00 4/12/2007 10:34 PM

Intervista a Massimiliano Pironti - POLLO -




Ecco ora Massimiliano Pironti, 25 anni, che nello spettacolo avrà il ruolo di Pollo. Ballerino e cantante, la sua formazione nella danza è sia nel classico che nel moderno e nel contemporaneo. Ha iniziato a lavorare nel musical nel 2003, in “Bulli e Pupe” diretto da Saverio Marconi. Nel 2004 inizia la sua carriera televisiva facendo parte del corpo di ballo della fiction “Grandi domani”; alla fine dello stesso anno entra come titolare in danza nel programma “Amici” condotto da Maria De Filippi, diventando uno dei 20 finalisti dell’edizione serale del programma. Nel 2005 partecipa, in qualità di ballerino, al film di Kledi Kadiu “Passo a due”, diretto da Stefano Vicario. L'intervista, è stata rilasciata, come le altre, durante il workshop a Selvino a gennaio.


Allora, intervistiamo il “morto”… (il personaggio di Pollo muore, n.d.r.) - risate Il ruolo: ti hanno scelto, ti sei proposto tu? Com’è andata?
L’ho ottenuto perché io ero interessatissimo a questo musical. Poi loro mi hanno focalizzato come Pollo. Io all’inizio ho fatto il provino, avevo alcuni ruoli che mi interessavano, ovvio che mi interessavano quelli più importanti ma il mio sogno era entrare in questo spettacolo. Questo lavoro con Mauro Simone (il regista, n.d.r.) mi sta facendo scoprire tantissime cose sulla recitazione. Io sono uno che ha sempre ballato e cantato, la mia nota dolente era quindi proprio il recitare. Ma sto scoprendo delle cose bellissime e mi sto caricando molto….mi piace tantissimo. Ho anche cambiato anche il modo di respirare! Anche il lavoro qui a Selvino è molto piacevole, è rilassante, perché siamo lontani dal casino.


Tu e Pollo: quanto c’è di simile?
Pollo si addice molto a quello che sono io dentro…ognuno di noi ha un lato buffo e spiritoso e io nella vita di tutti i giorni a volte tendo a tenermelo dentro. Questo ruolo è anche un modo per riscoprire qualche cosa di me, anche le cose stupide.


Sei uno che, come Pollo, ama rischiare o no?
Sì, a me piace rischiare tantissimo. Sono uno che si butta: quando sono convinto di fare una cosa, la faccio fino in fondo. E questo è senz’altro qualcosa che mi unisce a Pollo.


Com’è la giornata tipo di questo workshop?
Iniziamo alle 10 e finiamo 18.30, anche 19.30. Iniziamo col training, esercizi di respirazione, lo spazio tra di noi…poi magari si montano delle scene, due vanno col regista in teatro, altri due vanno in sala canto a provare le canzoni dei duetti, altri preparano le coreografie. Poi ci ritroviamo tutti insieme.


Parliamo del momento clou. La tua morte, ossia quella del tuo personaggio. Ti spaventa un po’? E’ comunque una scena d’impatto.
Un po’ sì, se devo essere sincero. Anche per la mia interpretazione, quello che dovrò dare…sarà una cosa molto veloce, credo. Perché poi la cosa più difficile sarà per Pallina, la mia fidanzata nello spettacolo.


Domanda che faccio a tutti, ma è giusto fare. Siete un gruppo di giovani, che fa un lavoro per il quale sicuramente c’è stato un idolo, un movente artistico. Qual è il sogno della vostra vita, il ruolo dei sogni?
Mi ha spinto il fatto che amo ballare e amo cantare, quindi secondo me il musical accomuna queste due cose. Davvero, ballare e cantare solo le due cose fondamentali della mia vita, insieme alla pittura. Insomma, questo è il mio mondo! Ma non ho un ruolo che vorrei a tutti i costi, io vado avanti per la mia strada…poi ho degli idoli nel canto e nella danza…per esempio adoro Stevie Wonder! Ma non ho ancora il ruolo dei sogni, non ancora.