00 1/2/2006 11:37 AM
Nelle confessioni cristiane delle origini (monotelita/nestoriana, ortodossa, cattolica) le schiere angeliche si dividono in tre gerarchie, ciascuna suddivisa in tre cori; tale classificazione si richiama a quella ebraica, ma ne differisce significativamente.

Cori e gerarchie sono parzialmente citati da Paolo di Tarso nelle lettere agli Efesini e ai Colossesi, furono in seguito variamente discussi, non senza disaccordo, da San Girolamo, Sant'Ambrogio e San Gregorio Magno; la sistematizzazione dogmatica fu dapprima affrontata da Dionigi (Pseudo-)Aeropagita (De Coelesti Hyerarchia, 500 circa) e risolta infine da papa Gregorio II (715-731) che ridusse il culto dei sette arcangeli a quello dei tre arcangeli maggiori, vietando, per tema di idolatria, la menzione del nome dei quattro arcangeli minori. La sistemazione di papa Gregorio fu approvata in via definitiva dal concilio lateranense tenutosi nel 746 ed è dogma indubitabile del cattolicesimo.

Prima Gerarchia
conosce la legge di dio in quanto direttamente derivante dalla causa prima, che è dio stesso increato
Serafini, coloro che ardono
Cherubini, coloro che conoscono
Troni, coloro che siedono (accanto a dio)
Seconda Gerarchia
conosce la legge di dio derivandola dalle cause universali per mezzo degli enti universali creati
Dominazioni, forza di dio
Virtú, coraggio di dio
Potestà, potenza di dio
Terza Gerarchia
conosce la legge di dio derivandola dalle cause particolari per mezzo degli individui creati
Principati, princípi di dio
Arcangeli, illuminati di dio
Arcangeli Maggiori (il cui culto è ammesso)
San Michele
San Gabriele
San Raffaele
Arcangeli Minori (il cui culto è proibito)
Anaele
Azaziele
Ezechiele
Uriele
Angeli, messaggeri di dio