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LE PROVE METALLICHE

Le analisi dei metalli. (Estratto da „Die unglaubliche Geschichte des 'Billy' Eduard Albert Meier“ di Michael Hesemann, apparso sul Magazin 2000, Düsseldorf ) “.....Allora Dilettoso venne in contatto con il dott. Marcel Vogel ( che nel frattempo è scomparso), grande esperto, capo dei laboratori del gigante dei computer IBM, detentore di 32 brevetti, inventore del floppy disc e dei cristalli liquidi.

“E fin quando non avrò tra le mani qualcosa che potrò mettere sotto il mio microscopio, non sento ragione“, sosteneva sempre Vogel. “Avvistamenti e foto non sono prove sufficienti.“ Allora gli arrivò un pacchetto con le prove sui metalli. Subito si portò i frammenti nel suo ufficio. Uno dei pezzi metallici era fortemente ossidato e così il chimico tentò di raschiare lo strato ossidato con un raschietto d'acciaio ed ecco che si verificò qualcosa di molto strano. “Ho solamente toccato il metallo con il raschietto e subito sono apparse delle righe rosse e lo strato ossidato è scomparso.

L'ho semplicemente toccato e si è disossidato ed è diventato metallo puro . Non ho mai visto una cosa così.“ Dalle prove metalliche risultò che si trattava di una lega in argento non troppo insolita. Un altro pezzettino triangolare invece si dimostrò una lega estremamente complessa, composta da argento e da alluminio purissimi oltre che da potassio, calcio, cromo, rame, argon, bromo, cloro, ferro, zolfo e silicio. Una piccola area mostrava una miscela notevole di elementi quasi simile al sistema periodico, ed ogni elemento era di assoluta purezza.

“Ogni elemento in questione era legato a tutti gli altri“, constatò il chimico, pieno di sorpresa, “ma nello stesso tempo manteneva in qualche maniera la sua struttura individuale.“ In una piccola scanalatura, nel centro del campione, ingrandendolo 500 volte, scoprì due microscanalature parallele che erano collegate tra di loro attraverso canali, erano precise righe a filo, che erano state in qualche modo inserite meccanicamente nel metallo. Ancora più sorprendente per lui risultò il fatto che l'elemento principale di quella minuscola zona fosse tulio, un metallo estremamente raro. “Il tulio esiste solamente in piccolissime dosi“, fece sapere Vogel. “Ha un valore pazzesco, molto più caro del platino e difficile da reperire.

Bisogna possedere una conoscenza metallurgica notevolissima per potere produrre anche una sola lega con questo metallo." Allora regolò il suo microscopo elettronico su un ingrandimento di 1600 volte e guardò con meraviglia. “Un mondo particolare si aprì con questa prova. C'erano qui strutture dentro le strutture - molto, molto straordinario. “ Vogel si preparò a lavorare sempre più intensamente con questo metallo, fece un ingrandimento di 2500 volte e trovò “strutture bifilari...veramente straordinario che un metallo possegga una banda a due fili. Se si prende una banda di questa prova e la si mette sotto luce polarizzata, si scopre che è sì metallo, ma nello stesso tempo è... cristallo!“

Erano strutture cristalline esagonali disposte a forma di spirali. Una ripresa fotomicrografica, eseguita da Vogel, risultò eccezionalmente limpida, prova che le strutture possedevano un'eccellente conducibilità. La limpidezza di queste strutture e la purezza degli elementi furono per Vogel una dimostrazione palese che questo materiale non era stato prodotto tramite un processo di lavorazione metallica conosciuto. Qui probabilmente deve essersi verificata una fusione fredda non elettrica dei metalli – un procedimento che qui sulla Terra è ancora sconosciuto “Con nessuna tecnologia a noi nota possiamo arrivare a ciò sul nostro pianeta“, spiegò Vogel allo scrittore Gary Kinder, “perciò penso sia molto importante che il mondo scientifico collabori per studiare seriamente queste cose invece che lasciare che le si attribuiscano all'immaginazione umana.

Fonte: it.figu.org/








ED IL SUONO DEI DISCHI...

Uno dei testimoni, il sig. Shutzbach, aveva registrato su nastro magnetico il ronzìo della nave a raggio, nastro che fu analizzato in vari modi con apparecchiature sofisticate presso il laboratorio sottomarino della US Navy a Groton. Si scoprì che il ronzìo era generato da tre diverse fonti e le frequenze risultanti nello spettro acustico era compresa tra i 320 e i 980 Hertz;

"la fonte principale del ronzio è una macchina di natura elettromagnetica che rotea all'interno di campi elettromagnetici multipli al ritmo di 250 rivoluzioni al minuto. Il ronzìo, nello spettro del percettibile, è dato da un gruppo di armonie forti in diretto rapporto con la rotazione della macchina. In questo contesto, la rotazione della macchina rimane stabile... Inoltre il moto rotatorio della macchina genera una vibrazione che a sua volta determina una ulteriore amplificazione delle armoniche più elevate".

Da una ulteriore analisi eseguita da Jim Dilettoso, tale ronzìo risulta essere prodotto da un concentrato di 32 frequenze simultanee,
24 delle quali rientravano nello spettro acustico percettibile.