00 6/20/2005 5:55 PM
Calcio scommesse, il caso si allarga e rischia di gettare nel caos (più di quanto già non lo sia) il nostro pallone d'estate, estate che sta diventando sempre più la stagione dei veleni. Nel mirino della procura di Genova, quella che sta indagando sull'ipotesi di reato partendo da Genoa-Venezia, non ci non ci sono solo le ultime due partite giocate dal Genoa, quella contro il Piacenza, conclusa con un pareggio, e quella 'famosa' con il Venezia vinta dai rossoblu per 3-2, ma altre partite di campionato.

Il procuratore aggiunto Giancarlo Pellegrino, titolare delle indagini insieme ai pubblici ministeri Alberto Lari e Giovanni Arena, ha detto infatti a chiare lettere proprio questo. "Non so con esattezza di quante partite si tratti - ha spiegato - certamente sono più di due".

L'inchiesta è quindi a vasto raggio e non si escludono nuovi avvisi di garanzia a carico di dirigenti di altre squadre.

In merito poi alla competenza dell' inchiesta, per cui era stato ipotizzato dalla stessa procura il possibile invio degli atti ai colleghi di Monza, Pellegrino ha precisato: "L' inchiesta per ora rimane a Genova, in quanto è stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere nei confronti dei dirigenti del Genoa".

Si intuiscono le dimensioni del caso e i furìturi scenari quando il magistrato spiega: "Se abbiamo contestato l'associazione per delinquere, è chiaro che per noi non c'è solo la presunta combine con Giuseppe Pagliara, direttore generale del Venezia (quello 'beccato' con la valigetta con dentro 250mila euro, ndr), a cui infatti non abbiamo contestato quel reato".

Nell'avviso di garanzia inviato dalla procura di Genova, a Pagliara viene ipotizzato infatti solo il reato di frode sportiva, relativo al sequestro dei quattrini di cui sopra. Per questo episodio Pagliara è anche indagato dalla procura di Monza per appropriazione indebita e violazione tributaria. L'ipotesi di un invio degli atti alla procura di Monza era stata fatta dallo stesso procuratore capo Francesco Lalla in base a pronunce della Corte di Cassazione.

'I giudici sono stati molto laconici, giocano a carte coperte, riusciremo a conoscere meglio i contenuti dell'indagine solo a fine istruttoria", ha poi detto, sereno ma determinato, l'avvocato Alfredo Biondi, che difende il presidente del Genoa Enrico Preziosi nell'inchiesta.

[Modificato da tuttoamaranto 20/06/2005 17.57]