CISTITE INTERSTIZIALE La Cistite Interstiziale (CI) è una condizione di infiammazione cronica dolorosa della vescica.

Dolori di schiena, sindrome piriforme, ernie discali, dolore al coccige

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    simona-71
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    00 12/19/2008 11:26 AM
    dolore al coccige
    anche io ho dolore al coccige ma in realtà si tratta di dolore al ganglio impari cioè è il nervo il problema
    ci vorrebbe un blocco dei nervi pudendi ma alcune hanno effetti collaterali
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    .Mariluna.
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    00 2/12/2009 11:34 AM
    Sindrome di maignè
    www.scienzaesport.com/SdS/060703000/bisciotti_101.htm

    SE ne parla in fondo in basso, a me e Poplife è stata diagnosticata dal Dott. Becò

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    medesima67
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    00 2/12/2009 10:14 PM
    la mia schiena è un disastro
    Io ho fin da bambina scoliosi destro convessa con spondilolistesi per verosimile spondilolisi della L5 su S1.
    Attualmente dopo pochi mesi dai primi disturbi della C.I. risalenti ad un anno fa la mia schiena non mi lascia tregua un minuto ed in questo momento ho fatto rx e sono in attesa di RSM per verificare eventuali peggioramenti visto che male così non sono mai satata.
    Alla cosegna dell'esame (cistografia con idro) Porru mi ha detto diverificare proprio questa cosa perchè potrebbe anche c'ntrare con la vescica.
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    .Mariluna.
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    00 2/13/2009 10:22 AM
    Maura,
    qui nel forum in molte hanno probemi su L5 S1 porco cane dico io, sarà un caso?

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  • ally.f
    00 2/15/2009 3:36 PM
    leggo ora dopo 10 mesi la risposta di Robidesy che ringrazio,mi dispiace non mi sono accorta della sua riposta,anche se non partecipa piu'.
    volevo comunque raccntare che dopo aver seguito un ciclo di laser hilt ora va molto meglio.la lombalgia che era cosi' debilitante mi da' un po' di tregua non so quanto durera',ma per ora ho avuto sgnificativi miglioramenti.
    un bacio
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    .Mariluna.
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    00 8/13/2009 12:11 PM
    Stretch per muscolo piriforme, insegnato dal Fisioterapista Mirko Croci
    Sdraiate su un letto a pancia in su, piegare la gamba del punto corrispondente al lato della schiena dolente, se avete male a dx piegare la gamba dx ad angolo di 90 gradi, tirarla verso di se ma non dritta, laterale per intenderci, tenerla tirata per 10 secondi (contare) poi spingere in avanti per altri 10 secondi, poi ristretchare all'indietro superando il limite precedente, poi di nuovo spingere in avanti, così per un paio di volte fino a stretchare la gamba indietro al massimo che si può
    Se possibile, usare una spruzzata di ghiaccio sintetico prima dello stretch....la spruzzata va data nel punto della schiena e giù lungo il percoso della coscia ma dietro


    Ragà, io lo sto facendo anche 4 volte al giorno, il dolore lombare migliora di parecchio, ma forse la piscina mi sta predisponendo allo stiramento del muscolo

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    00 9/3/2009 11:26 AM
    Botox per muscolo piriforme
    translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.uniroma2.it/dipartim/radiologia/botulino.html&ei=dImfSq6FFYL0_Aa0m_DkCw&sa=X&oi=translate&resnum=10&ct=result&prev=/search%3Fq%3Dmuscolo%2Bpiriforme%2Binfiltrazioni%2Bbotox%2...


    www.uniroma2.it/dipartim/radiologia/botulino.html
    [Edited by .Mariluna. 9/3/2009 11:49 AM]

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    .Mariluna.
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    00 9/3/2009 11:52 AM
    Botulinum toxin type A use in piriformis muscle syndrome: a pilot study.
    Childers MK, Wilson DJ, Gnatz SM, Conway RR, Sherman AK.

    Department of Physical Medicine and Rehabilitation, University of Missouri-Columbia Hospital, 65212, USA.

    OBJECTIVE: This study was undertaken to test the hypothesis that intramuscular botulinum toxin type A decreases chronic pain attributed to piriformis muscle syndrome to a greater extent than a similar injection with vehicle (saline) alone. DESIGN: This double-blind, single group, crossover study was performed at an outpatient university clinic. Nine women with chronic buttock, hip, and lower limb pain without evidence of lumbar disk herniation or nerve root impingement on imaging studies participated in the study. The analgesic efficacy of a fluoroscopic/electromyographically guided unilateral intramuscular piriformis injection with 100 units botulinum toxin type A was compared with a similar injection of vehicle alone. Visual analog pain scales (VASs) were used to measure pain intensity, distress, spasm, and interference with activities. RESULTS: No differences in mean VASs were detected between groups at baseline or after injection with vehicle. However, decreases were observed between baseline and post-botulinum toxin type A injection mean VASs, but only in one of four categories (interference with activities). VASs from every time point (days) were also compared with the average baseline VASs. After injection with vehicle, decreases were detected, but only in one of the four categories (distress). In comparison, after injection with botulinum toxin type A, decreases were observed under all VAS categories. CONCLUSIONS: VAS data suggest that intramuscular piriformis injection with 100 units of botulinum toxin type A can reduce pain to a greater extent than similar injections with vehicle alone.

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    cristallosognante®
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    00 9/5/2009 3:10 PM
    Ecco la mia esperienza.
    Da circa tre/quattro anni sono cominciati dolori articolari e muscolari che col passar del tempo si sono cronicizzati a tal punto da divenire il mio problema primario, ancor più del dolore pelvico.
    Ormai convivo col dolore cervicale 24 ore su 24, e nulla, nè esercizi mirati, nè sedute costosissime dall'osteopata, nè le cure consigliate del fisiatra sono serviti ad alleviarlo. L'unica cosa che mi aiuta un po'( ma solo un po') è l'assunzione di 1000 gr. di paracetamolo per almeno 10 giorni diseguito.

    Oltre alla cervicale mi tormenta anche una lombosciatalgia anch'essa incurabile, dolori alla parte basa della schiena che s'irradiano lungo la gamba e si acutizzano nel tallone. Pare che soltanto la posizione stesa sia quella adatta per me, perchè stare seduta mi nuoce, stare in piedi mi nuoce, ma la cosa che mi nuoce di più è sedermi sul divano la sera con le gambe in alto adagiate sul poggiapiedi, posizione che invece dovrebbe essere rilassante e salutare. Quando mi alzo infatti ho le gambe talmente doloranti da non riuscire a camminare, i piedi mi formicolano e sento acute punture di spillo nei polpacci.

    Un anno fa mi sono recata in un centro di reumatologia specializzato in fibromialgia, ma la dottoressa che mi ha visitata mi ha detto che non può diagnosticarmi la fibriomalgia perchè non sono sensibile alla pressione dei tender points. In effetti non sentivo alcun dolore quando mi toccava, neppure lieve.
    Ha aggiunto che probabilmente i miei dolori articolari sono collegati alla CI ma che non è ancora possibile capire come e perchè.

    Io soffro anche di vestibolidinia, colon irritabile (anzi, sarebbe meglio dire irritato, perchè i disturbi sono costanti), disordini ormonali che mi stanno causando sintomi da menopausa precoce (ho 42 anni) quali stanchezza cronica, repentini sbalzi di umore e temperatura coroporea, veri e propri colpi di sonno quasi come attacchi di narcolessia, gonfiori doloranti agli arti inferiori con conseguente fragilità capillare e insufficienza venosa, etc.

    Sono in cura al Besta di Milano perchè soffre da anni di cealea cronica, che si manifesta con attacchi di emicrania talmente violenti da provocarmi alterazioni permanenti del campo visivo.

    Ah, sì, dimenticavo anche che mi è stato diagnosticato bruxismo, sono in attesa di una visita dal gnatologo per farmi prescrivere il bite.

    C'è altro?
    Oltre al fatto che convivo costantemente da lungo tempo con dolori di varia intensità e natura, vescica, vulva, basso ventre, intestino, gambe, piedi, collo e orecchio e tempie?

    Mi manca solo il ginocchio della lavandaia.

    Come si dice, l'importante è la salute...[SM=g7531]
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    poplife
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    00 9/7/2009 10:01 AM
    beh, Cristallo, a quanto pare siamo tutte fatte con lo stampino...
    io ho fatto anni con i dolori cervicali, alla schiena, lombari, ecc. ecc., vestibolite dall'adolescenza e poi 3 anni fa tutto si è esteso a macchia d'olio a vescica e muscoli/nervi interni.
    Io ti posso dire che durante la cura con il Laroxyl per la vulvodinia e la CI i primi ad andare sono stati i sintomi alla cervicale e agli arti, per le pelvi purtroppo è più ostico perchè nasce tutto da lì nel mio caso.
    Però ti posso dire che con i farmaci antinevralgici, oltre a steare meglio in basso, il mal di testa è sparito..salvo tornare in questo ultimo mese perchè sono andata in sovradosaggio, argh!
    è un gran casinO!
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    .Mariluna.
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    00 10/28/2009 12:09 PM
    Sindrome Piriforme
    www.rehab-pilates.it/index.php?option=com_content&view=article&id=212:la-sindrome-del-muscolo-piriforme-la-falsa-sciatalgia&catid=63:osteopatia&I...

    La sindrome del muscolo piriforme - La falsa sciatalgia PDF Stampa E-mail
    Scritto da Dott. Marco Paonessa
    Sabato 21 Febbraio 2009 17:25
    Introduzione

    Il dolore sciatalgico, spesso provocato da un'ernia discale, da una stenosi lombare e da una massa tumorale, può anche essere causato da un'ematoma presente nei muscoli ischiocrurali, e talora dal muscolo piriforme divenuto così rigido e voluminoso da comprimere il nervo sciatico, scatenando dolori e parestesie alla regione glutea e alla porzione posteriore dell'arto inferiore. La sindrome del piriforme (SP), così fu definita per la prima volta da Yoeman nel 1928, nonostante venga spesso misconosciuta proprio per la presenza del classico dolore sciatalgico, sembra essere una causa non rara di dolore al gluteo e all'arto inferiore. In uno studio compiuto su 240 pazienti con manifestazioni e sintomi di radicolite lombosacrale, la SP era stata diagnosticata nel 43% dei soggetti. Questa sindrome, che colpisce prevalentemente il sesso femminile (rapporto 6:1 con gli uomini), è in grado di scatenare dolori e deficit motori all'arto inferiore così importanti da impedire all'individuo il normale svolgimento delle attività lavorative e sportive e, nei casi più severi, da limitare le normali attività quotidiane
    Rapporti anatomici tra il piriforme e lo sciatico

    Rapporti anatomici muscolo piriformeIl muscolo piriforme è generalmente costituito da tre o più ventri che originano medialmente dalla faccia antero-interna del sacro, tra il primo e il quarto forame sacrale, e s'inseriscono mediante un unico tendine, dopo aver percorso il grande forame ischiatico, sulla faccia superiore del gran trocantere.
    Nonostante siano rari gli studi elettromiografici che dimostrano l'azione meccanica del piriforme, si ritiene che questo muscolo determini l'extrarotazione del femore, quando l'anca è in posizione zero e non soggetta a carico, e l'abduzione quando l'anca è flessa a 90°. Quando invece l'arto inferiore è sottoposto al carico, sembra che il piriforme intervenga per frenare la brusca rotazione interna del femore, ad esempio nella fase d'appoggio della corsa. Inoltre, quando l'inserzione sul femore è fissa, il piriforme è in grado di produrre un'importante forza rotatoria sull'articolazione sacro-iliaca, spostando la base del sacro in avanti e l'apice indietro rispetto alle ali iliache.
    Il nervo sciatico emerge dalla pelvi attraverso un unico tronco che passa, nel 85% dei casi, anteriormente al piriforme, nel 11 % dei soggetti invece la porzione peroniera del nervo sciatico passa attraverso il piriforme e la porzione tibiale anteriormente al muscolo. Ancora, nel 3% dei soggetti la porzione peroniera del nervo sciatico passa sopra e posteriormente al piriforme e la porzione tibiale anteriormente, mentre nel rimanente 1 % dei casi, il nervo sciatico attraversa il muscolo piriforme.
    Questa variabilità di rapporti tra il piriforme e lo sciatico verrebbe interpretata da alcuni Autori come un tentativo "naturale" di ridurre il rischio di compressione dello sciatico, e nonostante altri affermino che lo sciatico sia maggiormente a rischio di compressione quando attraversa il ventre del piriforme, non è stato condotto nessuno studio che avvalori uno specifico significato di questa variabilità anatomica. Interpretazioni a parte, il nervo sciatico può essere sia compresso dal muscolo piriforme contro l'arcata ossea del grande forarne ischiatico sia soffocato all'interno del ventre muscolare.
    Eziologia della sindrome del piriforme

    [G]Uno stato flogistico del piriforme, in presenza di malattie infiammatorie croniche della pelvi, artrite dell'anca o miofibrosite, può comportare la formazione di bande miofasciali particolarmente fibrotiche e poco elastiche e un deposito di fibrina tra le libre muscolari del piriforme. Queste bande miofasciali e il tessuto connettivo cicatriziale si organizzano seguendo linee di forza non fisiologiche, causando, oltre ad un palpabile indurimento del ventre muscolare, una maggior resistenza meccanica allo stiramento del muscolo (stiffness).
    Anche un trauma diretto al piriforme e l'azione di microtraumi ripetuti alla regione glutea, causati ad esempio dalla posizione seduta ad anche addotte ed intraruotate, possono determinare un deposito di microscopiche aderenze cicatriziali disposte longitudinalmente e trasversalmente alle fibre muscolari.
    Il muscolo piriforme, divenuto più teso, impegna in modo anomalo lo spazio del grande forame ischiatico, comprimendo, specie quando viene stirato, il nervo sciatico contro l'arcata ossea del foro. Lo sciatico, nel caso in cui un suo ramo attraversi il piriforme, può rimanere soffocato anche all'interno del ventre muscolare. Il risultato in entrambi i casi non cambia: l'insulto meccanico al nervo sciatico origina una sintomatologia sciatalgica caratteristica della SP.
    Anche la presenza nel piriforme di un trigger point (TP) attivo (zona iperirritabile all'interno di una bandeletta muscolare contratta e/o della sua fascia connettivale, dolorosa alla compressione e in grado di evocare un caratteristico dolore proiettato) può aumentare la stiffness intramuscolare e il diametro del ventre del piriforme. I TP attivi nel muscolo piriforme possono inoltre causare, indipendentemente dalla compressione dello sciatico, caratteristici quanto fuorvianti dolori miofasciali proiettati alla regione sacro-iliaca, alla natica e alla parte posteriore della coscia.
    Come riportato da Travell e Simons, prima di diventare attivi i TP sono spesso latenti, cioè silenti dal punto di vista del dolore, ma in grado di causare una limitazione del movimento e un'ipostenia del muscolo colpito. Diverse sono le cause che attivano i TP o che irritano quelli latenti: l'attivazione dei TP del muscolo piriforme è spesso conseguenza di un sovraccarico intenso e improvviso, ad esempio quando ci si trattiene dal cadere, o quando si tenta di frenare troppo rapidamente una rotazione interna dell'arto inferiore durante un cambio di direzione in corsa, o ancora quando, poggiando un peso al suolo, si abducono e si flettono le anche impegnando notevolmente entrambi i piriformi. Altri specifici movimenti, se ripetuti a lungo, sono in grado di irritare o perpetuare i TP del piriforme: una massaggiatrice, ad esempio, presentava dolori proiettati dal piriforme a causa dell'attivazione di TP in seguito a ripetute torsioni del tronco in posizione flessa eseguite durante l'attività lavorativa.
    Un trauma diretto al piriforme può essere anch'esso responsabile dell'attivazione di TP in questo muscolo.
    Sintomatologia ed indagine clinica

    La sintomatologia della SP può comprendere un rigonfiamento esteso dal sacro al gran trocantere, dolore e/o parestesie al tratto lombare, alla regione glutea, alla porzione posteriore della coscia e della gamba, alla pianta del piede, nonchè deficit motori e aree di ipoestesia all'arto inferiore. Frequentemente tali sintomi si presentano in forma più acuta dopo un lungo periodo in posizione seduta, specie con il femore intraruotato, o dopo lo svolgimento di attività sportive e lavorative particolarmente intense.
    La diagnosi della SP si raggiunge principalmente con un esame clinico, anche se in alcuni casi trovano indicazione lo studio della conducibilità nervosa dello sciatico, la TAC e la risonanza magnetica che permettono di visualizzare il piriforme e le strutture neuro-vascolari limitrofe. L'osservazione del paziente e l'esecuzione di alcuni test clinici sono tuttavia sufficienti per valutare la stiffness del piriforme e la compressione dello sciatico. La rotazione esterna del femore, visibile quando il paziente in posizione supina atteggia il piede in extrarotazione, può essere un segno di tensione meccanica a carico del piriforme o di altri rotatori esterni dell'anca.
    Tra i test clinici maggiormente citati in letteratura vi è il test di Freiberg, la cui esecuzione avviene con il paziente in posizione prona, flettendo passivamente il ginocchio a 90° e portando la gamba all'esterno per imprimere al femore una rotazione interna: lo stiramento del muscolo piriforme (che è un extrarotatore) scatena, in caso di positività del test, sia un dolore muscolare, sia un sintomo da compressione dello sciatico. Questo test permette inoltre di indagare il grado di estensibilità del piriforme e di altri rotatori esterni dell'anca.
    Per testare in modo più analitico la tensione del piriforme, Saudek propone invece di posizionare il soggetto in decubito controlaterale, con l'anca e il ginocchio da valutare flessi a 90°, e di addurre passivamente il femore mentre si stabilizza il bacino.
    Diversamente Pace e Nagle fanno eseguire al paziente una abduzione-extra-rotazione isometrica delle anche contro le mani dell'esaminatore dalla posizione seduta: il piriforme, aumentando il proprio diametro e la propria tensione durante la contrazione, può scatenare dolori miofasciali e di natura compressiva.
    La palpazione della natica sofferente permette di valutare la presenza di gonfiore, la tensione del ventre muscolare e l'attività dei TP nel piriforme: la posizione più indicata prevede il soggetto sdraiato sul fianco controlaterale, con il femore interessato flesso e addotto, in modo da stirare il piriforme. Questo muscolo può essere palpato esternamente, per quasi tutta la sua lunghezza: è possibile infatti individuare l'esatta localizzazione del piriforme tracciando una linea dal bordo superiore del gran trocantere all'estremità sacro-iliaca del grande forame ischiatico.
    Esercitando con le falangi distali del II e III dito una pressione trasversale alla direzione delle fibre del piriforme, si riconosceranno le bandelette contratte e, al loro interno, i TP che corrispondono alle zone più dolenti.
    Trattamento

    Nonostante rimangano ancora poco chiari alcuni aspetti circa l'efficacia del massaggio muscolare, è lecito affermare che questa terapia ha, tra i suoi effetti, la diminuzione della tensione muscolare e la disattivazione dei TP muscolari. Il massaggio del piriforme è stato dimostrato essere capace di diminuire la stiffness del piriforme e l'attività dei TP, riducendo la pressione di questo muscolo sul nervo sciatico e facendo regredire la sintomatologia dolorosa miofasciale. La compressione ischemica descritta da Travell nel 1952 consiste in una pressione esercitata sul TP muscolare, sufficientemente sostenuta e prolungata da inattivarlo. Rilasciando la pressione, la cute inizialmente impallidisce, poi manifesta un'iperemia reattiva: le alterazioni della perfusione della cute corrispondono molto probabilmente ad alterazioni che sembrano essere responsabili dell'efficacia di questa manovra. Nell'applicare la compressione ischemica, il muscolo deve essere stirato fino a far avvertire al soggetto un lieve indolenzimento: il pollice, o entrambi tenuti sovrapposti, vengono utilizzati schiacciando direttamente il TP per creare una pressione dolorosa ma tollerabile. Al diminuire del dolore avvertito dal paziente durante la seduta, o nel corso del ciclo di trattamento, la forza esercitata sul TP viene aumentata anche fino a 15 kg.
    Nel trattare TP recenti e moderatamente attivi, può essere sufficiente un solo trattamento, durante il quale il paziente viene sottoposto ad una serie di elevate compressioni ischemiche. Nel caso invece di TP cronici e molto irritati, è necessario aumentare gradualmente le compressioni all'interno di più sedute.
    Le microscopiche aderenze cicatriziali, che si depositano parallelamente alle fibre muscolari in seguito ad un trauma unico o a microtraumi ripetuti, possono invece essere "scollate" con energiche frizioni eseguite trasversalmente alla direzione delle fibre. L'eliminazione di queste aderenze restituisce al muscolo una normale meccanica del tessuto connettivo e favorisce il ritorno di un normale flusso ematico.
    Durante un singolo trattamento e nel corso di più sedute, è possibile constatare un innalzamento della soglia del dolore avvertito dal paziente, che rappresenta un importante effetto di questa particolare manovra terapeutica.
    Nell'eseguire queste manovre è molto importante accertarsi di non comprimere direttamente il nervo sciatico, chiedendo al paziente l'eventuale comparsa di irradiazioni o parestesie all'arto inferiore.
    Sebbene questa manovra si basi su fondati principi di istologia e risultati clinici testimonino il valore di queste particolari frizioni, mancano ancora in letteratura dati che ne supportino pienamente l'efficacia clinica. Il trattamento iniziale per la sciatica si focalizza nel sollievo del dolore. Per vampate molto dolorose o acute, è consigliabile riposo al letto per un’intera settimana insieme ai farmaci per il dolore ed antinfiammatori. Massaggio ed applicazione di calore possono essere suggeriti come complementari.

    Dolore permettendo, le manipolazioni e le mobilizzazioni Osteopatiche sono di grande beneficio. Sono consigliate Mobilizzazioni che si centrano nella parte bassa della schiena, glutei e muscoli hamstring. Le mobilizzazioni includono anche posizioni che riducano il dolore e procurino conforto. Corsetti possono talvolta essere utili in alcuni casi, ma la loro efficacia, in generale, è minima. Comunque, essi possono essere d’aiuto nella prevenzione delle esacerbazioni relazionate ad alcune attività o movimenti.
    Con la diminuzione del dolore e il successo di una terapia iniziata presto, l’individuo è incoraggiato a seguire un programma di lunga durata per mantenere la salute della schiena e prevenire il ritorno del trauma. Un Osteopata può suggerire degli esercizi ed attività fisica regolare tali come acquagym o camminate. I pazienti sono istruiti a fare dei movimenti meccanici appropriati al corpo per minimizzare i sintomi durante un sollevamento leggero o altre attività.
    Se il dolore è cronico e il trattamento conservativo fallisce, può essere consigliata la chirurgia per riparare un disco erniato o per tagliare una parte o tutto il muscolo piriforme, principalmente se c’è evidenza neurologica del danno nel nervo o nella sua radice.
    Il massaggio è una forma di terapia consigliata, in particolare se il dolore sciatico sorge da uno spasmo muscolare. I sintomi possono anche essere alleviati dall’applicazione di ghiaccio nell’area dolorosa il più presto possibile quando il dolore appare. Il ghiaccio dovrebbe rimanere sull’area da 30-60 minuti diverse volte al giorno. Dopo 2-3 giorni, l’applicazione di una borsa di acqua calda può sostituire il ghiaccio. Un Osteopata può offrire soluzioni possibili per alleviare la pressione sul nervo sciatico ed il dolore che l’accompagna.

    La Ginnastica Posturale Osteopatica può aiutare il paziente a migliorare la postura e prevenire ulteriori episodi di dolore sciatico.
    Prognosi

    La maggior parte dei casi di sciatica sono trattabili con farmaci per il dolore e con l’Osteopatia. Dopo 4-6 settimane di trattamento, un individuo dovrebbe essere capace di riprendere le sue attività normali.
    Lo stretching

    Lo stiramento statico di un'unità muscolo-tendinea produce una tensione a carico degli elementi elastici in parallelo presenti in essa. Malgrado lo stretching non modifichi la stiffness (resistenza all'allungamento) del muscolo bersaglio, si verifica nel soggetto un aumento della tolleranza all'allungamento, che si traduce nella possibilità di allungare ulteriormente quel muscolo a vantaggio di un incremento articolare. Lo stretching statico permette inoltre di disattivare i TP attivi e latenti presenti nel muscolo, diminuendo progressivamente la sintomatologia dolorosa. Stretching del muscolo piriformeL'adozione dello stretching nel trattamento della SP consente quindi di disattivare i TP attivi in questo rotatore esterno e di recuperare il normale allungamento del piriforme durante i movimenti di adduzione-intra-rotazione del femore. Julsrud descrive un atleta affetto da SP che, dopo aver eseguito per una settimana alcune sedute di stretching, potè riprendere la sua attività sportiva senza accusare più dolore. Un ciclo di sedute di stretching statico del piriforme, ripetute ogni due ore per una settimana, hanno prodotto la scomparsa di sintomi radicolari e dolori sciatalgici insorti in un soggetto in cui era comparsa la SP dopo aver spalato la neve per molte ore.
    Il muscolo viene lentamente stirato fino ad un punto di moderato dolore, mantenuto nella posizione raggiunta, quindi rilasciato: poichè il piriforme diventa un abduttore quando l'anca è flessa a 90°, è possibile ottenere il suo stiramento flettendo, adducendo e ruotando internamente l'anca, in posizione seduta, o in stazione eretta.
    Lewit propone invece una diversa posizione per stirare il muscolo piriforme: il paziente è sdraiato in posizione prona e con le ginocchio flesse a 90°, mentre l'operatore spinge le gambe all'esterno in una rotazione interna che determina lo stiramento di entrambi i piriformi.
    Mancano purtroppo studi biomeccanici che confrontino l'efficacia degli esercizi di stretching descritti. Qualche indicazione circa la loro validità proviene dalla sola sensazione dei pazienti che, eseguendo il primo esercizio, avvertono una tensione proprio in corrispondenza del piriforme, mentre con gli altri due, percepiscono una "torsione" all'anca, forse imputabile all'azione meccanica sulle strutture periarticolari. Anche la durata di ogni singolo esercizio di stretching, il numero di ripetizioni, il tempo di riposo e la frequenza delle sedute aspettano conferme scientifiche, seppur, da un recente studio sugli effetti dello stiramento muscolare, risulta che 30 secondi di stiramento producono, sui flessori del ginocchio, un maggior effetto rispetto alla stessa posizione mantenuta per 15 e 60 secondi.
    [Edited by .Mariluna. 2/18/2010 10:54 AM]

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    00 11/5/2009 1:09 PM
    ciao
    ho trovato per caso questo sito, perchè il mio calvario è iniziato circa 10 mesi fa, scosse fortissime in area inguinale, contrazione muscoli del paviemnto pelvico, vestibolite, cistite. Dopo mesi e dopo una fisioterapia sbagliata da una rmn risulta protusione discale l4-l5 e ernia discale l5-s1, sto facendo infiltrazioni, ipertermia, trazioni; essendo arrivata tardi a capire il problema ora ho una nevrite che interessa il pudendo e i genitali e lo sciatico, quindi tutta la gamba sinistra specialmente il tallole, ho da poco iniziato il farmaco lyrica. Spero tando di venirne a capo perchè la mia vita così è un inferno.

    grazie
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    cristallosognante®
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    00 11/7/2009 3:27 PM
    Re:
    poplife, 07/09/2009 10.01:

    beh, Cristallo, a quanto pare siamo tutte fatte con lo stampino...
    io ho fatto anni con i dolori cervicali, alla schiena, lombari, ecc. ecc., vestibolite dall'adolescenza e poi 3 anni fa tutto si è esteso a macchia d'olio a vescica e muscoli/nervi interni.
    Io ti posso dire che durante la cura con il Laroxyl per la vulvodinia e la CI i primi ad andare sono stati i sintomi alla cervicale e agli arti, per le pelvi purtroppo è più ostico perchè nasce tutto da lì nel mio caso.
    Però ti posso dire che con i farmaci antinevralgici, oltre a steare meglio in basso, il mal di testa è sparito..salvo tornare in questo ultimo mese perchè sono andata in sovradosaggio, argh!
    è un gran casinO!


    Io sono abbastanza contraria all'assunzione di troppi farmaci, soprattutto se si tratta di psicofarmaci come il laroxyl, che tra l'altro su di me ha un effetto devastante.
    Feci una breve terapia per la CI col laroxyl circa sette anni fa, il dolore era attenuato, vero, ma in realtà era attenuata qualsiasi cosa, anche il piacere sessuale e qualsiasi altra sensazione fisica. Comsiderando che il laroxyl cura soltanto i sintomi dolorosi e non la causa preferisco farne a meno e tenermi il dolore (finchè lo sopporto).
    Pérò se tu ne trai giovamento fai bene a prenderlo, ognuna di noi ha il suo percorso.
    Il mese passato sono stata dal gnatologo e ho avuto la fortuna di essere visitata da un professore, persona eccezionale, che mi ha spiegato che quando si sopporta dolore fisico protratto per molti anni il corpo ha delle continue contrazioni involontarie anche notturne, veri e propri spasmi che a lungo andare provocano infiammazioni diffuse a livello nevralgico.
    Ho appena avuto il risultato della risonanza magnetica, ho due ernie cervicali e una lombare, eppure non ho mai avuto incidenti nè colpi di frusta. Ho letto che le ernie possono dipendere da contrazioni muscolari e posture errate, a qeusto punto tutto torna...voi che ne pensate?
    Può essere che sia la sintomatologia dolorosa continua a causare nelle malate di CI tutti questi malanni correlati?

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    .Mariluna.
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    00 11/8/2009 1:41 PM
    qualcuna può fare a meno di farmaci, qualcuna no

    Pare che i muscoli siano molto importanti nei nostri casi, ma ancora si capisce troppo poco
    Ma è possibile tutto

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    dani.65
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    00 11/8/2009 2:21 PM
    purtroppo,
    mi devo aggiungere anch'io nei dolori lombari.In una indagine eseguita con RMN si evidenzia il disco intersomatico L5-S1 risultare ipointeso in T2 come da manifestazioni regressive.Da ragazza sono caduta per ben due volte dalla scala e non vi dico i dolori al coccige,non riuscivo nemmeno a stare seduta e tuttora mi duole.Purtroppo ho alti problemi di salute che vi raccontero'in un'altro momento con piu' calma ,ora vi saluto calorosamente ma il dovere mi chiama,ho una montagna di panni da stirare.CIAO [SM=g7255]
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    poplife
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    00 11/9/2009 3:58 PM
    Cristallo, non è vero che farmaci come il Laroxyl curano i sintomi, o meglio è vero in parte: quando sono stata da un neurourologo mi ha spiegato (molto meglio di come sto facendo io ora, ovviamente) che nel dolore neuropatico come il nostro è fondamentale spezzare il circuito del dolore..che sia con infilatrazioni, farmaci, o terapia manuale, l'importante è fermarne il circolo vizioso di automantenimento. Essendo il dolore neuropatico provocato dal sistema nervoso stesso e non da un fattore esterno, l'unica arma che si ha è di mettere a tacere il dolore per un periodo suffientemente lungo da resettarne la memoria.
    Poi, che purtroppo non tutti abbiamo risultati con i farmaci è un altro discorso, però sfatiamo queste leggende metropolitane sugli antidepressivi come il Laroxyl che invece lavora bene anche sul dolore ai nervi.
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    cristallosognante®
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    00 11/11/2009 8:20 PM
    In realtà ti sei spiegata piuttosto bene, conosco l'utilizzo del laroxyl come approccio terapeutico al dolore cronico, non soltanto me l'ha prescritto il neurologo per la mia emicrania, ma lo utilizza anche mia sorella coi suoi pazienti tumorali che spesso sono affetti da dolore cronico.
    Quello che intendevo dire è che il laroxyl non guarisce la mia vescica e quindi, poichè mi procura brutti effetti collaterali preferisco sopportare il dolore.
    Sono restia in linea di massima all'utilizzo di psicofarmaci, anche se li considero indispensabili in alcuni casi, come le situazioni di emergenza o reazioni circoscrivibili a situazioni particolari (ad esempio gli attacchi di panico in vista di un esame importante, etc).
    E' anche vero che oggi come oggi un'alternativa afficace al laroxyl per spezzare il circuito del dolore cronico non esiste, forse in futuro la scienza medica troverà altri rimedi, ma per ora...
    Ciononstante mia sorella ha sperimentato su di sè un metodo per spezzare questo circolo vizioso senza l'aiuto del laroxyl (è medico e affetta da CI) ma utilizzando il contramal in gocce in determinati dosaggi. Adesso non ricordo bene la metodologia ma posso chiederle di spiegarla qui, sperando che trovi il tempo perchè è sempre impegnatissima. Dice che l'effetto è abbastanza soddisfacente,anche se non è paragonabile a quello del laroxyl, probabilmente funziona su chi come lei (e me) ha un dolore persistente ma spesso sopportabile.
    Io purtroppo sono sensilbilissima anche al contramal, ma lo sopporto meglio del laroxyl.
    Inutile aggiungere che lo prendo rarissimamente, solo nei momenti in cui proprio non resisto più.
    Per quanto riguarda i dolori articolari io sto trovando un incredibile beneficio da quando pratico lo yoga. Ero molto scettica a riguardo ma mi sono dovuta ricredere. La consiglio vivamente!
    Mi piacerebbe sapere se qualcuna di voi lo ha provato e ha avuto i miei stessi risultati.
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    cristallosognante®
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    00 11/11/2009 8:25 PM
    Re:
    .Mariluna., 08/11/2009 13.41:

    qualcuna può fare a meno di farmaci, qualcuna no

    Pare che i muscoli siano molto importanti nei nostri casi, ma ancora si capisce troppo poco
    Ma è possibile tutto



    In realtà io ne faccio a meno perchè finora quelli che ho provato hanno avuto zero risultati oppure minimi risultati con pessimi effetti collaterali.
    Diciamo che sono un tantino sfiduciata.
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    .Mariluna.
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    00 11/12/2009 10:01 AM
    Non sapevo soffrisse anche tua sorella di c.i., sarebbe si utile che ci spiegasse del contramal e il dosaggio che utilizza

    In quanto allo yoga mi è stato consigliato dal Dott. Pesce, ma chi ha letto il protocollo stanford sa che è importantissimo dato che loro pensano che la sofferenza in vescica è data da tensione muscolare del pavimento pelvico

    Dici di aver avuto miglioramenti sul dolore articolare, e su vescica??

    Io dovrò decidermi a provare anche lo yoga

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  • mecoledi
    00 11/13/2009 9:48 PM
    Girando a caso per il forum...trovo anche le connessione con la schiena...bene anche io ho la schiena messa male
    Scogliosi sicura
    Ho sbattuto violentemente la schiena una volta alle medie perchè ero su una gamba sola e uno stupido mi ha fatto lo sgambetto sull'altra...
    Ho le vertebre del collo invertite dopo aver tamponato un camion...
    premetto per quello che dico in seguito che non sono nata prematura anzi sono nata in ritardo ero blu e avevo bevuto liquido amniotico non respiravo...
    Poi essendo magra e avendo poco seno al centro del torace ho una sconnessione tra le due ossa: una sporge di più una di meno. oltretutto mi sembra di avere il torace compresso nel senso che le ultime costole sono quasi gommose come se si fossero sviluppate poco
    Inoltre ho la gamba più corta e bacino ruotato
    dovrei portare il byte...ma non lo metto più da quando me l'hanno rinforzato ( mi fa anusea) per il fatto che uno l'ho disintegrato col morso di notte...
    Ho mal di schiena se sto ferma in un posto per più di dieci minuti.
    Spesso a letto non riesco a stare a pancia in su diritta perchè sento dolore.
    Spesso mi prende dolore alla coscia al centro e faccio fatica a camminare
    delle volte ho delle fitte alle dita delle mani oppure nella parte interna dell'avambraccio
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