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I nostri incontri con il Papa - Emozioni da raccontare

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    GABRIELLA.JOSEPHINE
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    00 12/1/2008 12:33 PM
    REPORTAGE
    Bressanone, 9-11 agosto 2008




    Fin dal momento in cui ho appreso la notizia delle vacanze del Santo Padre, sono rimasta subito molto contenta per la scelta della località: prima di tutto perchè ciò era esattamente quello che avevo desiderato per lui ed anche perché, pure per me, le montagne dell’Alto Adige hanno a lungo rappresentato la meta di molte indimenticabili vacanze estive, dove sarei stata felice di poter tornare.
    Ho cominciato dunque fin da subito ad interessarmi per trovare un alloggio in quello stesso luogo, anche se, in realtà, non ero ancora né troppo convinta di andarci (poichè troppi contrasti e troppe discussioni hanno preceduto tale progetto ed altrettante, putroppo, lo seguiranno), né troppo sicura di poterci andare.
    Finchè vengo a sapere che stavolta ci sarebbe venuto pure il fratello.


    In precedenza Michelle, la mia carissima amica di Stoccarda che già da qualche tempo aveva prenotato, mi aveva invitata a venirci e ad alloggiare eventualmente nel suo stesso albergo.
    Dalla Francia sarebbero arrivati anche Béatrice con il marito Vincent.
    Ma per le mie possibilità il loro elegante albergo è troppo caro e perciò ne cerco un altro.
    Dopo un quantomeno demoralizzante giro di telefonate, grazie al suggerimento di una delle ultime albergatrici contattate, che mi fornisce un recapito non indicato nei depliants turistici, trovo finalmente, anziché l’ennesimo sconsolante “ tutto esaurito”, un posto che, quasi incredibilmente, dispone ancora di diverse stanze libere ad un prezzo onesto ed accettabile.
    Davvero non ci speravo più!
    In marzo, dunque, mi faccio riservare una stanza singola senza alcun problema e senza dover anticipare alcuna caparra. Una vera fortuna!
    I biglietti ferroviari, invece, li avrei acquistati molto dopo. Li troverò a condizioni promozionali
    spendendo decisamente molto meno di quanto previsto.
    Stavolta, poi, partirò da sola.
    Non ci sono programmi precisi, ma ci si incontrerà sul posto.


    Prima parte del viaggio: lasciamo da Trieste con oltre venti minuti di ritardo, per permettere il trasbordo dei passeggeri di un treno diretto a Roma soppresso in mattinata, probabilmente in seguito
    a problemi tecnici dovuti al forte temporale della scorsa notte.
    Almeno fino a Venezia essi rimarranno tutti indistintamente in piedi, in un convoglio stracarico oltre ogni limite di capienza e per di più caldissimo, dato che il sistema dell’aria condizionata, tanto per cambiare, non funziona.
    Fra di essi una distinta, ma inquieta signora triestina viene a sedersi alla mia sinistra, mentre una giovanissima inglese peraltro fornita di voluminosissimi trolley, si sistema di fronte, accanto al finestrino bloccato.
    Seconda parte del viaggio: dopo più di un’ora e mezza di noiosissima sosta nell’afosa ed affollatissima stazione di Mestre, finalmente si riparte in direzione di Bressanone.
    Trovo il mio posto riservato in uno scompartimento gradevolmente fresco: ho di fronte un silenzioso giovanotto bavarese diretto a Monaco, capolinea del treno, accanto al quale viene a sedersi più tardi una buffa giovane suora, salita a Padova e diretta in Trentino per qualche giorno di vacanza, la quale, ad un certo punto, essendo ormai ora di pranzo, si mette allegramente a mangiare qualche forchettata di maccheroni “all’arrabbiata”, che estrae dal fondo di una piccola e dimessa saccoccia e poi s‘ appisola sorridente con la corona del Rosario in mano.
    Arrivo puntuale a Bressanone qualche minuto dopo le diciassette di sabato nove agosto, proprio mentre nel locale Seminario si sta svolgendo la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Santo Padre.
    Dopo aver lasciato la piccola ed alquanto trascurata stazione ferroviaria, mi dirigo lentamente a piedi verso la non lontana Agenzia Turistica, dove, secondo le ultime informazioni sarebbe stato possibile ritirare in anticipo il proprio biglietto per assistere all’”Angelus” dell’indomani.
    Informazioni evidentemente discordanti, visto che invece bisognerà ritirali domani mattina presto all’ ”Info Point” di via Mercatovecchio, com’era stato stabilito già dall’inizio.
    Primo contrattempo di non poco conto, visto che a quell’ora non circoleranno gli autobus ed il mio albergo si trova in collina.
    Un po' contrariata, proseguo comunque verso Piazza Duomo.
    Dal Viale Stazione il percorso è assai più breve di quanto immaginassi.
    Giunta nella piazza, mi guardo un poco attorno e decido di concedermi una breve sosta,
    sedendomi su una delle gradinate metalliche sistemate per l’indomani, proprio in fronte alla grande facciata del Duomo, ancora intensamente illuminata dal sole radente.
    La mia prossima preoccupazione, oltre ovviamente a quella di informare chi mi ospita del mio arrivo, sarà quella di contattare entrambe le amiche, che da qualche giorno si trovano già sul posto.
    Estratto il telefonino compongo il numero di Béatrice, poiché fra le due è quella che capisce l’italiano, ma il suo telefono risulta sempre spento o irraggiungibile.
    In alternativa decido di inviarle un messaggio, ma non ricevo risposta.
    Ancora più preoccupata, chiedo loro notizie all’albergo di cui sono ospiti, dove mi danno conferma della loro presenza e mi assicurano che al loro rientro, avrebbero riferito.
    Sempre col mo bagaglio in spalla, decido quindi, di lì a poco, di fare un primo breve giro di ricognizione nel centro della graziosa cittadina tirolese che forse durante i miei passati soggiorni
    non avevo ancora visitato.


    Oltrepassato il silenzioso e suggestivo giardino del chiostro, mi fermo un attimo in chiesa ad ammirarne il ricco interno barocco.
    Svoltato l’angolo mi ritrovo, inaspettatamente, proprio a pochi passi dal cancello del Seminario Maggiore, giunta davanti al quale individuo quasi subito, con altrettanta sorpresa , proprio tre ragazze tedesche del nostro Forum: Eva, Marianne e Lilli, addossate alle sbarre.
    Grande sorpresa anche da parte loro.
    In un inglese elementare cerco di spiegar loro chi sono e chi sto cercando, mentre proprio in quel momento ecco sopraggiungere finalmente e con mio grande sollievo, anche Michelle ed il marito Siegfried.
    Presentazioni, saluti e scatto di un paio di simpatiche fotografie di gruppo.
    Molto cortesemente Siegfried si offre subito di portarmi il bagaglio e lo farà lungo tutto il tragitto.
    E’ ormai ora di cena ed in compagnia dei miei due amici, gentilissimi ed affettuosi come sempre,
    nell’atmosfera rilassante della sala interna di un fresco e tranquillo albergo tipico, gusterò un’enorme squisita omeletta farcita di mirtilli, rispolverando, nel calore della chiacchierata, il mio scarso, ma evidentemente sufficiente, vocabolario tedesco.
    Dopo cena Michelle e Siegfried si offrono di accompagnarmi all’albergo e pertanto iniziamo ad incamminarci in direzione del ponte sul fiume Isarco, al di là del quale sorge l’albergo
    “Gruener Baum” dalla bassa facciata dipinta di verde, dove più volte, in passato, avevano alloggiato proprio i tre fratelli Ratzinger, come testimonia il ritaglio di un quotidiano dell’epoca appeso con orgoglio al muro dell’elegante hall, in cui entriamo per chiedere informazioni circa il percorso più breve per giungere al “Garni Mayrhof”, dove io ho la stanza.
    Ci dicono che il posto è distante circa una quarantina di minuti di salita a piedi e ormai fa già buio: decido allora di farmi chiamare un taxi con cui proseguire ( 10 euro), che prenoto già per l’indomani (altri 10 euro) e con il quale sarò praticamente costretta a spostarmi da e verso il centro durante tutti i tre giorni della mia permanenza.


    Mi è stata assegnata una stanza singola con bagno all’ultimo piano del basso edificio bianco, alla quale si accede tramite una caratteristica, ma altrettanto scomoda stretta scala in pietra.
    L’anziana ed ossuta signora dal tipico e familiare accento che mi ci accompagna dev’essere probabilmente la madre del proprietario con cui, qualche mese fa, mi ero accordata per telefono.
    Una volta entrata nella stanza ed osservandola meglio, la trovo più gradevole di quanto avessi immaginato in rapporto al prezzo richiesto.
    Dalla stretta finestra posta sotto la parte spiovente del soffitto vedo un grande albero di mele. A destra, nel cortile sottostante, una catasta di legna da ardere.
    Soltanto la cascata di gerani rossi appesi al balcone del primo piano ravviva decisamente questo insieme un po’ spento.
    Il panorama un po’desolato della parte settentrionale della cittadina è interrotto da un tornante della strada provinciale che sale verso Rasa, dalla quale proviene, di quando in quando, il rumore attutito delle poche macchine in transito.
    Dopo aver disfatto la mia borsa e sistemato con grazia le mie poche cose, mi stendo finalmente sotto il soffice piumino, ma non riesco ad addormentarmi subito.
    Alcuni tocchi sordi e qualche breve risata, provenienti da una delle stanze accanto, mi fa capire che non sono l'unica ospite.
    Domenica mattina, svegliatami parecchio prima del previsto, faccio colazione alle sette nel salone buio ed umido del pianterreno, ancora completamente deserto, con poche fette
    di pane nero, burro, marmellata e speck, accompagnati da una profumata tazza di thè ai frutti di bosco, sotto la fioca luce gialla del piccolo lampadario in pergamena.
    La grande finestra di fronte si affaccia su di un giardino piccolo, ma ricco di piante di diverse specie.
    Alle otto precise arriva puntuale a prendermi lo stesso cortese tassista che mi aveva portato qui
    ieri sera.
    La comoda vettura scivola quasi senza mai sostare lungo la discesa tortuosa per lasciarmi, più o meno dopo un quarto d’ora, nello stesso identico punto dove ieri ero salita.
    Dopo aver fatto ancora un brevissimo tratto a piedi, ritiro velocemente il mio ticket nel luogo prestabilito, senza problemi, né code: mi è stato assegnato un posto in piedi nel settore “T”, a cui accedo attraverso l’ingresso laterale denominato “Porta d’oro”, dove devo sottopormi al fastidioso controllo del metal-detector che fruga con insistenza nell’’interno della mia capiente borsa.
    Subito dopo, nei pressi dell’entrata, una sollecita ragazza dello staff, ferma davanti ad un'enorme catasta di piccole bottiglie di acqua minerale fresca, me ne porge premurosamente una,
    della quale approfitto immediatamente con grande gusto.


    Nonostante sia arrivata di buonora, trovo il mio settore per la gran parte già occupato da una comitiva di turisti veneti, non saprei dire esattamente da quale provincia provenienti, ben organizzati e forniti, in particolare, di certe praticissime seggioline pieghevoli incorporate allo zaino, i quali si stanno piuttosto grezzamente rifocillando con panini imbottiti di mortadella e con bevande varie, come se invece che trovarsi sul sagrato di una chiesa , stessero partecipando ad un’allegra scampagnata.
    Riesco comunque ad introdurmi e a ritagliarmi, nel poco spazio rimasto, un posto in prima fila davanti alla transenna.
    Mancano quasi due ore all’inizio della Santa Messa e nell’attesa non posso far di meglio che sedermi, alquanto scomodamente, sul bordo di un’aiuola peraltro colma di terriccio rosso ancora impregnato di umidità, utilizzando come intercapedine la copia del giornale “Il Corriere delle Alpi”che ho ritirato poco prima all’ingresso e che, ovviamente, avrei preferito leggere.
    Accoccolata a terra in questo modo e a quest’ora del mattino, sento quasi freddo, nonostante abbia indossato la giacchetta di plastica impermeabile, ma mi consolo pensando che, quando il sole sarà alto, potrò godere, se non altro, dell’ombra di questo grande platano.
    Soltanto più tardi, alzando lo sguardo ancora assonnato verso la facciata del Duomo, che peraltro riesco a vedere soltanto di scorcio, mi accorgo che un grande e potente altoparlante è stato sistemato, fissandolo saldamente al tronco dell’albero, esattamente sopra la mia testa…
    Vorrei spostarmi più in là, ma i rarissimi posti eventualmente ancora disponibili nelle immediate vicinanze non sembrano offrire sistemazioni migliori.
    Parecchio prima che cominci la messa, alcuni fonici eseguono delle assordanti prove tecniche e poco dopo anche l’affollatissimo coro, che nel frattempo ha raggiunto la propria postazione, a me di fronte, inizia a provare alcuni canti sacri con voce stentorea.
    Il tempo trascorre lento e piuttosto uggiosamente.
    Adesso un’elegante signora bionda, vestita con un grazioso costume tirolese nei toni del rosa , ci porge con garbo i bei libretti contenenti i testi bilingui per seguire la funzione.
    Nel frattempo passa e ripassa la buffa coppia di bambini che trascinano, tirandola ciascuno dalla sua parte una grande e traballante cesta di plastica colma di bottigliette d’acqua.
    Anch’io noto che molti dei posti a sedere riservati a chi ne avesse fatto richiesta sono ancora vuoti e che qualcuno se ne approfitta furbescamente.
    All’angolo che sta alla mia destra alla continua, frattanto, il quasi ininterrotto andirivieni: a frotte arrivano gruppi di musicisti in costume di gala con i loro voluminosi strumenti,
    sbandieratori e rappresentanze varie, mentre i due o tre volontari della ”Weisse Kreutz”, che spiccano tra la folla per le loro tute fosforescenti, ci scrutano di tanto in tanto con attenzione.


    A questo punto succede che, volgendo casualmente lo sguardo verso il settore contiguo, che si trova alla mia sinistra nei pressi della fontana, individuo improvvisamente tra la folla dapprima proprio Béatrice e un attimo dopo, sotto le larghe falde di un cappello di paglia e con la videocamera pronta a filmare stretta in una mano, suo marito Vincent, distante da lei di qualche passo.
    D’impulso starei per chiamarli al cellulare, ma subito mi ricordo che proprio poco prima il Vescovo Egger ci aveva cortesemente chiesto di spegnerli.
    Perciò tento di attirare il loro sguardo attraverso un prolungato cenno di saluto.
    Ma, anche stavolta, inutilmente.
    Negli altri settori, intanto, il sole incomincia a picchiare.
    Ora molte persone sono affacciate alle finestre.
    L’atmosfera è festosa, ma tranquilla.
    Il cielo sereno e terso è suggestivamente attraversato dalle dense scie gassose lasciate da qualche aviogetto, le quali, incrociandosi, creano una particolare scenografia.
    Un paio di elicotteri sorvola per due volte la zona.
    Al momento della recita dell’ ”Angelus”, da questa postazione riesco soltanto ad intravvedere, di tanto in tanto, qualche frammento della scena, sollevandomi al massimo sulla punta dei piedi per poter sbirciare oltre la barriera di schiene che, già da un bel po’, mi si sono parate davanti, mentre, al contrario, la parte audio risulta udibilissima, addirittura assordante.
    Al di là di questi fastidiosi inconvenienti, mi consola e mi sorprende nello stesso tempo, la sensazione di familiarità che provo e che ormai abbiamo tutti acquisito partecipando
    più volte ad avvenimenti del genere.
    A preghiera conclusa, mi affretto ad uscire cercando di farmi largo tra il groviglio di gente euforica, per dirigermi verso il punto in cui, fino a qualche attimo fa si trovavano i due amici ed anche per tentare di recuperare gli altri. Ma invano. Sembrano tutti spariti. Possibile che se ne siano già andati? Mi aggiro un po’disorientata finchè, sospinta dal flusso di persone che premono da ogni parte, mi ritrovo davanti all’altare, ormai quasi completamente spogliato degli ornamenti floreali, presi d’assalto come souvenir. Giunta quasi per forza d’inerzia all’ingresso della sagrestia, urto sbadatamente il corpulento Cardinale Scola, appena uscito e riesco a vedere da lontano soltanto Eva che si allontana velocemente verso non so quale meta.
    Il sospetto che qualcuno stia cercando di evitarmi, sta purtroppo diventando un’amareggiante certezza.
    Anche il messaggio in tedesco che tento di inviare a Michelle, come ultimo tentativo, fallisce.
    Nemmeno l’elaborata coppa di gelato che consumo solitaria all'ora di pranzo non sarà dolce abbastanza, così come senza risultato si riveleranno le lunghe ore trascorse in sosta davanti al cancello del Seminario, nella purtroppo vana attesa che qualcosa di imprevisto potesse succedere.


    E’ lunedì mattina e, lasciato definitivamente l’albergo, sono piacevolmente seduta ad un tavolo in mezza ombra nel giardino del “Cafè am Grab”, di fianco al Seminario, dove assaporo, in completa rilassatezza, una tazzina di ottimo caffè , mentre sfoglio con trepida curiosità il bel libro illustrato dal titolo“Mein geliebtes Suedtirol”che ho appena acquistato nel negozio di fronte, soffermandomi ad osservare le belle fotografie che ritraggono il Cardinale Ratzinger in vacanza col fratello e la sorella. Anche oggi la giornata è soleggiata e luminosa e il cielo quasi completamente terso, nonostante alcune nubi bianchissime si addensino sulle cime. Oltre la siepe di bosso che mi separa dalla strada, che solo adesso incomincia piacevolmente ad animarsi, per due volte intravvedo passare una tipica carrozza trainata da un cavallo, mentre sta portando a spasso dei turisti.
    Purtroppo non potrò assistere nemmeno alla cerimonia di congedo di oggi pomeriggio perché il mio treno di ritorno partirà più di due ore prima. Passando davanti al seminario incontrerò un’altra volta la simpatica Lilli ed un fotografo amatoriale che mi venderà alcuni suoi scatti, che pure lei comprerà.
    Già intorno alle tredici, appeso di nuovo il mio bagaglio in spalla, mi avvierò perplessa verso la stazione.





    Trieste, 1 dicembre 2008



    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 12/1/2008 12:34 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    Benedicta1983XVI
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    00 12/2/2008 4:04 PM
    Magnifico reportage Gabriella Josephine [SM=g27811] [SM=g27811]
    Spero di avere anchio qualcosa di bello da postare qui!


    __________________________________________________
    Dio abbraccia e sostiene l' intero cosmo. Ognuno di noi può darGli del tu; Ognuno puo chiamrLo.
    Il Signore si trova sempre a portata di voce.
    Possiamo allontanrci da Lui interiormente.
    Possimo vivere voltandoGli le spalle.
    Ma Egli ci aspetta sempre ed è sempre vicino a noi.
    Benedictus PP. XVI
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    GABRIELLA.JOSEPHINE
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    00 12/3/2008 10:01 AM
    Grazie molte, cara Cindy e a presto!!! [SM=x40800]
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 12/3/2008 10:01 AM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    Pandora.
    Post: 960
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    00 12/13/2008 4:40 PM
    Re:
    GABRIELLA.JOSEPHINE, 01/12/2008 12.33:

    REPORTAGE
    Bressanone, 9-11 agosto 2008




    Grazie per il bellissimo reportage,Gabriella.Come sempre,il tuo modo superbo di descrivere i luoghi ha il potere di "trasportarmi" lì,mentre leggo mi sembra di esserci stata con te,in quel momento!La perplessità riguardo il comportamento dei tuoi amici lascia però perplessa anche me...Non mi sembra proprio quello il modo di agire...Comunque,come disse Qualcuno di nostra conoscenza,"Andiamo avanti".Certo,per te dev'essere stata un'amara sorpresa,ma dubito che abbia in qualche modo potuto scalfire i suggestivi momenti che hai trascorso in quel di Bressanone.Complimenti ancora,amica mia:i tuoi racconti,i tuoi reportage,e qualunque cosa tu metta su foglio mi provoca emozioni.Grazie!
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    GABRIELLA.JOSEPHINE
    Post: 1,542
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    00 12/13/2008 5:01 PM
    Re: Re:
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 12/13/2008 5:08 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    GABRIELLA.JOSEPHINE
    Post: 1,543
    Registered in: 10/18/2005
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    00 12/13/2008 5:04 PM
    GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Carissima Pandora, [SM=x40800]
    sono io a doverti ringraziare!!!
    Sapevo che avresti apprezzato e ti ringrazio davvero per l'incoraggiante elogio.
    Ma ancor di più ti ringrazio per aver avuto la gentilezza di postare un commento.
    Tu conosci tutta la vicenda e quindi avrai potuto immedesimarti meglio nella storia che ho raccontato, con la particolare e rara sensibilità che ti ha sempre contraddistinto.
    Purtroppo la profonda amarezza dovuta al comportamento che mi è stato ingiustamente riservato è riuscita a prevalere sui brevi bei momenti che ho comunque vissuto.
    Stavolta era proprio questo il tema che desideravo mettere in evidenza.

    Grazie ancora. [SM=x40800]
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 12/13/2008 5:13 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    maryjos
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    Registered in: 11/27/2005
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    00 12/13/2008 11:23 PM
    Grazie!
    Grazie e bravissima, Gabriella! Tutto e interessante e meraviglioso.Nel tempo freddo dal' Inghilterra di Dicembre, e buono di leggere della tua vacanze d'estate!

    Al prossimo anno!!!!!!!

    Mary dal'Inghilterra xxxx

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    GABRIELLA.JOSEPHINE
    Post: 1,544
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    00 12/15/2008 3:59 PM

    Carissima Mary, [SM=x40800]
    sono davvero felicissima di aver trovato qui anche il tuo commento, affettuoso ed incoraggiante come sempre e mi complimento con te se sei riuscita a leggere il testo in italiano.
    (Presto dovrebbero essere pronte anche le versioni in tedesco ed in inglese).
    Grazie di cuore.
    Un abbraccio !!!
    [SM=x40800]
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 12/15/2008 4:01 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    .sami.
    Post: 6
    Registered in: 4/2/2008
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    00 5/13/2009 11:24 PM
    Viaggio in Israele...

    Qualcuno ha seguito il Papa in Terra Santa?
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    GABRIELLA.JOSEPHINE
    Post: 1,748
    Registered in: 10/18/2005
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    00 9/13/2009 7:13 PM
    FERRAGOSTO A ROMA: IL REPORTAGE DI BENEDICTA
    Roma, 14/17 agosto 2009

    Questo viaggio a Roma non era programmato. E' stato un colpo
    di testa, di quelli che si fanno in estate.
    Tutto è cominciato in primavera. In un SMS Gabriella Josephine, mi esprimeva il suo desiderio di andare ad ascoltare un Angelus del Santo Padre, in agosto o al massimo in novembre, quando lei avrebbe avuto le ferie.
    Sulle prime sono rimasta un po' interdetta. Durante l' estate io dovevo lavorare e francamente non sapevo se per agosto sarei stata libera. Tanto meno in novembre.
    Quindi per un po' abbiamo lasciato cadere la cosa.
    Ma Gabry non si è arresa e così a metà luglio abbiamo deciso di recarci a Castel Gandolfo per l' Angelus della solennità di Maria Santissima Assunta.
    L' idea di vistare la cittadina che ospita il Papa durante l' estate mi è apparsa da subito meravigliosa. in quanto non l' avevo mai visitata e inoltre non andavo a Roma da nove anni, e quello di tornarci era un mio sogno da moltissimo tempo. Roma è la mia città preferita e se potessi ci vivrei.
    Per prima cosa abbiamo deciso quanto tempo rimanere. Sulle prime Gabry poteva permettersi solo uno o due giorni di ferie, ma a me sembrava troppo poco. Infatti solo per arrivare nella città eterna ci vogliono sei ore di treno dal Friuli, dove abitiamo e l' areo mi sembrava piuttosto costoso e complicato data la distanza da casa dell' aeroporto di partenza (Ronchi dei Legionari) sia la distanza da Roma di quello di arrivo.
    Fortunatamente entro pochi giorni Gabry è riuscita a farsi dare altri due giorni liberi e così quel primo problema è stato risolto.
    Ora bisognava trovare un albergo che non costasse troppo e che fosse vicino a Castel Gandolfo.
    Io francamente non sapevo se ne avremmo trovati e suggerii subito a Gabry di soggiornare del B&B di Roma in cui ero scesa la prima volta che ho visitato la città.
    Forse non era molto economico, ma aveva il vantaggio di essere in pieno centro e vicinissimo alla stazione Termini.
    Lei ribatteva che stare a Roma quando il Santo Padre era a Castel Gandolfo non era propriamente comodo, data la distanza tra le due località.
    Io, che ripeto non ero mai stata ad un Angelus ne a S. Pietro ne a Castello, mi sono fidata e ho lasciato a lei l' onere della scelta dell' albergo.
    Poche ore dopo queste discussioni, mi è arrivata una mail della mia amica con l' indirizzo di un B&B nella zona dei castelli romani che proponeva un offerta speciale proprio nel periodo di Ferragosto.
    Solo dopo il pagamento della caparra ho scoperto , attraverso internet, che la cittadina non solo è molto lontana da Roma ma anche dalla Residenza Estiva.
    Ma ormai il danno era fatto e la mia amica mi disse che avremmo girato con il taxi.
    Mi sono consolata pensando che almeno l' albergo sembrava molto bello.
    Arrivò così il momento della partenza. Il 13 agosto io e Gabry ci siamo trovate sul Euro star a Monfalcone , dove io sono salita.. Lei era partita da Trieste.
    Il viaggio poteva sembrare molto lungo, ma non mi annoiai. Subito iniziai a parlare del viaggio e del Papa con Gabriella e poi mi misi a leggere il libro che avevo portato con me.
    Dopo pranzo invece non staccai un attimo gli occhi dal finestrino perché finalmente eravamo giunti nel Lazio ed ero molto emozionata al pensiero che avrei rivisto la mia città preferita dopo così tanto tempo.
    La mia emozione non diminuì quando arrivammo alla stazione Termini, anzi aumentò.
    Visto che comunque era piuttosto presto, Gabriella, suggerì di andare subito a S. Pietro per consegnare il nostro regalino (alcuni oggetti ricordo dei Santuari della nostra regione e una breve lettera) a qualcuno che lo avrebbe recapitato al Santo Padre.
    Vi dico subito che fare questo è tutt'altro che semplice, sopratutto sotto il sole battente dell' agosto romano.
    In un primo momento avevamo intenzione di lasciare il pacchetto presso la Prefettura della Casa Pontificia, ma una volta giunti là e dopo aver fatto una coda piuttosto lunga ma scorrevole per passare sotto il metal detector, una gentile guardia svizzera ci disse di dirigerci dall' altra parte di Piazza S. Pietro e consegnare il tutto a un addetto.
    Così, nonostante il caldo asfissiante ma non fastidioso come da noi, andammo verso una parte dello Stato Vaticano ben poco vistata dai turisti, almeno in quel momento, nelle vicinanze dell' Aula Paolo VI. Ci fermarono altre due guardie svizzere altrettanto gentili che ci indicarono con esattezza il luogo dove effettuare la consegna.
    Così dopo una serie piuttosto lunga di domande da parte di un ufficiale della Gendarmeria Vaticana , finalmente il regalo giunse a destinazione.
    Usciti da quella zona del Vaticano, sostammo per lunghi minuti sotto il Colonnato di Bernini, dove scattai alcune foto alla facciata della Basilica.
    Dato che erano ormai passate le cinque,abbiamo pensato di incamminarci lentamente verso la fermata dell' autobus che ci avrebbe portato alla stazione Termini. In una bancarella appena fuori Piazza S. Pietro comprai, il mio primo souvenir: un ombrellino parasole fucsia, come quelli che avevo visto molte volte in TV alle udienze e agli Angelus. Da quel momento e per tutto il resto del viaggio quel' ombrellino sarebbe stato mio fedele compagno.
    Arrivate alla stazione Termini, trovammo subito un treno per la fermata più vicino a Rocca Priora, Frascati.
    Ma i problemi erano solo all'inizio, perché appena giunte nella cittadina, capoluogo dei Castelli Romani, ci siamo accorte che trovare un taxi non era poi un impresa da niente.
    Dopo aver provato per diversi minuti a chiamarne uno pensammo bene di contattare il nostro albergo e farcene mandare uno da loro.
    I ragazzi della reception , ci risolsero subito il problema e arrivammo abbastanza velocemente al B&B.
    Per la cena di quella sera, e di tutte quelle successive, i receptionist ci consigliarono una trattoria li vicino dove si mangia molto bene e il proprietario è molto simpatico.
    Il giorno dopo, solennità dell' Assunzione di Maria Santissima in Cielo, fu il momento più atteso, quello dell' Angelus a Castel Gandolfo.
    Ci siamo alzate di buon mattino, perché avevamo appurato che la Residenza Estiva, comunque non era molto vicina.
    Il viaggio, ancora in taxi, mi piacque molto e prevedeva l' attraversamento di alcune località dei Castelli Romani particolarmente suggestive.
    Arrivati dopo una ventina di minuti alla cittadina sul lago Albano, fummo subito controllate da alcuni poliziotti italiani con il metal detector ma che velocemente ci fecero passare.
    La Residenza era li a due passi e sebbene non fossero ancora le dieci e mezza ( l' Angelus viene recitato alle 12 in punto, nemmeno un minuto di ritardo o d' anticipo. la puntualità di Sua Santità è proverbiale!!!!!) Gabriella suggerì di mettersi subito in fila perché nel cortiletto interno sarebbero entrate solo poche centinaia di persone, contro la folla enorme che già si stava formando.
    L' attesa fu estenuante, ma per fortuna trovammo una simpatica signora delle Marche con cui ingannammo un po il tempo parlando delle GMG a cui aveva partecipato.
    Ci fecero entrare un po in anticipo, rispetto al previsto, forse inteneriti dal gran caldo che faceva
    e che a mala pena ci faceva restare in piedi.
    Anche dentro al cortiletto trovammo delle persone, stavolta friulane come noi, con cui scherzare e parlare un po' mentre io scattavo alcune foto del luogo molto bello, ma più piccolo di quanto non mi aspettassi. Dovevamo stare ancora in piedi per un periodo piuttosto lungo, ma almeno li dentro faceva meno caldo perché sopra il cortile, normalmente scoperto, erano stai tirati dei teli e i raggi impietosi quasi non riuscivano a penetrare.
    L' emozione aumentò notevolmente con l' avvicinarsi del momento in cui avrei visto il Papa. Il cuore mi batteva molto forte.
    Quando apparì sul balcone, mi resi immediatamente conto che era più vicino di quanto pensassi, potevo quasi toccarlo. Feci moltissime foto, alcune mi sono riuscite anche abbastanza bene.
    L' Angelus fu interessante e ben comprensibile, come del resto lo sono tutti i discorsi di Papa Benedetto.
    Solo di una cosa mi rammaricai quel giorno: che l' incontro fosse così breve. Non durò infatti che una ventina di minuti e mi sorpresi di quante persone fossero venute ad ascoltare un Pontefice che molti definiscono freddo e insensibile in confronto al predecessore. Questo mi fece un immenso piacere.
    Curiosamente, ma non tanto pensai in seguito,quel giorno a porgere gli occhiali e i fogli al Papa c' era Don Alfred Xuereb, il secondo segretario. Mons. Georg, il primo segretario solitamente addetto a questo servizio, era in vacanza dalla sua famiglia nel Baden Wüttemberg.
    Mi sarebbe piaciuto fare un foto di lui con il Papa. Pazienza!
    Dopo l' Angelus, io e Gabry andammo a Messa nella bellissima Chiesetta seicentesca di Castel Gandolfo, dedicata a San Tommaso da Villanova, celebrata da un sacerdote straniero, forse polacco.
    Anche questo fu un momento molto gradevole.

    Pranzammo in un ottima trattoria li in paese, dove scoprii che i romani i fiori di zucca li cucinano assieme al formaggio e a un acciuga, il che rende molto più gustosi.
    Dopo pranzo facemmo una passeggiata lungo il viale e ed entrammo nei numerosi negozi di ricordini della cittadina, dove acquistai gran parte dei souvenir, che portai a casa ( un dittico con Karol e B16, una Corona del Rosario azzurra e un calendario da scrivania con le foto dei gatti di Roma, altra mia grandissima passione).
    Questa escursione non durò a lungo, dato che Castel Gandolfo, non è che una borgata ma mi piacque molto, sopratutto la vista sul Lago di Albano. È davvero fortunato il Papa a risiedere parte dell'anno in una località così graziosa e calma. È davvero l' ideale per riposarsi.
    Ci sedemmo in un caffè r prendemmo qualcosa di fresco, perché il caldo ci aveva davvero sfinito e siccome era ancora molto presto ( il taxi non sarebbe venuto a prenderci che tra un paio d'ore) Gabriella e io conversammo con tutta calma.
    Dopo qualche minuto, chiesi il permesso di lasciarla per andare in qualche momento in Chiesa , che si trova di fronte al bar dove eravamo sedute, per recitare in solitudine il Rosario, come è mia abitudine.
    Quando tornai dalla mia amica, mancava ancora un certo tempo al momento in cui avevamo appuntamento con la tassista e ne approfittai per chiedere a Gabry di farmi alcune foto con la Residenza Estiva sullo sfondo e per fare ancora un breve passeggiata nei dintorni.
    Andammo al punto in cui avevamo appuntamento con il taxi, qualche minuto in anticipo, ma anche l'auto era in anticipo così non dovemmo aspettare.
    La giornata si concluse con una cena altrettanto squisita del pranzo al solito ristorante a Rocca Priora, e con una passeggiata nel giardinetto dell' albergo, da dove si possono osservare le luci della periferia della capitale.

    Il terzo e ultimo giorno di questo nostro viaggio, fu dedicato alla visita alla Basilica e alle Grotte Vaticane.
    Arrivammo a Roma non senza problemi ( di treni da Frascati di domenica d' estate ce ne sono davvero pochini, oltretutto dovemmo cambiare a Ciampino), ma abbastanza prestino.
    In Piazza S. Pietro la fila per il metal detector era altrettanto veloce che due giorni prima e in breve riuscimmo a entrare nelle grotte. Anche questo era un momento da me molto atteso, perché desideravo ardentemente pregare sulla tomba di GPII per ringraziarlo per avermi aiutato dal Paradiso nei miei ultimi anni di studio universitario (nei primi era ancora vivo, anche se già malatissimo), oltre che sulla quella di altri pontefici da me molto venerati che si trovano laggiù( Paolo VI, Giovanni Paolo I, Pio XII). I primi due li trovai immediatamente e mi soffermai per qualche minuto davanti al loro sepolcro, baciando con la mano quello di Papa Luciani, dove era collocata anche una candelina accesa e un piccolo fiore finto. Non trovammo invece Papa Pacelli, forse si trova da un' altra parte. Altro piccolo rammarico.
    Non mi deluse invece la visita alla tomba di Karol, dove sostai molto più a lungo, sebbene un guardiano un po' scorbutico, mi disturbasse gridando di mettermi un po' più indietro.
    Una curiosità sul pavimento nei pressi della tomba del grande Pontefice erano gettati alcuni bigliettini, forse con preghiere o ringraziamenti.
    Mi dispiacque molto dovermi staccare dalla tomba, ma avevamo intenzione di vistare anche la Basilica prima di pranzo e così salimmo.
    La Basilica era come sempre maestosa e la sua bellezza mi sorprende sempre.
    Ciò che però mi fece più piacere, fu la visita che facemmo al corpo del Beato Papa Giovanni XXIII, che dopo la sua Beatificazione, si trova in una teca di vetro nella Basilica. Fu un altro momento molto commovente, in cui rimasi per diversi minuti in preghiera, perché voglio molto bene anche a questo grande Papa del Concilio.
    A San Pietro trovai anche molte altre tombe di Papi illustri che mi fece molto piacere osservare.
    La prossima volta che tornerò a Roma, pensai in quei momenti, visiterò anche il sepolcro del Beato Pio IX, che si trova a San Lorenzo Fuori le Mura.
    Dopo pranzo, camminammo un per i dintorni del Vaticano e la mia amica mi indicò la casa dove viveva il Papa quando era Cardinale. Finimmo di fare gli ultimi acquisti di souvenir e quindi andammo a riposare nel bel parco di Castel Sant' Angelo.
    Più si avvicinava il momento di andarmene più non riuscivo a staccarmi dalla mia città preferita, anche perché non sapevo ancora quando ci sarei tornata di nuovo.
    Mi presi forza e mi alzai e fuori dal parco, mi soffermai a fare le ultime foto, con lo sfondo della ex prigione pontifica e della Basilica di San Pietro.
    Mi sembrava che Roma con questi bei monumenti mi salutasse con affetto e io non riuscivo a staccare gli occhi da questa immagine
    Con qualche brindisi in onore del Papa alla solita trattoria a Rocca Priora, si concluse anche l' ultimo giorno nella città eterna.

    La mattina seguente partimmo molto presto con il proponimento di tornare il prima possibile, magari stavolta per un' Udienza del mercoledì.
    Quando partì il treno, non staccai per un attimo gli occhi dal finestrino finché non fummo usciti dal territorio della città di Roma, per darle un ultimo saluto, quindi mi rimisi a leggere il libro che avevo portato con me.
    Così finì questa mia breve e inaspettata ( ma tanto sospirata) vacanza, che porterò sempre nel cuore e ringrazio ancora tutte le persone che l' hanno resa possibile.



    Palmanova, settembre 2009

    Benedicta1983XVI
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 9/13/2009 7:16 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    Benedicta1983XVI
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    00 9/22/2009 11:23 AM
    Le foto del ferragosto a Roma
    Finalmente posto le foto della mia gita a Roma dal 14 al 17 agosto di cui ho parlato nel reportage
    Scuaste tanto il ritardo [SM=g27819] [SM=g27819]






    Gabry sotto il colonnato di Bernini (Piazza S. Pietro)






    Gabry parla alle guardie svizzere al portone della Prefettura della Casa Pontificia (Città del Vaticano)






    Il Papa all' Angelus a Castel Gandolfo il giorno dell' Assunta (15/08)






    Il Papa e Don Alfred Xuereb (Secondo Segretario Particolare)




    Ritratto di GPII nella Chiesa di s. Tommaso da villanova a Castel Gandolfo.



    Gabry nella trattoria a Castel Gandolfo






    __________________________________________________
    Dio abbraccia e sostiene l' intero cosmo. Ognuno di noi può darGli del tu; Ognuno puo chiamrLo.
    Il Signore si trova sempre a portata di voce.
    Possiamo allontanrci da Lui interiormente.
    Possimo vivere voltandoGli le spalle.
    Ma Egli ci aspetta sempre ed è sempre vicino a noi.
    Benedictus PP. XVI
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    Benedicta1983XVI
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    00 9/22/2009 11:23 AM
    Seconda Parte


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    Possimo vivere voltandoGli le spalle.
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    Benedictus PP. XVI
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    Benedicta1983XVI
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    00 9/22/2009 11:40 AM
    Seconda Parte Foto


    Io nella trattoria a Castel Gandolfo




    Io davanti al Palazzo Apostolico Estivo di Castel Gandolfo (con ombrellino parasole [SM=x40800] )




    Veduta del lago di Albano a Castel Gandolfo [SM=g27836] [SM=g27836] [SM=g27836] [SM=g27836] [SM=g27836]





    Io con alle spalle la Basilica di S. Pietro



    Gabry con alle spalle la Basilica di S. Pietro




    Io con alle spalle Castel Sant' Angelo


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    Il Signore si trova sempre a portata di voce.
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    Possimo vivere voltandoGli le spalle.
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    maryjos
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    00 9/24/2009 4:42 PM
    Che bellissime fotografie, benedicta e gabriella!!!! Io anche ho visitato Castel sant'Angelo nel Giugno 2009. E buona d'avere una amica per viaggiare con te!
    Grazie dalla tua amica inglese, Mary xxxx

    [SM=g27823] [SM=g27823] [SM=g27823] [SM=g27823] [SM=g27823]
    [Edited by maryjos 9/24/2009 4:42 PM]

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    GABRIELLA.JOSEPHINE
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    00 9/25/2009 12:25 PM


    Grazie carissima Mary!!! [SM=x40800]
    Benedicta ed io siamo davvero molto contente che
    anche le immagini del nostro viaggio ti siano piaciute.
    Certo è molto bello avere una buona amica con cui viaggiare
    e stavolta sono stata veramente molto fortunata perchè
    Benedicta è una persona veramente deliziosa!!!
    [Edited by GABRIELLA.JOSEPHINE 9/25/2009 12:27 PM]
    JOSEPHINE

    "OMNIA POSSUNT IN EO QUI ME CONFORTAT"
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    .sami.
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    00 10/20/2009 9:05 AM
    Tra poco andrò ad incontrare il papa.
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