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La cacciata dal paradiso

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  • Lucifero
    00 11/10/2005 1:10 PM



    Ho già detto in precedenza che la conoscenza è legata alla polarità. Per questo all'uomo che vive nel paradiso non è concesso di mangiare dall'albero della conoscenza,altrimenti morirebbe. L'uomo in paradiso possedeva la coscienza cosmica,ma non la conoscenza. Il serpente allora strisciò sull'albero e suggerì all'uomo di prendere la via della conoscenza. Mangiando il frutto proibito della conoscenza l'uomo vide ciò che era buono e ciò che era cattivo. Infatti precipitò dall'unità alla polarità della coscienza,si staccò dall'unità e divenne quindi peccatore. Peccato è separazione dall'unità primaria: dal che deriva che ogni uomo è peccatore,in quanto polarità e peccato sono la stessa cosa. Questo rapporto è definito dalla chiesa peccato originale. Il peccato è il prezzo della conoscenza. troppo spesso questo collegamento inscindibile tra conoscenza e peccato viene trascurato.
    La cacciata dell'uomo dal paradiso,o dallo stato di coscienza dell'unità,è la caduta dell'uomo nella polarità e di conseguenza la caduta nella materia. Solo l'uomo materiale è mortale,solo il mondo materiale è peccatore.Tutto il mondo materiale è peccatore;è decaduto dallo stato di unità e ne ha nostalgia. La grossolana materia è espressione di distanza infinita dall'origine,dalla luce: la materia simboleggia il buio. I cabalisti definiscono il male come << mancanza di luce >>. Alla materia infatti sono sempre stati attribuiti gli appellativi di "cattiva,oscura,satanica" ecc..ecc.... Satana quindi,in quanto polo opposto della luce,viene definito a ragione "Signore del mondo". L'abbandono della luce e la caduta nel buio materiale è un'involuzione,un movimento verso il basso,che però nel punto più basso si trasforma in un movimento verso l'alto,in una evoluzione. Perciò come il pendolo a un determinato punto per una legge propria,cambia rotazione,e così anche il movimento verso il basso dell'involuzione si trasforma in un movimento verso l'alto,cioè in evoluzione. E' questa la nostalgia insita in tutti gli esseri viventi,quella che li induce costantemente a cercare la loro vera patria. L'uomo chiama questa nostalgia ricerca della felicità.ma la felicità è sinonimo di superamento della polarità e recupero dell'unità.
    Sul piano fisico-materiale la ricerca di unità si chiama sessualità. La polarità,che si manifesta fisicamente come sesso,viene superata nell'atto sessuale e la sensazione di felicità dell'unità viene vissuta nell'orgasmo. Nel breve istante di questa unità corporea l'uomo è già << simile a Dio >>
    e può fare una cosa che come uomo polare non può fare: generare la vita. Però la beatitudine che deriva dall'unione dei corpi non è durevole,per questo l'uomo tenta di ritrovare questa felicità ripetendo l'atto sessuale il più spesso possibile. Il mondo corporale soggiace al tempo,e di conseguenza questa felicità corporale e materiale è fuggevole.
    Se trasferiamo l'esperienza della sessualità sul piano spirituale,è evidente che la nostalgia umana di costante felicità può essere placata solo dal ritorno all'unità dalla quale siamo venuti. Questa fusione definita dalla propria piccola limitata coscienza personale con la grande,infinita coscienza cosmica viene descritta in tutti i sistemi religiosi ed esoterici come fine ultimo,e le definizioni e le immagini sono tante: "Le nozze chimiche dell'Alchimista"
    , la connjunctio oppositorum, la Unio mystica,il matrimonio mistico,l'illuminazione, comunione con Dio e così via.

    tutte queste immagini e definizioni vogliono dire la stessa cosa: il ritorno all'unità divina. Questo processo è però inseparabile dal compito dell'io. Fintanto che l'uomo rafforza il suo egocentrismo,cementa la polarità. finchè c' è un << Io >>, c'è anche qualcosa che è << non-Io >>. Ogni << io voglio >> innalza un muro che separa l'uomo dall'unità. Per questo tutte le religioni insegnano ad amare il prossimo,percè soltanto l'amore è capace di superare l'egocentrismo. Ci si potrà chiedere come mai si sia manifestata la creazione,se il suo fine ultimo è l'unità originaria. Il tentativo di rispondere a questa domanda è sempre un pò azzardato perchè si penetra in regioni così lontane della coscienza umana che il pensiero umano per lo più non è adeguato ad esse. Tuttavia il pensiero analogico,attraverso immagini e paragoni,consente quanto meno un avvicinamento alla risposta. Quando la creazione torna alla sua origine,vi ritorna più ricca,più consapevole di quando si è separata dall'unità. Il cammino percorso dall'individualizzazione,ha portato conoscenze che in ultima analisi arricchiscono l'unità. Il mito di Lucifero,colui che porta la luce,narra che Dio amava lui in particolare in quanto aveva spezzato la legge dell'unità,era precipitato e aveva peccato. Egli ritornerà un giorno consapevolmente e volontariamente,illuminato dalla conoscenza,e Dio si rallegrerà come si rallegrò il padre quando tornò il figliol prodigo: per lui il padre fece uccidere un vitello e organizzò una festa. L'importanza centrale dell'uomo nella storia della creazione consiste nella sua caduta per amore della conoscenza. Il problema non è quindi di demonizzare il mondo materiale,di maledire i suoi peccati e sollecitare l'uomo a sfuggire più presto che può tutto ciò che è terreno per cercare la felicità su un piano pseudo-spirituale. Purtroppo spesso certi ambienti scambiano per esoterismo la fuga dal mondo,sebbene i problemi non si risolvono certo evitandoli,ma confrontandosi con essi. La fuga dal mondo non ha niente a che vedere col superamento e la redenzione di questo mondo.
    Gesù insegnava la via della redenzione,che consistette proprio nell'immersione totale nella condizione umana. Con innumerevoli immagini la Sacra Bibbia esprime questa discesa: la luce è derivata dalle tenebre ed è per questo che si festeggia il Natale,la nascita della luce proprio nel giorno della massima oscurità,nel solsistizio d'inverno. Gesù fu generato in povertà in una stalla,frequentava doganieri e prostitute,subì ingiustizie,pene e la morte,discese all'inferno.(come discesero all'inferno tutti gli eroi di tutti i miti). Solo se l'uomo è disceso totalmente nel buio diviene maturo per affrontare la risalita. Di questa legge dubitano tutti coloro che si servono degli insegnamenti esoterici come alibi,in quanto non sanno o non vogliono essere padroni della propria vita terrena. Finchè possiede un corpo materiale,l'uomo è legato alla polarità. Ogni attentato alla polarità lo porta inevitabilmente alla caduta. Un'albero può espandersi col fogliame solo in misura proporzionata alle sue radici. Se trascura le sue radici per il fogliame,al primo vento è destinato a cadere. Il fogliame deve essere proporzionato alle radici, la tensione verso l'alto deve avere sempre un'ancoraggio verso il basso. Non si sfugge all'oscurità evitando di guardarla,ma trasformandola in luce: altrimenti si continuerà col portarsela dietro.
    Se vogliamo cercare la differenza tra il Cristianesimo e le religioni orientali,la si potrà trovare nel sì al mondo del Cristianesimo primitivo,che però col tempo è stato trasformato dalla chiesa nel suo contrario. Qui si vede la forza e il mistero del Cristianesimo: riconoscere peccatori l'uomo e il mondo e tuttavia accettarli col loro peccato.
    Questo profondo rapporto tra conoscenza e peccato,tra caduta e redenzione è ben noto al mito del Graal,il quale narra che la coppa che raccolse il sangue del Cristo era stata intagliata nella pietra caduta dalla corona di Lucifero quando questi fu fatto precipitare in basso. Il peccato originale è la caduta dall'unità alla poralità. L'uomo in sé è peccatore in quanto esiste come essere polare, questo significa il peccato originale. L'uomo non è separabile dalla colpa,e tuttavia è suscettibile di redenzione. [SM=g27828]

    Uahuu [SM=g27835] Quando ho cominciato a leggere Destino come scelta non credevo ai miei occhi,la mia vita era già stata programmata da altri [SM=g27819]

    Ciao

  • rinata4
    00 11/11/2005 11:35 AM
    Uahuu Quando ho cominciato a leggere Destino come scelta non credevo ai miei occhi,la mia vita era già stata programmata da altri

    Pensandoci bene..
    il nostro destino sarebbe già stato scritto
    nel senso che Dio sà già come agiremo in futuro
    ma allora il "libero arbitrio" tanto decantato?
    stà cosa non la concepisco ancora
    siamo dotati di libero arbitrio ma il nostro destino è già segnato?????
  • Omnibus
    00 11/11/2005 2:15 PM
    Re:


    Scritto da: rinata4 11/11/2005 11.35
    Uahuu Quando ho cominciato a leggere Destino come scelta non credevo ai miei occhi,la mia vita era già stata programmata da altri

    Pensandoci bene..
    il nostro destino sarebbe già stato scritto
    nel senso che Dio sà già come agiremo in futuro
    ma allora il "libero arbitrio" tanto decantato?
    stà cosa non la concepisco ancora
    siamo dotati di libero arbitrio ma il nostro destino è già segnato?????





    Il Libero Arbitrio è dato agli uomini di buona volonta, ma non alle donne, quindi ne consegue che Solo gli uomini hanno il modo di Forgiare e Cambiare il proprio destino, le donne le quali sono uguali agli esseri inferiori no!

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    00 11/11/2005 3:37 PM
    Omnibus, quando la finisci di scrivere cose idiote in tutti i topic?
    _________________________________

    Dalle ombre, sono affascinato dalla morte...


    Fiero Narratore
  • Lucifero
    00 11/19/2005 4:30 PM
    Re:

    Scritto da: rinata4 11/11/2005 11.35
    Uahuu Quando ho cominciato a leggere Destino come scelta non credevo ai miei occhi,la mia vita era già stata programmata da altri

    Pensandoci bene..
    il nostro destino sarebbe già stato scritto
    nel senso che Dio sà già come agiremo in futuro
    ma allora il "libero arbitrio" tanto decantato?
    stà cosa non la concepisco ancora
    siamo dotati di libero arbitrio ma il nostro destino è già segnato?????



    E' il futuro che determina il passato,questa cosa a tanti può sembrare assurda ma il fiume e destinato ad arrivare al mare sempre che l'uomo non si mette a fare deviazioni e sbarramenti in modo da ostacolarlo,questo è quello che mi è successo personalmente,ma come dice un vecchi proverbio arabo " Il tuo destino è li che ti attende sulla strada che hai fatto per evitarlo "

    Ciao
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    00 11/19/2005 4:38 PM
    Re:

    Scritto da: rinata4 11/11/2005 11.35
    [...]
    Pensandoci bene..
    il nostro destino sarebbe già stato scritto
    nel senso che Dio sà già come agiremo in futuro
    ma allora il "libero arbitrio" tanto decantato?
    stà cosa non la concepisco ancora
    siamo dotati di libero arbitrio ma il nostro destino è già segnato?????



    Secondo questa prospettiva, si potrebbe pensare che Dio vede cio' che faremo, ma che comunque liberamente abbiamo scelto.


  • rinata4
    00 11/19/2005 4:42 PM
    Io non credo nel destino
    se così fosse che dio crudele esiste lassù che destina la gente a soffrire....per quanto mi sforzi non concepisco comunque l'idea che esiste un dio che ci stà a guardare mentre soffriamo e nessuna spiegazione che qualsiasi religione dà su questo argomento per me ha senso.
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    °oOSeraphOo°
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    00 11/20/2005 12:05 AM
    non dobbiamo cercare una verità che ci piace o che ci sembri giusta, perchè molte volte non è così.
    Prego, a voi la mossa.



    La speranza è la virtù dei forti.

    Un battito d' ali e sono nel vuoto.
  • Lucifero
    00 11/20/2005 10:10 AM
    Re:

    Scritto da: °oOSeraphOo° 20/11/2005 0.05
    non dobbiamo cercare una verità che ci piace o che ci sembri giusta, perchè molte volte non è così.



    giusta osservazione [SM=g27823] [SM=g27811] Se sono nato in un paese (l'Italia)che mi ha reso tutto più difficile da comprendere,ci sarà un motivo altrimenti avrei scelto di nascere in Giamaica o addirittura in Polinesia[SM=g27817] ognuno di noi è sia libero e sia determinato da un percorso,e le persone che riescono a farci del male,sono solo messaggeri che Dio ci manda perchè ci vuole rimettere in carreggiata,ecco il perchè Gesù dice di amare coloro che ci fanno del male,perchè attraverso la comprensione di ciò che stiamo attravesando possiamo capire di aver sbagliato,la vita è così,la realtà che mi circonda è solo lo specchio di me stesso ed è lo stesso per ogni essere umano.
    siamo solo in una fase di transizione e tutta l'umanità è parte del dramma divino attuale. [SM=g27813]
  • Venetus
    00 11/20/2005 7:46 PM
    Re:

    Scritto da: rinata4 19/11/2005 16.42
    Io non credo nel destino
    se così fosse che dio crudele esiste lassù che destina la gente a soffrire....per quanto mi sforzi non concepisco comunque l'idea che esiste un dio che ci stà a guardare mentre soffriamo e nessuna spiegazione che qualsiasi religione dà su questo argomento per me ha senso.



    A me non piace l'idea di non poter gestire la mia vita...
  • Lucifero
    00 11/21/2005 3:42 PM
    Re: Re:

    Scritto da: Venetus 20/11/2005 19.46


    A me non piace l'idea di non poter gestire la mia vita...



    Prova a gestirtela ,ma non puoi certo gestire quella degli altri,anch'io la pensavo così,ma haimè [SM=g27819] la realtà è solo uno specchio dell'anima,e chissà come mai ciò che rifiuti di te stesso ti perseguiterà fino alla morte perchè la realtà vuole solo essere compresa e accettata, e se Maometto non andrà alla montagna ti posso garantire che sarà la montagna ad andare da Maometto.