00 10/7/2006 3:13 PM
Il Monte Bianco, oltre ad essere la più alta vetta d'europa, è un punto magico situato nei pressi di Torino, ma ancora più vicino alla città, e probabilmente ancora più misterioso, è il famoso Musinè, contrafforte roccioso delle Alpi, che si situa a circa una ventina di chilometri dal capoluogo piemontese.

Sicuramente se a qualche membro della forestale qualcuno chiedesse informazioni su questo monte, a quel qualcuno verrebbe raccontata la storia degli innumerevoli tentativi di rimboshimento di una fascia brulla del Musinè, non andati mai a buon fine.
Le leggende che si sentono raccontare dagli abitanti della zona, spaziano tra extraterrestri e magie varie.

Le cose che comunque non possono essere negate sono i bagliori verdastri o azzurrini che sembra che in molti abbiano visto durante gli anni, e tra questi vi sono anche persone a quanto pare degne di credito.
Una ulteriore curiosità è la presenza di una strana incisione in un grosso masso del monte, risalente forse al neolitico. L'incisione è in realtà un disegno, che i sostenitori della presenza degli UFO accolgono come "cronaca di un avvistamento", si vedono infatti degli omini con le braccia alzate ed uno sdraiato (o morto?) e nel cielo si vede un cerchio e altri due mezzi cerchi...
E' da notare che il cerchio/disco volante intero è posto al centro, mentre gli altri due mezzi cerchi sono uno più piccolo ed uno più grande, quasi a voler indicare una certa prospettiva, e cioè uno più indietro rispetto al cerchio intero ed uno più avanti. Per questa ragione, c'è una ulteriore corrente di pensiero secondo la quale quel disegno non sarebbe la cronaca di un avvistamento ma solamente la cronaca di un ciclo solare durante il giorno. Infatti se il cerchio/disco volante potrebbe benissimo essere il sole a mezzogiorno, i due mezzi cerchi potrebbero rappresentare un'alba e un tramonto, a maggior ragione perché sono posti con una certa prospettiva!

Sul monte vi è posta (oramai in via definitiva dal 1984) anche una strana lapide, che recita così: QUI E' L'UNA ANTENNA DEI 7 PUNTI ELETTRODINAMICI CHE DAL PROPRIO NUCLEO INCANDESCENTE VIVO LA TERRA TUTTA RESPIRA EMETTE VITA. QUI OPERANO LE ASTRALI ENTITA' CHE FURONO HATSHEPUT ECHNATON GESU' IL CRISTO MAOMETTO CONFUCIO ABRAMO IL BUDDHA GANDHI MARTIN LUTER KING FRANCESCO D'ASSISI E ANCHE TU SE VUOI ALLA FRATELLANZA COSTRUTTIVA TRA TUTTI I POPOLI. PENSACI INTENSAMENTE 3 MINUTI. PENSIERO E' COSTRUZIONE.
Tutti coloro che sono stati menzionati in questa lapide sono stati degli innovatori o riformatori religiosi in qualche maniera..
Hatsheput è una eccezione, in quanto fu un faraone donna che portava la barba per ingannare i nemici.
Il mistero di tale lapide è che non si sa chi l'abbia portata e neanche il perché...
Altre cose strane riguardanti questo monte sono ad esempio il fatto che ai piedi di esso c'è una parte d'ombra, dove cioè nemmeno con le apparecchiature elettroniche più sofisticate si può ricevere qualche onda radio...
Altri hanno dichiarato anche la presenza di strane interferenze, che puntualmente svaniscono non appena si esce dalla zona "incriminata". A quanto pare vi sono anche delle prove a testimoniare che nel Musinè si nasconda un campo magnetico naturale, in particolare queste prove risiedono in alcune foto, dove si presenta un insolito fenomeno di rifrazione, o ancora dove si presenta un insolito fascio di luce attorno alla testa dei soggetti fotografati (luminescenza localizzata), fenomeno che si può costruire solitamente solo in laboratorio.
Altre leggende vanno addietro fino ai tempi di Costantino, quando, nel 313 D.C., la notte prima di una battaglia, egli alzò gli occhi al cielo e vide sulla cima del Musinè una grande croce con la scritta: "in hoc signo vinces"..
L'ultima dichiarazione a cui vi lascio riguarda quella fatta da un occultista torinese molto noto, il quale ha affermato che il monte è un punto magico per eccezione, dove sia possibile a quanto pare fare delle evocazioni con molta facilità, un pò come se le capacità medianiche di ciascuno in quel luogo venissero ampliamente potenziate.

Fonti tratte da: Torino città magica, di Giuditta Dembech, ed. l'Ariete