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Chi ha scelto i libri del Nuovo Testamento da Gesù in poi tra le centinaia di libri cristiani ?

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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 9:23 AM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    Pino2019, 31/08/2021 09:13:




    Ok, ma per l' argomento che stiamo affrontando ciò che interessa è che questi uomini menzionano e citano i libri che oggi fanno parte del NT quindi tali libri alla loro epoca I e II secolo già esistevano.

    Sinceramente non lo sapevo che citassero il Nuovo Testamento ,forse qualche libro sporadicamente

    Ho letto delle lettere e non ho notato nessun accenno ai libri a esempio di Ignazio d'Antiochia
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    Pino2019
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    00 8/31/2021 11:03 AM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    michelecallo(1973), 31/08/2021 09:23:

    Sinceramente non lo sapevo che citassero il Nuovo Testamento ,forse qualche libro sporadicamente

    Ho letto delle lettere e non ho notato nessun accenno ai libri a esempio di Ignazio d'Antiochia




    Leggiamo che “verso la fine del I sec., Clemente vescovo di Roma conosceva la lettera di Paolo indirizzata alla chiesa di Corinto. Dopo di lui le lettere sia di Ignazio vescovo di Antiochia che di Policarpo vescovo di Smirne attestano la diffusione delle lettere paoline entro il secondo decennio del II secolo”. (The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603)

    Giustino Martire (morto nel 165 E.V. ca.), nel suo Dialogo con Trifone (XLIX), usa l’espressione “è scritto” nel citare Matteo, così come fanno i Vangeli stessi quando citano le Scritture Ebraiche. La stessa cosa fa una precedente opera anonima, la “Lettera di Barnaba” (IV). Giustino Martire nella “I Apologia” (LXVI, LXVII) chiama “vangeli” le “memorie degli Apostoli”.

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente.


    Teofilo di Antiochia (II secolo E.V.) dichiarò: “Circa la giustizia comandata dalla legge, espressioni di conferma si trovano sia fra i profeti che nei Vangeli, perché tutti parlarono mentre erano ispirati dal medesimo Spirito di Dio”. Teofilo usa quindi espressioni come ‘il Vangelo dice’ (citando Mt 5:28, 32, 44, 46; 6:3) e “la parola divina ci dà istruzioni” (citando 1Tm 2:2 e Ro 13:7, 8). — Ad Autolycum (XII, XIII).




    Parlando delle Scritture, Ireneo cita non meno di 200 volte le lettere di Paolo. Clemente dice che risponderà ai suoi avversari “confutandoli proprio con il ricorso alle Scritture” che “sono garantite dall’autorità dell’Onnipotente”, il quale è stato “predicato dalla legge, dai profeti e inoltre dal Vangelo della beatitudine”. — Stromati [o Miscellanea] (IV, 1).
    [Edited by Pino2019 8/31/2021 11:15 AM]
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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 1:00 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    Pino2019, 31/08/2021 11:03:




    Leggiamo che “verso la fine del I sec., Clemente vescovo di Roma conosceva la lettera di Paolo indirizzata alla chiesa di Corinto. Dopo di lui le lettere sia di Ignazio vescovo di Antiochia che di Policarpo vescovo di Smirne attestano la diffusione delle lettere paoline entro il secondo decennio del II secolo”. (The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603)

    Giustino Martire (morto nel 165 E.V. ca.), nel suo Dialogo con Trifone (XLIX), usa l’espressione “è scritto” nel citare Matteo, così come fanno i Vangeli stessi quando citano le Scritture Ebraiche. La stessa cosa fa una precedente opera anonima, la “Lettera di Barnaba” (IV). Giustino Martire nella “I Apologia” (LXVI, LXVII) chiama “vangeli” le “memorie degli Apostoli”.

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente.


    Teofilo di Antiochia (II secolo E.V.) dichiarò: “Circa la giustizia comandata dalla legge, espressioni di conferma si trovano sia fra i profeti che nei Vangeli, perché tutti parlarono mentre erano ispirati dal medesimo Spirito di Dio”. Teofilo usa quindi espressioni come ‘il Vangelo dice’ (citando Mt 5:28, 32, 44, 46; 6:3) e “la parola divina ci dà istruzioni” (citando 1Tm 2:2 e Ro 13:7, 8). — Ad Autolycum (XII, XIII).




    Parlando delle Scritture, Ireneo cita non meno di 200 volte le lettere di Paolo. Clemente dice che risponderà ai suoi avversari “confutandoli proprio con il ricorso alle Scritture” che “sono garantite dall’autorità dell’Onnipotente”, il quale è stato “predicato dalla legge, dai profeti e inoltre dal Vangelo della beatitudine”. — Stromati [o Miscellanea] (IV, 1).

    Logico che ripetono quello che gli hanno insegnato oralmente di quello che ha fatto Gesù e gli Apostoli

    Di nominare Libri del Nuovo Testamento non l'ho notato sinceramente
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    Pino2019
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    00 8/31/2021 5:07 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    michelecallo(1973), 31/08/2021 13:00:

    Logico che ripetono quello che gli hanno insegnato oralmente di quello che ha fatto Gesù e gli Apostoli

    Di nominare Libri del Nuovo Testamento non l'ho notato sinceramente




    Leggiamo che “verso la fine del I sec., Clemente vescovo di Roma conosceva la lettera di Paolo indirizzata alla chiesa di Corinto. Dopo di lui le lettere sia di Ignazio vescovo di Antiochia che di Policarpo vescovo di Smirne attestano la diffusione delle lettere paoline entro il secondo decennio del II secolo”. (The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603)

    diffusione di Lettere quindi scritti

    Giustino Martire (morto nel 165 E.V. ca.), nel suo Dialogo con Trifone (XLIX), usa l’espressione “è scritto” nel citare Matteo,

    E' scritto

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente.

    Si leggono


    Parlando delle Scritture, Ireneo cita non meno di 200 volte le lettere di Paolo. Clemente dice che risponderà ai suoi avversari “confutandoli proprio con il ricorso alle Scritture” che “sono garantite dall’autorità dell’Onnipotente”, il quale è stato “predicato dalla legge, dai profeti e inoltre dal Vangelo della beatitudine”. — Stromati [o Miscellanea] (IV, 1).


    Lettere di Paolo ricorso delle scritture tra le quali i vangeli
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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 5:56 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    Pino2019, 31/08/2021 17:07:




    Leggiamo che “verso la fine del I sec., Clemente vescovo di Roma conosceva la lettera di Paolo indirizzata alla chiesa di Corinto. Dopo di lui le lettere sia di Ignazio vescovo di Antiochia che di Policarpo vescovo di Smirne attestano la diffusione delle lettere paoline entro il secondo decennio del II secolo”. (The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603)

    diffusione di Lettere quindi scritti

    Giustino Martire (morto nel 165 E.V. ca.), nel suo Dialogo con Trifone (XLIX), usa l’espressione “è scritto” nel citare Matteo,

    E' scritto

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente.

    Si leggono


    Parlando delle Scritture, Ireneo cita non meno di 200 volte le lettere di Paolo. Clemente dice che risponderà ai suoi avversari “confutandoli proprio con il ricorso alle Scritture” che “sono garantite dall’autorità dell’Onnipotente”, il quale è stato “predicato dalla legge, dai profeti e inoltre dal Vangelo della beatitudine”. — Stromati [o Miscellanea] (IV, 1).


    Lettere di Paolo ricorso delle scritture tra le quali i vangeli

    Ho letto queste lettere sia di Ignazio d'Antiochia che di Clemente non c'è nessun accenno alle lettere di Paolo
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    Giandujotta.50
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    00 8/31/2021 6:19 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    michelecallo(1973), 31/08/2021 17:56:

    Ho letto queste lettere sia di Ignazio d'Antiochia che di Clemente non c'è nessun accenno alle lettere di Paolo




    fammi capire, stai dicendo che The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603
    sta dando false informazioni?
    Puoi essere piu specifico nell'accusa?

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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 6:33 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    Giandujotta.50, 31/08/2021 18:19:




    fammi capire, stai dicendo che The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603
    sta dando false informazioni?
    Puoi essere piu specifico nell'accusa?


    Sinceramente è così famosa che non la conoscevo

    The International Standard Bible Encyclopedia
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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 6:38 PM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
    Pino2019, 31/08/2021 17:07:




    Leggiamo che “verso la fine del I sec., Clemente vescovo di Roma conosceva la lettera di Paolo indirizzata alla chiesa di Corinto. Dopo di lui le lettere sia di Ignazio vescovo di Antiochia che di Policarpo vescovo di Smirne attestano la diffusione delle lettere paoline entro il secondo decennio del II secolo”. (The International Standard Bible Encyclopedia, a cura di G. W. Bromiley, 1979, vol. 1, p. 603)

    diffusione di Lettere quindi scritti

    Giustino Martire (morto nel 165 E.V. ca.), nel suo Dialogo con Trifone (XLIX), usa l’espressione “è scritto” nel citare Matteo,

    E' scritto

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente.

    Si leggono


    Parlando delle Scritture, Ireneo cita non meno di 200 volte le lettere di Paolo. Clemente dice che risponderà ai suoi avversari “confutandoli proprio con il ricorso alle Scritture” che “sono garantite dall’autorità dell’Onnipotente”, il quale è stato “predicato dalla legge, dai profeti e inoltre dal Vangelo della beatitudine”. — Stromati [o Miscellanea] (IV, 1).


    Lettere di Paolo ricorso delle scritture tra le quali i vangeli

    Pino da quello che hai riportato tu

    Già nel 150 dc si parla della Domenica come giorno di riunione tra cristiani il giorno del Sole

    Voi dite che è stato secoli dopo l'imperatore

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente
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    Giandujotta.50
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    00 8/31/2021 6:39 PM

    michelecallo(1973), 31/08/2021 18:33:

    Sinceramente è così famosa che non la conoscevo

    The International Standard Bible Encyclopedia

    [/POSTQUOTE




    Oh!
    Deduco che tu conosci tutte le enciclopedie bibliche del mondo meno questa!
    Ho capito bene?
    E pur non conoscendola la accusi di scrivere falsità!

    Ho capito bene?
    [Edited by Giandujotta.50 8/31/2021 6:42 PM]
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    michelecallo(1973)
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    00 8/31/2021 6:44 PM
    Giandujotta.50, 31/08/2021 18:39:

    Oh!
    Deduco che tu conosci tutte le enciclopedie bibliche del mondo meno questa!
    Ho capito bene?
    E pur non conoscendola la accusi di scrivere falsità!

    Ho capito bene?

    Che dice falsità non lo so

    Ho letto le lettere di Ignazio d'Antiochia,di Clemente e di Policarpo
    E non riscontrato che abbiano scritto nomi delle lettere i i di Paolo
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    Giandujotta.50
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    00 8/31/2021 7:18 PM


    E immagino che non conoscerai nemmeno il curatore di quella enciclopedia..
    Posso darti qualche ragguaglio sulla sua preparazione:

    Tradotto dall'inglese-Geoffrey W. Bromiley era uno storico ecclesiastico e un teologo storico. Era stato professore emerito al Fuller Theological Seminary ", essendo stato Professore di storia della Chiesa e teologia storica lì dal 1958 fino al suo pensionamento nel 1987 ". Wikipedia (inglese)
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    Giandujotta.50
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    00 8/31/2021 7:19 PM
    Re:
    michelecallo(1973), 31/08/2021 18:44:

    Che dice falsità non lo so

    Ho letto le lettere di Ignazio d'Antiochia,di Clemente e di Policarpo
    E non riscontrato che abbiano scritto nomi delle lettere i i di Paolo




    Lui ha una reputazione da difendere in quanto studioso con crediti accademici in materia..
    I tuoi quali sono?
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    (SimonLeBon)
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    00 8/31/2021 10:02 PM
    Re:
    michelecallo(1973), 8/31/2021 6:38 PM:

    Pino da quello che hai riportato tu

    Già nel 150 dc si parla della Domenica come giorno di riunione tra cristiani il giorno del Sole

    Voi dite che è stato secoli dopo l'imperatore

    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente




    Caro Michele,
    qual è la domanda?

    Simon
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    Pino2019
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    00 9/1/2021 7:22 AM
    Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:

    Pino da quello che hai riportato tu

    Già nel 150 dc si parla della Domenica come giorno di riunione tra cristiani il giorno del Sole

    Voi dite che è stato secoli dopo l'imperatore



    Noi non affermiamo nulla è la storia che dice che dopo il concilio ecclesiastico tenuto a Laodicea (verso la metà del IV secolo E.V.) si proibì ai cristiani di astenersi dal lavoro il giorno del sabato , mentre il giorno del Signore ,il giorno della settimana in cui Gesù era stato risuscitato, doveva essere osservato in maniera cristiana”. Da allora in poi i cristiani dovettero lavorare il sabato e astenersi dal lavoro la domenica. In seguito fu imposto loro di andare a Messa la domenica.

    Che già prima di quella data i Cristiani si riunissero anche di domenica è riportato pure in Atti 20:7 ma non era un obbligo o non pensavano che fosse un giorno particolare.

    Comunque che c' entra con l' argomento ?



    Giustino stesso afferma nel 150 d.c circa:
    Apol. I, LXVII, 3. Nel giorno chiamato del Sole ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne, e si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti finchè il tempo consente





    Quindi cosa si comprende? Leggevano i Vangeli nel 150 D.C. quindi già esistevano in forma scritta.

    Infatti non esiste un biblista o storico al mondo che sostenga che i libri del NT non esistessero prima del III secolo come mi sembra tu sostenga, anzi sono tutti piuttosto concordi nell' affermare che tali libri siano stati scritti entro la fine del I secolo.

    [Edited by Pino2019 9/1/2021 7:23 AM]
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