00 2/9/2006 10:33 AM
La fiaccola nel capoluogo piemontese
Le maggiori preoccupazioni per le Olimpiadi di Torino 2006 arrivano "dalla crescente aggressività" dei gruppi antagonisti e no global, "che hanno ormai egemonizzato la protesta anti-Tav e cercano di usarla a fini eversivi sulla scena mondiale". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Intanto giovedì mattina la fiaccola arriva nella città piemontese al termine dei suoi 11mila km di corsa.

Le forze dell'ordine, ha aggiunto Pisanu, stanno facendo tutto il possibile perché antagonisti, no global, centri sociali e anarchici insurrezionalisti "non producano altri gravi danni all'immagine del nostro paese". Per quanto riguarda la sicurezza, il Ministro ha ricordato che giovedì presiederà il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica "che compirà l'ultima verifica del dispositivo olimpico".

"Il sistema di sicurezza messo a punto per le Olimpiadi di Torino - ha spiegato Pisanu - si ispira al modello già sperimentato con successo nella gestione di grandi eventi internazionali. Per mia scelta questo modello affida la responsabilità principale ai vertici nazionali della sicurezza che operano in stretto contatto con il Prefetto di Torino, responsabile del coordinamento delle forze sul campo, sia in città, sia nei siti Olimpici". Tutto ciò, ha proseguito, "per evitare incertezze nella catena di comando e garantire l'integrazione di tutte le componenti tecniche e umane del complesso dispositivo che impiega oltre ai reparti già presenti in Piemonte, altri novemila operatori delle forze dell'ordine. Ognuno di essi sa esattamente qual è il suo compito e con chi deve fare squadra".

"Già dall'anno scorso - ha poi aggiunto il ministro - è al lavoro presso il ministero dell'Interno il Centro nazionale di informazione delle olimpiadi che raccoglie ed esamina tutte le notizie acquisite dall'Italia e dall'estero in collaborazione con il comitato di analisi strategica antiterrorismo". Ed ha ricordato di aver convocato al Viminale i vertici delle forze dell'ordine e del Sisde "per una valutazione delle possibili ripercussioni interne dell'ondata di protesta che scuote il mondo islamico".

Intanto, tra mille ostacoli e difficoltà, la fiaccola è giunta a Torino. E anche in questo caso si prevedono nuove contestazioni. Il primo appuntamento è nel pomeriggio, al centro di permanenza temporanea di via Sabotino: qui sono attesi 500 antagonisti. Attorno alle 15,15 dovrebbe esserci "l'incrocio" tra la fiaccola e il presidio di protesta. Non è quindi escluso che il percorso venga deviato nuovamente.

Lo spiegamento di forze in vista dell'inaugurazione di venerdì è imponente: cecchini sui tetti, spazio aereo blindato con caccia F16 in volo e altri pronti a partire dalla base Nato di Aviano. A terra una catena di agenti avvistatori per integrare la catena radar. In tutto saranno 15mila gli agenti schierati n piazza, ai quali vanno aggiunti gli 007 che arriveranno dall'estero per seguire le delegazioni straniere, con un occhio di riguardo per quelle di Usa, Israele, Danimarca e Norvegia.

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