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    Contraddizione
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    00 10/20/2006 5:10 PM
    uhm...avrei voglia di leggere qualcosa...ma non ho più idee!!...quindi...non è che voi potreste suggerirmi qualcosa?

    [ps mi è piaciuto molto Trainspotting, Sulla Strada...e vabbe altri...] [SM=x297430] [SM=x297467]
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    TipoUnaCeres
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    00 10/20/2006 7:57 PM
    se proprio non sai cosa leggere entra in una libreria e scegli a caso...

    beata te. io so benissimo cosa voglio leggere ma non ho il tempo di farlo.



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    00 10/20/2006 8:11 PM
    Re:

    Scritto da: Contraddizione 20/10/2006 17.10
    uhm...avrei voglia di leggere qualcosa...ma non ho più idee!!...quindi...non è che voi potreste suggerirmi qualcosa?

    [ps mi è piaciuto molto Trainspotting, Sulla Strada...e vabbe altri...] [SM=x297430] [SM=x297467]



    non leggere, guarda la tv.




    avete tutti un'odiosa firma di merda.



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    SiD.14
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    00 10/20/2006 8:16 PM
    Re:

    Scritto da: TipoUnaCeres 20/10/2006 19.57
    io so benissimo cosa voglio leggere ma non ho il tempo di farlo.



    Siamo in due. Pensa che mi devo leggere pinocchio come compito per scuola [SM=x297480]





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  • Silvia Nott
    00 10/20/2006 9:50 PM
    Re: Re:

    Scritto da: SiD.14 20/10/2006 20.16

    Pensa che mi devo leggere pinocchio come compito per scuola [SM=x297480]



    [SM=x297434]

    ma alle laura bassi fate sta roba?
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    00 10/21/2006 2:52 AM
    leggi le istruzioni della lavatrice, oggi mi hanno reso gradevole una seduta alla toilette di almeno 25 minuti, ci sono sempre cose nuove da scoprire sul tuo elettrodomestico da bagno preferito




    --------------------
    e intanto non mi arrendo contro i mulini a vento
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    SiD.14
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    00 10/21/2006 12:33 PM
    Re: Re: Re:

    Scritto da: Silvia Nott 20/10/2006 21.50


    [SM=x297434]

    ma alle laura bassi fate sta roba?



    Sì, mi serve per scienze della formazione





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    gatolopez77
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    Gender: Male
    00 12/4/2006 3:40 PM
    Un consiglio disinteressato...

    Potresi provare questo: "1997-Viaggio sulla Cresta dell'onda".
    Potrebbe essere interessante.

    Prefazione
    Raccontare in poche parole “1997 Viaggio sulla cresta dell’onda” sarebbe banale, perché tutta la sua bellezza e il suo potere risiedono nel linguaggio forte, aggressivo, irriverente e a tratti scioccante che lo caratterizzano. La sua estrema originalità si sprigiona con tutta la rabbia dei suoi protagonisti, e solo conoscendoli attraverso le righe dì questo avvincente romanzo è possibile capirne fino in fondò l’essenza e l‘estrema carica innovativa.
    Ubezio delinea con dovizia dì particolari e precisione ambiente, epoca e contesto sociale, tracciando un quadro nitido dì un ‘intera generazione, quella degli anni ‘90. L’ambiente è quello della città di Novara, Il contesto sociale è quello dì una città di provincia, nella quale ragazzi, che in fin dei conti hanno tutto, lottano contro un sistema che non asseconda i loro sogni; egli offre qualsiasi cosa su un piatto d’argento. La mancanza dì stimoli e obiettivi conduce all’apatia, che spesso si trasforma in ribellione e violenza, che hanno come unico scopo quello dì uscire da immagini stereotipate e qualunquiste e distinguersi, lasciare un segno, seppur nel modo peggiore che possa esistere.
    Si tratta dì un romanzo del genere ‘PULP nel quale il turpiloquio è frequente, ma rappresenta in modo realistico un linguaggio dì uso comune tra i giovani tra i sedici e i vent ‘anni. Violenza e aggressività fanno da leit motiv per tutto il testo, ma non sono fini a se stesse, bensì nascondono un disagio sociale profondo, tipico dì ragazzi non più adolescenti, ma nemmeno adulti, e che appartiene un pò a tutte le nuove generazioni
    Dingo, Faina, Danza, Pupe e PK condurranno il lettore nelle loro scorribande e gli faranno conoscere tutta la loro rabbia e irruenza, ma gli riveleranno anche le loro fragilità e debolezze, in un mondo che non è in grado dì offrire loro la sola cosa che li renderebbe davvero felici: un po’ dì affetto. L’unica cosa dì cui si nutrono è il profondo legame che lì unisce.
    Lo stile di Ubezio è inconsueto, ma estremamente dinamico, assolutamente necessario ai fini delta narrazione, a partire dai brevi racconti che fanno da prologo al romanzo, il cui vero significato sarà chiaro solo alla fine. Così come il continuo avvicendarsi delle diverse voci narranti tutti i protagonisti a turno lo diventeranno, permettendo al lettore non solo dì capire i diversi punti dì vista all’interno dì ciascuna situazione, ma anche dì conoscere i personaggi nel loro intimo. La sensazione sarà quella di essere con loro o contro dì loro, di amarli oppure odiarli, comunque di viverli profondamente.
    Ubezio è riuscito a regalarci un testo che turberà, sconvolgerà, travolgerà, ma sicuramente appassionerà fino all’ultima pagina.
    Kimerik Edizioni




    E’ fico essere audaci e ribelli da pischelli, ma il vero mulo è un trentenne che ha ancora qualcosa da dire e restituisce i calci in culo uno per uno.
    www.cresta1997.it
    Stay in bell !!!
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    gatolopez77
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    00 12/4/2006 3:41 PM
    Un consiglio disinteressato...

    Potresi provare questo: "1997-Viaggio sulla Cresta dell'onda".
    Potrebbe essere interessante.

    Prefazione
    Raccontare in poche parole “1997 Viaggio sulla cresta dell’onda” sarebbe banale, perché tutta la sua bellezza e il suo potere risiedono nel linguaggio forte, aggressivo, irriverente e a tratti scioccante che lo caratterizzano. La sua estrema originalità si sprigiona con tutta la rabbia dei suoi protagonisti, e solo conoscendoli attraverso le righe dì questo avvincente romanzo è possibile capirne fino in fondò l’essenza e l‘estrema carica innovativa.
    Ubezio delinea con dovizia dì particolari e precisione ambiente, epoca e contesto sociale, tracciando un quadro nitido dì un ‘intera generazione, quella degli anni ‘90. L’ambiente è quello della città di Novara, Il contesto sociale è quello dì una città di provincia, nella quale ragazzi, che in fin dei conti hanno tutto, lottano contro un sistema che non asseconda i loro sogni; egli offre qualsiasi cosa su un piatto d’argento. La mancanza dì stimoli e obiettivi conduce all’apatia, che spesso si trasforma in ribellione e violenza, che hanno come unico scopo quello dì uscire da immagini stereotipate e qualunquiste e distinguersi, lasciare un segno, seppur nel modo peggiore che possa esistere.
    Si tratta dì un romanzo del genere ‘PULP nel quale il turpiloquio è frequente, ma rappresenta in modo realistico un linguaggio dì uso comune tra i giovani tra i sedici e i vent ‘anni. Violenza e aggressività fanno da leit motiv per tutto il testo, ma non sono fini a se stesse, bensì nascondono un disagio sociale profondo, tipico dì ragazzi non più adolescenti, ma nemmeno adulti, e che appartiene un pò a tutte le nuove generazioni
    Dingo, Faina, Danza, Pupe e PK condurranno il lettore nelle loro scorribande e gli faranno conoscere tutta la loro rabbia e irruenza, ma gli riveleranno anche le loro fragilità e debolezze, in un mondo che non è in grado dì offrire loro la sola cosa che li renderebbe davvero felici: un po’ dì affetto. L’unica cosa dì cui si nutrono è il profondo legame che lì unisce.
    Lo stile di Ubezio è inconsueto, ma estremamente dinamico, assolutamente necessario ai fini delta narrazione, a partire dai brevi racconti che fanno da prologo al romanzo, il cui vero significato sarà chiaro solo alla fine. Così come il continuo avvicendarsi delle diverse voci narranti tutti i protagonisti a turno lo diventeranno, permettendo al lettore non solo dì capire i diversi punti dì vista all’interno dì ciascuna situazione, ma anche dì conoscere i personaggi nel loro intimo. La sensazione sarà quella di essere con loro o contro dì loro, di amarli oppure odiarli, comunque di viverli profondamente.
    Ubezio è riuscito a regalarci un testo che turberà, sconvolgerà, travolgerà, ma sicuramente appassionerà fino all’ultima pagina.
    Kimerik Edizioni




    E’ fico essere audaci e ribelli da pischelli, ma il vero mulo è un trentenne che ha ancora qualcosa da dire e restituisce i calci in culo uno per uno.
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    00 12/4/2006 6:15 PM
    Re: Un consiglio disinteressato...

    Scritto da: gatolopez77 04/12/2006 15.41

    Potresi provare questo: "1997-Viaggio sulla Cresta dell'onda".
    Potrebbe essere interessante.

    Prefazione
    Raccontare in poche parole “1997 Viaggio sulla cresta dell’onda” sarebbe banale, perché tutta la sua bellezza e il suo potere risiedono nel linguaggio forte, aggressivo, irriverente e a tratti scioccante che lo caratterizzano. La sua estrema originalità si sprigiona con tutta la rabbia dei suoi protagonisti, e solo conoscendoli attraverso le righe dì questo avvincente romanzo è possibile capirne fino in fondò l’essenza e l‘estrema carica innovativa.
    Ubezio delinea con dovizia dì particolari e precisione ambiente, epoca e contesto sociale, tracciando un quadro nitido dì un ‘intera generazione, quella degli anni ‘90. L’ambiente è quello della città di Novara, Il contesto sociale è quello dì una città di provincia, nella quale ragazzi, che in fin dei conti hanno tutto, lottano contro un sistema che non asseconda i loro sogni; egli offre qualsiasi cosa su un piatto d’argento. La mancanza dì stimoli e obiettivi conduce all’apatia, che spesso si trasforma in ribellione e violenza, che hanno come unico scopo quello dì uscire da immagini stereotipate e qualunquiste e distinguersi, lasciare un segno, seppur nel modo peggiore che possa esistere.
    Si tratta dì un romanzo del genere ‘PULP nel quale il turpiloquio è frequente, ma rappresenta in modo realistico un linguaggio dì uso comune tra i giovani tra i sedici e i vent ‘anni. Violenza e aggressività fanno da leit motiv per tutto il testo, ma non sono fini a se stesse, bensì nascondono un disagio sociale profondo, tipico dì ragazzi non più adolescenti, ma nemmeno adulti, e che appartiene un pò a tutte le nuove generazioni
    Dingo, Faina, Danza, Pupe e PK condurranno il lettore nelle loro scorribande e gli faranno conoscere tutta la loro rabbia e irruenza, ma gli riveleranno anche le loro fragilità e debolezze, in un mondo che non è in grado dì offrire loro la sola cosa che li renderebbe davvero felici: un po’ dì affetto. L’unica cosa dì cui si nutrono è il profondo legame che lì unisce.
    Lo stile di Ubezio è inconsueto, ma estremamente dinamico, assolutamente necessario ai fini delta narrazione, a partire dai brevi racconti che fanno da prologo al romanzo, il cui vero significato sarà chiaro solo alla fine. Così come il continuo avvicendarsi delle diverse voci narranti tutti i protagonisti a turno lo diventeranno, permettendo al lettore non solo dì capire i diversi punti dì vista all’interno dì ciascuna situazione, ma anche dì conoscere i personaggi nel loro intimo. La sensazione sarà quella di essere con loro o contro dì loro, di amarli oppure odiarli, comunque di viverli profondamente.
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