00 10/26/2006 9:15 PM
*Grado di Congrega: Allieva (musico)

*Skill di congrega:

INTRATTENERE liv 1
CHARME DELL’ARTISTA liv 1



*Bg (-> http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=62636&idd=1342)

“La terra in cui nacqui è nomata Andalusia, il mio villaggio sorgeva abbarbiccato su di una rupe a strapiombo sul mare, poco distante dal porto di Màlaga,al tramonto si stagliava fiero sul cielo azzurro e rosa. Vidi i natali nel 28°giorno del mese di Suille...alle prime luci dell'alba tutti sentirono il primo vagito dell'unica figlia di Rose ed Alexander DeLaCroix e la mia prima culla fu la rena del mare grande che si specchia sotto il cielo. Fui nomata Esmeralda, come le preziose pietre estratte dalle miniere in cui lavorava mio padre. Quando nacqui avevo una piccola voglia stranamente ricordante una mezzaluna,sulla destra spalla,mia madre diceva che era un segno che il cielo mi aveva messo addosso perchè figlia della Luna...credenza che le derivava dalle sue origini nomadi, io credo sia il segno di qualcosa di cui ancora non ho capito il senso... Mia madre Rose era una giovane tzigana che aveva abbandonato la vita nomade a diciassette anni per amore di mio padre, tirandosi addosso le maledizioni del suo popolo ed il ripudio di suo padre. Era bellissima quando a diciotto anni mi diede alla luce, la sua pelle olivastra e gli occhi appena allungati ricordavano a tutti le sue origini moresche. Mi insegnò a leggere e scrivere e l’arte erboristica che conosceva, mi narrava del suo popolo con grande rispetto e la sera mi addormentava con antiche leggende e canzoni tzigane. Gli alberi si vestivano di fiori mentre compivo i quattro anni e rincorrevo farfalle e piccoli insetti nella prateria davanti alla piccola casa colonica situata al limitare con la grande foresta, e credevo di poter parlare con gli animali... Amavo tutto ciò che era selvaggio e libero e mia madre mi soprannominò ''libellula''. Crescevo curiosa e sincera perchè un cuore leggero deve volare così ripeteva mia madre continuamente. Mio padre Alexander era un uomo buono ed un gran lavoratore, mi insegnò la lealtà e l’umiltà prima di morire ucciso dalla tisi; ricordo quando mi teneva tra le sue braccia un grande senso di forza e sicurezza ed un buon odore di tabacco... Allora avevo quindici anni ed una curiosità poco consona alla vita di paese,quelle rare volte in cui la nonna infrangeva il divieto e veniva a trovarmi mi portava con lei nel bosco e mi raccontava della nostra famiglia,dei nostri avi insegnandomi i passi di un'antica danza popolare che conosceva,la chiamava flamenco... L'ultima volta che la vidi mi regalò una cavigliera d’argento adornata di numerosi campanellini, da allora non la tolsi più. A sedici anni trovai lavoro nella bottega di erboristeria del villaggio,la proprietaria era una giovane mezzelfo di nome Thyria che mi insegnò anche un poco di lingua elfica, ma devo dire che non l'appresi mai appieno...Thyria mi fece però il regalo più bello: una cetra di legno di acero che tutt'oggi mi accompagna. Quando avevo diciotto anni Thyria dovette partire ,non fece più ritorno lasciando un vuoto dentro me, per un certo tempo badai io alla bottega, ma il Fato decise di portarmi via anche mia madre, alla sua morte niente più mi legava al villaggio,solo ricordi e dolore e così decisi di partire, c'era solo un posto in cui desideravo recarmi: Avalon. Duro e lungo fu il tempo che passai a mettere da parte qualche soldo per essere traghettata sull'Isola delle Mele, ma il desiderio era troppo grande ed anche le fatiche parevano alleggerirsi.. Ed eccomi giungere ad Avalon con i miei venti anni, poche monete in tasca e tutta me stessa.''





Lady Sydia

Gran Maestro d'Accademia

°°Console Mediterraneo °°




ALIAS

master Kami_Sama