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Curiosità & Chincaglierie

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    @Nessuna@
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    00 8/5/2007 8:42 PM
    Agricoltura: coltivato banano alpino antifreddo a Bolzano

    ANSA - BOLZANO, 5 AGO - Si chiama 'Freddi Banani' la pianta di banano con marchio registrato che resiste al freddo coltivata a Bolzano. La produce da alcuni anni, e gia' da' dei frutti, una nota giardineria bolzanina, arrivata a 'Freddi Banani', dopo vari tentativi. Il banano dolomitico e' un incrocio tra un banano nepalese molto resistente e uno giapponese che cresce rapidamente. La pianta raggiunge i 3m di altezza e dopo 4 anni da' i primi frutti.
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    @Nessuna@
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    00 8/18/2007 9:03 AM
    Olanda, suona le campane troppo forte, prete multato

    AMSTERDAM (Reuters) - Un prete olandese è stato multato di 5.000 euro perché colpevole di suonare le campane troppo forte alla mattina.

    Il sacerdote ha iniziato a suonare le campane intorno alle sette del mattino subito dopo il suo arrivo a Tilburg circa sei mesi fa, ha detto un portavoce del consiglio comunale.

    La cosa ha provocato dozzine di lamentele da parte dei residenti e anche il consiglio comunale ha convenuto che il prete stesse infrangendo le regole.

    "Il sacerdote può suonare le campane quando vuole ma deve regolarle secondo le norme sul rumore. La gente non le apprezza", ha aggiunto il portavoce.

    Il prete rischia ulteriori multe se continuerà.

    "Stiamo ancora tentando di trovare modi per fermarlo", ha concluso il portavoce.


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    +PetaloNero+
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    00 8/21/2007 3:21 PM
    Da Petrus

    Realizzata in provincia di Pisa la Chiesa...più dolce d'Italia: raffigura il Duomo di Torino

    CITTA’ DEL VATICANO - A Orentano, in provincia di Pisa, durante una tradizionale sagra estiva, i fedeli hanno creato la Chiesa più... dolce d’Italia. Trenta pasticcieri del posto, infatti, hanno ricostruito il Duomo di Torino, quello che custodisce la Sacra Sindone, con 50.000 bignè alla crema, 10 quintali di crema di vaniglia, 25 metri di pan di spagna. Il compito più difficile è stato quello di riempire i bignè di crema alla vaniglia: i 30 pasticcieri ingaggiati hanno lavorato giorno e notte per realizzare quest’opera, e alla fine ci sono riusciti, anche se non senza difficoltà. Senza dubbio una Chiesa dolcissima, vietata, pena la “scomunica”, solo ai diabetici, e a prova di ... tentazione per chi non vuol cadere nei peccati di gola. Un altro particolare. La torta raffigurante il Duomo di Torino, dopo le foto di rito, potrà essere assaggiata da tutti, inclusi i non cattolici: davvero una torta…ecumenica.

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    maria.2007
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    00 8/21/2007 7:13 PM
    Angeli custodi
    Ma voi credete agli angeli custodi?
    Avete mai avuto la conferma della loro presenza? E come si fa a comunicare con loro?
    Devo confessare che quetso argomento mi sta parecchio appassionando... [SM=x40791]
    (Non sapevo dove scrivere questo post, spero di non avere sbagliato di nuovo cartella...)
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    Regin
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    00 8/22/2007 1:24 AM
    Re: Angeli custodi
    maria.2007, 21/08/2007 19.13:

    Ma voi credete agli angeli custodi?
    Avete mai avuto la conferma della loro presenza? E come si fa a comunicare con loro?
    Devo confessare che quetso argomento mi sta parecchio appassionando... [SM=x40791]
    (Non sapevo dove scrivere questo post, spero di non avere sbagliato di nuovo cartella...)




    Catechismo Chiesa Cattolica:

    328]L'esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l'unanimità della Tradizione.

    Sant'Agostino dice a loro riguardo: “Angelus officii nomen est, non naturae. Quaeris nomen huius naturae, spiritus est; quaeris officium, angelus est: ex eo quod est, spiritus est, ex eo quod agit, angelus - La parola angelo designa l'ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura si risponde che è spirito; se si chiede l'ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo” [Sant'Agostino, Enarratio in Psalmos, 103, 1, 15]. In tutto il loro essere, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio. Per il fatto che “vedono sempre la faccia del Padre. . . che è nei cieli” ( Mt 18,10), essi sono “potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola( Sal 103,20).



    p.s.
    si, veramente metterli nelle "curiosità e cincaglierie" non mi sembra
    la cartella adatta.




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    Regin
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    00 8/22/2007 5:34 PM
    Re: Re: Angeli custodi
    Regin, 22/08/2007 01.24:

    maria.2007, 21/08/2007 19.13:

    Ma voi credete agli angeli custodi?
    Avete mai avuto la conferma della loro presenza? E come si fa a comunicare con loro?




    Angelo significa «messaggero” .Sono puri spiriti, intelligentissimi, ognuno con una personalità ben distinta e con funzioni diverse. Sono divisi, secondo la tradizione in 9 gerarchie: CHERUBINI,
    SERAFINI, TRONI, DOMINAZIONI, VIRTÙ, POTESTÀ, PRINCIPATI, ARCANGELI e
    ANGELI.
    Ci sono Angeli addetti all'organizzazione dell'universo, al movimento delle galassie, dei pianeti, dei soli, delle comete, etc.

    La Bibbia parla di angeli custodi, guide delle creature , di protettori di città e nazioni , di Angeli che lodano Dio ed eseguono i suoi ordini , di Angeli che stanno davanti al trono di Dio.

    Non conosciamo il loro nome, sappiamo solo il nome dei tre arcangeli di cui parla la Bibbia, San Michele, San Raffaele e San Gabriele.


    Tutti hanno un angelo custode.
    Questo Angelo ha il compito specifico di prendersi cura, per tutto e in tutto di noi.
    La sua azione in nostro favore è direttamente proporzionale alla fiducia, alla confidenza, all'intesa che si ha con lui, nel rispetto dei disegni di Dio che egli conosce perfettamente.
    Appartenendo ad una dimensione superiore alla nostra, dove non ci sono i limiti della materia, può intervenire nel nostro mondo come vuole.
    "I nostri buoni Angeli sono chiamati Angeli custodi - spiega S. Francesco di Sales - perché hanno l’ufficio di assisterci con le loro ispirazioni, di difenderci nei pericoli, di correggere i nostri difetti; di spronarci all’acquisto della virtù; hanno l’incarico di portare le nostre preghiere al trono della divina
    bontà, maestà e misericordia del Signore, e di riportare a noi l’esaudimento di esse.."

    Possiamo parlargli come ad un amico e pregarlo di aiutarci nei momenti più difficili.

    Possiamo pregarlo di comunicare con gli angeli custodi di altre persone, perchè suggeriscano loro di essere particolarmente gentili nei nostri confronti, (magari all'angelo custode del prof. con cui dobbiamo fare un esame [SM=g27828] )


    Ci sono molte testimonianze di aiuto concreto ricevuto da loro, i santi spesso li vedevano.

    Sono sempre pronti ad aiutarci, basta chiedere e ringraziare.

    E' buona abitudine salutarlo la mattina quando ci alziamo e chiedergli aiuto per la giornata, e salutarlo la sera quando ci corichiamo, lui è sempre accanto a noi..non va a dormire [SM=g27828]










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    Bestion.
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    00 8/23/2007 6:40 PM
    Re: Angeli custodi
    maria.2007, 21/08/2007 19.13:

    Ma voi credete agli angeli custodi?
    Avete mai avuto la conferma della loro presenza? E come si fa a comunicare con loro?
    Devo confessare che quetso argomento mi sta parecchio appassionando... [SM=x40791]
    (Non sapevo dove scrivere questo post, spero di non avere sbagliato di nuovo cartella...)




    Si dovrebbe anzitutto riconoscere una contraddizione che, purtroppo, rende opaca anche la fede di alcuni tra i più ferventi cristiani! Spesso, invero, pure in costoro persiste un radicato scetticismo pregiudizievole o, quantomeno, una visione approssimativa e infantile delle realtà sovrannaturali, di cui quella angelica e l’altra demoniaca. Di modo che, infine, sottovalutando queste due non marginali correlazioni, si frena il potenziale sviluppo per una fede matura, che anche non per questo scusa la propria pigra responsabilità la quale a sua volta, impedisce ciò di cui oggi c’è assai bisogno: la testimonianza più genuina e completa di noi cristiani cattolici proprio negli ambienti in cui ognuno è inserito.
    Non così i santi: di quanta lontananza, infatti, tutti noi soffriamo quando verifichiamo la puerilità della propria fede (e sì che il dono ricevuto è immenso ed eterno!) e la diversità della nostra testimonianza, praticate invece da quella santità dei santi!
    Basti pensare a due esempi tipici: San Francesco non fu mai annunciatore del privilegio d’aver ricevuto direttamente e in visione da un Serafino le stimmate di Nostro Signore così come, sette secoli dopo, mai il Santo padre Pio da Pietralcina si preoccupò di annunciare i tormenti e le percosse a cui, il demonio lo sottopose in certe notti. Ambedue invece, testimoniavano e annunciavano solo e sempre soltanto l’amore infinito che Gesù mostrava continuamente nella loro povera, umile, casta e santissima vita.
    È quella stessa “santità” alla quale, nondimeno tutti gli autentici discepoli di Cristo, anche nel loro stato laicale, sono chiamati e a cui tutti i fedeli possono giungere!

    In pratica: non pochi cristiani dubitano fortemente della personale esistenza e dell’opera benevola e individuale dei singoli Angeli, così come non sono per nulla certi della concreta esistenza e opera pervertitrice di Satana (Paolo VI – Udienza generale di mercoledì, 15 novembre 1972) e quella malvagia dei suoi demoni. Neppure, ad esempio, sono convinti della lotta ancora in atto tra l’Arcangelo Michele con le sue celesti milizie e Lucifero con le sue schiere demoniache, benché la Chiesa sappia perfettamente per rivelazione divina, il risultato finale. Poi, inoltre, sono pochi i convinti su quanto invece, si dovrebbe essere tutti d’accordo o più propensi a credere sul dogma circa l’esistenza del Gesù storico che, pur nella diversità delle due nature - la divina e la umana -, si è incarnato nell’unicità della medesima Persona del Cristo della fede!
    Insomma, bisogna proprio constatare che semmai, in questi generici cristiani, prevale molto di più l’inclinazione al sensazionalismo, sia a sfondo benefico sia malefico, al distogliersi col vizio insistente del passatempo spinto dalla curiosità dell’insolito, del nuovo, dell’affascinante. Queste, però, sono cose opportune soltanto alla concupiscenza della mente atta più a voler svelare un intricato arcano che resta in ogni caso insondabile e finalizzato solo a se stesso, piuttosto che assimilabile all’aiuto offerto da Dio per la redenzione della sua creatura umana. Ciò peraltro attraverso l’opera degli angeli, i quali tra gli altri servizi esercitano quello di “messaggeri” e aggiungono pure quelli della protezione e della scacciata dei demoni, di quel più perfido padrone di questi ultimi, il Maligno, che vuole e minaccia continuamente la distruzione dell’uomo e del creato.

    Ciò premesso però, per quanto riguarda il patrimonio della fede cattolica, va pure detto che, di fatto, lo studio speculativo dell’angeologia e della demonologia trova tuttavia il suo valido fondamento nelle Sacre Scritture ed è investigato con l’uso dell’esegesi vetero e neotestamentaria, con l’ampia riflessione teologica della tradizione secolare apostolica, della patristica e della mistica orientale ed occidentale, sennonché e non per ultima, con la prassi pastorale dei rituali liturgici, da cui emergono chiaramente i richiami, proprio negli ambiti delle celebrazioni battesimali ed eucaristiche.
    Pertanto se è indubbio che nel passato, dal medioevo fino al tardo rinascimento, ci fu un eccesso fuorviante di pensiero ideologico, circa l’applicabilità dell’angeologia e della demonologia, tanto che stimolava più la curiosità alimentata da interminabili diatribe filosofiche e da dispersive dispute teologiche che perdevano di vista la centralità della soteriologia, è altrettanto sicuro che la stessa riflessione su queste diverse realtà trascendentali e invisibili, di cui appunto la reale esistenza degli angeli e dei demoni, non colgono ancora pienamente, tuttora per molti cristiani, una corretta funzionalità alla cristologia per il fine di un’equilibrata percezione e sistemazione della fede nell’insieme dinamico del disegno salvifico in direzione esistenziale e in prospettiva escatologica.

    Io, infatti, la penso così: quanto più nel suo costante e progressivo cammino spirituale, la nostra fede diventa adulta e solida, ossia, quanto più essa si lascia condurre dall’azione sacramentale dello Spirito Santo, donatoci in sovrabbondanza dai meriti acquisiti a nostro favore da Gesù Cristo - ragione per la quale la nostra persona diventa “nuova” e per la quale, a maggior gloria di Dio e all’originaria identità umana, si configura alla immagine del Crocefisso Risorto -, tanto più ci lascia intravedere e usufruire del beneficio incommensurabile della salvezza che, sempre in funzione del mistero Dio-Uomo (mi riferisco esattamente alle implicazioni insite in quel sublime trattato teologico di Sant’Anselmo, il “Cur Deus homo”, dove è discussa quasi in appendice alla priorità cristologica/soteriologica, la questione atropo/angeolologica!), opera e si esplicita anche per mezzo delle realtà sovrannaturali di cui appunto, l’esistenza della gerarchia angelica, degli angeli decaduti, e dell’Angelo Custode che, è personale e distinto per ogni uomo.

    Ritengo perciò che è parte integrante della nostra fede, sostenerci con quella prece mattutina, giornaliera e serale con cui siamo tutti invitati ad invocare attraverso l’intercessione della Regina degli Angeli, Maria, la Vergine Santissima, il nostro venerato Angelo Custode con lo spirito di questi precisi termini: …“illumina” “custodisci” “reggi” e “governa” me che ti fui affidato dalla pietà celeste!
    Il resto della comprensione sul e dell’efficacia del progetto redentivo, è subordinato, è relazionale, viene dopo ed è di conseguenza…

    Partendo quindi dalla sicurezza di fede garantita puntualmente dal Magistero Apostolico della nostra amatissima docente Santa Madre Chiesa Cattolica, con l’insegnamento della sua dottrina, la catechesi degli adulti, eccetera, è conveniente anche informarsi e approfondire aiutati ancora da quel ponderato discernimento suggerito ad ogni fedele dallo Spirito Consolatore, quanto al sussidio che perviene da altre fonti ecclesiali (possibilmente, cattoliche!) e da Lui ugualmente ispirate. Per questo, ho cercato e trovato nel web un po’ di materiale pertinente al tema discusso e del quale ti indico almeno i sotto elencati e a mio avviso, utili siti:


    QUI ..... e ..... QUI



    Buondì maria.2007…………………………




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    00 8/25/2007 9:01 AM
    Cervello: chi ha occhi blu e' piu' intelligente

    Uno studio rivela che le persone con gli occhi azzurri sarebbero piu' intelligenti di quelle con gli occhi scuri. Secondo una ricerca dell'universita' di Louisville, nel Kentucky, esisterebbe un 'legame ancora non esplorato fra il colore degli occhi e l'apprendimento'. Quelli con gli occhi azzurri sarebbero migliori pensatori e strateghi, e la prova starebbe nel successo in attivita' che richiedono abilita' strategiche e di pianificazione, come il golf o gli esami.

    ANSA
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    00 10/4/2007 5:09 AM
    Salsa di peperoncini scatena allarme a Londra



    Per tre ore una nuvola di fumo acre ha fatto temere un attacco himico nel centro di Londra, con passanti che correvano cercando riparo, tossendo e coprendosi il viso, strade isolate dalla polizia e pompieri e squadre specializzate in tenuta anti gas.

    Ma - racconta il Times on line - quando i vigili hanno fatto irruzione lunedi' sera nel Thai Cottage, un ristorante thailandese di Soho, hanno trovato solo una micidiale salsa al peperoncino che stava bollendo sui fornelli. I dipendenti del ristorante, abituati all'odore penetrante del Nam Prik Pao, questo il nome della specialita', sono rimasti sconcertati all'arrivo delle forze speciali che, al termine di un'ispezione, sono usciti all'aperto con un pentolone in cui stavano abbrustolendosi 4 chili e mezzo di peperoncini.

    "Stavo preparando un piatto per il quale i peperoncini vengono fatti bruciare apposta - ha ricostruito lo chef Chalemchai Tangjaripoon - A noi sembra che odorino di peperoncino bruciato, posso capire che chi non e' thailandese non capisca di cosa si tratti. Ma da qui a confonderlo con una sostanza chimica ce ne corre". Una cameriera ha detto che i vigili sono arrivati intorno alle 16:30 del pomeriggio ed hanno portato tutti fuori dalla zona isolata. "Mi ricordo di aver detto a qualcuno che forse l'odore era quello dei peperoncini, ma poi mi sono detta che non era possibile. Ci hanno tenuto tre ore fuori e quando siamo tornati nel ristorante abbiamo visto che la porta era stata abbattuta". "Abbiamo fatto vedere agli agenti - ha aggiunto - che il condotto della ventilazione funziona. Forse la prossima volta, quando prepariamo la salsa, metteremo dei cartelli, anche se in 17 anni che siamo qui non era mai successo nulla".

    ANSA

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    00 10/4/2007 5:13 AM
    Usa: new york, licenziata perche' si profumava troppo

    Una donna di Brooklyn e' stata licenziata dall'azienda in cui lavorava perche' si profumava troppo.Jorinda Sullivan, 24 anni, ha fatto causa all'azienda, chiedendo danni per 1 mln di dollari. Jorinda, una nera, sostiene di essere stata licenziata per razzismo e dice di avere accettato di cambiare profumo, ma i suoi colleghi -bianchi- hanno continuato a trattarla male. Secondo un responsabile dell'azienda e' stata licenziata per le proteste di tre clienti.

    ANSA

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    00 10/9/2007 5:04 AM
    La guerra del duca al mercato delle pulci

    Parigi, uomo d’affari inglese si compra buona parte di Saint-Ouen. Vuole raddoppiare gli affitti: e i rigattieri rischiano di scomparire
    DOMENICO QUIRICO
    CORRISPONDENTE DA PARIGI
    Gerald Cavendish Grosvenor è un collezionista assatanato, smodato, incontinente. Di titoli innanzitutto, perché oltre che sesto duca di Westminster, è anche barone e marchese; di amici influenti come il principe Carlo; e soprattutto di marenghi. Adora il genere immobiliare, per non dover mai staccare lo sguardo dai suoi gioielli ne ha affastellati per quindici miliardi nel mondo, soprattutto uffici e centri commerciali. A Londra gli appartengono due quartieri ultra chic, come Belgravia e Mayfair. Quando passeggia a Pimlico, la celebre via degli antiquari, è in effetti sempre a casa sua. Sono tutti, con soprammobili e chincaglierie miliardarie, suoi preziosi inquilini. Già, il duca non compra le antichità, ne ha già a bizzeffe nei castelli ingombri di storia, compra direttamente gli antiquari, chiavi in mano... A Parigi ha messo le mani su ottomila metri quadri di Saint-Ouen a Porte de Clignancourt, il più grande mercato di antichità del mondo, centocinquantamila visitatori ogni weekend, più che un dedalo di negozi e magazzini un immenso museo gratuito, protetto come patrimonio culturale e monumentale, dove trovi il bric-à-brac e il pezzo unico, quello che ha vuotato cantine e soffitte accanto al raffinato fornitore dei collezionisti arrivati da oltre oceano.

    Waterloo dell’antiquariato
    Gli antiquari di Paul-Bert e Serpette certo avrebbero preferito averlo, il duca milionario, come cliente che come padrone di casa. Perché adesso sono in guerra con lui, lo trovano avido, come hanno scritto su striscioni e magliette esibite alla folla di curiosi e compratori del fine settimana. Guerra dura, aspra, fatta di cifre e avvisi di sfratto ma anche di storia, radici, folclore, tradizioni e un po’ di xenofobia. Insomma si delinea una Waterloo dell’antiquariato, i grognards del mercato delle pulci francese contro l’arrogante capitalista britannico. Basta osservare i cartelli: che invitano «la perfida Albione», già proprio così, a tornarsene a casa con tutti i suoi milioni, noi Asterix del buon affare non siamo in vendita. Qui, dove sbarcano ormai soprattutto professionisti dell’antico e si possono incontrare tra i banchi Tina Turner e Sharon Stone, non si rinuncia alla propria identità, a ricordare quando i «pecheurs de lune» li chiamavano poeticamente così, giravano a fine Ottocento la Parigi di Hugo gridando il loro richiami «stracci, ferraglia in vendita». Rivendicano come i titoli di nobiltà del sesto duca i bisnonni che vennero a costruire baracche e negozi in questa zona, allora periferica e malfamata. È l’aristocrazia delle «Puces» che ricorda ancora Malik, supposto principe albanese, che nel 1920 aprì botteghe specializzate in vestiti usati e uniformi. Poco importa che il dopoguerra abbia imborghesito Saint-Ouen e molto sia cambiato, diminuiti i folcloristici venditori di cianfrusaglie, cresciuti i professionisti, aggiornati anche i gusti; a Serpette uno dei mercati del conte, si trova ormai anche il Novecento accanto allo stile Napoleone. La Francia, si sa, non ama gli invasori anche se hanno il libretto degli assegni panciuto: questo nobilastro d’Oltremanica vuole colonizzarci, è il momento di suonare la Marsigliese contro il liberismo di importazione, vade retro conte-marchese-barone.

    Gerald Cavendish Grosvenor non sembra mosso da grandi sentimentalismi, ha fatto un investimento, e non di poco conto visto che ha tirato fuori di saccoccia 50 milioni di euro. Non voleva un pezzo di storia di Parigi. Saint-Ouen rende: per 420 stand divisi su ottomila metri quadri nel 2004, ultimi dati disponibili, l’affitto lo ha fatto più ricco di 36 milioni di euro. I prezzi dei vecchi stands degli straccivendoli viaggiano ormai sulle quotazioni degli alloggi della rive gauche. Adesso vuole che gli affittuari paghino di più, molto di più. Tra il 35 e il 70 per cento come spiega il battagliero avvocato dei «brochants», Eric Hauterne: «non sono cifre praticabili per i miei clienti anche tenuto conto che siamo in piena crisi dell’antiquariato, anche per la concorrenza dell’euro forte nei confronti del dollaro che ha fatto diminuire i clienti americani. Signori, l’antichità è diventata un lusso, si sopravvive come nicchia ma queste cifre sono insopportabili». La società del conte replica che non sono canoni certo «diversi da quanto propone il mercato immobiliare in Francia». Difficile dargli torto.

    Ma i «pecheurs de lune» hanno un sospetto, che in realtà il padrone britannico voglia non solo arrotondare gli incassi, il suo progetto sarebbe più complesso, costringere alla fuga i suoi inquilini con tutti i loro bric-a-brac e trasformare Saint-Ouen in una vetrina dell’antiquariato di gran lusso. O peggio ancora: in un enorme centro commerciale. Non è forse la società a cui è affidata la gestione dell’investimento del duca specializzata proprio in questo anonimo e plebeo commercio?

    L’avvocato Hauteverne invita a non sottovalutare lo spirito di Saint-Ouen: «Questa è una grande famiglia dove spesso e volentieri si litiga ma che di fronte a una invasione diventa totalmente solidale. Qui c’è un etica, una storia, un folklore che si deve rispettare, tutt’altra cosa che obbedire solo alla logica dell’utile, alla pratica di fare qualsiasi cosa in modo che l’investimento renda il più possibile». Lo sintetizza un commerciante con un cartello esposto tra lampadari e tavolini impero: «Non siamo in vendita, tornatene a
    casa».
    La Stampa
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    rosa22253
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    00 10/20/2007 6:43 PM
    A chi piace dottor House ?
    dal Giornale del Popolo

    IL CASO: Un medico vero elogia il personaggio:
    «È attaccato alla vita»
    Nasce l’etica del “cattivo” dottor House

    Gregory House, protagonista del telefilm-cult in onda sulla TSI, è burbero, cinico a tratta male isuoi pazienti. Eppure piace. Dal suo dolore personale nasce una domanda che lui riversa sui pazienti, coinvolti in una vera ricerca di senso.di CARLO BELLIENI

    È ripresa in queste settimane la serie di Dottor House, telefilm-cult della Fox, la storia del burbero e misantropico Gregory House: forse efficace,ma con cui nessuno vorrebbe umanamente avere a che fare. Ma allora perché Dottor House piace tanto? Vediamo di capire con un esempio. Una puntata della serie precedente racconta la storia di un bambino autistico,che viene salvato con un’operazione chirurgica da morte certa per un’infezione. In uno scambio di battute con il collega Wilson (Robert Sean Leonard), House vede i volti dei genitori che lo riportano a casa e dice: «Di solito a questo punto, in una scala da 1a 10, il punteggio di felicità dei genitori che riportano a casa il figlio è 10; qui è solo un 6!». Ma a quel punto il bambino si stacca dai genitori, si avvicina ad House e lo fissa negli occhi (i bambini autistici raramente fissano lo sguardo altrui, e lui non l’aveva mai fatto) e regala a House la sua Playstation...i genitori corrono da lui e in lacrime l’abbracciano piangendo dalla commozione, con House che conclude «Ecco, questo è un 10 pieno!». Dunque, ecco il primo punto che colpisce: lo sguardo insolitamente positivo nel guardare certi “dilemmi etici” cui di solito la risposta è del tipo eugenista (quante volte passa il messaggio che un bambino autistico “deve” essere una “vita sbagliata” e unicamente un ostacolo per la vita serena della famiglia). Ma non è un esempio isolato: in un altro episodio House rianima il jazzista paralizzato, nonostante ci sia un“testamento biologico” che impone di “lasciarlo andare”; una mamma sceglie di morire pur di non abortire; una bambina affetta da tumore è lucida al punto di essere il conforto per la madre che la vede giorno per giorno morire; House dissuade la moglie di un giocatore di baseball ad abortire («È vita!») e mostra alla direttrice sanitaria l’insensatezza della fecondazione eterologa. Questo, unito al progressivo riavvicinamento alla fede dell’intensivista Chase (Jessee Spencer), alle numerose canzoni a sfondo religioso (Waiting on an angel di Ben Harper,per esempio), a discorsi etici molto interessanti («Serve forse essere religiosi per dire che un feto è vita?», chiede la dottoressa Cameron), sono decisamente insoliti in telefilm-cult, di solito adagiati su posizioni di relativismo etico. Ma c’è un altro punto, forse più profondo: J.K. Chesterton, riferendosi ai delinquenti che il suo Padre Brown smascherava, scrisse che il segreto del suo prete-investigatore era di essere come loro: «Cioè che lei potrebbe peccare e diventare così?», chiesero a Padre Brown. «No – rispose – che io sono davvero come loro». Ecco: House soffre, ma la sua sofferenza finisce per diventare una risorsa, arrivandoa portare su di sé il disagio di chi sta male, col risultato di non trascurare quei segni che a tutti gli altri,invece, sfuggono. E dal dolore personale nasce una domanda che riversa sui pazienti, coinvolti in una vera ricerca di senso. Non a caso una delle canzoni che fanno da colonna sonora alla inquietudini di House è Desire («Vago senza direzione e motivo/ Cos’è questo fuoco che mi brucia lento?/Oh desiderio!/ Mi conosci, non ti è fatica aspettarmi/ Non me lo mostri, ma è Dio che prego/ affinché tu mi trovi, mi veda, tu corra/ e non ti stanchi mai/ Oh desiderio!»). Dunque il rapporto tra medico e paziente non è a senso unico: non c’è chi solo dà, e chiso lo riceve, ma è un legame di arricchimento per entrambi. Ed è il prototipo del rapporto davvero curativo: o riconosce un bisogno di umanità più profonda sia nel medico che nel malato, oppure è... zoppo. Quando Houseva dalla manager depressa dicendole disperato che avrebbe mentito per farle avere un trapianto di cuore, prima vuole ridestare in lei l’attaccamento alla vita («Devi dirmelo! Perché io… non lo so!») per sentirlo ridestare in sé. Certo, non vogliamo santificare House: è dichiaratamente ateo, a tratti flirta con l’idea dell’eutanasia o dell’aborto, e questo non lo condividiamo. Ma sarebbe così stupefacente sentirlo scagliarsi contro la droga o il sesso incestuoso, se fosse già un sant’uomo? Se fosse un santo non colpirebbe lo spettatore quando si fa interrogare dalla manina del feto che sbuca dall’utero aperto, e gli abbraccia il dito della mano, restando poi incantato ore e ore a riguardare quel dito e domandarsi il mistero di una vita nascosta ma presente. È un lavoro in corso, quello che avviene nell’animo di House, anche quest’anno ne vedremodelle belle. House non c’è mai per i pazienti, ma alla fine sbuca di soppiatto dalla porta e ci mette alle corde chiedendoci se vogliamo vivere. Forse non è un buon medico, ma è umilmente sicuro di essere povero come gli altri. E da medico posso dire che questo è un buon inizio.
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    BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE!

    "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa"

    Mt 16,18





    La strada è lunga, ma non esiste che un mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino.
    (don Tonino Bello)


    ANDIAMO AVANTI!

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    00 11/21/2007 1:41 AM
    Olanda: no taglio albero Anna Frank


    Il castagno che Anna Frank vedeva dalla finestra della casa-rifugio di Amsterdam, da tempo malato, non sara' abbattuto. La decisione e' stata presa oggi dal tribunale della citta' olandese. I giudici, che devono ancora esprimersi nel merito del dossier, sono intervenuti su richiesta della Fondazione per gli alberi e di altre associazioni che da tempo si oppongono all'abbattimento dell'albero.

    ANSA
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    00 12/27/2007 7:06 PM
    Cargo russo aggancia stazione spaziale,porta anche regali Natale

    Un mezzo spaziale russo senza uomini a bordo ha agganciato la stazione spaziale orbitante per rifornirla di cibo, acqua, carburante, attrezzature e regali di Natale per l'equipaggio.

    Un portavoce del centro di controllo dei voli spaziali russi ha confermato che l'aggancio è avvenuto alle 9.04 ora italiana e che tutto è andato secondo le previsioni.

    La missione Progress M-62 ha lasciato la base russa di Baikonur nel Kazakistan per raggiungere la stazione spaziale.

    Il cosmonauta Yuri Malechenko e gli astronauti Peggy Witson e Daniel Tani sono nella stazione orbitante nell'ambito di Expedition 16. Tani doveva tornare prima di Natale ma il suo viaggio è stato posticipato in seguito alla riprogrammazione del lancio dello shuttle Atlantis a gennaio.

    Reuters
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    00 12/27/2007 7:38 PM
    Da Petrus

    Arriva il calendario 2008 dei preti a cura di Piero Pazzi



    CITTA’ DEL VATICANO - Dopo le top-model, i rugbisti e le hostess, arriva il calendario dei preti. Sacerdoti in posa, scelti accuratamente tra i più 'belli', capelli biondi al vento e abito talare elegantissimo, alcuni con indosso cappelli a larga tesa. Dodici immagini di preti-modelli scelti per il Calendario romano 2008. Obiettivo? Far conoscere meglio ai turisti la Città del Vaticano e l'immagine della Chiesa. Dodici giovani preti e seminaristi - su iniziativa di Piero Pazzi, editore e ideatore del calendario - hanno posato per dare corpo al calendario 2008 e per dare informazioni su uno Stato di cui spesso si ignora la storia. Foto artistiche, tutte rigorosamente in bianco e nero, che oltre a informare i visitatori sul piccolo Stato hanno anche il compito di dare alla Chiesa una immagine giovane. Non solo. Anche alla moda. Il calendario - si legge nel sito di Piero Pazzi - si può trovare nelle edicole e nei negozi di souvenir di Roma, oppure è possibile richiederlo inviando una mail a p.pazzi@libero.it al costo di 10 euro.

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    00 12/28/2007 8:57 PM
    Preti e monache di clausura. È tempo di calendari



    di Mattia Bianchi/ 28/12/2007

    Dopo le top-model, i rugbisti e le hostess, arriva il calendario dei preti e delle monache di clausura. Idee originali, per alcuni stravaganti, ma tutte sono nate a fin di bene. I particolari ...

    Dopo le top-model, i rugbisti e le hostess, arriva il calendario dei preti. Sacerdoti in posa, scelti accuratamente tra i più 'belli', capelli biondi al vento e abito talare elegantissimo, alcuni con indosso cappelli a larga tesa. Dodici immagini di preti-modelli scelti per il Calendario romano 2008. Obiettivo? Far conoscere meglio ai turisti la Città del Vaticano e l'immagine della Chiesa. Dodici giovani preti e seminaristi - su iniziativa di Piero Pazzi, editore e ideatore del calendario - hanno posato per dare corpo al calendario 2008 e per dare informazioni su uno Stato di cui spesso si ignora la storia. Foto artistiche, tutte rigorosamente in bianco e nero, che oltre a informare i visitatori sul piccolo Stato hanno anche il compito di dare alla Chiesa una immagine giovane. Non solo. Anche alla moda. Il calendario - si legge nel sito di Piero Pazzi - si può trovare nelle edicole e nei negozi di souvenir di Roma, oppure è possibile richiederlo inviando una E-mail (p.pazzi@libero.it) al costo di 10 euro.





    Intanto, è notizia di queste ore anche un'altra iniziativa simile che coinvolge però le suore cistercensi di clausura di Vittorio Veneto. Il calendario si intitola "Ora et Labora" ed è distribuito a tutti i visitatori del convento. Non c'è prezzo di copertina e l'offerta è libera. L'occasione è il centenario dell'acquisto del convento da parte delle religiose, su idea del fotografo Francesco De Bastiani. "Ho scattato le foto - spiega - quando le religiose hanno concesso l'ingresso a me e alle telecamere della trasmissione televisiva Geo&Geo di Raitre, per intervenire in difesa del convento e del suo territorio contro alcune speculazioni edilizie".



    Da lì è nata l'idea del calendario, che è piaciuta molto alle monache, abituate a una vita ritirata e riservata fatta di preghiera e lavori all'interno delle mura del monastero cistercense femminile, uno dei pochi rimasti in Italia. A criticare l'iniziativa il sindaco leghista di Vittorio Veneto, Giancarlo Scottà, che annuncia di voler scrivere al vescovo e al papa per salvaguardare la clausura "un patrimonio anche per la città". E le suore? Continuano la vita di sempre e non rispondono alle polemiche.

    www.korazym.org

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    00 5/30/2008 8:48 PM
    Madame Tussaud apre a Berlino,
    c'è anche Hitler nel bunker



    La comunità ebraica è perplessa ma non contraria. La statua sarà collocata dietro ad un tavolo, per evitare che i visitatori del nuovo museo, che sorge lungo il celebre viale "Unter den Linden" vicino alla Porta di Brandeburgo, si facciano fotografare accanto a Hitler


    Berlino, 30 maggio 2008 - Adolf Hitler figurerà fra i circa 70 "inquilini" di cera del nuovo museo "Madame Tussauds", che aprirà i battenti il 9 luglio nel centro di Berlino. Lo ha riferito Natalie Ruoss, una portavoce del museo. Tuttavia, per non dare l'impressione di volerlo esaltare, il dittatore nazista è rappresentato come un "uomo finito", all'interno del bunker, fedelmente ricostruito, dove trascorse le sue ultime ore e si uccise il 30 aprile 1945, ha precisato Ruoss.



    "Durante i preparativi dell'esposizione, abbiamo fatto alcune inchieste intervistando berlinesi e turisti ed è emerso chiaramente che Hitler faceva parte dei personaggi che la gente voleva vedere", ha spiegato prima di aggiungere: "Dato che era nostra intenzione rappresentare la storia tedesca, ci sarebbe stato difficile escluderlo". Per evitare che i visitatori del nuovo museo - che sorge lungo il celebre viale "Unter den Linden", vicino alla Porta di Brandeburgo - si facciano fotografare accanto a Hitler, la statua sarà collocata dietro ad un tavolo, ha precisato ancora Ruoss.


    E mentre oggi il quotidiano popolare Bild si domandava se un "Hitler di cera aveva il diritto di essere esposto nel museo di Berlino", un rappresentante della comunità ebraica della Germania ha dichiarato all'Afp di non essere contrario all'iniziativa, anche se può essere sconvolgente per alcuni sopravvissuti dell'Olocausto. "Hitler non dovrebbe diventare un'attrazione turistica, ma se questa esposizione aiuterà, in un certo modo, a normalizzare la maniera in cui lo si considera, a demistificarlo, allora proviamoci", ha commentato Stephen Kramer, segretario generale del Consiglio centrale degli ebrei di Germania, sottolineando che comunque non si può "cancellare Hitler dalla storia".


    Il museo "Madame Tussauds" di Berlino, l'ottavo nel mondo, e il terzo in Europa, esporrà circa 70 personalità tedesche - fra cui Angela Merkel, Steffi Graf, Marlene Dietrich e il papa Benedetto XVI - o internazinali - Elvis Presley, Leonardo di Caprio e Bono.

    qn.quotidiano.net

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    00 6/30/2008 5:26 PM
    REALITY IN PARADISO – BOOM DI VOCAZIONI IN FRANCIA DOPO “PRÊTRES ACADEMY”, WEB-SHOW SULLA VITA NEL SEMINARIO - SCATTA “IL CONFESSIONALE”, MA NON QUELLO DELLA PARROCCHIA, MA QUELLO DEL GF…



    Domenico Quirico per “La Stampa”


    Alla diocesi di Besançon ricordano bene la parola di Pascal: non illudetevi, la Chiesa sarà in agonia fino alla fine dei secoli. Al servizio vocazioni poi possono darne informata testimonianza ogni giorno. Perché sentono la sofferenza dei seminari vuoti, del peccato dell’indifferenza che è peggio del rifiuto, che continua a sbocciare dentro il cuore di questa Francia che un tempo era la figlia prediletta della Chiesa. Si direbbe quasi l’avvento della paura di Dio; siamo certo in una delle capitali della laicità ma che forse per questo ha sempre nutrito la forza mite di chi grida, da Claudel a Bernanos, che «tutto è grazia».

    Eric Poinsot, responsabile del servizio diocesano delle vocazioni, ha deciso che la strada della catechesi tutta polvere e spine doveva passare per nuovi gomiti, doveva, abusata parola, rinnovarsi. Le vertiginose sublimità di una vocazione oggi non si costruiscono con il regolo e il filo a piombo, nelle silenziose macerazioni o nelle lacrimose filantropie; ma possono attecchire e accompagnarsi con il controcanto di ben altri fracassi. Per essere tentati da Dio, l’antica «imagerie» non basta più, oggi ci vogliono musica (e non certo il canto gregoriano), i fumetti, i video, la televisione. Così è nato il reality show «Prêtres Academy», la scuola dei preti.

    Sono coraggiosi, a Besançon, non hanno paura delle moderne armi del Maligno, anzi si divertono a spiegare i suoi prestigi, smontarne i doppi fondi e le manovelle e usarle a sacrosanto profitto. Allora si va in onda, su Internet: www.pretres-academy.com , fa platea la «téléréalité» pretesca, episodio uno. Vi balza addosso un bel logo fiammeggiante; silhouette di danzatore ancorché impugnate una croce; poi scatta la musica, incalzante, bimbocciosa, torbido fuoco, evidente prelievo da discoteca. Si dubita, diciamo la verità, si è presi anche con le migliori intenzioni da un leggero dubbio: che si sia atterrati nella rigatteria di un ateismo datatissimo?



    Poi compare Christophe, giovane prete filmato con metodo nella sua parrocchia di Gray (Haute-Saône). E subito si comprende che siamo nelle vigne del Signore. La camera segue il sacerdote nel suo quotidiano come si fa con i quasi famosi protagonisti della téléréalité: mentre si prepara il pranzo, in chiesa impegnato a discutere con i parrocchiani, davanti a una scuola nel difficile tentativo di discutere con adolescenti gentili ma piuttosto distratti.

    A ogni stazione della sua giornata scatta «il confessionale», ma non quello ligneo della parrocchia, bensì quello del Grande Fratello. Seduto in poltrona, inquadratura centrale, il sacerdote si racconta e racconta: dubbi, certezze, speranze. Giudica l’opera dei confratelli, cercando di disarmare con un sorriso le malizie della vita e la malignità degli uomini. Spiega Poinsot: «Così si cancellano i luoghi comuni e si danno informazioni positive sulla vita dei preti. Discutendo con i giovani della diocesi, abbiamo scoperto le piattaforme Internet di Dailymotion e di YouTube, dove la Chiesa era quasi assente. Contemporaneamente ci siamo accorti che i giovani non sapevano nulla della vita quotidiana dei preti».

    Un tempo avrebbero ingaggiato un quaresimalista e pubblicato virtuosi opuscoli illeggibili. Oggi ci sono le puntate di «Prêtres academy» perché anche il sacerdozio dobbiamo vederlo con comodo, seduti in una poltrona di prima fila. Franck Ruffiot, ordinato prete appena il 22 giugno scorso, Christophe Bazin e Michel Jeanpierre sono le antistar, per ora. Per nulla povere animule prigioniere nella cruna dell’ago di un secolo di ferro, niente composti lettori di breviario o popolo impiegatizio officiante di riti, ma uomini normali con una quiete in bilico, che non vogliono schivare il pericolo del mondo ma gli corrono incontro, che si imbrattano dei colori sapori odori della vita. Padre Jeanpierre, dopo il debutto, ancora predica una disarmante umiltà: «Sappiamo bene che con le nostre storie banali non ci saranno centinaia di ragazzi che si metteranno in coda per il seminario, ma anche se fossero soltanto uno o due, ebbene allora vorrà dire che valeva la pena di tentare questa strada».

    Troppo pessimista, padre. Si vede che deve ancora incallirsi ai miracoli del Grande Fratello. In pochi giorni «Prêtres academy» è stata scelta da oltre centomila internauti, i tre sacerdoti sono diventati famosi in tutta la Francia, e la maggiore rete televisiva privata, TF1, che si è riempita le tasche dell’audience con la Star academy laica e godereccia, ha preso contatti per trasferire l’idea sui propri programmi. E migliaia di messaggi ingombrano le finora tranquille scrivanie della arcidiocesi. C’è qualche cattolico di stoffa antica che protesta indignato. Inevitabile. Ma sono poche unità. La maggior parte, e sono i giovani, applaudono, chiedono informazioni, annunciano di aver sentito il misterioso richiamo della vocazione: «Aspetto con impazienza il seguito. Grazie a voi in questo momento il mio desiderio di diventare prete è via via più grande».


    Dagospia 30 Giugno 2008

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    00 7/5/2008 7:44 PM
    Decapitata la contestata statua di cera di Hitler a Berlino




    BERLINO (Reuters) - Un uomo ha decapitato oggi la statua di cera di Adolf Hitler che inaugura il nuovo museo di Madame Tussauds a Berlino, finita al centro di polemiche e proteste.

    Lo ha riferito la polizia.

    Pochi minuti dopo l'apertura del museo stamattina, un tedesco di 41 anni ha allontanato con forza due guardie in servizio davanti alla statua e ha strappato la testa per protesta, ha detto un portavoce.

    La polizia è stata avvisata e ha arrestato l'uomo. L'opera di cera, che raffigura Adolf Hitler in un finto bunker negli ultimi giorni di vita, è stata giudicata di cattivo gusto. L'anteprima alla stampa del nuovo museo di Madame Tussauds, giovedì scorso, è stata dominata dalle polemiche.

    Alcuni critici ritengono inappropriato mostrare il dittatore nazista in un museo insieme a celebrità, pop star, statisti e glorie dello sport.

    Con un abito grigio e un'espressione mesta, Hitler viene raffigurato mentre guarda verso il basso e poggia un braccio su un grosso tavolo di legno. Alle sue spalle, su un muro del bunker, pende una carta geografica dell'Europa.

    Ci sono voluti circa 25 operai e quattro mesi per realizzare la statua, per la quale sono state impiegate oltre 2000 fotografie e materiali di archivio, oltre a un modello del "Fuehrer" presso la sede londinese di Madame Tussauds, dove c'è già una statua in piedi.

    In Germania è illegale mostrare simboli nazisti e opere d'arte che esaltino la figura di Hitler.

    L'installazione è stata anche transennata per evitare che i visitatori posassero accanto alla statua. Un segnale chiede ai visitatori di evitare di scattare foto o posare con Hitler "per rispetto dei milioni di persone morte durante la seconda guerra mondiale".

    Istituti come la fondazione per il memoriale dell'Olocausto in Germania hanno condannato l'idea della mostra definendola priva di gusto, dicendo che è stata creata solo per far soldi. La statua di cera è l'ultima opera a infrangere i tabù che circondano la figura di Hitler in Germania a oltre 60 anni dalla fine della guerra.





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    Sihaya.b16247
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    00 8/25/2008 11:08 PM
    LOL!!!!!

    HAHAHAHAAAAAAA!!!

    La nostra personalità





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