo scusa da solo - risponde Caruso - non c'è bisogno che altri lo facciano per me». Per il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, è «insidioso il tentativo di usare il grave errore di Caruso come alibi per chiedere la cancellazione della manifestazione del 20 ottobre. È opportuno chiarire subito, una volta per tutte, che la manifestazione si terrà», e «non sarà contro il governo».
    ALTRE POSIZIONI - Una manifestazione che non piace al partito di Antonio Di Pietro, che avverte: «A quei ministri ed esponenti politici che il prossimo 20 ottobre intendono scendere in piazza insieme a Caruso diciamo che le modifiche per migliorare la legge Biagi si fanno frequentando l'Aula e le commissioni del Parlamento, non certo le piazze». E mentre Gianfranco Rotondi, segretario della Dca, sottolinea che «le scuse di Caruso vanno accettate, anche se resta il fatto che egli ha detto cose che molti a sinistra pensano», Forza Italia, con Isabella Bertolini, torna a chiederne le dimissioni immediate: «Chi ha dato dell'assassino a Marco Biagi e porta avanti le proprie farneticazioni eversive non deve sedere in Parlamento. Caruso si deve dimettere ora. L'unica cosa da fare a settembre, alla prima seduta della Camera, è quella di ratificare le sue dimissioni all'unanimità».
    SU INTERNET - Il popolo di sinistra intanto si divide sul web: c'è chi critica (la maggior parte), ma anche chi ne condivide gli argomenti o che comunque non ne può più del «linciaggio» cui è sottoposto. NeSxnet (community che si dichiara «sentimentalmente di sinistra») rappresenta l'intera gamma di reazioni. «Dopo un anno e mezzo quasi di attività parlamentare non mi risulta che l'on. Caruso si sia fatto promotore di una qualche iniziativa di legge volta a migliorare le condizioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro» scrive un internauta. E un altro: «Assassini sono quelli che hanno ucciso Biagi» e, aggiunge, «il partito nuovo della sinistra non ha bisogno di estremisti incoscienti». Qualcuno ritiene eccessivi gli attacchi al deputato: «Che Caruso abbia detto una cazzata lo sanno tutti. Lo sa anche lui, ora. Però basta. Se le prime critiche erano doverose, ora il troppo stroppia e la scena somiglia sempre più a un cortile di galline starnazzanti». Non manca chi con Caruso si schiera: «Quello che voleva esprimere Caruso in merito alle morti bianche è un sentimento di rabbia e frustrazione che non colpisce solo lui, ma milioni di italiani».

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    00 8/12/2007 3:26 PM
    «Decisione individuale per mettere fine al linciaggio politico» Caruso, addio al Prc: «Mi autosospendo»
    Così il deputato no-global dopo le polemiche per le frasi su Biagi e Treu.
    E quest'ultimo replica: «Primo atto non sufficiente»







    Francesco Caruso dice addio al gruppo di Rifondazione. Con un comunicato di due sole righe («In attesa della riunione a settembre del gruppo parlamentare, mi autosospendo dal Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea»), il deputato no global lascia il suo gruppo e prova a mettere la parola fine alle polemiche seguite alle sue dichiarazioni su Tiziano Treu e Marco Biagi («sono assassini»). Poi però Caruso precisa all'Apcom: «La mia è una decisione individuale e personale che ho preso senza consultare nessuno e maturata nella speranza che possa mettere la parola fine a questo linciaggio politico». Ma le polemiche non accennano a spegnersi. È il primo a rinfocolarle è proprio Tiziano Treu, presidente della commissione Lavoro del Senato, finito nel mirino dell’indipendente di Rifondazione. L'autosospensione di Caruso, per Treu, «è una prima misura, ma non è ancora sufficiente».
    DIMISSIONI - «Caruso - incalza Maurizio Gasparri, di An si dovrebbe dimettere dal parlamento. E chi ce lo ha portato dovrebbe chiedere scusa agli italiani. Anche per non avere deciso subito sanzioni esemplari». Pronta la replica del deputato no global: «Ai fascisti - dice Caruso - perchè in altro modo non si può chiamare chi vuole espellere qualcuno dal Parlamento solo per le parole, ancorché fraintese, che chiedono le mie dimissioni rispondo che sono pronto a presentarle nel momento in cui si degneranno di fare altrettanto i 25 parlamentari condannati in via definitiva non per reati di opinione ma per aver intascato tangenti, corrotto, rubato e abusato del proprio ruolo istituzionale, non per difendere i più deboli ma per accrescere le proprie ricchezze e i propri affari».


    RIFONDAZIONE - Intanto però neanche il capogruppo del Prc alla Camera, Gennaro Migliore usa mezzi termini nei confronti della decisione di Caruso di autosospendersi dopo le polemiche sulle frasi indirizzate a Bigi e Treu. «Quello di Francesco - dice - è un gesto di rispetto nei confronti del gruppo, che però non cancella la gravità delle dichiarazioni del parlamentare»
    BINDI: «RC A UN BIVIO» - Poche ore prima dell'annuncio di Caruso, il minsitro della Famiglia Rosy Bindi aveva dichiarato: «Rifondazione comunista si trova davan a un bivio. Attorno alla legge Biagi, secondo il ministro - si è costruito uno scontro ideologico che attraversa tutto il centrosinistra. Paradossalmente se il Prc non chiarisce veramente al suo interno tutte le posizioni rischia di essere la prima alleata di quelli che non vogliono cambiare la legge Biagi». Bindi ha spiegato che il governo ha varato provvedimenti sul costo del lavoro che sono già un sostanziale mutamento di rotta. In questo senso, «credo che in parte abbiamo già cambiato la legge Biagi». Da Bologna il ministro esprime la sua solidarietà a Marina Orlandi e agli altri familiari del professore ucciso dalle Br.
    FERRANDO: «CONTRADDIZIONE» - Il portavoce del Pcl, Marco Ferrando, aveva parlato invece di una «contraddizione clamorosa». «Tutte le sinistre di governo che oggi parlano contro la precarietà sono le stesse che hanno votato o accettato negli ultimi dieci anni tutte le leggi di precarizzazione del lavoro; ieri pacchetto Treu, oggi la continuità della legge 30. Ieri come oggi sempre a sostegno di Romano Prodi. La verità è che nella lotta alla precarietà, incompatibile è Prodi, non Caruso. La cui unica responsabilità, semmai, è di aver votato per un anno a favore di Prodi».
    MASTELLA: «NON CI STIAMO» - Del «caso Caruso», seppure di sfuggita, ha parlato anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella. «Nessuno si nasconde le difficoltà politiche per la costruzione di un centro autonomo dai due Poli. Ma occorre prendere atto con realismo che la terra promessa di chi vuole una reale governabilità non può essere questo bipolarismo all'italiana, dove la Cdl è prigioniera del razzismo dei Gentilini e l'Unione è costretta a subire le sparate dei Caruso. A chi sta bene questo stato di cose, si accomodi pure. Ma non conti sul nostro contributo».
    SU INTERNET - Il popolo di sinistra intanto si è diviso sul web: c'è chi critica (la maggior parte) Caruso, ma anche chi ne condivide gli argomenti o che comunque non ne può più del «linciaggio» cui è sottoposto. NeSxnet (community che si dichiara «sentimentalmente di sinistra») rappresenta l'intera gamma di reazioni.

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    00 8/14/2007 9:33 AM
    CARUSO, E' ANCORA BUFERA, ANCHE BERTINOTTI DEPLORA
    Forse a settembre espulso. Ma Prc: su precarietà non ci fermiamo





    Ha mantenuto uno strettissimo riserbo pubblico Fausto Bertinotti, ma il suo giudizio sulle esternazioni agostane del deputato no global Francesco Caruso lo ha espresso in una cordiale telefonata con il giurista ed ex ministro Tiziano Treu, definito "assassino" assieme a Marco Biagi dall'indipendente del Prc. E la sua riprovazione suona come una bocciatura forse senza appello sul deputato, sul quale "a settembre valuteremo", annuncia il capogruppo di Rifondazione alla Camera Gennaro Migliore. Ma l'espulsione (dal gruppo, perché al partito Caruso non è iscritto) appare sempre più probabile.

    Nella telefonata di "solidarietà" a Treu, è lo stesso senatore della Margherita a raccontarlo, Bertinotti "ha confermato la disapprovazione di questo comportamento dell'onorevole Caruso", e questo "sia sul piano politico sia su quello personale".

    Rifondazione, che su Caruso ribadisce un giudizio che suona come preavviso di 'licenziamento' ("non è linguaggio terroristico ma voglia di apparire", lo liquida Migliore), reagisce però all'accerchiamento di avversari e alleati, alcuni dei quali si spingono a rimettere in discussione la presenza dei ministri alla manifestazione del 20 ottobre sul welfare, mettendola in relazione proprio con la probabile presenza di Caruso e di parte dell'area no global. "I tentativi strumentali di adoperare le parole sbagliate di Caruso per costringerci ad ammorbidire il nostro impegno contro la legge Biagi - mette in chiaro il presidente dei senatori del Prc Giovanni Russo Spena - e contro le morti sul lavoro sono destinati a cadere nel vuoto".

    Sulla stessa linea si attesta il sottosegretario dei Verdi Paolo Cento, secondo il quale "i giudizi espressi da Caruso vanno respinti ed è giusto esprimere solidarietà a Treu e ai familiari di Biagi", ma questo non deve "oscurare la necessità di cambiare quelle leggi che hanno consentito l'introduzione di quei contratti atipici che hanno sottratto diritti e tutele a migliaia di lavoratori".

    Ma la polemica non si spegne. Anche l''Osservatore romano', da tempo in prima linea nella campagna contro le morti bianche, condanna il deputato campano, per le espressioni che "feriscono la democrazia". Per il quotidiano della Santa sede "si tratta indubbiamente di espressioni ripugnanti, offensive della memoria di vittime dell'eversione". La destra rimane all'offensiva. Roberto Calderoli della Lega ammonisce: "O scaricano subito il pericoloso 'scemo di sinistra' oppure a dimettersi devono essere Bertinotti e il ministro di Rifondazione Comunista presente nel governo: se non lo faranno, diversamente, a settembre potrebbe arrivare una mozione di sfiducia individuale nei loro confronti...".

    Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, si spinge oltre, denuncia "una brutta aria, innanzitutto sul piano delle micro organizzazioni sociali che portano avanti iniziative fondate sulla violenza", e mette sullo stesso piano le parole di Caruso con il libro di Beppe Grillo contro il precariato, quello per il quale il comico-blogger genovese ha ricevuto anche un ringraziamento del Quirinale: ma per Cicchitto "il libro di Beppe Grillo costituisce il retroterra culturale dell'infame espressione di Caruso". Maurizio Gasparri di An attacca il Prc perché non ha ancora espulso il deputato no global: "Migliore si rivela il peggiore in quanto a riflessi e lucidità. Perché deve aspettare settembre per cacciare Caruso dal gruppo di Rifondazione alla Camera?. Gli serve una perizia - ironizza - per valutare le sue parole criminali?". Stessa posizione da Lorenza Cesa, segretario dell'Udc: "Mi aspetto che il Partito di Rifondazione Comunista, che esprime la terza carica dello Stato nella figura di Bertinotti e che ha dei propri rappresentantinel governo del Paese, provveda ad espellere il deputato dal suo gruppo parlamentare. Altrimenti dovremmo dedurre che queste condanne sono lacrime di coccodrillo".

    Ma è da alcuni alleati che Rifondazione subisce l'attacco forse più insidioso, quello contro la manifestazione del 20 ottobre su welfare, pensioni e precarietà. Durissimo Angelo Piazza dello Sdi: "Il 20 ottobre si terrà una manifestazione della sinistra radicale sulla riforma del welfare, in quella manifestazione non si dovrà sentire una sola parola contro Marco Biagi, altrimenti sarà chiaro che la sinistra della nostra maggioranza sta dalla parte dei terroristi". Mentre Angelo Pedica dell'Italia dei Valori intima addirittura "alla sinistra radicale un atto di responsabilità, quello di annullare la manifestazione del 20 ottobre che oltre a non avere senso già prima, oggi, sarebbe un insulto all'Italia intera". "Sciacallaggi, roba da vecchia scuola stalinista", sibila un anonimo dirigente del Prc. E il solco fra l'ala sinistra dell'Unione e gli alleati moderati rischia di allargarsi ancora, sull'onda delle parole di Caruso.