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Le indagini di William Moore e la lettera di Gerald Light

Un’ulteriore ed illuminante conferma sui fatti di Muroc, in realtà, sarebbe giunta quasi a distanza di due mesi da quel 20 febbraio 1954 attraverso una lettera privata pervenuta al ricercatore metafisico Meade Layne del Borderland Sciences Research Association (oggi Borderland Sciences Research Foundation) dal suo amico Gerald Light che insieme ad altri testimoni asserì di essere stato presente all’incontro di Eisenhower con entità aliene. Tuttavia la storia della lettera di Light vide la luce solo nel 1980 quando venne pubblicata negli USA all’interno del volume “The Roswell Incident” scritto da Moore e Berlitz. Nel 1954 Layne, allora direttore del Borderland Sciences Research Association, aveva sentito anche lui quelle voci, ma vi aveva prestato scarsa attenzione finché, tre mesi dopo, il 16 aprile, non ricevette una lettera stupefacente da uno dei suoi soci, Gerald Light di Los Angeles. In quella lettera Light dichiarava di avere trascorso circa quarantott’ore nella Base Aerea di Edwards, in compagnia di altri tre uomini: il giornalista Franklin Allen del gruppo Hearst, il finanziere Edwin Nourse del Brookings Insitute e il vescovo, poi cardinale, James F. A. McIntyre di Los Angeles (v. intervista al gesuita ndr.). Quanto segue è la traduzione dell’originale della lettera di Light.



Gerald Light

10545 Scenario Lane

Los Angeles, California

(Lettera Ricevuta 4-16-1954)


Sig. Meade Layne

San Diego, California


<< Mio caro amico, sono appena rientrato da Muroc. Il resoconto è vero, devastantemente vero!

Ho viaggiato in compagnia di Franklin Allen delle Edizioni Hearst, Edwin Nourse del Brookings Institute (un tempo consulente finanziario di Truman) e del vescovo McIntyre di Los Angeles (che questi nomi restino per ora confidenziali, perfavore). Quando ci è stato consentito di entrare nel settore riservato della base ( dopo circa 6 ore in cui sono stati verificati tutti i possibili fatti, eventi, momenti e aspetti delle nostre vite a livello pubblico e privato), ho avuto la netta sensazione che il mondo fosse finito, e con un realismo incredibile. Non ho mai visto tanti esseri umani in uno stato simile di completo collasso e confusione mentale, come se avessero compreso che il loro mondo era davvero finito, in modo estremamente definitivo e indescrivibile. La realtà dei mezzi volanti provenienti da “altri piani” del creato è ora e per sempre avulsa dall’ambito delle ipotesi per divenire invece parte – con tutti i problemi che ciò evoca – della coscienza di qualunque nostro gruppo responsabile di carattere scientifico e politico. Durante la mia visita di due giorni ho visto separatamente cinque diversi tipi di velivoli allo studio di nostri ufficiali piloti – con l’assistenza e il permesso degli “Eterici” (termine coniato da Light x gli alieni ndr). Non ho parole per esprimere le mie reazioni. Finalmente è accaduto. Adesso è un problema che riguarda la Storia. Il presidente Eisenhower, come forse già saprai, è stato portato segretamente una notte a Muroc durante la sua recente visita a Palm Springs. E’ mia convinzione che egli ignorerà il tremendo conflitto fra le varie “autorità” e invece si rivolgerà direttamente alla gente attraverso la radio e la televisione, se questa soluzione di impasse si prolungherà. A quanto ho potuto saperne, una dichiarazione ufficiale al Paese è in preparazione, per essere divulgata verso la metà di maggio. Lascerò alle tue eccellenti capacità di deduzione il costruire un quadro di insieme del pandemonio emotivo e mentale che sta attualmente colpendo le coscienze di centinaia di esponenti delle nostre “autorità” scientifiche e di diversi “dotti” nelle varie conoscenze specialistiche alla base della fisica odierna. In certi momenti non riesco a non provarne pietà in me stesso di fronte al patetico disorientamento di menti alquanto brillanti nel loro disperato tentativo di ottenere qualche spiegazione razionale in grado di giustificare ancora i loro vecchi concetti con tutte le loro teorie. Ho ringraziato il mio destino personale per avermi da tempo aperto a prospettive metafisiche e imposto così di trovare le dovute risposte. Vedere delle pur valide menti vacillare di fronte ad aspetti totalmente inconciliabili per la loro “scienza” non è piacevole. Ho ormai dimenticato quanto comuni i fenomeni quali la smaterializzazione di oggetti solidi siano diventati per me adesso. La possibilità per un corpo di andare e venire attraverso dimensioni “eteriche” o spirituali è divenuta così familiare per me nel corso degli anni da farmi dimenticare che tali manifestazioni potrebbero in effetti compromettere l’equilibrio mentale di un uomo che non vi fosse stato preparato. Non dimenticherò mai quelle 48 ore a Muroc. >>

Gerald Light



Ora come giustamente sottolinea Moore nel suo volume dall’esame di questa lettera, presumendo che non sia una mistificazione, sembrano emergere alcuni punti chiave, tra cui l’effettiva identità di Gerald Light; il perché della sua presenza ad Edwards con gli altri tre noti, invece, personaggi citati.

Stando a quanto riferisce Meade Layne, che lo avrebbe citato in una delle sue iniziali pubblicazioni del BSRF (Borderland Sciences Research Foundation), Light era uno scrittore e conferenziere dotato e molto colto interessato a tematiche quali chiaroveggenza ed occultismo.

“Da altre ricerche - afferma Moore - è risultato che, agli inizi degli Anni Cinquanta, esisteva un Gerald Light, direttore pubblicità e promozione vendite della CBS Columbia: il settore produzione della Columbia Broadcasting System. Ma non si sa se si tratti dello stesso uomo. Reilly Crabb, l’attuale direttore della BRSF (nel 1980 ndr), non poté fornire altre spiegazioni, eccetto quella di avere sentito dire che Light era morto qualche anno prima. Quanto agli altri uomini menzionati nella lettera di Crabb mi riferì di sapere che erano stati fatti molti tentativi, nel corso degli anni, per entrare in contatto con loro a proposito della storia di Gerald Light, ma che nessuno dei tre aveva accettato di discutere la faccenda, né aveva ammesso di avere ricevuto lettere sull’argomento. Poiché Allen, Nourse e il cardinale McIntyre sono ormai morti il mistero potrebbe rimanere insoluto. La cosa più interessante della lettera di Light, tuttavia, è la sua affermazione che “il presidente Eisenhower…è stato segretamente condotto a Muroc, una notte, durante la sua recente visita a Palm Springs”. Un’affermazione in contrasto con la spiegazione dell’”osso di pollo” data dall’addetto stampa Haggerty per la scomparsa di “Ike” nella notte del 20 febbraio. Se “Ike” fosse stato davvero accompagnato semplicemente dal dentista perché il lungo silenzio ufficiale sulla faccenda e le ripetute dichiarazioni che stava bene da Smoke Tree? Se il dentista fosse stato realmente consultato, sarebbe stato certamente il caso di riferire la cosa, soffocando così sul nascere le voci pazzesche che circolavano intorno alla scomparsa di “Ike”, senza fare nessun danno. La copertura del “tutto va bene” prima e poi la convocazione dello stesso Haggerty perché trattasse di persona con la stampa quella che sembrava presentarsi come una crisi montante appaiono eccessive per la semplice spiegazione che ne seguì. Nella migliore delle ipotesi è un dettaglio, certo, ma tuttavia interessante. C’è però una cosa sicura nella lettera di Light: la sua convinzione che Eisenhower si preparasse a “rivolgersi direttamente al popolo…intorno alle metà di maggio” non si verificò mai. Se “Ike” stava preparando una dichiarazione ufficiale sulla faccenda deve essere stato dissuaso da quelle stesse “autorità” che fin dal principio si erano mostrate favorevoli a un’assoluta segretezza. A quanto pare “Ike” fu messo a parte del segreto insieme con un piccolo gruppo di scienziati, di militari e di civili di ogni professione accuratamente selezionati (Light, Allen, Nourse e McIntyre dovevano essere stati scelti anche loro come parte di questo gruppo). A costoro fu mostrata la prova per un certo periodo di tempo, probabilmente con lo scopo di valutare, osservandone le reazioni, quale potesse essere l’effetto sul grosso pubblico se una simile storia fosse stata rivelata. Se questa ipotesi è vera la confusione mentale e il quasi pandemonio che sembrano essere derivati e che Light descrive nella sua lettera devono avere fornito argomenti sufficienti per dare una vittoria completa ai fautori della segretezza. I testimoni che avevano visto la prova furono vincolati al silenzio dal giuramento e l’intenzione di rendere pubblica la notizia fu di conseguenza scartata. (Eisenhower, si dice, ordinò il silenzio e ulteriori studi). Il fatto che Light avesse rotto il suo giuramento scrivendo a Meade Layne non allarmò le autorità, che probabilmente avevano scoperto che Light non era abbastanza importante per rendere credibile la storia, anche se l’avesse pubblicata”.

Comunque, le ricerche condotte da Moore ha permesso di portare alla luce alcuni aspetti e dettagli che indicherebbero la possibilità che dopotutto ci fosse del vero nella storia raccontata da Light e che lasciano intendere chiaramente che la versione ufficiale fosse del tutto inattendibile. Innanzitutto per quanto concerne il fantomatico dentista Moore, identificato nel Dr. F.A. Purcell, nel giungo del 1979 ebbe modo d’intervistare la moglie, ormai vedova essendo il marito deceduto in precedenza.“Fatto insolito – afferma Moore - ci si aspetta che un dentista del posto che viene chiamato per curare un presidente degli Stati Uniti d’America dovrebbe, evento piuttosto memorabile, serbare un importante ricordo. Tuttavia la vedova del dentista in un’intervista successiva, avvenuta nel giugno 1979, curiosamente non era in grado di rammentare alcun ricordo o circostanza in merito al coinvolgimento del marito in tale evento, tanto meno in quale momento del giorno fosse accaduto”. Tuttavia, stando al resoconto di Moore (ribadito in un articolo nel marzo del 1989 ndr.), la donna ricordava che il marito la sera dopo aveva preso parte ad una cena all’aperto con il presidente Eisenhower dove era stato presentato ai giornalisti come “il dentista che aveva curato il presidente”. Come giustamente evidenziato da Moore tutto ciò sembrerebbe suggerire che quella del dentista fosse in realtà una storia di copertura e che l’uomo fosse stato coinvolto nella faccenda solo come un complice utile all’operazione ideata probabilmente dall’addetto stampa Haggerty (nella foto il secondo seduto da sinistra) per placare i cronisti. Questo spiegherebbe anche una certa reticenza della moglie del dentista a proposito del singolare episodio occorso 25 anni prima. Tra l’altro, le ricerche effettuate da Moore presso la Biblioteca Eisenhower hanno portato alla luce altri due fatti incoerenti con la versione ufficiale della storia del dentista. Il primo è che mentre la biblioteca presenta un nutrito indice di documenti relativi alla salute del Presidente, non c’è nessun documento inerente un qualsiasi tipo di intervento ai denti compiuto in tutto il mese di febbraio del 1954. Un cosiddetto file sui “Dentisti” non contiene nulla d’inerente a tale incidente. Secondo, c’è un grande archivio che contiene copie di tutti i tipi di riconoscimenti e ringraziamenti che furono spediti dalla Casa Bianca a persone che avevano avuto qualcosa a che fare col viaggio del Presidente a Palm Springs. Ci sono lettere, per esempio, a persone che spedirono fiori, persone che si erano offerte di giocare a golf, ecc. C’è anche una lettera di ringraziamento al reverendo che presiedette la funzione religiosa domenicale a cui Eisenhower partecipò (La mattina presto della domenica del 21 febbraio 1954 Eisenhower appare ad una funzione religiosa presso la Chiesa della comunità di Palm Springs. In una foto dell’epoca è visibile Eisenhower mentre stringe la mano al pastore, il Reverendo James H. Blackstone, Jr.). Tuttavia non esiste nessun documento inerente qualsiasi tipo di ringraziamento spedito al dentista che avrebbe curato il Presidente. Un altro elemento che avvalorerebbe la versione fornita da Light è una testimonianza raccolta dallo stesso Moore e riportata nel testo scritto con Berlitz “Accadde a Roswell”: “Un’altra piccola informazione pertinente - scrive il coautore Berlitz - ci viene dalla signora Scully, vedova dell’autore di Behind the Flying Saucers (Il giornalista Frank Scully) (1), la quale ricordava che, nel 1954, lei e il marito avevano acquistato una casetta sulle montagne deserte sopra la base aerea di Edwards. Secondo la signora Scully uno dei carpentieri che era andato a lavorare per loro nel giugno di quell’anno aveva in precedenza lavorato come impiegato civile a Edwards. Quell’uomo, di cui lei non ricordava il nome, aveva detto loro che Eisenhower aveva davvero visitato segretamente la base alcuni mesi prima e che stranamente la stampa non era mai venuta a saperlo. Forse qualche giornalista lo aveva saputo, ma non riuscendo a trovare conferme, aveva mantenuto il silenzio. Il capitano Edward J. Ruppelt, allora appena dimessosi dall’incarico di capo dell’Air Force UFO Project Blue Book (settembre 1953), aveva anche lui udito voci di questo genere, sembra, e se ne era interessato abbastanza da prendersi il disturbo di fare una nota scritta a macchina sull’argomento. Sebbene quella nota, rintracciata da Moore durante un esame degli schedari di Ruppelt molti anni dopo la sua morte, sfortunatamente non riveli se Ruppelt credesse o no nella storia, il fatto stesso che esista ci consente di supporre che Ruppelt doveva provare qualcosa di più di un momentaneo interesse per l’argomento”.