00 2/16/2019 4:59 PM
Yorgos Lanthimos



Yorgos Lanthimos è indubbiamente un regista molto eclettico che salta con facilità e disinvoltura tra i vari generi filmici; non tutte le ciambelle gli riescono col buco, ma anche i film meno riusciti hanno motivi di interesse. Questa favorita è un po' spiazzante, perché non ci si aspettava da lui che predilige il grottesco ed il provocatorio (Vedi Kinidontas) un film in costume alla maniera di Barry Lindon dove in tutto è forma e apparenza, ma ci mette comunque anche un po' di Greenaway per cui la dose di grottesco e assurdo è assicurata. Tre donne lottano per il potere, la prima è la regina legittima, Anna Stuart, malata e bacata, che il potere lo da gratis a chi lo vuole, salvo poi riprenderselo come e quando gli pare e piace, poi c'è la favorita Sarah, di fatto reggente facenti funzioni, dispotica e tirannica fino a quando non viene fatta fuori e mandata i esilio da una terza incomoda, Abigail, una ragazzotta nobile decaduta declassata a rango di serva che entra nelle grazie della regina (e nel suo letto) e si dimostra buona arrampicatrice.
Un gioco al vetriolo di tre donne che non lesinano cattiverie e colpi bassi, sia pure con grazia settecentesca, un gioco fine a se stesso che ci diverte in quanto tale, ma che poi ci fa porre una domanda: in che mani siamo? Da chi siamo governati? Sono questi individui deputati al nostro benessere ed al nostro futuro. Il regista non spende molto per contestualizzare storicamente il film, volutamente anzi non un film storico, è un film sulla natura umana e su come siamo fatti: non molto bene secondo Lanthimos, per forza poi arrivano i Salvini e i Di Maio.
Bene gli attori, belle le scenografie, ottima la regia, forse ci vorrebbe qualche sforbiciata in più.
Voto : 8