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Il Misticismo

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  • Lucifero
    00 9/9/2005 12:01 PM

    MISTICISMO

    Il termine misticismo indica un particolare tipo di esperienza caratterizzata dalla fiducia nella possibilità di un ritorno a Dio attraverso l'ascesi,ossia una pratica meditativa tale da permettere all'anima di liberarsi di tutto ciò che è corporeo raggiungendo così una condizione di divinizzazione del soggetto,l'estasi.Questo processo si attua attraverso vie extrarazionali: tutte le varianti del misticismo,sia dell'Oriente,sia dell'Occidente,indicano alla conoscenza ordinaria e razionale del mondo( il Samsara,nella terminologia idiana ) uno stato di turbamento mentale che deve essere superato. La ragione è un'illusione,un falso sapere da combattere tramite lo svuotamento della mente e per procedere a questa pulizia della psiche,ogni tradizione specifiche tecniche di meditazione,vere e proprie forme di profillassi mentale.La rinuncia alla razionalità è comunque una condizione necessaria ma non sufficiente al realizzarsi dell'evento estatico: oltre a liberarsi dall'ecceso di informazioni che la soffoca,la mente va guarita dall'abitudine all'astrazione e dell'innata tendenza a discriminare,dividere,confrontare,misurare e ordinare in categorie. In particolare bisogna superare il processo il processo mentale di individuazione tramite il quale si identifica ogni ente differenziandolo dagli altri: questi non sarebbe altro che uno schema mentale utile nella vita quotidiana ma falso,tale da nascondere la vera essenza della realtà. Persino la sensibilità deve essere superata.La consapevolezza do se stessi come entità individuale e separata dall'ambiente che la circonda e in cui è immersa,lo stesso percepire il mondo come un'assieme di elementi fra loro distinti e separati,insomma il modo << normale >> di vivere è ciò che dovrebbe essere abolito.L'insegnamento finale di ogni misticismo ( sia Orientale che Occidentale non è una verità razionalmente affermata,ma bensì una condizione da raggiungersi attraverso l'esperienza ) è la fondamentale unità dell'universo. Secondo Dionigi l'Areopagita ( fondatore della teologia negativa) bisogna abbandonare i sensi e le operazioni intellettuali,tutte le cose sensibili e intellegibili,tutte le cose che sono e quelle che non sono.Riconoscendo la propria ignoranza e in piena a questa ignoranza protendersi verso l'unione con Colui che supera ogni essere e conoscenza( Socrate ne fu un'esempio ). Il misticismo, di cui lo sciamanesimo fu la manifestazione più arcaica è una dimensione presente in vario modo in tutte le grandi religioni ed è stato particolarmente elaborato in quella Orientale. Il misticismo Cristiano,fenomeno marginale nella Chiasa primitiva,nacque solo nell'alto Medioevo con la teologia negativa di Dionigi l'Areopagita e si affermò poi nell'ambito del francescanesimo. Anche se San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi afferma di essersi elevato misticamente fino al Terzo Cielo,( Corinzi 2 - Capitolo 12

    [1]Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore. [2]Conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio - fu rapito fino al terzo cielo.)


    il misticismo, con il suo porsi in modo antagonista ai valori della razionalità,occupò sempre un posto subordinato nell'Occidente Cristiano.


    Ciao[SM=g27823]
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    00 11/11/2005 6:44 PM
    Esicasmo

    Scritto da: Lucifero 09/09/2005 12.01
    [...]
    Il misticismo, di cui lo sciamanesimo fu la manifestazione più arcaica è una dimensione presente in vario modo in tutte le grandi religioni ed è stato particolarmente elaborato in quella Orientale. Il misticismo Cristiano,fenomeno marginale nella Chiasa primitiva,nacque solo nell'alto Medioevo con la teologia negativa di Dionigi l'Areopagita e si affermò poi nell'ambito del francescanesimo.[...]



    Un po' troppo semplificato il discorso... riguardo al cristianesimo si ha notizia di mistici in epoca molto vicina alle origini. Mistici non erano solo coloro che si ritiravano nel deserto a pregare ripetendo l'esperienza di Cristo, ma anche molti che dedicavano la vita in opere di ascesi come per esempio lo scavo delle catacombe.

    Per quanto riguarda lo PseudoDionigi, ricordiamo il suo legamo col neoplatonismo, e tutto cio' che questa filosofia ha significato per l'evoluzione del cristianesimo.

    Consiglio un bel libro sui mistici medievali:
    Marco Vannini, Mistica e filosofia, Piemme 1996
    Meister Eckhart, La nobilta' dello Spirito, Piemme 1996



    il misticismo, con il suo porsi in modo antagonista ai valori della razionalità,occupò sempre un posto subordinato nell'Occidente Cristiano.



    E' certo vero che a parte il francescanesimo e' stato nel cristianesimo orientale che il misticismo e' fiorito in maniera particolare, per esempio nell'Esicasmo.


    Si tratta di una tradizione mistica della Chiesa Ortodossa, che mi ha sempre affascinato tantissimo. Cio' che sorprende chi si avvicina per la prima volta a tale spiritualita' e' la sua impressionante vicinanza a certe tecniche di meditazione delle religioni orientali. Non staro' a descrivere l'esicasmo, visto che e' possibile trovare una definizione in tutte le enciclopedie, oppure al sito:
    http://www.esicasmo.it/

    Per accostarsi a tale spiritualita', almeno per tentarne di coglierne lo spirito rimando alla lettura del famoso Racconti di un pellegrino russo. Oppure si legga il libro: L'ESICASMO, di Jean-Yves Leloup, del quale si possono trovare alcune bellissime e significative pagine all'indirizzo:
    http://www.esicasmo.certosini.info/padreserafino.htm


    Per invogliare alla lettura, copio un paragrafo molto illuminante:


    Meditare come una montagna


    [...] Ciò non scoraggiò il giovane. Insistette... Allora il monaco gli disse: "Prima di parlare di preghiera del cuore, impara a meditare come una montagna..." e gli indicò un'enorme roccia. "Chiedile come fa a pregare. Poi torna da me".

    Cominciò così per il giovane filosofo una vera iniziazione al metodo dell'orazione esicastica. La prima indicazione che gli venne data concerneva la stabilità.Un buon abbarbicamento al suolo. Effettivamente, il primo consiglio da darsi a chi vuole meditare non è di ordine spirituale, ma fisico: siediti.

    Sedersi come una montagna vuol dire anche prendere peso: essere pesante di presenza. I primi giorni, il giovane faceva fatica a rimanere così, immobile, le gambe incrociate, il bacino leggermente più alto delle ginocchia (è in tale posizione che aveva trovato maggiore stabilità). Una mattina sentì realmente che cosa voleva dire "meditare come una montagna". Era là con tutto il suo peso, immobile. Silenzioso, sotto il sole, era una cosa sola con la montagna. La sua nozione del tempo era completamente cambiata. Le montagne hanno un altro tempo, un altro ritmo. Essere seduto come una montagna è avere l'eternità davanti a sé e l'atteggiamento giusto per colui che vuole entrare nella meditazione; sapere che c’é l'eternità dietro, dentro e davanti a sé. Prima di costruire una chiesa, doveva essere pietra, e su questa pietra (questa imperturbabile solidità della roccia) Dio poteva costruire la sua chiesa e del corpo dell'uomo fare il suo tempio. É così che comprendeva il senso della parola evangelica: "Tu sei pietra e su questa pietra edificherò la mia chiesa". Rimase così parecchie settimane. La cosa più dura era passare ore e ore "a far niente". Bisognava imparare di nuovo ad essere, semplicemente ad essere, senza scopo ne motivo. Meditare come una montagna era la meditazione stessa dell'Essere, "del semplice fatto di essere", prima di ogni pensiero, di ogni piacere e di ogni dolore.

    Padre Serafino lo andava a trovare ogni giorno, condividendo con lui i suoi pomodori e qualche oliva. Malgrado questo regime così frugale, il giovane sembrava aver preso peso. La sua andatura era più tranquilla. Pareva che la montagna gli fosse entrata nella pelle. Sapeva prendere tempo, accogliere le stagioni, mantenersi tranquillo e silenzioso come una terra a volte arida e dura, ma anche, certe volte, come un versante di collina che attende il raccolto. Parimenti, meditare come una montagna aveva modificato il ritmo dei suoi pensieri. Aveva imparato a "vedere" senza giudicare, come se avesse dato a tutto ciò che cresce sulla montagna il "diritto di esistere". Un giorno, alcuni pellegrini, impressionati dalla qualità della sua presenza, scambiandolo per un monaco gli chiesero una benedizione. Egli non rispose, imperturbabile come la pietra. Avendolo saputo, la sera stessa Padre Serafino comincio a bastonarlo di santa ragione... Allora il giovane cominciò a lamentarsi. "Ti credevo diventato stupido come i ciottoli della strada... La meditazione esicastica ha il radicamento, stabilità della montagna, ma il suo fine non è di fare di te un ceppo morto bensì un uomo vivo".




  • Lucifero
    00 11/19/2005 8:31 AM
    Re: Esicasmo

    Scritto da: AramisXXX 11/11/2005 18.44

    Scritto da: Lucifero 09/09/2005 12.01
    [...]
    Il misticismo, di cui lo sciamanesimo fu la manifestazione più arcaica è una dimensione presente in vario modo in tutte le grandi religioni ed è stato particolarmente elaborato in quella Orientale. Il misticismo Cristiano,fenomeno marginale nella Chiasa primitiva,nacque solo nell'alto Medioevo con la teologia negativa di Dionigi l'Areopagita e si affermò poi nell'ambito del francescanesimo.[...]



    Un po' troppo semplificato il discorso... riguardo al cristianesimo si ha notizia di mistici in epoca molto vicina alle origini. Mistici non erano solo coloro che si ritiravano nel deserto a pregare ripetendo l'esperienza di Cristo, ma anche molti che dedicavano la vita in opere di ascesi come per esempio lo scavo delle catacombe.

    Il Misticismo lo si può applicare alla propria quotidianità,non serve andare nel deserto,nel simbolismo ermetico il deserto è l'inconsapevolezza dell'essere.






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    00 11/19/2005 4:34 PM
    Re: Lucifero

    Scritto da: Lucifero 19/11/2005 8.31
    Il Misticismo lo si può applicare alla propria quotidianità,non serve andare nel deserto,nel simbolismo ermetico il deserto è l'inconsapevolezza dell'essere.



    Dipende dalla situazione... e comunque il protagonista del racconto dopo avere passato un certo tempo coi monaci esicasti torna alla vita normale, cittadina, di sempre e applica quegli insegnamenti nella vita di tutti i giorni.

    Quanto alla simbologia, beh... e' simbologia appunto, nella Bibbia il deserto e' sempre il luogo in cui l'uomo puo' provare a purificarsi da cio' che e' inutile, per ritrovare il suo legame con Dio.