I Cavalier, l'Arme e l'Amore Gruppo di discussione improntato al rispetto reciproco, al piacere del dialogo, con libertà di spaziare dove ci porta il pensiero, in maniera leggera e in un'atmosfera gioviale

Le compagnie di ventura

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    Nina§
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    00 4/13/2007 6:59 PM

    Tra la fine del '200 e l'inizio del '300 compaiono in Italia, al seguito di qualche Re o Imperatore le prime truppe mercenarie organizzate in compagnie di ventura: sono le masnade formate da soldati di mestiere, prevalentemente di bassissima estrazione sociale, pronti ad uccidere ed a farsi uccidere per denaro e per bottino. Le compagnie mercenarie declinarono in seguito alla nascita e al rafforzarsi degli stati nazionali. L'ultima compagnia di ventura degna di nota fu quella capitanata da Giovanni de' Medici (meglio conosciuto come Giovanni dalle Bande Nere) nei primi del 500.

    L'unico obiettivo che li muove è l'occasione di arricchirsi con qualsiasi mezzo, al servizio di chi sfrutta sapientemente questa loro avidità. Molto spesso è solo il miraggio del bottino e non il soldo a spingerli, tanto meno una consapevolezza politica o morale del tutto inesistente: ciò spiega le nefandezze che con estrema indifferenza commettono e di cui si gloriano, cercando di aumentare, così, da una parte il proprio prestigio militare e dall'altra il terrore indotto ed esaltato della loro ferocia nei territori occupati e verso i nemici.


    Le compagnie si impongono una disciplina ed una organizzazione mentre non diminuisce la loro ferocia, peraltro esaltata ad ideale. Il '300 è il periodo in cui dilagano in Italia le compagnie di ventura: ci sono spazio e committenti per tutti, nonché ricchezze da saccheggiare in abbondanza. L'Italia è, tuttavia, un miraggio che qualche volta delude le speranze e le illusioni coltivate, come fu per Montreal d'Albarno, ossia Frà Moriale.

    Frà Moriale migliorò l'organizzazione della Grande Compagnia nel cui comando era succeduto al Duca d'Urslingen ossia il Duca Guarnieri; con essa ebbe grandi successi militando a volte per il Papa, a volte contro di lui, ma finì la sua carriera giustiziato ad opera di Cola di Rienzo.

    Un'altra compagnia paricolarmente strutturata è quella condotta dall'inglese John Hawkwood noto come Giovanni Acuto. L'Acuto pefeziona la propria compagnia trasformandola in una armata regolamentare che presto si fa conoscere per la capacità bellica e per la disciplina.

    Questi esempi sono i più significativi tra le compagnie guidate da condottieri stranieri che percorrono l'Italia devastando città e campagne al solo fine ultimo di arricchirsi. Accanto a queste si mettono in luce anche quelle guidate da capi italiani che presto soppiantano gli stranieiri; altrettanto feroci nella ricerca della ricchiezza e del potere ma con una maggiore attenzione ai fini politici. Ecco, solo a titolo esemplificativo, le compagnie guidate da Castruccio Castracani, Ambrogio Visconti, Guidoriccio da Fogliano, Francesco Ordelaffi.

    Molto spesso i capi italiani di queste compagnie provengono da famiglie già potenti (il 60% dei capitani di ventura era di nobili origini): a volte sono titolari di Signorie che mettono se stessi e la propria compagnia al servizio di altri Potenti per aumentare ricchiezze e potere in un intreccio diplomatico estremamente volatile, basti pensare ai Malatesta ed agli Ordelaffi.

    A volte sono uomini di umili origine, se non infima, che vedono nel servizio militare mercenario l'opportunità del proprio riscatto sociale e spesso assurgono ad altissimi onori ed alla conquista di una propria Signoria,anche se a volte effimera e velleitaria



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    00 8/18/2007 1:38 AM
    Re:
    Nina§, 13/04/2007 18.59:


    Tra la fine del '200 e l'inizio del '300 compaiono in Italia, al seguito di qualche Re o Imperatore le prime truppe mercenarie organizzate in compagnie di ventura: sono le masnade formate da soldati di mestiere, prevalentemente di bassissima estrazione sociale, pronti ad uccidere ed a farsi uccidere per denaro e per bottino. Le compagnie mercenarie declinarono in seguito alla nascita e al rafforzarsi degli stati nazionali. L'ultima compagnia di ventura degna di nota fu quella capitanata da Giovanni de' Medici (meglio conosciuto come Giovanni dalle Bande Nere) nei primi del 500.

    L'unico obiettivo che li muove è l'occasione di arricchirsi con qualsiasi mezzo, al servizio di chi sfrutta sapientemente questa loro avidità. Molto spesso è solo il miraggio del bottino e non il soldo a spingerli, tanto meno una consapevolezza politica o morale del tutto inesistente: ciò spiega le nefandezze che con estrema indifferenza commettono e di cui si gloriano, cercando di aumentare, così, da una parte il proprio prestigio militare e dall'altra il terrore indotto ed esaltato della loro ferocia nei territori occupati e verso i nemici.


    Le compagnie si impongono una disciplina ed una organizzazione mentre non diminuisce la loro ferocia, peraltro esaltata ad ideale. Il '300 è il periodo in cui dilagano in Italia le compagnie di ventura: ci sono spazio e committenti per tutti, nonché ricchezze da saccheggiare in abbondanza. L'Italia è, tuttavia, un miraggio che qualche volta delude le speranze e le illusioni coltivate, come fu per Montreal d'Albarno, ossia Frà Moriale.

    Frà Moriale migliorò l'organizzazione della Grande Compagnia nel cui comando era succeduto al Duca d'Urslingen ossia il Duca Guarnieri; con essa ebbe grandi successi militando a volte per il Papa, a volte contro di lui, ma finì la sua carriera giustiziato ad opera di Cola di Rienzo.

    Un'altra compagnia paricolarmente strutturata è quella condotta dall'inglese John Hawkwood noto come Giovanni Acuto. L'Acuto pefeziona la propria compagnia trasformandola in una armata regolamentare che presto si fa conoscere per la capacità bellica e per la disciplina.

    Questi esempi sono i più significativi tra le compagnie guidate da condottieri stranieri che percorrono l'Italia devastando città e campagne al solo fine ultimo di arricchirsi. Accanto a queste si mettono in luce anche quelle guidate da capi italiani che presto soppiantano gli stranieiri; altrettanto feroci nella ricerca della ricchiezza e del potere ma con una maggiore attenzione ai fini politici. Ecco, solo a titolo esemplificativo, le compagnie guidate da Castruccio Castracani, Ambrogio Visconti, Guidoriccio da Fogliano, Francesco Ordelaffi.

    Molto spesso i capi italiani di queste compagnie provengono da famiglie già potenti (il 60% dei capitani di ventura era di nobili origini): a volte sono titolari di Signorie che mettono se stessi e la propria compagnia al servizio di altri Potenti per aumentare ricchiezze e potere in un intreccio diplomatico estremamente volatile, basti pensare ai Malatesta ed agli Ordelaffi.

    A volte sono uomini di umili origine, se non infima, che vedono nel servizio militare mercenario l'opportunità del proprio riscatto sociale e spesso assurgono ad altissimi onori ed alla conquista di una propria Signoria,anche se a volte effimera e velleitaria




    interessante questo post. i miei complimenti all'autore!

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    00 8/18/2007 5:39 PM
    Complimenti...lezione di storia medievale accurata! [SM=x131189]




    For you I was a flame....love, is a losing game....


    Quando stai per mollare, fermati un attimo a pensare al motivo per il quale hai resistito fino ad ora ... Pensa alla meta, non a quanto sia lungo il tragitto. Rimboccati le maniche e non aver paura della fatica. Guardati allo specchio e riconosci quel sognatore che ti sta di fronte. Lotta e combatti. E quando ciò che desideri sarà tuo, una mano al cuore e sentirai in ogni singolo battito l'eco di ognuno dei passi che hai compiuto. E se avrai qualche cicatrice non preoccuparti, non c'e vittoria senza una ferita di guerra, non c'è arcobaleno senza la pioggia.