00 2/1/2007 2:12 PM
Mentre il medico studia, pure il precariato muore Cari Italians, ci sono politici, sindacalisti, pensatori, professori e commentatori che stanno ancora cercando di elaborare una strategia sostenibile per gestire il problema del precariato. Si cavilla sull'inbound e sull'outbound ed intanto i call center, dove cercavano di stare a galla centinaia di migliaia di precari, chiudono e/o si spostano in posti più accoglienti. Il caso di Wind/Sesto San Giovanni è all'ordine del giorno e sembra a molti una specie di eresia. Ma come? Anche il lavoro più moderno sparisce? Ma non eravamo protetti dal fatto che la lingua italiana è poco conosciuta e che non era facile spostare un contact center in India? Pare proprio di no. La settimana scorsa ho chiamato il call center di una multinazionale, che sapevo aveva un contact center in Irlanda. Mentre aspettavo, ho chiesto all'operatrice, che parlava un decente italiano, che effetti aveva avuto l'uragano Kyrill dalle loro parti. La poverina non ne sapeva niente perchè lei mi rispondeva da Atene in Grecia. Qualcuno dei sindacalisti, pensatori, comunicatori, digiunatori, professoroni, cardinali e contestatori si è accorto che la tecnologia non è neutrale e che forse bisogna cambiare del tutto l'approccio ai problemi? Sono dieci anni che si gingillano con la previdenza integrativa. Ma integrativa di che? Tutti questi operatori di call center che oggi hanno un lavoro, che da precario è diventato a rischio, avranno mai una pensione da integrare, considerato che forse non avranno più un reddito se qualcuno non crea le condizioni per un lavoro non effimero ed evanescente?