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Sufismo

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    Fabiosofo
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    00 4/9/2005 12:17 PM
    Sufismo significa saggezza. Tutti sappiamo che i Cristiani sentono che c'è saggezza nell'essere Cristiani. Gli Ebrei sentono che c'è saggezza nell'essere Ebrei. I Musulmani sentono che c'è saggezza nell'essere Musulmani. Gli Indù e i Buddisti, e così molti altri, sentono anche che c'è saggezza nell'appartenere alla religione cui appartengono. Infatti, se i Cristiani scoprono veramente la saggezza, allora sono Sufi, sia loro scelgano di chiamarsi così oppure non. Se gli Ebrei scoprono veramente la saggezza, allora sono Sufi. Se i Musulmani scoprono veramente la saggezza, allora sono dei Sufi, e lo stesso vale per i Buddisti e gli Indù e per tutti coloro che seguono qualsiasi religione.

    Un Sufi, per definizione, è un'anima religiosa, tuttavia, il Sufismo non è una religione, né un culto o una scuola. Il Sufismo è proprio solo una "porta aperta", un atteggiamento di simpatia interiore verso tutte le credenze. Tutte le religioni sembrano essere tutte derivazioni di uno e dello stesso impulso, il grido del cuore, la brama dell'anima per Dio.

    Un Sufi sente la necessità di fare certe pratiche che non sono tenute segrete egoisticamente come nel caso di vari culti e sette. Queste pratiche sono salutari da un punto di vista fisico come anche psicologico. Per esempio, le pratiche di respirazione sono incoraggiate per sviluppare la finezza dell'energia del Prana nel respiro. Non è il volume del respiro che è importante ma piuttosto l'intensità della luce del Cosmo che il respiro trasmette. Altre discipline come le pratiche di concentrazione aiutano estremamente l'allenamento della mente. Sorprendentemente, più siamo capaci di concentrarci su un dato pensiero e tenerlo saldo più siamo capaci di liberare la mente da un pensiero che non è voluto. Ci sono talmente tante persone che sono infelici perché sono ossessionati da pensieri che disturbano, e non sanno come sbarazzarsene.[SM=g27829]

    Ci sono anche pratiche di tipo devozionale, quali le preghiere in cui il Sufi si trattiene dal chiedere, ma invece tenta di offrire amore e gratitudine al Divino Amato. La parola amore rappresenta una realtà vastissima che ha significato soltanto quando l'io è dimenticato nello schiudersi dell'Amore.

    Il Sufi prende gli altri più seriamente di sé, e questa è la ragione per cui è molto difficile comprendere ciò che un Sufi pensa e sente veramente. In riguardo all'esistenza materiale, il Sufi è sveglio alla realtà della creazione, mentre allo stesso tempo osserva l'infinita realtà dell'illusione.
    Sapere Aude!
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    AramisXXX
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    00 11/11/2005 6:11 PM
    Il sufismo e la religione dell'Amore
    E' vero, anche se sarei curioso di sapere come giudica un musulmano ortodosso il sufismo...

    Il sufismo e' definito come: "la Via del Cuore, la Via del puro, mistico cammino dell'Islam. Con qualunque nome lo vogliate chiamare, é il sentiero che conduce il ricercatore alla Presenza Divina".

    Per ben iniziare, propongo le parole del grande Ibn l-'Arabi contenuti nel "Tarjumân Al-Ashwâq":


    Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma
    è un pascolo per le gazzelle,
    un convento per i monaci cristiani
    è un tempio per gli idoli,
    è la Ka'ba del pellegrino
    è le tavole della Torah,
    è il libro del Sacro Corano.
    Io seguo la Religione dell'amore,
    quale mai sia la strada
    che prende la sua carovana:
    questo è mio credo e mia fede.




    Oltre al link citato, su Ibn l-'Arabi consiglio:

    Marco Vannini, Mistica e Filosofia, Piemme 1996, pp. 70-76.


    Per un approccio al sufismo si veda il sito:
    http://www.sufi.it



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    AramisXXX
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    00 12/21/2005 10:31 AM
    Introduzione al sufismo


    Una breve introduzione al sufismo, come riportato dal sito:

    http://www.sufi.it


    La parola "Sufi" ha una triplice etimologia:

    1) gli "ahl us-Suffa" erano "quelli della veranda", i Compagni del Profeta (S.a.s.) Muhammad (Su di loro siano le benedizioni e la pace) che avevano lasciato tutto pur di vivere quanto più vicino al Profeta (S.a.s.). Risiedevano sotto una veranda fuori della casa di Aisha.
    Quando il Profeta (S.a.s.) usciva erano i primi ad incontrarlo, quando riceveva un dono lo divideva con loro. Il Profeta (S.a.s.) mostrò per loro i suoi poteri miracolosi facendo moltiplicare il contenuto di un bicchiere di latte che fu sufficiente per tutti.
    Vivevano senza possedere nulla ed in continui digiuni e devozioni.

    2) "Suf" vuol dire lana. I Sufi dei primi secoli erano asceti che vivevano nei deserti vestiti di una lunga tunica di lana, loro unica proprietà, insieme al secchiello per l'acqua. Questa tunica era ovviamente logora e rattoppata. Queste toppe, cento come i nomi di Allah menzionati nel Corano, in epoca più tarda divennero colorate, fino a diventare il "costume" tipico del "Dervish" (poverello) del medioevo. Se vi é capitato di vedere nelle nostre strade i Muridi Baifal senegalesi potete capire come questa tradizione sia ancora viva.

    3) "Safa" vuol dire purezza: i Sufi sono i Puri. Per questo se chiedete a uno se é un Sufi, non sentirete mai dire di sì, perché chi lo é, per modestia non lo dice.

    I Sufi quindi sono parte integrante della Storia delle religioni, nati al tempo del Profeta (S.a.s.) che era il continuatore del messaggio di Gesù, Salomone, Davide, Mosé, Abramo, Noè, Idris (Ermete trismegisto), Adamo, ecc. (Su di loro tutti siano le benedizioni e la pace).

    Fino al secolo scorso, prima dell'avvento del pensiero modernista e riformatore, foriero delle disgrazie e le violenze attuali, nei paesi musulmani "'Ilm ut-Tasawwuf" (Scienza del Sufismo) era materia di insegnamento nelle università islamiche (perché a cosa servono Imam, Dottori della Legge pieni di orgoglio, superbia, miseri di cuore, invidiosi, ecc.?!!) Gli Imam, come tutti del resto, erano socialmente invitati a sottomettersi non solo allo studio di libri, ma anche alla pratica della Scienza della Purificazione dei Cuori, per raggiungere le Virtù dell'Eccellenza (Ihsan) nelle mani di uno Shaikh Sufi.

    Naturalmente vi sono stati tempi in cui, per manifestare l'ipocrisia imperante, i Sufi hanno dovuto proferire affermazioni iperboliche tali da poter suscitare una reazione, per questo alcuni, ma solo alcuni, sono stati tacciati di eresia.